Archive for the ‘L’Angolo di Adolfo’ Category

I POSSEDUTI

March 23, 2017
Adolfo Di Bella
COSI’ E’ SE CI PARE
Per comprendere meglio qualsiasi fenomeno sociale e non farsi prendere in giro dallo strapotere dell’informazione, occorre anzitutto avere buona memoria, tenendo ben presente che un popolo smemorato e che non protesta è condannato a diventare un popolo schiavo.
Confidiamo quindi che molti ricordino la “terribile” e inesistente pandemia dell’aviaria. La nostra classe politica, che da tempo svende l’Italia e gli Italiani osservando religiosamente il dogma “obbedienza pronta, cieca e assoluta”, acquistò coi soldi dei cittadini carrettate di vaccini prodotti a tempo di record da una sensibile e trepida industria farmaceutica. La pandemia non ci fu, alcuni anziani vaccinati morirono e decine di milioni di euro furono gettati nella pattumiera. La favola, che favola non è, si è dunque conclusa con: e vissero turlupinati e contenti.La ministra della sanità di un paese europeo, che non ha voluto emulare altre/i colleghe/i, era evidentemente immune da interessi personali da tutelare e motivi di ricattabilità, per cui rispose alle asfissianti pressioni col titolo di un’opera pirandelliana: “ma non è una cosa seria“. Il timore che questa risposta venisse emulata indusse ad una temporanea (ed apparente) rassegnazione i produttori di vaccini.
Anche la corporazione produttori era una fan di Luigi Pirandello, per cui volle sondare gli umori del pubblico proponendo la rappresentazione di un altro capolavoro del più grande drammaturgo dai tempi di Shakespeare: “come prima, meglio di prima“. Ed ecco, nel 2014, fare il suo ingresso sul sipario l’Ebolavirus, s’intende dopo la consueta capillare, scrupolosa, costosa, globale preparazione. Giornalisti ed esperti si flagellarono e schiaffeggiarono in diretta diffondendo il terrore per la novella peste nera che minacciava il nostro continente, mentre quotidiani bollettini di guerra aggiornavano il numero delle vittime, l’estensione dell’area del contagio, il suo avvicinarsi alle coste di quello che un tempo era chiamato Mare Nostrum, oggi Mare Lorum.

Ma la campagna, pur bene orchestrata come sempre, non ebbe successo. Improvvisamente l’epidemia scemò e scomparve, e di Ebola non si è più sentito parlare. E dire che i fedelissimi, lucidi d’unto come atleti dell’antica Grecia, avevano recitato magistralmente, ed il prezzo del biglietto era stato ribassato. Forse potremmo trovare una spiegazione a questo mistero: c’era stata troppa precipitazione? i ricordi della mancata pandemia precedente erano troppo freschi? aveva giocato un ruolo il timore che la paura del contagio rendesse la collettività ancora più ostile alla politica di importazione coatta (alias “accoglienza”)? Fatto sta che è calato il sipario su “come prima, meglio di prima” e nella locandina del teatrino al “come prima, meglio di prima” è stato sovraincollato l’annuncio de “la favola del figlio cambiato“.

Le spiegazioni prima ipotizzate ci sembrano attendibili, ma un’altra potrebbe esserlo ancora di più. In qualche riunione finalizzata a lanciare epidemie e nuovi farmaci si è sicuramente fatta strada una nuova, ambiziosa, risolutiva rappresentazione, fondata su due altre opere del grande agrigentino; la prima col titolo originale: “come tu mi vuoi“;  la seconda con un piccolo aggiustamento del “così è, se vi pare”, divenuto “così è se ci pare“. La proposta della prima opera nasceva dall’esperienza maturata, che dimostrava come la gente, opportunamente preparata, può venir convinta che gli elefanti vivano nell’Antardide ed i capodogli sulle cime delle Ande. Quella della seconda, dalla presa di coscienza di un’onnipotenza consolidata in decenni, che consentiva – si è pensato – di evitare perdite di tempo e sotterfugi, mettendo sulla bilancia la spada di Brenno e chiudendo il cerchio della sospirata Soluzione Finale.

Quale il ragionamento? Il seguente, elementare e di indiscutibile razionalità contabile. Proviamo a descriverlo immaginando il tenore di una riunione al vertice, nel salone di qualche grattacielo, sicuri che solo il lessico, e non la sostanza, può essere stato differente.

Fratello Alfa.
“In poco più di mezzo secolo siamo riusciti a far sparire dal mercato un bel po’ di sostanze fisiologiche e di farmaci efficaci che ci compromettevano il fatturato, ad imporre un turnover vertiginoso di specialità che a loro volta comportano un turnover altrettanto vertiginoso di farmaci per sovvenire ai loro effetti collaterali. Abbiamo cambiato i programmi universitari e messo in cattedra generazioni di somari e yes-pay-men che ci servono a puntino, fatto trasformare gli ordini dei medici in gendarmerie al nostro servizio, comprato ministri, presidenti, parlamentari, dirigenti sanitari, che obbediscono al primo schioccar di dita. Perfino i Nobel li decidiamo o proibiamo noi. Abbiamo partecipazioni di maggioranza in quasi tutte le riviste scientifiche, e siamo noi a decidere quali ricerche si fanno e quali no, visto che le ricerche cliniche richiedono ospedali e soldi e noi comandiamo sui primi e possediamo i secondi. Questo S.S (Santo Salvadanaio) ci ha consentito di fare di tv e giornali i nostri agenti pubblicitari e di riservarci l’imprimatur. Fatto sta che ormai le dieci più grosse nostre aziende hanno fatturati superiori al Pil di intere nazioni Direi che possiamo dichiararci soddisfatti”.

Fratello Beta.
“Dimentichi altri meriti, caro collega. Vendiamo anche a 1.000 quello che ci costa 1 e abbiamo inventato un bel po’ di nuove malattie che hanno dato una spinta formidabile ai fatturati”.

Fratello Gamma.
“Permettetemi di osservare come altre sezioni della Grande Confraternita abbiano fatto anche di meglio. In trent’anni, a furia di guerre fatte e soprattutto fatte fare e terrorismi creati e finanziati, i colleghi di altre logge hanno completamente plasmato a loro comodo gli equilibri internazionali, calato una bella camicia di forza sui paesi europei, imposta l’immigrazione coatta, ribattezzati come diritti civili perversione e dipendenza da droghe: e nessuno finora è stato in grado di sbarrare loro la strada. Il risultato è che siamo ad un passo dal sogno del governo unico mondiale”.

Fratello Delta.
“Concordo con l’amico Gamma. Siamo onesti (non equivocate, è solo un modo di dire): l’operazione aviaria è stata un mezzo tonfo, quella Ebola…non ne parliamo, l’offensiva dell’assistenza sanitaria totale ha avuto alti e bassi: e questo è male. Dovevamo insistere, perché se le altre sezioni hanno concluso brillantemente campagne difficili come quella di far digerire l’aumento delle tasse e l’involarsi dei soldi dei risparmiatori, i sudditi di oggi hanno meno soldi per comprare medicinali. Allora bisogna farli comprare allo stato, cioè sempre a loro con le tasse che pagano.
O l’assistenza sanitaria gratuita – per quello che ci conviene – nel maggior numero dei paesi, oppure rischiamo che i fatturati non aumentino nella percentuale che vogliamo. Abbiamo a disposizione un’intera nazione di cavie, l’Italia, dove si può chiedere e ottenere tutto quel che si vuole perché tutto è in svendita, oggi più di ieri, e gli italiani sono più torpidi nel reagire dei bradipi. Basti pensare che i loro figli o sono disoccupati o guadagnano meno della metà di dieci anni fa: e non protestano; gli tassano pure l’aria: e non protestano; li ammazzano e derubano: e non protestano; gli fregano i risparmi bancari, gli fanno pagare anche la ricapitalizzazione delle banche svuotate per finanziare amici ed amici degli amici, e per giunta secretando anche l’identità dei finanziati: e non protestano. E’ il paese ideale.
L’Italia, per noi, è davvero il paese che immaginò il suo Boccaccio: “……una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua“.

Insomma, abbiamo lavorato davvero bene, noi e le altre sezioni. Certo, a volte c’è il rovescio della medaglia, ma tutto si può superare. Abbiamo rincretinito il mondo con social network, smartphone, iphone, ma anche se nessun media di un qualche peso si azzarda a riprendere indiscrezioni a noi nocive, il problema c’è, e bisogna risolverlo. E’ vero che ci abbiamo pensato, facendo circolare il concetto che bisogna oscurare blog, siti e forum che non hanno ancora capito chi è che comanda. Prendiamo insegnamento dall’esperienza: gli atti potenzialmente sgraditi bisogna parcheggiarli per il tempo giusto tra le anticipazioni. La gente si abitua, si abitua, si abitua a tutto. Pian piano le facciamo digerire qualsiasi cosa. Quando i tempi sono maturi, e la gente già si è abituata al concetto, allora variamo la nave. A che punto siamo con le leggi per censurare le “fake-news”? Insistere, insistere, insistere, altrimenti dovremo fare la solita fatica e spendere un sacco di soldi per sovrastare voci ostili. Ma niente panico. Uno con il quale abbiamo in comune tante cose, Joseph Goebbels, diceva: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Quindi: possiamo stare sereni.

Fratello Epsilon.
“Cari Alfa, Beta, Gamma, Delta ed esimi colleghi tutti: tutto molto bello, ma occorre un salto di qualità. Rispondete a questa domanda: a quale clientela ci siamo rivolti finora? No, non guardatemi perplessi, non sto proponendo di vendere Cisplatino e Taxolo ai marziani. Riflettete con attenzione: noi finora abbiamo venduto farmaci ai malati. Occorre venderli ai sani.
Quanti sono i malati? Centinaia di milioni, certamente. Una ventina di milioni muoiono ogni anno di cancro, il che non è un male, perché se guarissero rimarremmo in mutande, e grazie alle altre sezioni possiamo contare non solo su un ricambio immediato, ma in crescita. Mi avete seguito finora? Bene!
Ma quanti sono gli uomini del pianeta? Lo sappiamo: sette miliardi e mezzo! Se riuscissimo a farli passare tutti per malati, potremmo brindare: ma per quanto ci siamo prodigati in merito, è impossibile riuscirci. E allora? E allora la soluzione ce l’abbiamo sotto il naso: che prevenire sia meglio che curare lo sanno tutti, no? E allora: basta con la cura dei soli malati o degli pseudo malati! Basta con le briciole (anche se ripaganti): puntiamo a vaccinare sette miliardi e mezzo di uomini, o quantomeno la percentuale più alta possibile, e avremo il mondo intero nelle nostre mani!”.

Un grande applauso – ci dicono certe indiscrezioni – ha accolto questa idea folgorante, con Alfa, Beta, Gamma, Delta che sono balzati in piedi con gli occhi lucidi a spellarsi le mani, seguìti da tutti gli altri. Il presidente pro tempore dell’assemblea è corso subito fuori, tornando con una scatoletta di velluto, dalla quale ha estratto la Stella al merito in oro e brillanti con fronde di quercia, che ha sfavillato al petto del commosso Epsilon, mentre il signor Teta ha fatto risuonare nella sala le note del “Big Pharma über alles”, ascoltato da tutti i congressisti in piedi e con la destra sul muscolo cardiaco.

Dopo che i presenti si sono detersi le lacrime, ricomposti e nuovamente seduti sulle loro poltrone, Epsilon, arrestati i primi moti dell’uditorio di alzarsi nuovamente con un cenno delle mani, ha ripreso la parola.

Epsilon.
“Sono emozionato per il vostro apprezzamento e per il riconoscimento. Ma desideravo aggiungere qualcosa che vi rallegrerà ancor di più. Pragmaticamente: ripetiamo e facciamo ripetere “vaccinazioni-vaccinazioni-vaccinazioni”, agiamo, paghiamo, minacciamo, brighiamo perché siano obbligatori tutti o quasi tutti, con i loro bei richiami, sforniamone di nuovi, e prendiamo il debito spunto. Senza dimenticarci – un applauso, prego – che il qui presente Signor Jota ha già fatto diffondere la notizia che si sta lavorando al vaccino per il cancro.
Anticipare…are…are..; abituare…are…are. Sono stati classificati più di cento tipi di cancro: il che comporta più di cento vaccini specifici! Quindi rimbocchiamoci le maniche, cari colleghi, ricordando che più forte è la paura, più grande il guadagno.

Non vi sfugga però che le uova d’oro delle vaccinazioni hanno d’oro pure il tuorlo: ed è oro a ventiquattro carati! Voglio dire che vaccinazione dopo vaccinazione, manderemo a picco le difese immunitarie. Ho bisogno di parlare ancora? Pensate a quanti antivirali e antibiotici in più venderemo! A quanti farmaci per malattie neuromotorie, demielinizzanti, neurologiche ci saranno richiesti! E anche i chemioterapici e gli anticorpi monoclonali scorreranno a fiumi. Il fatturato sul fatturato! Il nostro progenitore Caifa sia orgoglioso di noi! Viva Barabba! Viva Big Pharma!”.

Pare che alcuni anziani congressisti siano stati assistiti dal medico di servizio per passeggeri malori di genesi emotiva.

L’AMORE E’ PAZIENTE

December 12, 2016

La tradizionale discussione natalizia di questo travagliato 2016 vuol’essere un messaggio di speranza e di fiducia nel futuro, nel focolare di quella comunione di spirito che fin dall’inizio ha costituito un’aspirazione del DiBellaInsieme.
Apparentemente questa positività stride con lo sconfortante panorama che è davanti ai nostri occhi, dato che la desolazione del presente si accompagna al fatto che non riusciamo a vedere via d’uscita né prospettiva di cambiamento.

E invece ci dimentichiamo della cosa più importante: il “fattore Provvidenza”. No, non aspettatevi discorsi saccarinosi da buonismo natalizio o prediche da parroco mancato: si tratta di logica, bagnata sì nell’oro della fede, ma sempre logica.

Chiunque non concepisca la riflessione come una perdita di tempo è consapevole che non si può continuare così. Consumiamo a ritmi frenetici le risorse della natura; produciamo catene montuose di rifiuti in buona parte non riciclabili o tossici; ci alimentiamo prevalentemente con cibi conservati con tecniche discutibili, mentre quelli freschi risultano depauperati di vitamine e sostanze utili a causa di colture intensive.

Se allarghiamo l’osservazione all’ossessiva e mistificatoria propaganda consumistica, ideologica e politica, non possiamo che sentirci tutti come passeggeri di un aereo che piloti folli stanno portando a schiantarsi al suolo in una picchiata sempre più vertiginosa.

Ma non capiscono questi aviatori che moriranno insieme a noi? E chi stabilisce i piani di volo crede forse di essere invulnerabile? Abbandonando le metafore, che senso ha mentire ed ingannare sistematicamente l’umanità se con questo modello di vita e con certe strategie politiche ci si avvierà verso la morte per cancro o per fungo atomico? Non c’è altra spiegazione che quella di pensare ad un incantesimo malefico, o ad una sorta di droga da potere che privi del più elementare raziocinio.

A questo punto è intervenuto il “fattore  Provvidenza”, che ha cominciato a risvegliare le meningi di qualcuno dei drogati di cui sopra. Non pensare, caro lettore, che questo insolito ottimismo sia conseguenza di un’accidentale caduta con conseguente trauma cranico. Sbaglieresti. Non si tratta solo di attenta riflessione, ma di elementi concreti. Pazienza se ci troverai nebbiosi e criptici, come si suol dire: il futuro sarà più chiaro di qualsiasi esposizione dettagliata. Non importa se occorrerà ancora tempo, se vi saranno colpi di coda, reazioni, apparente ripresa dello sciagurato corso precedente: ciò che conta è che una grande mano si sia posata su quella di uno dei piloti, che questo abbia iniziato a tirare la cloche e che l’angolo di picchiata cominci a diminuire.

Questo clima di ritrovata fiducia nel futuro ci consola del rammarico che potremmo non fare in tempo ad assistere al ritorno della primavera. Vuol dire che ci accontenteremo di vedere i ghiaccioli che si sciolgono sui rami e le prime gemme che verdeggiano, lasciando l’incanto del rigoglio primaverile a figli e nipoti.

Il Presepe, che prima accoglieva la nostra accorata nostalgia per il tempo passato, oggi invia agli uomini, tramite il sorriso del Bambinello e le sue braccine levate, un silente canto di speranza, e un rimprovero al tempo stesso: quello di non avere creduto al fattore Provvidenza.

Il turpe “tutto e subito” che intride la società contemporanea, dai telecomandi agli elettrodomestici più inutili, dalla smania di arricchire a quella di far carriera come lampi, non ci ha allontanati solo dai tempi e dai ritmi della natura, ma anche dalla capacità di apprezzare e gustare i veri valori e dalla pace con se stessi che ne deriva.  Tale fretta ha contagiato anche la concezione della religione, oggi mal rappresentata e peggio predicata. La preghiera? Dare per avere: io prego, Tu esaudisci subito le mie richieste. Miracolo subito, insomma. E invece la preghiera, come la misteriosa e formidabile potenza della natura, richiede tempo, pazienza; e umiltà, e fiducia, e accettazione dei dolori e delle iniquità che ci provocano gli adepti ed i complici del male. Perché paga sempre e comunque. D’altronde ci era stato detto: “non praevalebunt“.

Chi vi scrive non pretende certo di sedere sullo scranno della saggezza e della lungimiranza; tutt’altro. L’avvilimento ci ha accompagnati per lunghi anni, il pessimismo e la convinzione che non c’era speranza, lo stesso, e – cosa ancora più grave – non è mancato uno sfiduciato “ma come puoi permettere tutto questo?”, seguìto da qualche accenno di miscredenza. E invece Lui ascolta sempre, e sempre paga: quando i tempi sono maturi, quando è arrivato il momento giusto. E non si tratta tanto di miracoli come solitamente li intendiamo, ma del filo che non eravamo riusciti a vedere e che invece sbuca, del tutto imprevisto, da un enorme groviglio che ci avviliva e spaventava.

Chi ci segue con attenzione e fiducia sa che non amiamo fare i misteriosi: si tratta solo di prudenza.

A tutti coloro che soffrono od hanno sofferto a causa del cinismo e della cecità umana giunga la carezza di quelle manine tenere e calde di amore che sporgono dalla culla di paglia. I re magi sono già in cammino e la cometa d’argento tornerà ad illuminare il cielo.

Buon Natale

Adolfo Di Bella

LA SAPIENZA DI DIO E L’INSIPIENZA DELL’UOMO CADUTO – IL CASO LISOZIMA

December 3, 2014

§1. Premessa.

In più occasioni ci siamo occupati di sostanze terapeutiche o di farmaci industriali scomparsi improvvisamente dal mercato, ed anche di recente vi sono state denunce di questa prassi – che misteriosa non è – ad opera di varie organizzazioni, tra le quali “Altro consumo”, che ha chiesto “…come mai farmaci essenziali scompaiono dalla circolazione e, in un momento successivo ricompaiono sul mercato a prezzi 16 volte maggiori?”.

Il tutto nel sospetto torpore della burocrazia farmacologica, viceversa fulminea e attivissima in situazioni gravemente carenti di seria dimostrazione e riprova scientifica.
Ma qui, purtroppo, non siamo soltanto di fronte ad illecite strategie commerciali e contrattazioni da mercato delle vacche, con strette di mano tra corruttori e corrotti. Stiamo parlando di sostanze o specialità fondamentali ed irrinunciabili che non dovrebbero mai mancare nelle farmacie di uno Stato libero e civile.

Una persona responsabile tralascerebbe d’avere sempre a disposizione, nell’armadietto dei medicinali di casa, quanto indispensabile? Non abbiamo tutti o quasi tutti almeno disinfettanti, cotone idrofilo, qualche analgesico, un po’ di bicarbonato? Non stiamo parlando di maniaci dell’automedicina, ma di persone con un minimo di prudenza e buon senso. Immaginiamoci, pantografando questo concetto esemplificativo, lo stato: è mai concepibile tollerare assenze estese quanto voragini in tema di farmaci e sostanze fondamentali? Vitamine e sostanze fisiologiche, non fanno parte del nostro organismo? E se ne fanno parte o sono prodotte ovvero sintetizzate da noi stessi, non è il caso di dar retta al Vecchio e infinitamente Saggio buon Dio che le ha previste, anziché a farmacologi di ignoranza inferiore soltanto alla loro corruttibilità? E invece no. Queste puzzole morali pretendono di correggere anche il Padreterno.
Non siamo affetti da paranoia filo-vitaminologica, e non pensiamo affatto che con vitamine e princìpi fisiologici si possa risolvere tutto. Ci mancherebbe. Ma è Scienza (con la esse maiuscola) attribuire molti stati patologici o loro acutizzazioni a carenze o difetti di assorbimento di un gran numero di molecole e, di conseguenza, è ineludibile l’obbligo morale e scientifico di impiegarle quale strumento precipuo o coadiuvante nei casi deputati (che sono numerosissimi).

E invece, per il gusto di criticare il Creatore (col quale, evidentemente, non corre buon sangue) e – soprattutto – di mantenere ricchezze e potere, non ci si disinteressa soltanto, ma si ricorre a tattiche di sottile nefandezza. Lo si fa a volte d’emblée, altre con graduale e sotterranea azione. Si contatta magari l’azienda farmaceutica, le si “consiglia” di lasciar perdere quel determinato preparato e, se non accetta il consiglio, glielo si fa accettare. Lo stesso avviene per aziende chimiche, quando si tratta di principio attivo fornito sfuso, o di sostanza fisiologica prodotta per sintesi. Nei casi estremi si può arrivare, costi quel che costi, a far incorporare il produttore da uno dei giganti della farmaceutica, che provvederà a radiare il farmaco/sostanza indesiderati.

Non sembrino questi concetti pretestuosi: qui si tratta della vita e della salute nostra e dei nostri figli!


§2. Chi era (è) costui?

La nostra è fissazione? Propensione alla polemica? Sclerotizzazione in idee preconcette? Siamo sicuri di no. Che vit. C e vit. A, in opportuna posologia e ragionati tempi di somministrazione, forniscano un validissimo contributo in occasioni di malattie infettive, è caposaldo delle conoscenze scientifiche risalenti ad almeno ottanta anni fa.
E lo stesso dicasi del Lisozima. Eccoci al tema della discussione odierna: Lisozima, chi era costui? Facciamo allora le presentazioni:
“Il lisozima trova frequente indicazione per le sue capacità batteriolitiche e per l’attivazione dell’immunità naturale, di cui è un costituente. È documentato il suo ruolo nella resistenza alle flogosi batteriche e virali e la sua carenza è spesso associata a fragilità degli epiteli aerodigestivi superiori e alla frequenza ed intensità di recidive. Anche se non ha una rilevante efficacia antitumorale diretta, può agire attivando macrofagi e cellule immunitarie e l’immunogenecità delle popolazioni neoplastiche. Attraverso la lisi di cellule batteriche e virali, può liberare molecole ad attività immunitaria e antitumorale. L’azione del lisozima si estende alla flora patogena protozoaria, raggiungendo un ampio spettro terapeutico esteso alle patologie gastrointestinali e del cavo orale. Potenzia decisamente l’effetto antibatterico degli antibiotici, che a seconda delle condizioni può sostituire o integrare, limitando notevolmente il deficit immunitario spesso associato alla patologia neoplastica e aggravato dai trattamenti chemioterapici. La sua assenza di tossicità, in quanto molecola biologica, e l’efficacia ne consigliano un uso frequente e soprattutto nelle situazioni conclamate di immunodepressione neoplastica”.
Utilizzo:
“Fa parte del modulo variabile. Si può somministrare in dosaggi di 3 g al giorno, aumentabile al bisogno senza rischio di tossicità o sovradosaggio. Sono consigliabili 2 compresse da 500 mg per 3 volte al giorno ai pasti. Nelle lesioni del cavo orale o delle vie aerodigestive superiori, è consigliabile fare sciogliere in bocca lentamente una compressa da 500 mg anche ogni due ore. Le sue proprietà litiche su virus, batteri e protozoi sono dovute all’attività enzimatica e al fatto che, essendo una proteina fortemente basica, il lisozima può superare facilmente l’esile membrana della cellula virale e denaturarne il DNA fortemente acido”.
Abbiamo tratto queste verità dal gemello sito medico-scientifico www.metododibella.org., che riporta anche una vasta bibliografia, troppo lunga per riportarla in questo contesto. Vedasi:
http://www.metododibella.org/it/mdb/
dettaglioDocumentazione.do?idPa=5879&idPrincipio=8749&pre=Lisozima

Il chilometrico elenco di lavori toglie di mezzo i soliti mistificatori di mestiere, iperattivi come certi alienati mentali.
In più noi abbiamo rintracciato una “chicca” che fornisce spunti di riflessione non solo sulle basi scientifiche di questa sostanza – una delle tante ideate dal Prof. Dio, dell’Università del Paradiso (dove i nepotismi non possono nulla) – ma anche sui motivi della sua programmata “radiazione”. Perché radiazione? Semplice: avete sentito parlare del business dei vaccini? Del business degli antivirali e degli antibiotici “di ultima generazione”? Basti questo accenno.
La chicca consiste nell’avere reperito una corposo depliant dedicato agli addetti ai lavori, a suo tempo pubblicato dalla ditta produttrice, la SPA (Società pro Antibiotici) di Milano. Mancando la data di stampa, l’abbiamo fatto risalire ai primi anni sessanta, sulla base dei lavori citati nell’ampia bibliografia allegata e di alcune didascalie alle foto di testo (vedi copertina nell’immagine seguente).
La copertina del depliant reca, come si può constatare, sotto i caratteri in grassetto “LISOZIMA SPA”, la legenda delle principali indicazioni: antiflogistico, antibatterico, antivirale, antioncotico, eutrofico. Nella pagina successiva, la citazione di Fleming, che scoprì il Lisozima prima ancora degli antibiotici, alla quale segue un po’ di storia. Ricopiamo.”Le lacrime non sono acqua. Contengono un’importante sostanza scoperta da Sir Alexander Fleming, prima ancora della penicillina. Si tratta di un enzima che può distruggere numerosi ceppi batterici in pochi minuti. L’esistenza di questo enzima, che Fleming battezzò Lisozima, spiega perché un organo tanto delicato come l’occhio umano raramente possa essere infettato dai germi presenti nell’atmosfera.

Le due grandi ed apparentemente distinte scoperte di Fleming, della Penicillina e del Lisozima, hanno impresso un nuovo ed insospettato corso alla ricerca scientifica ed alla terapia.

Il Lisozima è presente nel sangue, nei tessuti e nelle secrezioni, specialmente nel latte della donna (mentre manca nel latte di mucca) e si trova in concentrazione elevatissima nel cervello e nel surrene.

Esso costituisce una barriera fisiologica, una difesa naturale, contro l’invasione di batteri e di numerosi virus. I microrganismi soccombono all’azione lisante, flocculante, agglutinante e decapsulante del Lisozima. I virus erpetici, gli adenovirus, come pure i virus influenzali e numerosi altri virus, vengono nettamente inibiti dal Lisozima. In molte affezioni si può dimostrare un deficit di Lisozima, espressione di abbassamento del potere immunitario e difensivo dell’organismo.

Anche molte tossine elaborate nell’organismo malato vengono inattivate dal Lisozima, come ad esempio i pirogeni endogeni della febbre, la malignolipina e la oncolipina dei tumori, la tossina difterica, ecc.

Il Lisozima, dotato di molteplici e complesse azioni, enzimatiche e non enzimatiche, ha rivelato sorprendenti e nuove proprietà terapeutiche in molteplici affezioni”.
Qualche breve osservazione. Una rilevante omissione riguarda la segnalazione della presenza della sostanza nella saliva. Trattandosi, insieme alle vie nasali, del primo ingresso di microrganismi patogeni, appare chiara ed evidente la grande portata di questa difesa naturale. Se non disponessimo del lisozima nella saliva, una immensa quantità di infezioni di varia natura affliggerebbe l’uomo.

La seconda nota riguarda il latte materno e la sua insostituibile e preziosa attività. Non è solo saggezza popolare affermare che i bambini allevati al seno si dimostrano prevalentemente più robusti e con maggiori difese immunitarie di quelli allattati artificialmente, ma dato scientifico consolidato, anche se questa verità non riguarda solo il lisozima. Senza mancare di dire chiaramente che, per noi, certe madri che rifiutano di allattare i loro piccoli per non sformare il seno (ammesso che sia vero) non sono né vere madri né vere donne, alla luce di quanto sopra appare particolarmente grave e rivoltante lo scandalo di questi giorni riguardante alcuni pediatri imputati di corruzione. Per coloro ai quali fosse sfuggita la notizia (che non ha avuto il privilegio di occupare i primi titoli dei telegiornali): si tratta di 12 pediatri (due dei quali primari ospedalieri!) i quali, dietro benigna regalìa di smartphone e iphone, computer, condizionatori, televisori, viaggi pagati in località turistiche di moda (Sharm el Sheik, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul), nonché crociere e tour per sé e famiglia, si prestavano a fare il lavaggio del cervello a giovani mamme perché non allattassero i loro bimbi, ma ricorressero al latte in polvere di alcune note marche (naturalmente ci auguriamo che gli imputati risultino innocenti).

Per noi, alla luce delle proprietà del latte materno – grazie anche all’elevato contenuto di lisozima – il capo d’imputazione dovrebbe ricomprendere il reato di lesioni colpose gravi e, in caso di dimostrata colpevolezza, la pena, pesante, dovrebbe prevedere il divieto a vita dell’esercizio della professione e la radiazione dall’albo. Ma qui stiamo forse sognando ad occhi aperti.
Ad un particolare appena letto (il lisozima non è presente nel latte vaccino) si lega un’altra delle “strane” peculiarità del lisozima. La sostanza, ricavata dall’allume di uovo di gallina, viene usata generosamente nel corso della lavorazione del Parmigiano Reggiano, dato che distrugge non solo miriadi di virus e batteri, ma anche alcuni tipi di miceti nocivi. Tale impiego massivo è, fra l’altro, assai economico: il lisozima in polvere costa letteralmente quattro soldi, e chiunque potrebbe procurarselo a chili, per pochi euro, rivolgendosi ai produttori di parmigiano. Sia un’azienda produttrice che un farmacista galenico non fanno altro che ritirare la polvere di lisozima cloridrato, compressarlo con la compremitrice insieme agli eccipienti: che, nella produzione industriale, sono costituiti da lattosio, amido, talco, magnesio stearato, gomma arabica. Ma l’azione farmacologica della sostanza pura è praticamente analoga.


§3. Le virtù terapeutiche del lisozima.

Seguendo il dossier, leggiamo:

“Il Lisozima fattore dell’immunità naturale.

Le indagini elettroforetiche indicano l’influenza diretta del lisozima sulle globuline plasmatiche, con un incremento della frazione gamma globuline nonché della properdina.

Non meno interessante, in relazione con l’immunità, è l’aumento dei tassi serici di agglutinine, evidente dopo la somministrazione di dosi relativamente modeste di lisozima (25-50 mg. pro die). Ha pure importanza l’aumento della fagocitosi leucocitaria; interessantissima poi la presenza di lisozima nel nucleo attivo della molecola della stessa properdina, che svolge un grande ruolo nei processi immunitari.

Il lisozima nell’organismo non si trova libero, ma in forma combinata, formando sali complessi con altri enzimi, con ormoni, con l’eparina, con vitamine, con glicoproteine e con lipoproteine ecc.

Ciascuno di questi complessi acquista proprietà peculiari di grande importanza fisiologica e terapeutica”.
Dopo di che inizia la trattazione dei possibili impieghi del lisozima. Una lista sorprendente, per noi miseri mortali: ma ancor di più per quegli abusivi inquilini di camici bianchi che, nel migliore dei casi e in un lampo di reminiscenza, farfugliano che la sostanza serve solo contro l’herpes. Per motivi di spazio non possiamo riportare tutti i casi di benefico impiego della sostanza, qualcuno dei quali, pur fornito di plausibilità scientifica, potrebbe essere anche un po’ sottolineato nel testo sotto esame. Ci limitiamo a circostanziare l’elenco prima accennato, soffermandoci brevemente sulle azioni più eclatanti.
-Attività antiflogistica

-Attività antivirale

-Azione antioncotica

-Attività contro i protozoi (trichomonas, treponema ecc.)

-Azione eutrofica ed anticachettica

-Azione accelerante la cicatrizzazione delle ferite e la formazione di callo osseo nelle fratture

-Azione analgesica

-Attività agglutinante

-Azione antifebbrile

-Attività emostatica e antiemofilica

-Attività normalizzatrice della flora enterica

-Azione antigeriatrica (antifibrosica e antisclerotica)”.

E’ da chiarire, di fronte a questo impressionante elenco di benefici, che non siamo in grado di confermarne tutti i numeri, ma, per averne constatati alcuni –  e non di rado su noi stessi – è indiscutibile che alcune azioni solo il Lisozima è in grado di svolgerle in tale misura ed in analoga totale assenza di effetti collaterali o tossicità!
Ci limiteremo quindi ad alcune applicazioni, nelle quali i risultati sono talmente chiari, provati, indiscutibili e insostituibili, da farci ritenere doveroso parlarne: in attesa di trarre deduzioni e conclusioni sulla guerra sommersa che è stata e viene condotta contro questa grazia di Dio (nella totale accezione del termine), invisa a chi da Dio – oltre che dalla natura, dalla scienza e dalla moralità – ha divorziato.
Circa l’impiego nelle infezioni virali, il citato dossier recita:
“Il suo spettro d’azione è notoriamente aspecifico ed ampio, estendendosi a virus delle più varie dimensioni. L’azione clinica del Lisozima può essere attribuita:
a)alla difesa aspecifica dell’enzima come fattore dell’immunità naturale
b)alla sua attività antiflogistica
c)ad un’azione diretta sulla proteina basica elettropositiva sopra i virus, elettronegativi;
d)alla proprietà del Lisozima di complessarsi con gli acidi nucleinici (DNA, RNA) e con le lipoproteine, elementi costitutivi di tutti i virus, ed essenziali per la loro vita;
e)alla proprietà competitiva enzimatica del Lisozima sopra substrati glicoproteici necessari per lo sviluppo dei virus”.

Seguono alcune situazioni patologiche specifiche. Ne riportiamo alcune.
Herpes Zoster (ed Herpes Simplex).

In queste patologie il Prof. Di Bella univa vit. A e vit. B12 (intramuscolo). La vit. A la consigliava in sinergico impiego localizzato col Lisozima (assunto anche per os), ungendo le parti interessate, cospargendole con Lisozima polverizzato e coprendo il tutto con carta oleata (o altro materiale impermeabile, come le pellicole trasparenti per alimenti) assicurata da cerotti. L’effetto, avendo un minimo di pazienza, si manifesta in modo chiaro sia sull’estensione e la gravità della lesione, che con un assai gradito supporto antalgico.
Stomatiti virali. Anche in questo caso l’applicazione topica è di grande efficacia.
Forme influenzali.

Gli antipiretici, come non si stancava di ammonire lo scienziato, debbono considerarsi giustificati solo in caso di forti rialzi termici, specie nei bambini. Essendo ormai pressoché ignorata la Fisiologia, si dimentica che l’aumento della temperatura corporea costituisce una difesa naturale dell’organismo contro le affezioni esogene da microrganismi. Inibirne costantemente l’intervento significa “disabilitare” meccanismi delicati e porre le premesse per una futura debolezza immunitaria. Il Lisozima, in posologie significative (3 o più grammi intervallati nel corso della giornata), continuati fino a scomparsa della sintomatologia, hanno ragione della maggior parte dei fatti influenzali, a condizione che si intervenga prima di forti complicanze e si uniscano al Lisozima vit. A (che, ai tempi nei quali si studiava ancora, era nota come la “vitamina antinfettiva”) e vit. C.
Naturalmente un buon medico, di fronte alla palese sovrapposizione e all’insediamento di resistenti ceppi batterici, specie a livello broncopolmonare, deciderà se ricorrere, per il tempo strettamente necessario e con posologie equilibrate, a specifici antibiotici. Un presidio formidabile, ed egualmente innocuo, sarebbero le gammaglobuline: anch’esse “radiate” (esclusivamente dalla farmacopea italiana…) in quanto concorrente di farmaci che, meno efficaci e con forti effetti collaterali, hanno almeno il pregio di rendere molto di più.

Un’altra dimostrazione di robusta efficacia si ha nei comuni raffreddori, sempre con l’aiuto di vit. C ed A e col concorso di frequenti lavaggi delle fosse nasali con gli specifici prodotti o con semplice soluzione fisiologica. Senza dimenticare questo ulteriore suggerimento del prof. Di Bella:

“…abbiamo all’uopo provveduto a spalmare sulla superficie della mucosa preventivamente ed accuratamente detersa ed asciugata dal muco, della vitamina A (axeroftolo palmitato), aiutandoci eventualmente con una bacchetta sterile di vetro intinta nella vitamina stessa……Con questo trattamento si possono attenuare e, in molti casi, anche guarire riniti stagionali, acute, subacute o croniche, eventualmente complicate da bronchiti asmatiche anche inveterate e resistenti alle comuni terapie. Anche le riniti atrofiche abbiamo visto reagire bene alla predetta terapia, ricevendo valido giovamento e giungendo anche a guarigione dopo congrua durata di trattamento. Se l’applicazione si pratica bene al primo inizio di un raffreddore, in molti casi si riesce a farlo abortire. La mucosa nasale ci è sembrata particolarmente reattiva agli effetti della carenza relativa della vitamina A. Sembra che l’applicazione locale promuova in sommo grado l’eutrofia della mucosa e riduca parallelamente la sua funzione recettrice, riflessogena agendo forse anche direttamente sulle terminazioni aspecifiche trigeminali” (Luigi Di Bella: “Cenni di Fisiopatologia del naso” – II° Corso Internazionale di Chirurgia funzionale del setto e della piramide nasale, Bologna, luglio 1978).
Quanto scritto, ovviamente con posologie più modeste, è applicabile in forma preventiva. Ai primi sospetti starnuti…., o dopo una forte infreddatura, o anche dopo essere stati a lungo vicini a persone affette da influenza o raffreddore, la combinazione Lisozima (possibilmente, specie la sera, tenuto sotto la lingua prima del riposo notturno)+Vit. A+Vit. C scongiura il contagio o rende di breve durata e deboli le conseguenze. Specie nel bambino e nell’anziano questi presìdi terapeutici sono preziosi, evitando, fra l’altro, non sempre innocue vaccinazioni…..e, nel corso di malattie esantematiche dell’infanzia, riducendo decisamente la loro virulenza o guarendole.
-Virosi intestinali.

In diverse situazioni che interessano questo distretto, il Lisozima è sempre un  valido coadiuvante. Non essendo corretto generalizzare, sarà il medico competente a decidere di aggiungerlo ad altri presìdi specifici (Cliochinolo, fermenti lattici, neomicina solfato e bacitracina ecc.).
Sull’azione antibatterica ed antiflogistica ci riferiamo nuovamente al testo prima più volte citato.
“Il Lisozima, come affermò Fleming, rappresenta un mezzo di protezione naturale e di difesa contro i germi. L’azione antibatterica del lisozima è dovuta a diversi meccanismi: azione microbicida diretta; inibizione o rallentamento dello sviluppo dei germi per l’intervento, diretto o indiretto, nei processi immunitari e flogistici; distruzione della parete batterica. Lo stesso Fleming constatò l’azione lisante dell’enzima sulla Brucella abortus e, successivamente, sopra il bacillo del carbonchio; Wolff sopra lo stafilococco, lo streptococco emolitico, il meningococco, il gonococco e il Microbacterium tubercolosis. Gohar riscontò il lisozima attivo sopra le forme vegetative di germi sporigeni; Melnik e coll. confermarono le osservazioni sopra il Perfringens oedematiens ed altri clostridi; Cabezas e Vacaro controllarono l’attività sopra stafilococchi, gonococchi, meningococchi, pneumococchi, streptococchi; Albano sopra loShigellas e il bacillo difterico. Cavallo, Myrvick e coll., infine, confermarono una evidente azione battericida sul bacillo di Koch dopo un prolungato contatto con l’enzima, Giacardi e Baricalla sul Trichomonas vaginalis e Costa e Casciano sul Treponema pallidum“.

-Impiego in pediatria.

Era più sistematico che frequente, prima che la falce di scellerate linee guida ne inibisse, di fatto, il ricorso.

All’inizio del paragrafo relativo si legge:
“La pediatria è una delle specialità mediche che ha ottenuto maggior profitto dall’impiego del Lisozima dal punto di vista immunologico, nella terapia delle infezioni virali e batteriche, per regolarizzare la flora batterica intestinale e per la sua favorevole influenza sopra una migliore digestione del latte vaccino e in polvere.

Il Lisozima, aggiunto al latte vaccino, provoca la formazione di un coagulo più fine e uniformemente disperso.

L’enzima permette ai fermenti proteolitici di esercitare più facilmente la loro azione sopra coaguli più frazionati, facilitando una più completa e facile digestione del latte, che determina un incremento dell’assorbimento intestinale delle proteine, espresso come un aumento della percentuale di azoto totale ingerito. Questi fatti spiegano il benefico influsso del Lisozima sul decorso clinico dei disturbi della nutrizione, la più pronta risoluzione dei sintomi tossici e permettono di considerarlo come un fattore fisiologico anabolizzante di notevole interesse pediatrico. …..
Grazie all’aggiunta del lisozima ad un regime di alimentazione artificiale, si può ottenere:
a)un predominio di forme bifide dei germi saprofitici come avviene normalmente nel bambino alimentato al seno;

b)una migliore digestione del latte, con conseguente facilitazione dell’assorbimento degli aminoacidi oltre che degli idrati di carbonio dei grassi;

c)un incremento ponderale;

d)una minore incidenza di morbilità infettiva

e)una maggiore protezione dal punto di vista immunologico”.
Un’azione di grande interesse ed importanza è svolta dal lisozima nel passaggio dall’alimentazione al seno e quella vaccina o artificiale. Il latte materno contiene ilLactobacillus bifidus, assente nel latte vaccino ed in quello artificiale, per cui, finito il periodo di svezzamento fisiologico da parte della mamma, la flora batterica del bambino subisce notevoli variazioni, e non propriamente positive: la vegetazione gram-positiva diventa gram-negativa, favorendo lo sviluppo, fra l’altro, della Candida. L’impiego del lisozima impedisce che ciò avvenga.

§4. Conclusioni.
Come già detto, le nostre note non aspirano certo a trattare in misura esauriente l’azione di questo prezioso e insostituibile enzima: non è la sede e non è il modo di affrontare un argomento così vasto e importante. Se abbiamo fatto questi cenni è prevalentemente (non esclusivamente) a scopo esemplificativo; meglio ancora: emblematico.

Preghiamo il lettore di seguirci con un po’ di pazienza in questo nostro tirare le conclusioni: ne ricaverà una visione fondata, documentata, certa, di uno dei tanti delitti che si commettono a danno della salute nostra e dei nostri figli. Delitti, sissignore. Infatti:

  • 1) Ci troviamo di fronte ad una sostanza fisiologica prodotta nel nostro organismo, della quale è dimostrata la formidabile azione di protezione, ad ampio spettro, da numerosissimi agenti infettivi. Se l’uomo non pullulasse di lisozima, sarebbe continuamente ammalato per l’offesa di germi patogeni;
  • 2) E’ una sostanza provatamente e completamente atossica, anche ad alte dosi;
  • 3) Se ne conoscono nei più minuti dettagli i meccanismi d’azione e la sconfinata versatilità d’impiego;
  • 4) Costa pochissimo e farebbe risparmiare – letteralmente – centinaia di milioni di euro all’anno al SSN e, quindi, a noi;
  • 5) Consentirebbe un’azione preventiva efficace e senza preoccupazioni di effetti avversi dalla più tenera alla più avanzata età;
  • 6) Eviterebbe o ridurrebbe in molti casi l’impiego di farmaci con serie controindicazioni, come polivaccini che possono comportare ed hanno comportato gravi ritorni (tra i quali l’insorgenza di mortali malattie ematologiche), od antibiotici ancor oggi disinvoltamente somministrati in modo indiscriminato con grande “gioia” del popolo dei batteri, che hanno avuto ilregalo, generazione dopo generazione, di poter diventare sempre più resistenti;
  • 7) Stante l’assenza di cautele d’impiego, consentirebbe di tenerselo in casa e di curarsi – magari seguìti dal medico di famiglia – lasciando perdere antibiotici, antipiretici, farmaci per le complicazioni di malanni di stagione, che potrebbero spesso essere bloccati sul nascere da opportune misure di prevenzione.

Insomma, senza volerne enfatizzare le proprietà (ripetiamo: non si possono gettare nel pattume tout court antibiotici o altri medicamenti, quando appropriati nell’uso) e farne una panacea, siamo di fronte ad uno dei pilastri basilari della farmacopea internazionale.
Ed è proprio questa la disgrazia del Lisozima: nuocere al riprovevole mercato del farmaco, agli utili illeciti, alle tangenti che umiliano la dignità e l’immagine del nostro Paese e della civiltà scientifica. Per cui: al rogo!

Nel ribadire ancora che si tratta di sostanza fisiologica, mancando della quale la specie umana si sarebbe estinta da millenni, diamo un’ultima, semplice occhiata all’impiego ed alle forme di somministrazione disponibili una cinquantina d’anni fa e paragoniamo il tutto alla situazione attuale.

Nella pubblicazione dalla quale abbiamo tratto spunto risulta che erano disponibili le seguenti confezioni:
1)Lisozima iniettabile:

a) Fiale da 25 mg. (pediatrico)

b) Fiale da 75 mg.

c) Flaconcino da 125 mg. con solvente

d) Flaconcino da 250 mg. con solvente
2)Lisozima Compresse:

a) Cp. da 2 mg. (pediatrico)

b) Cp. da 10 mg.
3) Lisozima pomata: tubetto da 10 grammi
4) Lisozima polvere aspersoria da 5 gr.
Negli anni successivi entrarono in commercio confezioni di compresse da 50, 250 e 500 mg., decisamente più efficaci, mentre sparirono tutte le altre. La limitazione di impiego fu grave (specie per la confezione in pomata e quella in polvere), dato che sottrasse ai pazienti importanti impieghi a livello topico. Fu per questa ragione che il Prof. Di Bella iniziò a consigliare di schiacciare le compresse fino a ridurle in polvere.
Ed oggi?
Oggi il Lisozima è sparito, come specialità farmaceutica. Fortunatamente è agevolmente reperibile presso una delle farmacie galeniche accreditate Mdb.
Tanto per cambiare, si è intonato il famoso terzetto di Rosina, Figaro e del Conte del secondo atto del Barbiere di Siviglia:
Che si fa?/Zitti, zitti, piano, piano,/non facciamo confusione;/per la scala del balcone/presto andiamo via di qua“.

Dopo un lascia-e-piglia durato alcuni mesi, alias dopo fasi di assenza e ritorno sui banchi delle farmacie, ora non si trova più nemmeno nei depositi dei distributori.
PERCHE’??
Perché, nel tempo, dalle ampie indicazioni originarie (del Padreterno, non delle linee coadiuvanti Mdb) ci si è ridotti al solo impiego nell’Herpes e, da qui, alla scomparsa?

Perché, nonostante un prezzo al pubblico inspiegabilmente elevato, tenuto conto dei costi infimi della materia prima, ed una domanda forse non stratosferica, ma viva, non si è ritenuto conveniente (ammesso che il motivo sia questo….) proseguirne la produzione?

Perché un principio attivo insostituibile, senza alcuna alternativa a livello di efficacia e assenza di controindicazioni, non è stato mantenuto a carico del Servizio Sanitario Nazionale (lo sono frotte di farmaci inefficaci e nocivi)?

Perché – infine – non si è rispettata la disposizione di legge per la quale, quando case farmaceutiche non hanno interesse a produrre un principio attivo fondamentale, deve provvedervi lo Stato di propria iniziativa?
E voi, voi che blaterate di libertà, di progresso, di tempi oscuri tramontati con l’alba dello “stato democratico”, volete rendervi conto che non pensate e dite verità, ma masticate semplicemente slogan e siete vittime di lavaggi del cervello durati decenni? Ma di quale libertà parlate? Sapete davvero cosa significhi libertà?
Il primo bene, il primo diritto, è quello di poter preservare la propria vita e la propria salute: ed i vostri guru hanno sostituito alla scienza i diktat dei servi delle case farmaceutiche, che “non hanno mai tastato il polso di un ammalato”, opprimendo libera ricerca, libera medicina, libertà di cura (s’intende, quest’ultima, nel rispetto della letteratura scientifica).
Il diritto all’incolumità personale e dei propri cari: ….e te la presento. Basta sentire le cronache dei quotidiani morti ammazzati, dei feriti, picchiati, rapinati, derubati, espropriati della propria casa tra inerti sospiri istituzionali. E se ti azzardi a dare un calcio nel sedere a chi tenta di scipparti per strada o di rompere un bastone in testa a chi t’è entrato in casa e ti minaccia con una 7.65, apriti cielo: sei additato all’esecrazione popolare quale belva umana.
La famiglia, unico conforto di fronte al cinismo ed alla freddezza della società, unico baluardo della continuazione dell’individuo attraverso i propri figli, hanno tentato e tentano di distruggerla con ferocia.
L’amore per il proprio paese e la propria storia: idem come sopra. La storia d’Italia – quella vera – è stravolta e falsificata sui libri di scuola in nome di una non meglio precisata “retorica” che l’avrebbe precedentemente afflitta. I confini d’Italia non esistono più, chiunque può entrare ed uscire a piacimento, alla faccia di chi ha sacrificato la vita per difenderli, ed offendere il tuo credo religioso perché….tutte le religioni debbono essere eguali (a casa tua…).
La casa: e poco ci manca che possederla non sia rubricato fra i reati.
Cercate, andando contro corrente, di educare i vostri figli, di trasmetter loro princìpi sani, evitargli errori che avete commesso, renderli più forti di fronte alle asperità ed agli inganni della vita, dar loro un avvenire: ma se osate dar loro qualche sculacciata rischiate che vi tolgano la patria potestà; salvo cercare di inculcare loro che la famiglia è un’anticaglia che stride coi diritti civili e di convincerli che è grasso che cola lavorare dieci ore al giorno per 400€ di stipendio senza contributi.
La libertà ed il progresso, cari signori pronti a vociare in masse oceaniche al grido di “porco qui, porco là, abbasso giù, abbasso su, boia di qua e boia di là”, non consistono nel potersi rincretinire – al di là della cretinaggine congenita – con droghe che distruggono inesorabilmente ed irreversibilmente mente e fisico, facendo morire di crepacuore chi vi ha dato la vita e riducendoli sul lastrico; né essere definiti “diversamente intelligenti” anziché imbecilli, “diversamente colti” anziché più ignoranti di un somaro, “balordi” anziché assassini, “diversi” anziché cittadini di Sodoma e Gomorra (in attesa di riedizionidemocratiche della Bibbia).
E’ per colpa degli imbecilli se chi rifiuta di ridursi ad eco di farabutti e mascalzoni, lavora, rinuncia e si sacrifica, apprezza umanità e bontà, carità cristiana e bellezza, e ritiene dovere etico cercare di migliorare se stesso; è per colpa di costoro – ripetiamo – se deve soffrire per tante prepotenze ed ingiustizie ammannite quali manifestazioni di civiltà e giustizia sociale.
Abbiamo costellato queste righe di “perché”.

In realtà, la risposta la conosciamo o possiamo conoscere tutti. Da anni o decenni la nostra salute è nelle mani di personaggi strettamente apparentati – sotto il profilo delle finalità, del nitore morale, del senso di responsabilità – a coloro che decidono sull’attribuzione degli appalti pubblici. La differenza drammatica è che qui il rischio non è quello del crollo di palazzi o dello sprofondamento di strade ed autostrade, ma di un prematuro incontro tra gli utenti della sanità e l’Inventore del:

LISOZIMA.

Adolfo Di Bella

SMEMORATAMEVOLISSIMEVOLMENTE

October 23, 2014
Continuano a sbatterci il grugno che e’ un piacere…..

Il prof. Luigi Di Bella durante una conferenza nel 1999

La “notizia” è controllabile direttamente da chiunque e indubbiamente fa sgranare tanto d’occhi. Ce l’ha segnalata un biologo assai preparato che lavora in Gran Bretagna e con il quale siamo in rapporto: ma non quale scoop. Era infatti convinto ne fossimo a conoscenza, e che, trattandosi di acquisizione ormai pacifica in campo scientifico, nulla giustificasse sorprese o clamori.
Diciamo subito di cosa si tratta, senza tenere in sospeso il lettore come per artificio di scrittore di gialli. Tutti siamo a conoscenza di come, in Italia, certi iper-farmacologi si siano sempre sgolati intorno all’inutilità terapeutica della Melatonina, relegata all’unico ruolo di rimedio per il jet-lag. Questi personaggi hanno poi accompagnato con sorrisetti sardonici e gesti mimanti assurdità di concetti la…pretesa che questo pseudo ormone potesse avere effetti antitumorali.
Naturalmente hanno sempre fatto eco drappelli di “scodinzolantes” della farmacologia, alcuni dei quali gli debbono la cattedra, mentre altri sperano di conseguirla sfidandosi a singolar tenzone in velocità di rotazione della coda, o in scatti centometristi e lingua penzoloni al primo “Fidooooo..qua!” giungesse ai loro orecchi.
Poi…poi è successo che molti ricercatori, specie stranieri, appartenenti alla categoria dei “disobbedientes”,  hanno ripreso quanto espresso decenni prima, ben più compiutamente ed approfonditamente di loro, da un certo signore che provocava i suddetti sorrisetti di sufficienza. E sono cominciati i guai. Non senza mutare l’impostazione degli “iper” citati, che hanno continuato a confinare il ruolo della sostanza al famoso jet-lag: in base al principio, ben noto ai veterani dell’anti-verità, che l’unica via di scampo è insistere, e insistere, e ancora insistere sulle panzane dette, specie se si dispone di formazioni corali di ragli a quattro voci.
Ed ecco il fattaccio. Molti conoscono di nome la Sigma-Aldrich, gigante della farmaceutica con sede a St. Louis, Missouri (Usa), con quasi diecimila dipendenti e operatività in 40 paesi. L’azienda, fondata nel 1975, offre un campionario di 100.000 prodotti chimici, ed è considerata all’avanguardia nel settore delle bio-tecnologie. Molti dei suoi prodotti sono valutati il topqualitativo da parte di chimici e di biologi.

Per la cronaca, il gigante statunitense è stato di recente acquisito dal colosso tedesco Merck. Utile e…suggestivo leggere cosa osserva a proposito il caro amico Giancarlo Bergamini, del quale abbiamo pubblicato di recente un assai interessante articolo:
“la Sigma-Aldrich, che la tedesca Merck Kgaa ha concordato di acquisire per 17 miliardi di dollari cash (cioè con soldi “veri” anzichè in cambio di proprie azioni):

http://www.bloomberg.com/news/2014-09-22/merck-kgaa-to-buy-sigma-aldrich-for-to-add-chemicals.html .
In altre parole, l’inondazione di liquidità fornita a interesse zero dall’ineffabile Draghi, lungi dal rilanciare le nostre economie moribonde, consente a pochi big players di fare spese pazze in giro per il mondo (oltre a finanziare l’acquisto di azioni proprie, come già segnalatovi). By the way, trovo di un certo interesse la dichiarazione dell’amministratore delegato Rakesh Sachdev, secondo il quale Sigma-Aldrich interviene nel processo di ricerca e sviluppo di qualsiasi farmaco venga realizzato da qualsivoglia casa farmaceutica. Un altro caso di outsourcing. Voglio sperare che per Merck (che nel 2007 comperò Serono), oltre alla convenienza finanziaria, ci sia anche una ragione strategica”.
D’accordo, veniamo al dunque. Alla voce “Melatonin”, il catalogo Sigma-Aldrich riporta:
“Hormone; mediates photoperiodicity in mammals; inhibits cerebellar nitric oxide synthetase; peroxynitrite scavenger. Melatonin has complex effects on apoptotic pathways, inhibiting apoptosis in immune cells and neurons but enhancing apoptotic cell death of cancer cells. Inhibits proliferation/metastasis of breast cancer cells by inhibiting estrogen receptor action”.
Indipendentemente dal fatto che – come disse 45 anni fa il Prof. L. Di Bella, non si può considerare un ormone – quello che fa clamore è che sia considerato quale fatto scontato e saldamente acquisito (traduciamo) che “la melatonina ha effetti complessi sui percorsi apoptotici, inibendo l’apoptosi nelle cellule immunitarie e nei neuroni, ma migliorando la morte cellulare per apoptosi delle cellule tumorali. Inibisce la proliferazione e la metastatatizzazione delle cellule di cancro al seno, inibendo l’azione dei recettori degli estrogeni“.
E ora come la mettiamo italici farmacologi & C.? Che vogliamo fare: scrivere alla Sigma, cioè Merck, e raccomandare di cancellare la specifica? Scanso equivoci consigliamo di salvare in un file di word quanto appare nel seguente link:


http://www.sigmaaldrich.com/catalog/product/sigma/m5250?lang=it&region=IT

Azionando il link di cui sopra, appare un lavoro, a mo’ di saggio, dell’ineffabile Russell Reiter, impareggiabile nell’autoproposizione e nel coltivare le relazioni sociali…..
Nel lavoro citato, che risale al 1999, Reiter si occupa, sotto il profilo sperimentale, del ruolo neuroprotettivo della Mlt. Leggiamo qualche passo del lavoro:
“Questa recensione riassume i risultati sperimentali relativi al ruolo neuroprotettivo della melatonina. In particolare, si concentra sulla ricerca rivolta al morbo di Huntington, al morbo di Alzheimer ed il Parkinson. La melatonina ha dimostrato di essere altamente efficace nel ridurre il danno ossidativo nel sistema nervoso centrale; questa efficacia deriva dalla sua capacità di purificare direttamente una grande quantità di radicali liberi e di funzionare come un antiossidante indiretto…… Un ulteriore vantaggio è la melatonina nel ridurre il danno ossidativo nel sistema nervoso centrale è la facilità con cui attraversa la barriera emato-encefalica. Questa combinazione di azioni rende la melatonina un agente farmacologico altamente efficace contro i danni dei radicali liberi. Il ruolo dei livelli fisiologici di melatonina nel prevenire il danno ossidativo nel cervello è attualmente in fase di test”.
I lettori più attenti, specie se di formazione scientifica, leggendo queste frasi si chiederebbero in quale anno il Prof. Di Bella abbia pubblicato il testo del quale abbiamo riportato alcune frasi. Certamente leggerebbero, invece di affermazioni condivisibili ma tutto sommato di superficie, ben più complesse dissertazioni su meccanismi d’azione e precise ragioni. Ma non chiediamo troppo ad un attento ascoltatore come Reiter – orecchio da percezione dei 20.000 hertz, ve lo assicuriamo – o meglio: dovremmo chiedergli come mai, trattandosi di farina vecchia di trent’anni (al momento della pubblicazione) e di ben altro mugnaio, perché non citi il nome del Prof. Di Bella nella bibliografia.

Siamo propensi a ritenere si tratti di smemoratezza, forse dovuta a qualche incipit di Alzheimer. Se ci venisse  a trovare, potremmo mostrargli molte delle lettere relative alla corrispondenza intercorsa con il Prof. Di Bella. Riportiamo a questo proposito un passo tratto da “Il Poeta della Scienza”:
“In maggio (1981) riceve una lettera del Prof. Russel J. Reiter, che aveva conosciuto al congresso di Amsterdam di due anni prima, e che gli ha chiesto di spedirgli alcune sue pubblicazioni. Nella lettera (del 14 maggio) il ricercatore americano lo ringrazia dei lavori speditigli – “..thanks for the very valuable reprint” – lo prega di inviargli sempre tutte le sue future pubblicazioni – “Please keep my name on your permanent mailing list” – e gli preannuncia che verrà a trovarlo il mese successivo, aggiungendo: “I hope at that time we can meet and discuss our mutual interests. I’m sure we have many things in common“. Il 20 giugno, giunto a Modena, lo va a trovare all’Istituto di Fisiologia e trascorre con lui, Deda e Scalera due giorni interi, loro ospite: dimostrerà in questa occasione di essere un buona forchetta e un buon…bicchiere; d’altra parte aveva preavvisato, in una successiva lettera che “I love Italian cuisine and look forward to indulging myself under the most authentic conditions!”. Rimane sbalordito di fronte al livello raggiunto dalle ricerche ed ancora di più dalla casistica clinica che gli è presentata ed illustrata. Di lì a poco compare una sua valutazione dell’opera di Luigi Di Bella, nella quale parla dell’efficacia della melatonina nelle trombocitopenie ed in altre sindromi ematologiche, nel libro “Annual Research Reviews”. Reiter fa riferimento anche al colloquio con Luigi a Modena, e conclude affermando “….this group had more experience in treating patients with melatonin than any other” (Annual Research Reviews – The Pineal Volume 6 – Russel J Reiter, Department of Anatomy the University of Texas, Health Science Center at San Antonio – Eden Press, 1981)”.
D’altronde, in base al famoso “carta canta”, gli mostreremmo anche il volume “The Pineal gland and cancer” (Ed. Brain research Promotion, Tübingen, 1988), del quale figura editore, oltre a Reiter, anche il grande Derek Gupta (maestro del Prof. Freybergh, direttore di Neuroendocrinology Letters): qui, tra altri lavori, è riportato a pag. 183 “Melatonin in thrombocytogenesis”, del Prof. Luigi Di Bella, ‘Division of General Physiology, Institute of Human Physiology, Modena, Italy’.
Si dirà: qui si parla di neurologia, non di oncologia. Ma il Prof. Reiter era ed è bene informato, e non gli saranno sfuggiti, tra gli altri, questi due lavori:
-“L. Di Bella et all.: The neurothropic action of melatonin” (International Symposium on nervous system regeneration, 1981)

– “L. Di Bella et all.: Some aspects of the neurothropic action of Melatonin” (EPSG, suppl. 5, Ed. P. Pevet, august 1984).
In conclusione: un semplice plagio? Plagio sì, ma non semplice, bensì Reiter-ato…..

Adolfo Di Bella

DISCENDENZE DIFETTOSE NELLO SPIRITO

February 17, 2014

Neppure i grandi uomini (e Paolo Borsellino grande lo era davvero!) ne sono esenti!

La morsa del diavolo e’ ancora ben salda in Sicilia, nonostante preziosi nomi portati senza onore messi come facciata, ad imbiancare il sepolcro. (ndM)

Un invito alla riflessione: “che l’inse?”.

Martedì 11 febbraio, a Palermo, era stato programmato un incontro tra “L’associazione Sicilia per la Vita” e l’Assessorato alla Sanità della Regione Sicilia. Lo scopo era definire una forma di sostegno per i pazienti che seguono il Mdb, dato che la proposta di legge precedentemente presentata, con il dichiarato appoggio di parlamentari regionali di diversi orientamenti, era stata bloccata e di fatto annullata.

Dalla cifra inizialmente ipotizzata (non dall’Associazione citata, ma da parlamentari proponenti) si era scesi a 500.000€, più o meno equivalente alle spettanze – quantomeno quelle ufficiali – di cinque politici locali. Con lo stesso importo si potrebbe dare un aiuto considerevole, per un anno, ad un centinaio di ammalati, facendo risparmiare alla regione (e quindi allo Stato) importi astronomici destinati alle inefficaci terapie di routine.

Oltre a rappresentanti dell’associazione erano presenti due pazienti, che avevano affrontato un viaggio piuttosto lungo per poter offrire in  visione i propri documenti clinici a testimonianza dei benefici riscontrati. Una signora, in particolare, aveva con sé due PET, la prima fatta a giugno 2013 e la seconda nel dicembre 2013, dopo sei mesi di cura Di Bella. La paziente, L.P.S., al momento in cui aveva intrapreso la terapia era immobilizzata a letto, in attesa di un intervento alla colonna vertebrale. Dopo meno di un mese di cura i sanitari erano rimasti sbalorditi vedendola in grado di camminare e constatando dagli esami diagnostici che la situazione sembrava normalizzata, per cui l’intervento è stato giudicato non più necessario. Nel dicembre 2013 (sei mesi di cura) la Pet, confrontata con quella del giugno precedente, dimostrava che la costellazione di metastasi precedente era pressoché scomparsa.

L’attesa dell’assessore Lucia Borsellino si è protratta per oltre due ore, ma non è stata coronata dal colloquio sperato. L’hanno sostituita due giovani funzionari, i quali hanno riferito che l’assessore era trattenuta da impegni e che, comunque, le cose da dire erano molto semplici: la sperimentazione del ’98 era fallita, i comitati etici si erano pronunciati sfavorevolmente e la relazione della succursale dell’Aifa in Sicilia….concludeva altrettanto sfavorevolmente (con uno…storico finale: “prescrivere il Mdb è un comportamento ingannevole nei confronti dei pazienti“).

Forse, se l’assessore fosse riuscita a sottrarre cinque minuti ai suoi cogenti impegni, avrebbe potuto constatare de visu che la signora L.P.S., vittima di una “prescrizione ingannevole”, si era permessa di impiparsene altamente delle autorevoli tesi dei nobili consessi citati, i cui componenti, come noto, hanno ottenuto epocali successi nella lotta al cancro.

L’unica cosa ottenuta è stata la consegna di un dossier che, sulla base di argomenti puntualmente documentati, smontava pezzo per pezzo la lunga filippica dei suddetti candidati al premio Nobel. Con la speranza che non finisca nei sacchetti della monnezza che infiorano la pur meravigliosa città siciliana.

Non c’è che dire, un comportamento rispettoso del dolore di ammalati e di verità documentate.

Chi ha dato la vita per il progresso della scienza, come chi l’ha perduta per contrastare l’endemica corruzione del nostro paese è stato una volta di più vilipeso. La sperimentazione è “fallita” così come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati assassinati per autonoma decisione della mafia. Queste “verità” sono del tutto assimilabili. Un riscatto da questa acquiescenza alla menzogna – per rimanere a certi tragici fatti di sangue – giunse ai funerali del padre dell’assessore (che ha onorato un’Italia disonorata dalla politica: il padre, volevamo dire) quando un palermitano diede un potente calcio nel sedere all’allora ministro degli interni.
Poi retorica gesuitica, omertà, falsità costruite a tavolino, borse sparite e documenti bruciati d’imperio  – senza che nessuno sia insorto – hanno sigillato con ceralacca rosso sangue il vaso di Pandora che conteneva un campione rappresentativo delle vergogne e delle criminali connivenze di chi vitupera l’Italia rappresentandola.
Giovanni Battista Perasso, più noto col nomignolo di Balilla, lanciò un sasso contro le truppe che occupavano la sua città. Purtroppo nessuno ha ripreso il suo celebre grido, “che l’inse” (comincio io?), ma il calcio dell’anonimo palermitano non ha certo minor valore e minor dignità del sasso del ragazzino genovese di due secoli prima. Ed anche il contesto non è dissimile: allora c’erano soldati italiani insieme a quelli asburgici, oggi tanti italiani, senza essere nemmeno soldati (troppo rischio), fraternizzano passionalmente con tutti i nemici del nostro paese, della nostra civiltà, dei nostri figli, della verità. E’ triste dirlo, ma nonostante alcuni grandi spiriti, che il mondo ci invidia, siamo un popolo di traditori e di fratricidi.

L’unica speranza è che risuoni ancora il famoso: “che l’inse?”.

Riportiamo il comunicato dell'”Associazione Sicilia per la Vita – pro Cura MDB”, pubblicato ieri 5/2/2014 sul Blog della signora Gioia Locati (http://blog.ilgiornale.it/locati/2014/02/02/lo-stato-che-fa-la-guerra-ai-malati-non-e-etico/).

“In ordine a notizie apparse sulla stampa quotidiana, spesso lacunose o inesatte, sentiamo il dovere di intervenire per ristabilire la verità dei fatti ed esprimere la nostra indignazione. Un ringraziamento sentito a Gioia Locati, che riabilita un giornalismo spesso bruttato da connivenze e superficialità ed alla quale chiediamo ospitalità per questo nostro intervento, forzatamente non breve.
-Non siamo fanatici, né componenti di “sette” o ebeti creduloni. Noi siamo ammalati e basta. La nostra vita procedeva più o meno bene, pensavamo ad un futuro sereno, a figli o nipoti che avevamo o che speravamo arrivassero. Poi di colpo, come un tuono in una giornata di sole, gli accertamenti diagnostici e lo scioccante responso: “sei condannato a morte”. Molti di noi si sono curati con le terapie canoniche, senza esito o con peggioramenti; altri ancora si sono sentiti dire che non c’era nulla da fare. In maggioranza quindi orfani di terapia o reduci da terapie fallite. Volevamo disperatamente vivere, non soffrire e far soffrire. Non ci siamo affidati a santoni o imbroglioni, ma rivolti a medici che senza prometterci miracoli ci hanno prescritto farmaci conosciuti e di ordinaria reperibilità, anche se assurdamente a nostro carico. Molti di noi sono qui a testimoniare della loro esperienza positiva, che trova riscontro in accertamenti eseguiti nei pubblici ospedali.
-E’ evidente che l’apparentamento in mala fede tra metodo Di Bella e Stamina (sul quale non sta a noi esprimere valutazioni), lo scandalismo sul preteso spreco di denaro pubblico, l’impostura della magistratura che si sostituirebbe alla medicina, il tentativo di condizionare l’opinione pubblica attraverso un’informazione bene irrorata e subalterna, fanno parte di una strategia studiata a tavolino e dalla finalità ignobile: cercare in ogni modo di intimidire la magistratura, intimidire le amministrazioni locali ed impedire a noi malati di salvarci. Inquietante la coincidenza tra l’infittirsi della casistica pubblicata e lo scatenarsi di questa campagna mediatica fondata su equivoci e mistificazioni.

Non sta propriamente a noi il compito di attivarci per la validazione della cura Di Bella, ma – sia ben chiaro a tutti – reagiremo con ogni mezzo lecito per impedire che sia leso il nostro diritto alla vita ed alla salute, tutelato dalla Costituzione Italiana e dai più elementari principi di una società civile.

Anzitutto ricorrendo alla Giustizia, dato che qualsiasi misura, diretta o indiretta, suscettibile di impedire o rendere più difficoltoso il curarci incarna precise ipotesi di reato contro la persona contemplate dal diritto penale vigente. Al tempo stesso esigendo come cittadini, malati, elettori e contribuenti che sia fatta chiarezza su immani sprechi di denaro pubblico in campo sanitario; su conflitti d’interesse recentemente notiziati dalla stampa meno condizionata e che investirebbero istituti di ricerca e commissioni sanitarie; sull’inaccettabile subalternità dello Stato nei confronti di autorità sanitarie che sembrano possedere poteri incontrollati e illimitati; sull’inconcepibile violazione del diritto del paziente ad un consenso informato che riporti in chiaro i fallimentari esiti, dimostrati da prestigiosi studi epidemiologici, delle cure farmacologiche e radianti comunemente praticate. Non abbiamo certo propositi di sovversivismo, ma se qualcuno ci metterà con le spalle al muro dovrà ricredersi sull’ipotesi che noi accetteremmo inerti e rassegnati di morire. Non avendo più nulla da temere, in attesa del corso di denunce ed esposti tempesteremo redazioni di giornali e di emittenti televisive, nazionali e locali e, se necessario, di paesi esteri, e faremo sentire la nostra voce sempre e ovunque, anche personalmente, finché avremo un filo di respiro ed un briciolo di forze, a costo di morire sul selciato delle piazze. E se dovessimo soccombere al male continuerebbero a farlo i nostri cari, perché tutti dovrebbero sapere che ci ha uccisi l’immoralità e la corruzione, non la malattia. Ci auguriamo vivamente che le nostre siano solo congetture e che prevalga, se non la moralità, almeno la ragionevolezza.

Veniamo ora ad alcune precisazioni.
-Non è stata stanziata alcuna cifra dalla Regione Sicilia a favore dei pazienti in Mdb. I 5 milioni di euro inizialmente ipotizzati (non da noi) sono stati ridimensionati prima a 2, poi a un decimo della cifra iniziale, per ridursi a zero dopo scontati “interventi dall’alto”, a giudicare dal plauso Aifa per le assurde conclusioni della “Commissione Regionale per il Prontuario”. I termini di artata indignazione per un supposto spreco di denaro pubblico sono già per questo fatto del tutto fuori luogo.

Perché le stesse voci fiere non si sono levate di fronte agli innumerevoli e repentinamente tacitati scandali della sanità? Nessuno si permetta quindi di segnarsi per i 500.000 euro che la regione Sicilia – alla fine – sembrava disponibile a discutere, ma che assai probabilmente non verranno mai stanziati a favore di ammalati: anche quando, come possiamo testimoniare concretamente e documenti alla mano, hanno avuto provati benefici dal Mdb.

-L’assurdità di certe argomentazioni emerge da un confronto tra l’onere delle terapie “validate” e del Mdb. Un ciclo di chemioterapia può superare gli 80.000€, di anticorpi monoclonali 120.000€. Bisogna poi aggiungere un costosissimo indotto di farmaci di supporto ed il costo del ricovero. Senza considerare che i cicli di chemio sono ripetuti in un anno – almeno se il paziente riesce a sopravvivere – e le cifre esemplificate si moltiplicano quindi parecchie volte. Con l’equivalente si curano per un anno almeno una trentina di pazienti in Mdb con la terapia al top. Quindi non si dicano falsità, dato che la verità è esattamente l’opposto: con il Mdb si realizza un risparmio di risorse pubbliche letteralmente IMPONENTE. Se si pantografasse questa prassi per l’intera collettività dei malati (che sono purtroppo centinaia di migliaia) si potrebbero abolire tasse impopolari ed evitare finanziarie che stanno dissanguando e demolendo l’economia nazionale. I 500mila € della Sicilia consentirebbero di risparmiare almeno 10 milioni di €. La prima citata Commissione Regionale per il Prontuario non si è quindi pronunciata correttamente quando ha dichiarato che il Mdb “rappresenta un’inutile spesa per il Sistema Sanitario Siciliano”, e tantomeno che “..una terapia come il metodo Di Bella è non solo inefficace ma anche nociva per i pazienti”, dato smentito, fra l’altro, dalla nostra concorde esperienza personale; passando poi ad un inciso per noi assai grave (“prescrivere il MDB è un comportamento ingannevole nei confronti dei pazienti”), in quanto configura un’indiretta intimidazione ai medici prescrittori che, ripetiamo, non hanno mai ingannato nessuno, a differenza di certe statistiche vuote e trionfalistiche.

-Ci sembra che non sia esente da evidenti incongruenze un recente comunicato della Società Italiana di Farmacologia: “Position Paper sulla terapia Di Bella ed il metodo Stamina”. A parte la sorpresa di un simile comunicato, non firmato, da parte di una Onlus che dovrebbe avere ben altri compiti, sconcerta l’apparentamento tra il cd. Metodo Stamina ed il Metodo Di Bella, dato che il primo é una tecnica terapeutica non ancora sostenuta da un “razionale” formalizzato o da lavori clinici, il Metodo Di Bella una terapia farmacologicabasata su migliaia di lavori della letteratura internazionale e da ormai numerosa casistica clinica pubblicata su riviste scientifiche accreditate.

Non si capisce poi perché sia citato UN SOLO lavoro (l’ultimo pubblicato) sul Mdb, quando le pubblicazioni sono ormai numerose, tutte reperibili su Pubmed e relative a diverse patologie tumorali.

La smagliatura più evidente, e che ha suscitato l’ironia di alcuni, è che prima si cita quale esempio di inefficacia del Mdb la sperimentazione del 1998, studio non randomizzato e su malati terminali; poi si dice, pugno sul tavolo, che solo uno studio randomizzato e in cieco può dimostrare l’efficacia di una terapia. Allora, per stabilire l’inefficacia basta uno studio non randomizzato (lasciando stare la faccenda dei malati terminali), per decretare l’efficacia ne occorre uno randomizzato e in cieco?
Rifiutiamo sdegnati anche il ritrito termine di “Wonder terapies”, dato che wonder…sono solo tanti di noi, dati per spacciati ed oggi in ottima salute! Per finire, al citato Paper, quando recita “é grave che organi di governo e strutture sanitarie investano risorse pubbliche su modalità terapeutiche prive di accertato fondamento scientifico, esautorando di fatto le Autorità Regolatorie e la comunità scientifica dalle loro funzioni di tutela della salute”, rispondiamo che è molto più grave che le “Autorità Regolatorie” abbiano taciuto e tacciano alla comunità dei malati ed ai cittadini gli esiti fallimentari e addirittura l’induzione del cancro (come apparso su prestigiose riviste scientifiche) delle cure praticate e salatamente pagate dai contribuenti. Come già avvertito, se qualcuno sta tentando di farci morire (o ipocritamente di “riaffidarci” alle cure “validate”, che ci stavano portando a morte) con misure autoritarie, noi questa realtà la grideremo nelle aule dei tribunali e al mondo intero finché avremo voce.

PER CONCLUDERE. Come premesso, ci sembra chiaro il proposito di accorpare Stamina e Mdb, far “passare” l’informazione che si tratti di cosa analoga e coinvolgere il Mdb nel discredito – giusto o forzato che sia – imputato a Stamina.

Pertanto:

  • 1) DIFFIDIAMO chiunque dal tentativo – ci rifacciamo all’inciso “…richiede misure urgenti” nella premessa del “Position Paper” a proposito del (mancato) stanziamento della regione Sicilia – di assumere “iniziative urgenti” o non urgenti, palesi o insidiose, dirette o indirette contro la libera praticabilità del Mdb (per giunta a nostre spese!!), che provocherebbe immediate iniziative giudiziarie, sia nei confronti di commissioni sanitarie che di loro componenti, e di mobilitazione permanente dei malati;
  • 2) CI ASPETTIAMO che, alla luce della numerosa casistica (non di “numeri esigui di pazienti”: almeno si leggano i lavori pubblicati) e dell’obbligata ammissione (ci limitiamo ai due farmaci più costosi) che “…somatostatina od il suo analogo octreotide….sono sostanze farmacologicamente attive e possono indurre…risposte terapeutiche“, cessi l’ormai anacronistica appostazione dei due farmaci tra quelli a carico del malato. Non dimentichiamolo: in grande maggioranza noi non abbiamo alternative terapeutiche e, pur obbligati fiscalmente a finanziare cure che ci stavano uccidendo, facciamo risparmiare milioni di € all’Erario ed ai cittadini!

Ringraziamo per l’ospitalità la signora Locati e per la pazienza i lettori

Associazione Sicilia per la Vita – pro Cura MDB“.

DEMONOCRAZIA SANITARIA

December 30, 2013
http://www.europass.parma.it/page.asp?IDCategoria=553&IDSezione=0&ID=500170 
Buongiorno Adolfo! Ecco l’ennesimo boicottaggio? O è una bufala? Ci rassicuri almeno sul non aumento dei prezzi da parte delle farmacie accreditate…specie di questi tempi! Grazie!
salutoni
Loredana
*****

Cara Loredana,
Nessuna preoccupazione sul prezzo della Melatonina coniugata (o complessata che dir si voglia)! La decisione delle nostre ineffabili, premurose….ed affannate autorità sanitarie costituisce l’ennesimo esempio di colossale deficit culturale e di doloso agire.

Infatti:

1) Da oltre quarant’anni è provato scientificamente che dosaggi anche MILLE volte superiori (ripeto: mille volte superiori) non provocano il più piccolo, infinitesimale effetto anche lontanamente nocivo. Indagini eseguite dimostrano che tale assoluta atossicità ricomprende anche l’uso prolungato per decenni!

2) “….l’Efsa ha stabilito che l’effetto benefico della sostanza, in termini di riduzione del tempo richiesto per prendere sonno, si ottiene con 1 mg di prodotto“, recita l’articolo linkato, nel quale pure è sotteso uno spirito critico.
BUFALA COLOSSALE, dato che non è affatto vero. La posologia – sotto questo limitato aspetto dell’attività farmacologica della melatonina – varia da età ad età e da caso a caso. Comunque la posologia di 1 mg. è mediamente troppo modesta.
Ma quale competenza scientifica, conoscenza della Mlt, autonomia di giudizio, dimostrata assenza di conflitti d’interesse…ha la cosiddetta Efsa (Autorità alimentare europea)? E poi, che c….aspita c’entra l’alimentazione con una sostanza fisiologica oggetto di studio (e di applicazioni cliniche) da parte dei ricercatori di tutto il mondo? In campo non solo economico, finanziario, politico, ma anche (in fondo è la stessa cosa…) scientifico, quando si deve spararla grossa e si vuole privare di libertà e dignità un popolo, agendo in direzione esattamente contraria ai suoi legittimi interessi, si invoca l’Europa!!!! Povera Italia, e povera Europa, in mano a strozzini ed usurai della finanza ed ai loro agenti di commercio!

3) Veniamo ora al Mdb, alla melatonina coniugata ed alla melatonina “commerciale”. Anzitutto la purezza della Mlt usata dai farmacisti preparatori onesti deve essere del 100%, mentre quella usata per qualsivoglia altra formulazione, ben che vada ha un grado di purezza effettivo che non sempre supera il 90%. C’è in circolazione, ad esempio, melatonina cinese teoricamente di purezza assoluta. Peccato che – come riferitoci dalla farmacia Ferrari – la farmacia di riferimento) abbia un aspetto completamente diverso da quella da loro usata: sembra zucchero di canna, con granulosità grossolane. Nulla a che vedere con la sostanza-base offerta dai migliori produttori mondiali. La quale – si badi bene – ha un costo che va dalle quattro alle cinque volte quello della Mlt commerciale.

4) Come avvertì reiteratamente il Prof. Luigi Di Bella, la “sua” melatonina, coniugata con adenosina e glicina, è l’unica ad essere analoga a quella in circolazione nel nostro organismo, l’unica idrosolubile, l’unica biodisponibile. Nonostante il costo molto superiore della Mlt-base “Mdb”, nonostante il costo non trascurabile dell’adenosina (che, anch’essa deve essere di purezza assoluta) ed anche della glicina, la Melatonina Coniugata Mdb ha un costo inferiore a quello della maggior parte delle mlt commerciali…! Questo a proposito di correttezza!!

Fatte queste precisazioni, utili a chi legge per ricevere una CORRETTA INFORMAZIONE, cerchiamo di capire dove – come si suol dire – i baldi farmacologi istituzionali vogliano andare a parare. Un poco di pazienza e vedrete che, garatta garatta…., vengono fuori le vere ragioni. Che, anticipo, sono raccapriccianti. Cominciamo dalla meno sudicia:

– La Melatonina non coniugata ha effetti blandi o nulli in campo ematologico/oncologico, ma i ‘grandi’ scienziati ostili al Mdb ancora non l’hanno capito. Questo non toglie che riesca ad esercitare un’azione abbastanza efficace nel regolare il ritmo sonno-veglia, favorire il riposo notturno e nel fungere da atossico e non dipendentistico ansiolitico . Ce n’è abbastanza da considerarla un concorrente pericolosissimo per la vasta gamma di sonniferi, ansiolitici, psicofarmaci in circolazione!!! Questo significa interferire con un business macroscopico e di immani dimensioni! Le misure in discussione limitano la libera disponibilità di dosaggi meno insignificanti, obbligando il cittadino a ricorrere a ricetta medica. Che permette di controllare medico, farmacista e acquirente! Evviva la libertà!

– Parlare di melatonina significa, si voglia o non si voglia, parlare del Prof. Luigi Di Bella. Altro motivo per cercare di frenarne la diffusione.

– Ma il motivo più inaccettabile è che la Mlt, specie se assunta in posologie “serie” (quella di 1 mg. fa scappar da ridere), può funzionare, almeno in individui con un “sistema Apud” ottimale (come detto in alcune circostanze dal Prof. Di Bella), anche da aiuto preventivo contro l’insorgenza neoplastica! Ecco il sommerso fine della disposizione, che scoperchia l’immoralità di chi ha suggerito misure contro questo gravissimo rischio….: quello di incidere sul più lucroso business del mondo a memoria d’uomo, il business del cancro!

Ognuno è libero di ritenere faziose, terroristiche…pardòn, complottistiche….queste opinioni, ma personalmente me ne impipo assai. D’altronde, se sento troppe opinioni concordanti con le mie, sono portato a chiedermi in cosa stia sbagliando.

L’Atiten si fatica a trovarlo, il Synacthen pure, altre specialità appaiono e scompaiono dalle farmacie, Eprex e Myelostim bisogna farsi raccomandare dal Papa per farseli prescrivere in un piano terapeutico….
Il panorama è questo, cara Loredana. Stanno tentando di tutto per arrestare una verità che da una parte salverebbe decine di milioni di vite, dall’altra farebbe tramontare le sorti di comitati affaristici, dall’altra ancora rivelerebbe che il mondo è oggi vampirizzato dal più repellente e disumano comitato d’affari nella storia dell’umanità.
Ma non ci riusciranno. Se vogliono ritrovarsi la gente in piazza, hanno scelto la via più breve.

Un caro saluto

 

ADB

E DOPO?

December 26, 2013

Volevamo venire al convegno di domenica scorsa, ma non ci è stato possibileCi siamo dovuti accontentare dell’articolo apparso. Ma scriviamo per un altro motivo. L’argomento è un po’ spinoso ma molti si fanno questa domanda compresi tanti pazienti (noi non siamo pazienti, facciamo solo terapia preventiva). Abbiamo scorso anche FB. dove ci sono alcune idee chiare ma anche interventi fuori luogo: qualche persona snocciola profezie pessimistiche senza riguardi per la serenità di chi è in cura e già preoccupato per il futuro.
Per cui ci rivolgiamo direttamente a lei dr. Adolfo, perché abbiamo letto e riletto la meravigliosa biografia che ha scritto, il miglior modo per capire a fondo chi è stato il prof. Di Bella e cosa rappresenta.
La domanda meglio farla senza giri di parole: che ne sarà dell’opera del Professore Di Bella? Chi la continuerà dopo che non ci sarete più voi figli (è d’obbligo un forte scongiuro)? Davvero qualche personaggio senza meriti se ne attribuirà la paternità e gli onori? (a noi questa sembra una cosa assurda). Cosa si può fare per evitare che questo succeda? Abbiamo bisogno tutti della sua parola Dr. Adolfo, perché più leggiamo e più siamo convinti che l’unico ad avere le idee chiare sia lei e non i soloni che intervengono di qua o di là.

Grazie in anticipo.

Ruggero e Lucia

(P.S. da cancellare se crede: non abbiamo scritto per mail perché una sua risposta interessa a tutti).

 

*****

Cari amici,

Chiariamo subito una cosa: nessuno di coloro che è stato davvero vicino (pochi, pochissimi!) al Prof. Luigi Di Bella è stato esente da errori di comprensione o di azione. Troppo grande l’uomo, troppo profondi mente e spirito di questo gigante, troppo complessa la situazione complessiva. Ricordo bene – l’unica scusante è che ero ancora giovane – quando una volta gli dissi che sarebbe bastato pubblicare una monografia sul Metodo, corredata dai casi guariti, per ricevere il Nobel per la medicina e vedere adottata la sua terapia.  Mi guardò con tenero compatimento, spiegandomi i motivi per i quali la mia affermazione fosse inficiata da imperdonabile ingenuità. Citò anche un parere autorevole datogli da uno scienziato francese (Prof. Israel, direttore dell’oncoematologia dell’università di Parigi) incontrato ad un congresso internazionale, il quale – riferendosi alla melatonina assunta a simbolo della terapia – gli disse che era “una faccenda più politica che scientifica”. Una fotografia perfetta della vera natura delle ostilità.

Quando, parecchi anni dopo, giunsero i clamori della cronaca, i problemi congeniti si aggravarono per la torma di parassiti che si assieparono intorno a lui – medici, farmacisti, pretesi ricercatori, aspiranti perfezionatori….imbecilli di ogni risma, insomma – pronti a riempire i propri bicchieri del latte di questa inesauribile “mucca”; o il loro vuoto interiore con l’usurpata asserzione di godere della sua stima.

Li ho sempre definiti “vestiti disabitati”, perché si è trattato e si tratta di figure fatte d’aria che gonfiano abiti altrui. Invece della doverosa umiltà, modestia, riservatezza, umanità, si sono prodigati a bofonchiare, spargere sospetti, malevolenze, divisioni, odio, cattiveria: esattamente il contrario del comportamento di Colui al quale dicevano di ispirarsi e che sotto sotto criticavano in comareschi conciliaboli.

Di errori ne abbiamo fatti tutti. Il principale è stato quello di fidarsi di persone che molto recitavano e nulla facevano, se non i comodi propri.

Siamo quindi rimasti io e mio fratello (anzi: mio fratello e, a larga distanza, io) a tirare la carretta. Con i nostri endemici problemi, le umiliazioni, le difficoltà di sempre, le incomprensioni, i tradimenti, gli umani scoraggiamenti.  La vita scorre come sabbia di una clessidra, e la mia clessidra, nella più ottimistica delle previsioni, si è vuotata per due terzi.
Molto aiuta l’affetto e la vicinanza dei pazienti e dei loro cari. Molto può aiutare la comprensione e l’amore della propria famiglia. Senza un minimo di serenità e armonia familiare non sarebbe più una defatigante scalata, ma un’autentica tortura. L’intelligenza, oltre che l’amore di chi mi vive accanto in umiltà e silenzio, ha dato e continua a darmi un contributo essenziale.

Premesso questo, cerco, come posso, di dare risposta ai vostri dubbi.

-Che sarà dell’opera del Prof. Luigi Di Bella? Potrei risponderle con una mia riflessione, alla quale sono particolarmente legato: “gli eventi che davvero cambiano la storia si verificano quando nessuno scommetterebbe un centesimo sulla sorte dei loro protagonisti”.
Il Prof. Luigi Di Bella fu considerato un inguaribile pessimista: così vengono giudicati dai miopi coloro che vedono lontano. Ma proprio perché alieno dalle illusioni e realista, la sua previsione (questa sì può considerarsi “profezia”) fu che la sua opera si sarebbe affermata a dispetto di tutto e di tutti.

Sapeva bene che la sua terapia era una “plus politique que scientifique question“, ma anche che una diga di terra battuta non può reggere in eterno alla forza del mare. E qui il mare è l’egualitarismo del cancro, che non risparmia nessuno, per quanto ricco e potente sia.

-Che qualcuno possa attribuirsene il merito è cosa tramontata da tempo. La famigerata sperimentazione ha avuto quantomeno il merito di riempire migliaia di pagine di giornali con i componenti della terapia. Poi sono giunte pubblicazioni su riviste internazionali, tra le quali una esplicitamente dedicata all’illustrazione del Metodo. Potranno cambiare qualche denominazione, ma sarebbero in ogni caso costretti a parlare di terapia “Di Bella-like”. E si farebbero ridere dietro.

-Chi la continuerà dopo di noi? Di sicuro – tanto per cominciare – nessuno di quei cerusici semianalfabeti che si autopropongono instancabilmente. Non sono nessuno e nessuno li considererà mai. Ma non dimentichiamo che i lavori pubblicati cominciano ad essere tanti e provocano sempre più imbarazzo in chi già molti lustri or sono ha tentato invano di soffocare tutto.  L’interesse è stato già suscitato e sarà sempre di più rinfocolato, statene sicuri. E’ una questione più politica che scientifica…..

E’ in corso un contrasto sempre più deciso tra chi comprende l’autolesionismo di certe posizioni negazioniste e chi, ottusamente, pretende di bloccare il sole che sta tramontando. Lentamente. Ma tramontando.
Una volta passati a peggior vita (per chi crede in una Giustizia dopo la morte) i protagonisti occulti, vassalli, valvassini e valvassori, qualcuno potrà cercare di “salvare la faccia” ammettendo che sì…la somatostatina effettivamente contrasta la crescita…i retinoidi…bla bla bla…la melatonina eccetera…..però occorre togliere qui ed aggiungere là: ma probabilmente questo non accadrà. Perché, quando la famosa diga di terra battuta comincia a far filtrare zampilli d’acqua, è solo questione di tempo: tutto verrà giù di colpo.

-Cosa si può fare? Quello che si sta già facendo. Pubblicare, e pubblicare e pubblicare. Puntando sempre più in alto, selezionando sempre meglio i casi. Ma qui occorre una mobilitazione di tutti i pazienti e di tutti i sostenitori. Non si può più attendere che altri facciano, rimanendo a braccia conserte! La pelle, scusate, di chi è? Cosa si crede, di poter continuare come molti hanno sinora fatto? Alias: sparito il mio tumore, chi se ne frega di quello degli altri! Il male può tornare, può colpire chi ci vive accanto, i nostri figli, i nostri nipoti.

Mobilitarsi non vuol dire andare a strillare nelle piazze. Sarebbe ingenuo ed inutile, anche perché le risposte sono già scontate. Le decisioni, è bene scolpirselo nella mente, NON LE PRENDE UN SINGOLO GOVERNO! Il nostro, poi, (e non solo il nostro) è il governo di una colonia multinazionale. Anzi, non esiste Stato al mondo che non sia una colonia. Di chi? Di quel superstato senza territorialità né patriottismo costituito da organizzazioni di potere più o meno occulte. Non mi riferisco a Big Pharma, che è UNA delle manifestazioni di queste organizzazioni, non la “patria” del potere mondiale. Ecco cosa significa dire che si tratta di faccenda più “politica” che scientifica. Ecco il motivo per il quale, se volete vedervi sbattere usci in faccia, basta che facciate il nome Di Bella. Mina le stesse basi del potere mondiale insediatosi e rafforzatosi nell’ultimo mezzo secolo in tutto il mondo. Lasciate che sbraitino di “complottismo”, “farneticazioni” e via dicendo. Ma questa strategia ha il tempo contato. Ha espropriato l’umanità di cultura, dignità, civiltà, sicurezza. Massacrato in nome della libertà e dei diritti individuali. Salvo ridurre intere nazioni alla miseria.

Ma, come detto più volte, insieme alla mucca dissanguata muoiono anche le zecche. Zecche intelligenti berrebbero tanto e non più, se volessero continuare a bere. Ma di zecche intelligenti non ne esistono. Qui l’intelligenza non esiste. C’è solo un’astuzia di mercanti, incapace di comprendere che non si possono superare determinati limiti. E invece è un continuo ansimare “di più, di più, ancora, ancora!”. Shylock non si accontenta più delle sue libbre di carne. Vuole l’uomo tutto quanto. E morirà di fame.

Questo apparente sproloquio è molto più pertinente di quanto possa pensarsi ad una lettura frettolosa. Il nocciolo della questione, infatti, è tutto qua.

La conclusione pragmatica è che pazienti e sostenitori debbono finalmente darsi da fare, collaborare, inondare le nostre scrivanie di cartelle cliniche, fare sentire la propria voce comunque e dovunque, far valere i propri diritti. Qui non si tratta di chiedere una “sperimentazione”! Solo un marziano può pensare che un’intera classe sanitario-istituzionale collabori ad essere smascherata; oppure che un percorso giudiziario, con una magistratura condizionata dall’interno e dall’esterno, possa risolvere il problema. Il “sistema” sta reagendo scompostamente, agendo dall’alto, facendo, fra l’altro, mancare i farmaci e le sostanze-base. Con la vigliaccheria e la disumanità sempre dimostrate. Occorre agire, e non aspettare il cameriere che, comodamente seduti a tavola, ci imbandisca il pranzo.

L’argomento da voi posto è di immensa complessità, ed è assai difficile dare una risposta chiara, sintetica, esauriente, anche perché certe pedine è meglio non farsele mangiare preannunciando le mosse. Ma, di sicuro, non sono né l’ottimismo fideistico, né il pessimismo di maniera a poter individuare le strategie migliori da adottare.

Un caro saluto

ADB

FESSERIE

November 30, 2013
Gent.mo Staff, vi ringrazio se mi potete dare una risposta rapida su un dubbio che è venuto a me e a mia moglie, perchè vorremmo sapere cosa fare.
Abbiamo letto di una cosa detta in un sito venuto citato su Faceb., che la miscela di retinoidi è “teratogena” e che le donne che vogliono avere un figlio non devono farne uso 18 mesi prima del concepimento: ma è mai possibile? Addirittura si dice che sarebbe stato lo stesso prof. Di Bella a dirlo.

Grazie mille per la risposta, siamo in apprensione perchè la prendiamo da quasi un anno (farmacia:…omissis) e vorremmo avere un altro figlio.

*****

 

Eccoci qua. Quando leggiamo fesserie di simile portata ci prude il mouse….ma ci prudono anche i piedi.

Che il gruppo A sia potenzialmente teratogeno, quantomeno in dosaggi massicci, è cosa nota. Teratogeno ha una etimologia greca: teratos  (tèratos) significa ‘mostro’; Γένεσις (genesis), creazione, nascita. In parole povere, una sostanza teratogena può portare a malformazioni del feto. Quindi: occorre che il feto ci sia di già……!

Questa la prima fesseria.

La seconda è che il gruppo A contenuto nella Soluzione di retinoidi costituisce appena lo 0,3% del volume totale (la vit. A lo 0,05%), con una equivalenza in U.I. (Unità Internazionali) che, anche nei dosaggi massimi adottati in caso non di prevenzione, ma di terapia oncologica, è ampiamente al di sotto dei limiti concordemente fissati quale dosaggio massimo giornaliero per uso ininterrotto!

La terza, che un eventuale pregiudizio potrebbe aversi in caso di un concepimento, già in corso, relativamente avanzato.

La quarta – ai profani sfuggono le cose più elementari – che non vengono qui assunti retinoidi da soli, ma retinoidi disciolti in vit. E! E la vit. E aiuta, e non poco, madre e bambino.

La quinta, che il Prof. Luigi Di Bella non si è mai sognato, nemmeno lontanamente, di parlare di questi fantomatici 18 mesi! Anzi, in occasione di una riunione nella sede dell’Aian Modena, rispose ad una domanda specifica in tal senso che “in caso di stato interessante, é meglio sospendere i retinoidi. Si possono riprendere dopo il parto, e, per prudenza, finito il periodo di allattamento“. (registrazione audio).

In conclusione: a ognuno il suo mestiere. Uno scienziato può essere un pessimo giornalista (e bisogna vedere se costituirebbe nota negativa o positiva…), ma un giornalista non ha alcuna possibilità di essere un medico attendibile.

Quindi, assoluta tranquillità: la signora può serenamente assumere i suoi retinoidi a scopo preventivo. Questi non solo non potranno nuocere al nascituro, ma apporteranno i seguenti concreti benefici: a) favorire la fertilità b) potenziare fisiologicamente le difese immunitarie c) favorire l’eutrofia dei tessuti della futura mamma.

Un cordiale saluto

STAFF D.B.I.

DESAPARECIDOS

November 13, 2013
E’ molto interessante anche che chiedano la ricetta per il Lisozima, un prodotto che non ha un solo effetto collaterale, neanche per sbaglio. Ma sono sicuro che lo fanno per il nostro bene.

Il problema e’ che si tratta dell’unica cosa che davvero serve per qualsiasi sindrome virale, influenza compresa, completamente atossico ed efficace, essendo una sostanza che produciamo noi stessi (non abbastanza in caso di attacchi virali acuti).

Ed infatti…… e’ ormai introvabile in Europa, e quei pochi che ce l’hanno non te lo danno senza il placet del burocrate di turno, al quale la tua richiesta di prescrizione non piacera’ affatto (a meno che non si tratti di un medico, invece di un laureato in medicina, ma i medici sono rarissimi di questi tempi, sara’ il progresso…).
Stesso discorso per le gammaglobuline, potentissime risposte immunitarie (il cui effetto si ferma giusto prima di risuscitare i morti) che renderebbero inutile qualsiasi vaccino ed una miriade di altri lucrosi ed inutil… ehm, diversamente efficaci ricavati chimici. Sono praticamente scomparse!
Ma dev’essere il caso!
=========================================
Sto avendo difficoltà al reperimento dell’Atiten gocce, in genere ne prendo 15 gocce la mattina e 15 la sera sciolto nei retinoidi.
Volevo sapere se c’è qualche prodotto maggiormente reperibile che lo possa sostituire nella terapia.
Grazie.
*****

La vicenda dell’Ati Ten, al pari di qualche altra specialità sparita, desta perplessità: che interesse avrebbe un’azienda farmaceutica a cedere o cessare la produzione di un farmaco di fronte ad una significativa mole di ordini? Misteri della farmacopea italica!

Pare comunque che la specialità debba riapparire, prodotta da un’altra azienda farmaceutica. Nel frattempo è possibile ricorrere al Dediol gocce, 10ml. 2 mcg., nella stessa posologia e con identiche modalità di conservazione.

Cordiali saluti

STAFF D.B.I.

I MINISTRI DELLA SALUTE (NEGATA)

November 11, 2013
Nel gruppo Facebook spesso si legge di specialisti Ematologi-Oncologi che si rifiutano di prescrivere specialità come Eprex e Myelostin al bisogno in pazienti che di loro volontà optano per il Metodo Di Bella. Ma un comportamento di questo tipo non è passibile di qualche provvedimento soprattutto quando gli stessi pazienti vi si recano con tanto di analisi del sangue che evidenziano in maniera incontestabile l’esigenza di quel tipo di farmaci? Ad esempio per globuli rossi o bianchi bassi anche se in misura molto minore rispetto alla oncologia tradizionale. In questo modo non fanno altro che del male ai pazienti. Potranno non essere d’accordo sulla scelta del paziente, ma penso che questo non li esime a prescrivere una specialità farmaceutica soprattuto se la richiesta è accompagnata con tanto di esami clinici!

Distinti saluti

**************

Il discorso su questi arbìtri si farebbe molto antipatico se dovessimo esprimere senza freno la nostra opinione. E’ una delle immorali, inconcepibili, inammissibili, incivili misure per rendere difficile la vita (e la guarigione) dei pazienti in Mdb. Nulla è stato lasciato al caso a questo fine. Un medico che tenesse alla propria dignità ed alla propria etica non dovrebbe mai prestarsi a queste “raccomandazioni” (che ci sono, e insistenti). Abbiamo avuto testimonianze di specialisti che sono stati “ripresi” per avere fatto il loro dovere professionale ed etico. Come sempre è l’assenza di comunicazione e di intese a fare il gioco di chi specula sulla salute degli ammalati, perchè basterebbe che gli “eretici” (che ci sono) protestassero pubblicamente e coralmente.

A quanto da lei giustamente denunciato si unisce la direttiva di sottoporre a veri e propri interrogatori il paziente per costringerlo a rivelare che si cura con Mdb. Il ricorso alle forze dell’ordine (una bella telefonata al 112) od al magistrato è possibile, e contribuirebbe a far cessare questi atti di barbarie. Eritropoetine e granulochine corrono a fiumi negli ospedali e vengono buttate nel pattume confezioni che – pur scadute nominalmente – sarebbero utilizzabili senza timore: una vera “grazia” per tanti pazienti in Mdb. Qualcuno ha anche chiesto di averne, sentendosi opporre ingiustificati rifiuti. Non crediamo si debba aggiungere altro.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.
=========================================
Buongiorno. Riallacciandomi ad una vostra precedente risposta sui valori del colesterolo che hanno “taroccato” per vendere più  stamine, vorrei chiedere se anche i valori della pressione siano stati alterati per vendere più “pasticchine della pressione” e quali eventualmente siano i giusti valori. Faccio questa domanda perché ormai da tanto tempo noto che quasi tutti i miei conoscenti, soprattutto uomini, ne fanno uso regolarmente già dai 40 anni e per non parlare delle persone anziane di mia conoscenza che tutte, veramente tutte, la prendono, magari da trent’anni. Da poco purtroppo è stata prescritta anche a mio marito per i valori alterati della minima ed io, non fidandomi per niente delle attuali prescrizioni di questa medicina corrotta e al servizio delle multinazionali e non dei pazienti, vorrei avere un vostro parere al proposito. Grazie tante.
*****

L’ipertensione è più un dato clinico che una patologia, nel senso che le cause possono essere quanto mai diverse ed a queste, e non solo alla messa in sicurezza del paziente, occorrerebbe puntare.

La medicina delle “linee-guida” – non ci sarebbe bisogno di ribadirlo – è una medicina  ascientifica e pilotata. Oltre che una volgarità. Perchè ignora le quasi infinite realtà fisiologiche individuali e si articola in diktat terapeutici dissennati sia sotto il profilo obiettivo che per la sua quasi indistinta applicazione. Usando una metafora, si potrebbe paragonarla ad un monopolio nel genere dell’abbigliamento, che rendesse reperibili unicamente tute in tessuto sintetico facilmente deteriorabile e con due/tre taglie omnibus.

Quali le assurdità di questo regime terapeutico? Queste sono numerose.

– Una delle più ricorrenti è la prescrizione sine die di ipotensivi. Salvo quando imposto dalle situazioni soggettive, il Prof. Luigi Di Bella, dopo un primo periodo di cura, dava indicazioni calibrate e in posologia e in frequenza, puntando alla assunzione “al bisogno”. Il ricorso costante a farmaci zeppi di controindicazioni provoca inevitabilmente problemi anche non inferiori a quello che si vorrebbe risolvere.

– Un secondo fattore di irrazionalità è costituito da unatavolozza di specialità ripetitiva e non opportunamente differenziata.

– Un terzo dalla maniacale e pericolosa prescrizione di diuretici. Non perchè il diuretico sia “tabù” (può anzi costituire un salvavita), ma in quanto l’utilizzo di questi farmaci deve essere quanto più possibile “spot”, dati i danni che col tempo si accumulano specie a livello cardiocircolatorio e renale.

– Ulteriore grossolanità (a parte la individuazione precisa e doverosa del “perchè”) è l’astenersi da dettagliate e sapienti raccomandazioni nello stile di vita e nelle abitudini dietetiche. Il frequente invito a bere acqua come cammelli è uno dei segni più sicuri di un diffuso analfabetismo medico. Assai raro invece (rarità da ricollegare al suddetto analfabetismo) il saggio e indispensabile suggerimento, specie in caso di elevati e costanti livelli pressori minima/massima, di rinunciare totalmente al sale nelle vivande, almeno nella fase acuta del trattamento.

– A prescrizioni già opinabili per qualità, quantità e durata, si aggiunge un “indotto”, assai lucroso, costituito da rimedi per rimediare ai guasti dell’imposta asineria farmacologica. Ed ecco tutto un florilegio di aspirinette, gastroprotettori, antiaggreganti assortiti, statine e…che Dio li abbia in gloria. In parole terra-terra: ti dò un farmaco meno valido di altri che ho fatto sparire dalla circolazione, che funziona peggio e provoca più effetti collaterali, così non guadagno solo perchè produco nuove specialità – molto più gratificanti delle precedenti – ma in quanto posso aggiungere una costellazione di farmaci deputati a rimediare (vero o falso non importa, perchè non sposta l’utile aziendale) ai guasti provocati da altri. Ci manca solo che inventino una generazione di farmaci di…terza linea: quelli finalizzati a rimediare ai danni di farmaci di seconda linea i quali, a loro volta, dovrebbero servire a rimediare a quelli di prima!

Il quadro della situazione, sottolineato, se vuole, ma non esagerato, è questo.

Il problema dell’ipertensione comunque esiste e deve essere affrontato. Occorre porre attenzione in prima istanza alla pressione minima alta, forse la più pericolosa, che deve essere mantenuta sempre e comunque ben al di sotto dei 90. E’ questo il principale pericolo al quale porre attenzione.
Quindi, ovviamente, viene la massima. Senza trascurare il fondamentale differenziale massima/minima, di grande importanza sia quale dato da interpretare da parte del medico, che di segnalazione del tipo di anomalia che interessa il soggetto. Per finire con la frequenza e la correlazione con i parametri passati in rassegna. L’organismo umano non è una macchinetta semplice quanto un pelapatate elettrico! E’ un pochetto più complicato…, per cui occorre tener conto di numerosi fattori, aspetti e dati, e correlarli incessantemente. Che non sia facile è un conto; che questo sia preciso dovere di un medico che non voglia trasformarsi in un ciarlatano spara-ricette, un altro.

Noi non abbiamo fatto queste osservazioni recitando da vatidella medicina. Dato che non siamo vati nè della medicina nè di altre branche del sapere umano. Lo abbiamo fatto sulla base di autorevolissime, ripetute raccomandazioni e ripetuti consigli ai quali abbiamo avuto l’onore ed il privilegio di poter assistere. Un medico in grado di eseguire un’attenta e sapiente auscultazione può dare indicazioni ancora più attendibili di un elettrocardiogramma. Ma non lo si è capito; o non si vuole sia capito.

Non sta quindi a noi pronunciarci in termini di strumenti terapeutici da adottare, che solo ad un medico degno di questo nome spettano. L’unica cosa che ci permettiamo di ricordare è che appare inammissibile trattare casi di ipertensione senza prendere in considerazione i documentati benefici che potrebbero derivare, ad esempio, dall’assunzione costante di vit. E o retinoidi e dall’adozione – invece delle aspirinette di moda, che finiscono col tempo a sclerotizzare i vasi e provocare problemi gastro-intestinali – di Melatonina, che il Prof. Luigi Di Bella definì “il più potente, innocuo e fisiologico antiaggregante“. Non stiamo dicendo che la melatonina o i retinoidi servono per trattare l’ipertensione, ma soltanto che potrebbero, ove il caso, costituire un supplemento coadiuvante imprescindibile per un medico che sa cosa cura, e, quindi, come si cura.

Un cordiale saluto

STAFF D.B.I.