Archive for the ‘Biological Therapy of Tumours’ Category

IN MEMORIA DI LUIGI DI BELLA, SCIENZIATO, MEDICO E GALANTUOMO

July 1, 2017

 

“L’animo mi dice che non sono vissuto inutilmente, perché ho fatto del bene ed ho gioito per il bene fatto”.

E noi gioiamo perche’ le puzzole morali e lo stuolo interminabile di sozzura che gli striscia dietro, responsabili della sua persecuzione e di infiniti lutti, continuano a sbattere il grugno contro il suo esempio e la sua opera e la sua eredita’. Sempre piu’ forte!

Quattordici anni fa prendeva commiato da questa vita il Professor Luigi Di Bella.

prof Di Bella

Tra i piu’ grandi dei pochi, veri scienziati del secolo scorso, ideo’ la piu’ efficace cura contro il cancro attualmente disponibile. Ove non contrastata con ogni mezzo a disposizione dai servitori dell’oscuro padrone, avrebbe potuto salvare milioni di vite. Molte migliaia ne ha salvate, o ne ha prolungato considerevolmente la durata, senza sofferenze. Milioni potrebbe ancora salvarne, se i pupazzi delle potenze dell’aria desistessero dal percorrere la strada che li precipitera’ all’inferno.

La sua cura, fondata su una visione olistica e personale del malato, si basa su principi assolutamente naturali (non brevettabili quindi, e questo spiega l’ostracismo assoluto riservatole dai burattini politici delle multinazionali farmaceutiche e dalla Panza accademica). Se adottata dall’amministrazione sanitaria, oltre a curare effettivamente le persone,  farebbe risparmiare molte decine di miliardi annualmente alle casse dello Stato, costando solo una frazione dei veleni chemioterapici e permettendo una vita assolutamente normale al malato durante la cura. Invece no, coloro che si sono impadroniti della cassa pubblica continuano pervicacemente a rifiutare il rimborso delle spese della cura a chi vuole intraprenderla (spese comunque pesanti per uno stipendio medio mensile), dopo aver  intascato i loro soldi in tasse  per tutta  la vita, ma sono ben contenti di sborsare venti volte tanto a sindacati criminali farmaceutici stranieri se uno acconsente a  farsi avvelenare. In pratica, condannano ad  una morte lenta ed  atroce milioni di persone ogni anno. Voi continuate pure a credere che il diavolo non esiste!

Il Professor Luigi Di Bella accolse la sua vocazione di medico nel senso del dovere cristiano della misericordia.

Diede, e nulla chiese in cambio.

Sopporto’  la sua passione con l’umilta’ di coloro ai quali appartiene il Regno dei Cieli.

A lui sia Eterna Memoria.

*************

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La Vita e le Opere del Professore nella Biografia del figlio Adolfo

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IN MEMORIA DI LUIGI DI BELLA, SCIENZIATO E GALANTUOMO

July 1, 2016

“L’animo mi dice che non sono vissuto inutilmente, perché ho fatto del bene ed ho gioito per il bene fatto”.

E noi gioiamo perche’ le puzzole morali e lo stuolo interminabile di sozzura che gli striscia dietro, responsabili della sua persecuzione e di infiniti lutti, continuano a sbattere il grugno contro il suo esempio e la sua opera e la sua eredita’. Sempre piu’ forte!

Tredici anni fa prendeva commiato da questa vita il Professor Luigi Di Bella.

prof Di Bella

Tra i piu’ grandi dei pochi, veri scienziati del secolo scorso, ideo’ la piu’ efficace cura contro il cancro attualmente disponibile. Ove non contrastata con ogni mezzo a disposizione dai servitori dell’oscuro padrone, avrebbe potuto salvare milioni di vite. Molte migliaia ne ha salvate, o ne ha prolungato considerevolmente la durata, senza sofferenze. Milioni potrebbe ancora salvarne, se i pupazzi delle potenze dell’aria desistessero dal percorrere la strada che li precipitera’ all’inferno.

La sua cura, fondata su una visione olistica e personale del malato, si basa su principi assolutamente naturali (non brevettabili quindi, e questo spiega l’ostracismo assoluto riservatole dai burattini politici delle multinazionali farmaceutiche e dalla Panza accademica). Se adottata dall’amministrazione sanitaria, oltre a curare effettivamente le persone,  farebbe risparmiare molte decine di miliardi annualmente alle casse dello Stato, costando solo una frazione dei veleni chemioterapici e permettendo una vita assolutamente normale al malato durante la cura. Invece no, coloro che si sono impadroniti della cassa pubblica continuano pervicacemente a rifiutare il rimborso delle spese della cura a chi vuole intraprenderla (spese comunque pesanti per uno stipendio medio mensile), dopo aver  intascato i loro soldi in tasse  per tutta  la vita, ma sono ben contenti di sborsare venti volte tanto a sindacati criminali farmaceutici stranieri se uno acconsente a  farsi avvelenare. In pratica, condannano ad  una morte lenta ed  atroce milioni di persone ogni anno. Voi continuate pure a credere che il diavolo non esiste!

Il Professor Luigi Di Bella accolse la sua vocazione di medico nel senso del dovere cristiano della misericordia.

Diede, e nulla chiese in cambio.

Sopporto’  la sua passione con l’umilta’ di coloro ai quali appartiene il Regno dei Cieli.

A lui sia Eterna Memoria.

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CURE DI PROVATA EFFICACIA

March 28, 2016

il poeta della scienza

“Ieri è stato pubblicato dalla rivista medico scientifica Neuroendocrinology Letters, ed è già presente nella massima banca dati medico scientifica ufficiale mondiale (PubMed.gov), il primo caso di guarigione stabile e completa di un fibrosarcoma congenito senza intervento chirurgico, radio e/o chemioterapia, ma solo col Metodo Di Bella.

Non ci sono precedenti in letteratura di fibrosarcomi guariti in queste condizioni.
Per accedere all’Abstract: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/
pubmed/26921571

E qui le pubblicazioni in esteso, in italiano e inglese:

http://www.metododibella.org/
pubblicazioni-scientifiche.html

Per altre conferme in letteratura di altri casi di patologie diverse guariti e pubblicati con MDB digitare sulla banca dati pubmed:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Di+Bella+Giuseppe
Il dato di fatto che sia documentata la guarigione stabile con MDB delle più varie patologie neoplastiche, totalmente diverse secondo criteri istologici e immunoistochimici, dovrebbe fare riflettere chi ha onestà intellettuale e cultura medico scientifica, sul reale progresso nella terapia del cancro attuato dal Prof Di Bella.
Chi chiede per quale motivo non abbiamo inviato casi così eclatanti e significativi a riviste scientifiche ai primissimi posti dell’Impact Factor, può trovare esauriente e chiara spiegazione accedendo a questo documentato articolo con dichiarazioni di premi Nobel e direttori editoriali e scientifici delle più prestigiose e storiche riviste medico scientifiche (vedi precedente inserto sul Forum: “non praevalebunt“).
Il caso clinico

Un bimbo ha presentato alla nascita una neoformazione di 6 cm all’arto inferiore destro, asportata dopo soli 12 giorni di vita. L’esame istologico ha evidenziato un fibrosarcoma congenito associato a linfoadenite reattiva.
Un primo trattamento chemioterapico adiuvante non ne ha impedito la rapida ricaduta e progressione. Una successiva valutazione per un’asportazione chirurgica presso il centro di eccellenza di chirurgia pediatrica di Padova, destò gravi perplessità , e fu rifiutato dai genitori, per la necessità di una massiva e invalidante mutilazione per l’amputazione totale dell’arto inferiore destro estesa ad emipelvectomia(asportazione di una parte del bacino).

Considerando il fatto che l’intervento non poteva escludere la ripresa di malattia e che i tradizionali cicli chemioterapici erano già falliti e non avevano alcuna possibilità di ottenerne la guarigione, i genitori optarono per il Metodo Di Bella (MDB), prescritto direttamente dal Prof. Luigi Di Bella.
L’applicazione del Metodo Di Bella mediante l’impiego sinergico di Somatostatina, Bromocriptina,Melatonina, Retinoidi solubilizzati in Vit. E, Vit. C, D3, Calcio, Condroitinsolfato, associato a microdosi di Ciclofosfamide, in 16 mesi ha prodotto una risposta obiettiva completa e stabile, ormai da 14 anni in assenza di tossicità e senza necessità di ricovero ospedaliero, consentendo una normale qualità della vita ed uno sviluppo psicofisico perfettamente regolare.

Oggi, quello che per la terapia oncologica ufficiale, con procedure e protocolli di “provata efficacia”, come proclama il Consiglio Superiore di Sanità, sarebbe stato, se sopravvissuto, un invalido, senza una gamba e una parte del bacino, grazie alle cure del Prof. Luigi Di Bella oggi è un atleta e centrattacco della sua squadra di calcio.”
Giuseppe Di Bella

IL RAPPORTO MORGAN

September 25, 2015

Una ulteriore conferma della totale inefficacia dell’avvelenamento chemioterapico nella cura dei tumori.

IN MEMORIA DI LUIGI DI BELLA, GALANTUOMO

July 1, 2015

“L’animo mi dice che non sono vissuto inutilmente, perché ho fatto del bene ed ho gioito per il bene fatto”.

E noi gioiamo perche’ le puzzole morali e lo stuolo interminabile di sozzura che gli striscia dietro, responsabili della sua persecuzione e di infiniti lutti, continuano a sbattere il grugno contro il suo esempio e la sua opera e la sua eredita’. Sempre piu’ forte!

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Dodici anni fa prendeva commiato da questa vita il Professor Luigi Di Bella.

prof Di Bella

Tra i maggiori scienziati del secolo scorso, ideo’ la piu’ efficace cura contro il cancro attualmente disponibile. Ove non contrastata con ogni mezzo a disposizione dai servitori dell’oscuro padrone, avrebbe potuto salvare milioni di vite. Molte migliaia ne ha salvate, o ne ha prolungato considerevolmente la durata, senza sofferenze. Milioni potrebbe ancora salvarne, se i pupazzi delle potenze dell’aria desistessero dal percorrere la strada che li precipitera’ all’inferno.

La sua cura, fondata su una visione olistica e personale del malato, si basa su principi assolutamente naturali (non brevettabili quindi, e questo spiega l’ostracismo assoluto riservatole dai burattini politici delle multinazionali farmaceutiche e dalla Panza accademica). Se adottata dall’amministrazione sanitaria, oltre a curare effettivamente le persone,  farebbe risparmiare molte decine di miliardi annualmente alle casse dello Stato, costando solo una frazione dei veleni chemioterapici e permettendo una vita assolutamente normale al malato durante la cura. Invece no, coloro che si sono impadroniti della cassa pubblica continuano pervicacemente a rifiutare il rimborso delle spese della cura a chi vuole intraprenderla (spese comunque pesanti per uno stipendio medio mensile), dopo aver  intascato i loro soldi in tasse  per tutta  la vita, ma sono ben contenti di sborsare venti volte tanto a sindacati criminali farmaceutici stranieri se uno acconsente a  farsi avvelenare. In pratica, condannano ad  una morte lenta ed  atroce milioni di persone ogni anno. Voi continuate pure a credere che il diavolo non esiste!

Il Professor Luigi Di Bella accolse la sua vocazione di medico nel senso del dovere cristiano della misericordia.

Diede, e nulla chiese in cambio.

Sopporto’  la sua passione con l’umilta’ di coloro ai quali appartiene il Regno dei Cieli.

A lui sia Eterna Memoria.

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La Vita e le Opere del Professore nella Biografia del figlio Adolfo

ILLUSIONI

March 21, 2015

“In un Passaparola di febbraio il blog ha ospitato la testimonianza di Gianluca Ottaviano coinvolto da tempo nella battaglia che chiede la ripetizione “senza trucchi” della sperimentazione del Metodo Di Bella per la cura del cancro.
Gianluca e la moglie Miriam, curatasi con il metodo a loro spese, hanno fatto scalpore perché in tribunale hanno ottenuto il riconoscimento dell’efficacia delle cure svolte e quindi il diritto ad essere assistiti e rimborsati dalla Asl di Foggia. Da allora non hanno mai smesso di bussare e far appello alle più alte autorità dello Stato, dal Presidente della Repubblica al Ministro della Salute, per essere ascoltati in questa battaglia per il diritto alla salute. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha mostrato oggi una sensibilità diversa dai suoi predecessori rispondendo all’avvocato Ottaviano:
Roma 12 marzo 2015, gentile Avvocato Ottaviano, riferisco alla mail indirizzata al Presidente della Repubblica con la quale ha sollevato un tema molto delicato, relativo alla possibilità che un malato oncologico possa fruire, gratuitamente dell’assistenza farmaceutica per il trattamento conosciuto come terapia Di Bella. Sensibile all’istanza da Lei inoltrata, il Presidente Mattarella mi ha incaricato di trasmettere la mail al Ministero della Salute, pregando ai approfondire la questione e di darle direttamente riscontro. Con l’occasione il Presidente Mattarella, mi incarica di inviare a lei e a sua moglie i più cordiali saluti ai quali aggiungo volentieri i miei personali. Simone Guerrini Consigliere – Direttore dell’ufficio di segreteria del Presidente della Repubblica
Ora la palla passa alle forze politiche e al Ministero della Salute.”

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Il Ministero della Salute non fara’ altro che continuare ad obbedire alla mafia farmaceutica transnazionale nell’implementazione del sistema sanitario demonocratico. Comunque, e’ gia’ qualcosa che facciano di nuovo finta di prendere in considerazione i fatti e le persone. 

Quali sono i fatti e le persone? Decine di migliaia di guariti e mediane di sopravvivenza strepitose da una parte (Metodo Di Bella), decine di milioni di morti e poco altro dall’altra (gli avvelenamenti chemioterapici che ci impongono al costo di decine di miliardi annui)!

LA SAPIENZA DI DIO E L’INSIPIENZA DELL’UOMO CADUTO – IL CASO LISOZIMA

December 3, 2014

§1. Premessa.

In più occasioni ci siamo occupati di sostanze terapeutiche o di farmaci industriali scomparsi improvvisamente dal mercato, ed anche di recente vi sono state denunce di questa prassi – che misteriosa non è – ad opera di varie organizzazioni, tra le quali “Altro consumo”, che ha chiesto “…come mai farmaci essenziali scompaiono dalla circolazione e, in un momento successivo ricompaiono sul mercato a prezzi 16 volte maggiori?”.

Il tutto nel sospetto torpore della burocrazia farmacologica, viceversa fulminea e attivissima in situazioni gravemente carenti di seria dimostrazione e riprova scientifica.
Ma qui, purtroppo, non siamo soltanto di fronte ad illecite strategie commerciali e contrattazioni da mercato delle vacche, con strette di mano tra corruttori e corrotti. Stiamo parlando di sostanze o specialità fondamentali ed irrinunciabili che non dovrebbero mai mancare nelle farmacie di uno Stato libero e civile.

Una persona responsabile tralascerebbe d’avere sempre a disposizione, nell’armadietto dei medicinali di casa, quanto indispensabile? Non abbiamo tutti o quasi tutti almeno disinfettanti, cotone idrofilo, qualche analgesico, un po’ di bicarbonato? Non stiamo parlando di maniaci dell’automedicina, ma di persone con un minimo di prudenza e buon senso. Immaginiamoci, pantografando questo concetto esemplificativo, lo stato: è mai concepibile tollerare assenze estese quanto voragini in tema di farmaci e sostanze fondamentali? Vitamine e sostanze fisiologiche, non fanno parte del nostro organismo? E se ne fanno parte o sono prodotte ovvero sintetizzate da noi stessi, non è il caso di dar retta al Vecchio e infinitamente Saggio buon Dio che le ha previste, anziché a farmacologi di ignoranza inferiore soltanto alla loro corruttibilità? E invece no. Queste puzzole morali pretendono di correggere anche il Padreterno.
Non siamo affetti da paranoia filo-vitaminologica, e non pensiamo affatto che con vitamine e princìpi fisiologici si possa risolvere tutto. Ci mancherebbe. Ma è Scienza (con la esse maiuscola) attribuire molti stati patologici o loro acutizzazioni a carenze o difetti di assorbimento di un gran numero di molecole e, di conseguenza, è ineludibile l’obbligo morale e scientifico di impiegarle quale strumento precipuo o coadiuvante nei casi deputati (che sono numerosissimi).

E invece, per il gusto di criticare il Creatore (col quale, evidentemente, non corre buon sangue) e – soprattutto – di mantenere ricchezze e potere, non ci si disinteressa soltanto, ma si ricorre a tattiche di sottile nefandezza. Lo si fa a volte d’emblée, altre con graduale e sotterranea azione. Si contatta magari l’azienda farmaceutica, le si “consiglia” di lasciar perdere quel determinato preparato e, se non accetta il consiglio, glielo si fa accettare. Lo stesso avviene per aziende chimiche, quando si tratta di principio attivo fornito sfuso, o di sostanza fisiologica prodotta per sintesi. Nei casi estremi si può arrivare, costi quel che costi, a far incorporare il produttore da uno dei giganti della farmaceutica, che provvederà a radiare il farmaco/sostanza indesiderati.

Non sembrino questi concetti pretestuosi: qui si tratta della vita e della salute nostra e dei nostri figli!


§2. Chi era (è) costui?

La nostra è fissazione? Propensione alla polemica? Sclerotizzazione in idee preconcette? Siamo sicuri di no. Che vit. C e vit. A, in opportuna posologia e ragionati tempi di somministrazione, forniscano un validissimo contributo in occasioni di malattie infettive, è caposaldo delle conoscenze scientifiche risalenti ad almeno ottanta anni fa.
E lo stesso dicasi del Lisozima. Eccoci al tema della discussione odierna: Lisozima, chi era costui? Facciamo allora le presentazioni:
“Il lisozima trova frequente indicazione per le sue capacità batteriolitiche e per l’attivazione dell’immunità naturale, di cui è un costituente. È documentato il suo ruolo nella resistenza alle flogosi batteriche e virali e la sua carenza è spesso associata a fragilità degli epiteli aerodigestivi superiori e alla frequenza ed intensità di recidive. Anche se non ha una rilevante efficacia antitumorale diretta, può agire attivando macrofagi e cellule immunitarie e l’immunogenecità delle popolazioni neoplastiche. Attraverso la lisi di cellule batteriche e virali, può liberare molecole ad attività immunitaria e antitumorale. L’azione del lisozima si estende alla flora patogena protozoaria, raggiungendo un ampio spettro terapeutico esteso alle patologie gastrointestinali e del cavo orale. Potenzia decisamente l’effetto antibatterico degli antibiotici, che a seconda delle condizioni può sostituire o integrare, limitando notevolmente il deficit immunitario spesso associato alla patologia neoplastica e aggravato dai trattamenti chemioterapici. La sua assenza di tossicità, in quanto molecola biologica, e l’efficacia ne consigliano un uso frequente e soprattutto nelle situazioni conclamate di immunodepressione neoplastica”.
Utilizzo:
“Fa parte del modulo variabile. Si può somministrare in dosaggi di 3 g al giorno, aumentabile al bisogno senza rischio di tossicità o sovradosaggio. Sono consigliabili 2 compresse da 500 mg per 3 volte al giorno ai pasti. Nelle lesioni del cavo orale o delle vie aerodigestive superiori, è consigliabile fare sciogliere in bocca lentamente una compressa da 500 mg anche ogni due ore. Le sue proprietà litiche su virus, batteri e protozoi sono dovute all’attività enzimatica e al fatto che, essendo una proteina fortemente basica, il lisozima può superare facilmente l’esile membrana della cellula virale e denaturarne il DNA fortemente acido”.
Abbiamo tratto queste verità dal gemello sito medico-scientifico www.metododibella.org., che riporta anche una vasta bibliografia, troppo lunga per riportarla in questo contesto. Vedasi:
http://www.metododibella.org/it/mdb/
dettaglioDocumentazione.do?idPa=5879&idPrincipio=8749&pre=Lisozima

Il chilometrico elenco di lavori toglie di mezzo i soliti mistificatori di mestiere, iperattivi come certi alienati mentali.
In più noi abbiamo rintracciato una “chicca” che fornisce spunti di riflessione non solo sulle basi scientifiche di questa sostanza – una delle tante ideate dal Prof. Dio, dell’Università del Paradiso (dove i nepotismi non possono nulla) – ma anche sui motivi della sua programmata “radiazione”. Perché radiazione? Semplice: avete sentito parlare del business dei vaccini? Del business degli antivirali e degli antibiotici “di ultima generazione”? Basti questo accenno.
La chicca consiste nell’avere reperito una corposo depliant dedicato agli addetti ai lavori, a suo tempo pubblicato dalla ditta produttrice, la SPA (Società pro Antibiotici) di Milano. Mancando la data di stampa, l’abbiamo fatto risalire ai primi anni sessanta, sulla base dei lavori citati nell’ampia bibliografia allegata e di alcune didascalie alle foto di testo (vedi copertina nell’immagine seguente).
La copertina del depliant reca, come si può constatare, sotto i caratteri in grassetto “LISOZIMA SPA”, la legenda delle principali indicazioni: antiflogistico, antibatterico, antivirale, antioncotico, eutrofico. Nella pagina successiva, la citazione di Fleming, che scoprì il Lisozima prima ancora degli antibiotici, alla quale segue un po’ di storia. Ricopiamo.”Le lacrime non sono acqua. Contengono un’importante sostanza scoperta da Sir Alexander Fleming, prima ancora della penicillina. Si tratta di un enzima che può distruggere numerosi ceppi batterici in pochi minuti. L’esistenza di questo enzima, che Fleming battezzò Lisozima, spiega perché un organo tanto delicato come l’occhio umano raramente possa essere infettato dai germi presenti nell’atmosfera.

Le due grandi ed apparentemente distinte scoperte di Fleming, della Penicillina e del Lisozima, hanno impresso un nuovo ed insospettato corso alla ricerca scientifica ed alla terapia.

Il Lisozima è presente nel sangue, nei tessuti e nelle secrezioni, specialmente nel latte della donna (mentre manca nel latte di mucca) e si trova in concentrazione elevatissima nel cervello e nel surrene.

Esso costituisce una barriera fisiologica, una difesa naturale, contro l’invasione di batteri e di numerosi virus. I microrganismi soccombono all’azione lisante, flocculante, agglutinante e decapsulante del Lisozima. I virus erpetici, gli adenovirus, come pure i virus influenzali e numerosi altri virus, vengono nettamente inibiti dal Lisozima. In molte affezioni si può dimostrare un deficit di Lisozima, espressione di abbassamento del potere immunitario e difensivo dell’organismo.

Anche molte tossine elaborate nell’organismo malato vengono inattivate dal Lisozima, come ad esempio i pirogeni endogeni della febbre, la malignolipina e la oncolipina dei tumori, la tossina difterica, ecc.

Il Lisozima, dotato di molteplici e complesse azioni, enzimatiche e non enzimatiche, ha rivelato sorprendenti e nuove proprietà terapeutiche in molteplici affezioni”.
Qualche breve osservazione. Una rilevante omissione riguarda la segnalazione della presenza della sostanza nella saliva. Trattandosi, insieme alle vie nasali, del primo ingresso di microrganismi patogeni, appare chiara ed evidente la grande portata di questa difesa naturale. Se non disponessimo del lisozima nella saliva, una immensa quantità di infezioni di varia natura affliggerebbe l’uomo.

La seconda nota riguarda il latte materno e la sua insostituibile e preziosa attività. Non è solo saggezza popolare affermare che i bambini allevati al seno si dimostrano prevalentemente più robusti e con maggiori difese immunitarie di quelli allattati artificialmente, ma dato scientifico consolidato, anche se questa verità non riguarda solo il lisozima. Senza mancare di dire chiaramente che, per noi, certe madri che rifiutano di allattare i loro piccoli per non sformare il seno (ammesso che sia vero) non sono né vere madri né vere donne, alla luce di quanto sopra appare particolarmente grave e rivoltante lo scandalo di questi giorni riguardante alcuni pediatri imputati di corruzione. Per coloro ai quali fosse sfuggita la notizia (che non ha avuto il privilegio di occupare i primi titoli dei telegiornali): si tratta di 12 pediatri (due dei quali primari ospedalieri!) i quali, dietro benigna regalìa di smartphone e iphone, computer, condizionatori, televisori, viaggi pagati in località turistiche di moda (Sharm el Sheik, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul), nonché crociere e tour per sé e famiglia, si prestavano a fare il lavaggio del cervello a giovani mamme perché non allattassero i loro bimbi, ma ricorressero al latte in polvere di alcune note marche (naturalmente ci auguriamo che gli imputati risultino innocenti).

Per noi, alla luce delle proprietà del latte materno – grazie anche all’elevato contenuto di lisozima – il capo d’imputazione dovrebbe ricomprendere il reato di lesioni colpose gravi e, in caso di dimostrata colpevolezza, la pena, pesante, dovrebbe prevedere il divieto a vita dell’esercizio della professione e la radiazione dall’albo. Ma qui stiamo forse sognando ad occhi aperti.
Ad un particolare appena letto (il lisozima non è presente nel latte vaccino) si lega un’altra delle “strane” peculiarità del lisozima. La sostanza, ricavata dall’allume di uovo di gallina, viene usata generosamente nel corso della lavorazione del Parmigiano Reggiano, dato che distrugge non solo miriadi di virus e batteri, ma anche alcuni tipi di miceti nocivi. Tale impiego massivo è, fra l’altro, assai economico: il lisozima in polvere costa letteralmente quattro soldi, e chiunque potrebbe procurarselo a chili, per pochi euro, rivolgendosi ai produttori di parmigiano. Sia un’azienda produttrice che un farmacista galenico non fanno altro che ritirare la polvere di lisozima cloridrato, compressarlo con la compremitrice insieme agli eccipienti: che, nella produzione industriale, sono costituiti da lattosio, amido, talco, magnesio stearato, gomma arabica. Ma l’azione farmacologica della sostanza pura è praticamente analoga.


§3. Le virtù terapeutiche del lisozima.

Seguendo il dossier, leggiamo:

“Il Lisozima fattore dell’immunità naturale.

Le indagini elettroforetiche indicano l’influenza diretta del lisozima sulle globuline plasmatiche, con un incremento della frazione gamma globuline nonché della properdina.

Non meno interessante, in relazione con l’immunità, è l’aumento dei tassi serici di agglutinine, evidente dopo la somministrazione di dosi relativamente modeste di lisozima (25-50 mg. pro die). Ha pure importanza l’aumento della fagocitosi leucocitaria; interessantissima poi la presenza di lisozima nel nucleo attivo della molecola della stessa properdina, che svolge un grande ruolo nei processi immunitari.

Il lisozima nell’organismo non si trova libero, ma in forma combinata, formando sali complessi con altri enzimi, con ormoni, con l’eparina, con vitamine, con glicoproteine e con lipoproteine ecc.

Ciascuno di questi complessi acquista proprietà peculiari di grande importanza fisiologica e terapeutica”.
Dopo di che inizia la trattazione dei possibili impieghi del lisozima. Una lista sorprendente, per noi miseri mortali: ma ancor di più per quegli abusivi inquilini di camici bianchi che, nel migliore dei casi e in un lampo di reminiscenza, farfugliano che la sostanza serve solo contro l’herpes. Per motivi di spazio non possiamo riportare tutti i casi di benefico impiego della sostanza, qualcuno dei quali, pur fornito di plausibilità scientifica, potrebbe essere anche un po’ sottolineato nel testo sotto esame. Ci limitiamo a circostanziare l’elenco prima accennato, soffermandoci brevemente sulle azioni più eclatanti.
-Attività antiflogistica

-Attività antivirale

-Azione antioncotica

-Attività contro i protozoi (trichomonas, treponema ecc.)

-Azione eutrofica ed anticachettica

-Azione accelerante la cicatrizzazione delle ferite e la formazione di callo osseo nelle fratture

-Azione analgesica

-Attività agglutinante

-Azione antifebbrile

-Attività emostatica e antiemofilica

-Attività normalizzatrice della flora enterica

-Azione antigeriatrica (antifibrosica e antisclerotica)”.

E’ da chiarire, di fronte a questo impressionante elenco di benefici, che non siamo in grado di confermarne tutti i numeri, ma, per averne constatati alcuni –  e non di rado su noi stessi – è indiscutibile che alcune azioni solo il Lisozima è in grado di svolgerle in tale misura ed in analoga totale assenza di effetti collaterali o tossicità!
Ci limiteremo quindi ad alcune applicazioni, nelle quali i risultati sono talmente chiari, provati, indiscutibili e insostituibili, da farci ritenere doveroso parlarne: in attesa di trarre deduzioni e conclusioni sulla guerra sommersa che è stata e viene condotta contro questa grazia di Dio (nella totale accezione del termine), invisa a chi da Dio – oltre che dalla natura, dalla scienza e dalla moralità – ha divorziato.
Circa l’impiego nelle infezioni virali, il citato dossier recita:
“Il suo spettro d’azione è notoriamente aspecifico ed ampio, estendendosi a virus delle più varie dimensioni. L’azione clinica del Lisozima può essere attribuita:
a)alla difesa aspecifica dell’enzima come fattore dell’immunità naturale
b)alla sua attività antiflogistica
c)ad un’azione diretta sulla proteina basica elettropositiva sopra i virus, elettronegativi;
d)alla proprietà del Lisozima di complessarsi con gli acidi nucleinici (DNA, RNA) e con le lipoproteine, elementi costitutivi di tutti i virus, ed essenziali per la loro vita;
e)alla proprietà competitiva enzimatica del Lisozima sopra substrati glicoproteici necessari per lo sviluppo dei virus”.

Seguono alcune situazioni patologiche specifiche. Ne riportiamo alcune.
Herpes Zoster (ed Herpes Simplex).

In queste patologie il Prof. Di Bella univa vit. A e vit. B12 (intramuscolo). La vit. A la consigliava in sinergico impiego localizzato col Lisozima (assunto anche per os), ungendo le parti interessate, cospargendole con Lisozima polverizzato e coprendo il tutto con carta oleata (o altro materiale impermeabile, come le pellicole trasparenti per alimenti) assicurata da cerotti. L’effetto, avendo un minimo di pazienza, si manifesta in modo chiaro sia sull’estensione e la gravità della lesione, che con un assai gradito supporto antalgico.
Stomatiti virali. Anche in questo caso l’applicazione topica è di grande efficacia.
Forme influenzali.

Gli antipiretici, come non si stancava di ammonire lo scienziato, debbono considerarsi giustificati solo in caso di forti rialzi termici, specie nei bambini. Essendo ormai pressoché ignorata la Fisiologia, si dimentica che l’aumento della temperatura corporea costituisce una difesa naturale dell’organismo contro le affezioni esogene da microrganismi. Inibirne costantemente l’intervento significa “disabilitare” meccanismi delicati e porre le premesse per una futura debolezza immunitaria. Il Lisozima, in posologie significative (3 o più grammi intervallati nel corso della giornata), continuati fino a scomparsa della sintomatologia, hanno ragione della maggior parte dei fatti influenzali, a condizione che si intervenga prima di forti complicanze e si uniscano al Lisozima vit. A (che, ai tempi nei quali si studiava ancora, era nota come la “vitamina antinfettiva”) e vit. C.
Naturalmente un buon medico, di fronte alla palese sovrapposizione e all’insediamento di resistenti ceppi batterici, specie a livello broncopolmonare, deciderà se ricorrere, per il tempo strettamente necessario e con posologie equilibrate, a specifici antibiotici. Un presidio formidabile, ed egualmente innocuo, sarebbero le gammaglobuline: anch’esse “radiate” (esclusivamente dalla farmacopea italiana…) in quanto concorrente di farmaci che, meno efficaci e con forti effetti collaterali, hanno almeno il pregio di rendere molto di più.

Un’altra dimostrazione di robusta efficacia si ha nei comuni raffreddori, sempre con l’aiuto di vit. C ed A e col concorso di frequenti lavaggi delle fosse nasali con gli specifici prodotti o con semplice soluzione fisiologica. Senza dimenticare questo ulteriore suggerimento del prof. Di Bella:

“…abbiamo all’uopo provveduto a spalmare sulla superficie della mucosa preventivamente ed accuratamente detersa ed asciugata dal muco, della vitamina A (axeroftolo palmitato), aiutandoci eventualmente con una bacchetta sterile di vetro intinta nella vitamina stessa……Con questo trattamento si possono attenuare e, in molti casi, anche guarire riniti stagionali, acute, subacute o croniche, eventualmente complicate da bronchiti asmatiche anche inveterate e resistenti alle comuni terapie. Anche le riniti atrofiche abbiamo visto reagire bene alla predetta terapia, ricevendo valido giovamento e giungendo anche a guarigione dopo congrua durata di trattamento. Se l’applicazione si pratica bene al primo inizio di un raffreddore, in molti casi si riesce a farlo abortire. La mucosa nasale ci è sembrata particolarmente reattiva agli effetti della carenza relativa della vitamina A. Sembra che l’applicazione locale promuova in sommo grado l’eutrofia della mucosa e riduca parallelamente la sua funzione recettrice, riflessogena agendo forse anche direttamente sulle terminazioni aspecifiche trigeminali” (Luigi Di Bella: “Cenni di Fisiopatologia del naso” – II° Corso Internazionale di Chirurgia funzionale del setto e della piramide nasale, Bologna, luglio 1978).
Quanto scritto, ovviamente con posologie più modeste, è applicabile in forma preventiva. Ai primi sospetti starnuti…., o dopo una forte infreddatura, o anche dopo essere stati a lungo vicini a persone affette da influenza o raffreddore, la combinazione Lisozima (possibilmente, specie la sera, tenuto sotto la lingua prima del riposo notturno)+Vit. A+Vit. C scongiura il contagio o rende di breve durata e deboli le conseguenze. Specie nel bambino e nell’anziano questi presìdi terapeutici sono preziosi, evitando, fra l’altro, non sempre innocue vaccinazioni…..e, nel corso di malattie esantematiche dell’infanzia, riducendo decisamente la loro virulenza o guarendole.
-Virosi intestinali.

In diverse situazioni che interessano questo distretto, il Lisozima è sempre un  valido coadiuvante. Non essendo corretto generalizzare, sarà il medico competente a decidere di aggiungerlo ad altri presìdi specifici (Cliochinolo, fermenti lattici, neomicina solfato e bacitracina ecc.).
Sull’azione antibatterica ed antiflogistica ci riferiamo nuovamente al testo prima più volte citato.
“Il Lisozima, come affermò Fleming, rappresenta un mezzo di protezione naturale e di difesa contro i germi. L’azione antibatterica del lisozima è dovuta a diversi meccanismi: azione microbicida diretta; inibizione o rallentamento dello sviluppo dei germi per l’intervento, diretto o indiretto, nei processi immunitari e flogistici; distruzione della parete batterica. Lo stesso Fleming constatò l’azione lisante dell’enzima sulla Brucella abortus e, successivamente, sopra il bacillo del carbonchio; Wolff sopra lo stafilococco, lo streptococco emolitico, il meningococco, il gonococco e il Microbacterium tubercolosis. Gohar riscontò il lisozima attivo sopra le forme vegetative di germi sporigeni; Melnik e coll. confermarono le osservazioni sopra il Perfringens oedematiens ed altri clostridi; Cabezas e Vacaro controllarono l’attività sopra stafilococchi, gonococchi, meningococchi, pneumococchi, streptococchi; Albano sopra loShigellas e il bacillo difterico. Cavallo, Myrvick e coll., infine, confermarono una evidente azione battericida sul bacillo di Koch dopo un prolungato contatto con l’enzima, Giacardi e Baricalla sul Trichomonas vaginalis e Costa e Casciano sul Treponema pallidum“.

-Impiego in pediatria.

Era più sistematico che frequente, prima che la falce di scellerate linee guida ne inibisse, di fatto, il ricorso.

All’inizio del paragrafo relativo si legge:
“La pediatria è una delle specialità mediche che ha ottenuto maggior profitto dall’impiego del Lisozima dal punto di vista immunologico, nella terapia delle infezioni virali e batteriche, per regolarizzare la flora batterica intestinale e per la sua favorevole influenza sopra una migliore digestione del latte vaccino e in polvere.

Il Lisozima, aggiunto al latte vaccino, provoca la formazione di un coagulo più fine e uniformemente disperso.

L’enzima permette ai fermenti proteolitici di esercitare più facilmente la loro azione sopra coaguli più frazionati, facilitando una più completa e facile digestione del latte, che determina un incremento dell’assorbimento intestinale delle proteine, espresso come un aumento della percentuale di azoto totale ingerito. Questi fatti spiegano il benefico influsso del Lisozima sul decorso clinico dei disturbi della nutrizione, la più pronta risoluzione dei sintomi tossici e permettono di considerarlo come un fattore fisiologico anabolizzante di notevole interesse pediatrico. …..
Grazie all’aggiunta del lisozima ad un regime di alimentazione artificiale, si può ottenere:
a)un predominio di forme bifide dei germi saprofitici come avviene normalmente nel bambino alimentato al seno;

b)una migliore digestione del latte, con conseguente facilitazione dell’assorbimento degli aminoacidi oltre che degli idrati di carbonio dei grassi;

c)un incremento ponderale;

d)una minore incidenza di morbilità infettiva

e)una maggiore protezione dal punto di vista immunologico”.
Un’azione di grande interesse ed importanza è svolta dal lisozima nel passaggio dall’alimentazione al seno e quella vaccina o artificiale. Il latte materno contiene ilLactobacillus bifidus, assente nel latte vaccino ed in quello artificiale, per cui, finito il periodo di svezzamento fisiologico da parte della mamma, la flora batterica del bambino subisce notevoli variazioni, e non propriamente positive: la vegetazione gram-positiva diventa gram-negativa, favorendo lo sviluppo, fra l’altro, della Candida. L’impiego del lisozima impedisce che ciò avvenga.

§4. Conclusioni.
Come già detto, le nostre note non aspirano certo a trattare in misura esauriente l’azione di questo prezioso e insostituibile enzima: non è la sede e non è il modo di affrontare un argomento così vasto e importante. Se abbiamo fatto questi cenni è prevalentemente (non esclusivamente) a scopo esemplificativo; meglio ancora: emblematico.

Preghiamo il lettore di seguirci con un po’ di pazienza in questo nostro tirare le conclusioni: ne ricaverà una visione fondata, documentata, certa, di uno dei tanti delitti che si commettono a danno della salute nostra e dei nostri figli. Delitti, sissignore. Infatti:

  • 1) Ci troviamo di fronte ad una sostanza fisiologica prodotta nel nostro organismo, della quale è dimostrata la formidabile azione di protezione, ad ampio spettro, da numerosissimi agenti infettivi. Se l’uomo non pullulasse di lisozima, sarebbe continuamente ammalato per l’offesa di germi patogeni;
  • 2) E’ una sostanza provatamente e completamente atossica, anche ad alte dosi;
  • 3) Se ne conoscono nei più minuti dettagli i meccanismi d’azione e la sconfinata versatilità d’impiego;
  • 4) Costa pochissimo e farebbe risparmiare – letteralmente – centinaia di milioni di euro all’anno al SSN e, quindi, a noi;
  • 5) Consentirebbe un’azione preventiva efficace e senza preoccupazioni di effetti avversi dalla più tenera alla più avanzata età;
  • 6) Eviterebbe o ridurrebbe in molti casi l’impiego di farmaci con serie controindicazioni, come polivaccini che possono comportare ed hanno comportato gravi ritorni (tra i quali l’insorgenza di mortali malattie ematologiche), od antibiotici ancor oggi disinvoltamente somministrati in modo indiscriminato con grande “gioia” del popolo dei batteri, che hanno avuto ilregalo, generazione dopo generazione, di poter diventare sempre più resistenti;
  • 7) Stante l’assenza di cautele d’impiego, consentirebbe di tenerselo in casa e di curarsi – magari seguìti dal medico di famiglia – lasciando perdere antibiotici, antipiretici, farmaci per le complicazioni di malanni di stagione, che potrebbero spesso essere bloccati sul nascere da opportune misure di prevenzione.

Insomma, senza volerne enfatizzare le proprietà (ripetiamo: non si possono gettare nel pattume tout court antibiotici o altri medicamenti, quando appropriati nell’uso) e farne una panacea, siamo di fronte ad uno dei pilastri basilari della farmacopea internazionale.
Ed è proprio questa la disgrazia del Lisozima: nuocere al riprovevole mercato del farmaco, agli utili illeciti, alle tangenti che umiliano la dignità e l’immagine del nostro Paese e della civiltà scientifica. Per cui: al rogo!

Nel ribadire ancora che si tratta di sostanza fisiologica, mancando della quale la specie umana si sarebbe estinta da millenni, diamo un’ultima, semplice occhiata all’impiego ed alle forme di somministrazione disponibili una cinquantina d’anni fa e paragoniamo il tutto alla situazione attuale.

Nella pubblicazione dalla quale abbiamo tratto spunto risulta che erano disponibili le seguenti confezioni:
1)Lisozima iniettabile:

a) Fiale da 25 mg. (pediatrico)

b) Fiale da 75 mg.

c) Flaconcino da 125 mg. con solvente

d) Flaconcino da 250 mg. con solvente
2)Lisozima Compresse:

a) Cp. da 2 mg. (pediatrico)

b) Cp. da 10 mg.
3) Lisozima pomata: tubetto da 10 grammi
4) Lisozima polvere aspersoria da 5 gr.
Negli anni successivi entrarono in commercio confezioni di compresse da 50, 250 e 500 mg., decisamente più efficaci, mentre sparirono tutte le altre. La limitazione di impiego fu grave (specie per la confezione in pomata e quella in polvere), dato che sottrasse ai pazienti importanti impieghi a livello topico. Fu per questa ragione che il Prof. Di Bella iniziò a consigliare di schiacciare le compresse fino a ridurle in polvere.
Ed oggi?
Oggi il Lisozima è sparito, come specialità farmaceutica. Fortunatamente è agevolmente reperibile presso una delle farmacie galeniche accreditate Mdb.
Tanto per cambiare, si è intonato il famoso terzetto di Rosina, Figaro e del Conte del secondo atto del Barbiere di Siviglia:
Che si fa?/Zitti, zitti, piano, piano,/non facciamo confusione;/per la scala del balcone/presto andiamo via di qua“.

Dopo un lascia-e-piglia durato alcuni mesi, alias dopo fasi di assenza e ritorno sui banchi delle farmacie, ora non si trova più nemmeno nei depositi dei distributori.
PERCHE’??
Perché, nel tempo, dalle ampie indicazioni originarie (del Padreterno, non delle linee coadiuvanti Mdb) ci si è ridotti al solo impiego nell’Herpes e, da qui, alla scomparsa?

Perché, nonostante un prezzo al pubblico inspiegabilmente elevato, tenuto conto dei costi infimi della materia prima, ed una domanda forse non stratosferica, ma viva, non si è ritenuto conveniente (ammesso che il motivo sia questo….) proseguirne la produzione?

Perché un principio attivo insostituibile, senza alcuna alternativa a livello di efficacia e assenza di controindicazioni, non è stato mantenuto a carico del Servizio Sanitario Nazionale (lo sono frotte di farmaci inefficaci e nocivi)?

Perché – infine – non si è rispettata la disposizione di legge per la quale, quando case farmaceutiche non hanno interesse a produrre un principio attivo fondamentale, deve provvedervi lo Stato di propria iniziativa?
E voi, voi che blaterate di libertà, di progresso, di tempi oscuri tramontati con l’alba dello “stato democratico”, volete rendervi conto che non pensate e dite verità, ma masticate semplicemente slogan e siete vittime di lavaggi del cervello durati decenni? Ma di quale libertà parlate? Sapete davvero cosa significhi libertà?
Il primo bene, il primo diritto, è quello di poter preservare la propria vita e la propria salute: ed i vostri guru hanno sostituito alla scienza i diktat dei servi delle case farmaceutiche, che “non hanno mai tastato il polso di un ammalato”, opprimendo libera ricerca, libera medicina, libertà di cura (s’intende, quest’ultima, nel rispetto della letteratura scientifica).
Il diritto all’incolumità personale e dei propri cari: ….e te la presento. Basta sentire le cronache dei quotidiani morti ammazzati, dei feriti, picchiati, rapinati, derubati, espropriati della propria casa tra inerti sospiri istituzionali. E se ti azzardi a dare un calcio nel sedere a chi tenta di scipparti per strada o di rompere un bastone in testa a chi t’è entrato in casa e ti minaccia con una 7.65, apriti cielo: sei additato all’esecrazione popolare quale belva umana.
La famiglia, unico conforto di fronte al cinismo ed alla freddezza della società, unico baluardo della continuazione dell’individuo attraverso i propri figli, hanno tentato e tentano di distruggerla con ferocia.
L’amore per il proprio paese e la propria storia: idem come sopra. La storia d’Italia – quella vera – è stravolta e falsificata sui libri di scuola in nome di una non meglio precisata “retorica” che l’avrebbe precedentemente afflitta. I confini d’Italia non esistono più, chiunque può entrare ed uscire a piacimento, alla faccia di chi ha sacrificato la vita per difenderli, ed offendere il tuo credo religioso perché….tutte le religioni debbono essere eguali (a casa tua…).
La casa: e poco ci manca che possederla non sia rubricato fra i reati.
Cercate, andando contro corrente, di educare i vostri figli, di trasmetter loro princìpi sani, evitargli errori che avete commesso, renderli più forti di fronte alle asperità ed agli inganni della vita, dar loro un avvenire: ma se osate dar loro qualche sculacciata rischiate che vi tolgano la patria potestà; salvo cercare di inculcare loro che la famiglia è un’anticaglia che stride coi diritti civili e di convincerli che è grasso che cola lavorare dieci ore al giorno per 400€ di stipendio senza contributi.
La libertà ed il progresso, cari signori pronti a vociare in masse oceaniche al grido di “porco qui, porco là, abbasso giù, abbasso su, boia di qua e boia di là”, non consistono nel potersi rincretinire – al di là della cretinaggine congenita – con droghe che distruggono inesorabilmente ed irreversibilmente mente e fisico, facendo morire di crepacuore chi vi ha dato la vita e riducendoli sul lastrico; né essere definiti “diversamente intelligenti” anziché imbecilli, “diversamente colti” anziché più ignoranti di un somaro, “balordi” anziché assassini, “diversi” anziché cittadini di Sodoma e Gomorra (in attesa di riedizionidemocratiche della Bibbia).
E’ per colpa degli imbecilli se chi rifiuta di ridursi ad eco di farabutti e mascalzoni, lavora, rinuncia e si sacrifica, apprezza umanità e bontà, carità cristiana e bellezza, e ritiene dovere etico cercare di migliorare se stesso; è per colpa di costoro – ripetiamo – se deve soffrire per tante prepotenze ed ingiustizie ammannite quali manifestazioni di civiltà e giustizia sociale.
Abbiamo costellato queste righe di “perché”.

In realtà, la risposta la conosciamo o possiamo conoscere tutti. Da anni o decenni la nostra salute è nelle mani di personaggi strettamente apparentati – sotto il profilo delle finalità, del nitore morale, del senso di responsabilità – a coloro che decidono sull’attribuzione degli appalti pubblici. La differenza drammatica è che qui il rischio non è quello del crollo di palazzi o dello sprofondamento di strade ed autostrade, ma di un prematuro incontro tra gli utenti della sanità e l’Inventore del:

LISOZIMA.

Adolfo Di Bella

IL SISTEMA SANITARIO DEMONOCRATICO ED IL METODO DI BELLA

November 11, 2014

La presente è la più completa, approfondita, rivelatrice Discussione pubblicata nei 9 anni di vita del DiBellaInsieme. Essa sintetizza in forma mirabile:

– il “razionale” Mdb

– chiarisce e documenta i motivi di ostilità finora registrata

– il tragico disastro della ricerca e della medicina clinica oncologica

– la “morsa”, sempre più stretta, che asfissia la medicina contemporanea

– la costante mistificazione della divulgazione scientifica prevalente.

Il testo, scritto dal Dr. Giuseppe Di Bella, è stato appena riportato anche da un diffuso sito (Effedieffe).

Ne caldeggiamo vivamente l’attenta lettura da parte dei nostri frequentatori, raccomandando loro di darvi la massima diffusione, dato che da nessun’altra fonte vengono fornite, fra l’altro, documentate informazioni sull’inefficacia delle terapie farmacologiche consuete e sulle ragioni di questo occultato fallimento.

Ci asteniamo da qualsiasi osservazione o commento ulteriori, dato che il testo che segue è di una chiarezza ed inequivocabilità assolute.

Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri“. ( Joseph Pulitzer).

Oggi, più che in passato, chi è colpito dal tumore ricerca spesso su internet siti, portali e banche dati cliniche e medico scientifiche. Consultando i massimi portali scientifici come http://www.pubmed.gov e clinici come http://www.cancer.gov, emergono i limiti delle attuali potenzialità terapeutiche del cancro, assolutamente difformi dal rassicurante quadro di “terapie di provata efficacia” continuamente e generosamente profuso dall’informazione. Verificando lo «stato dell’arte» sul portale del National Cancer Institute e accedendo a

http://www.cancer.gov/cancertopics/pdq/
adulttreatment

si può scorrere l’elenco alfabetico relativo ad ogni tipo di neoplasia. Per ogni tipo di tumore e per ogni stadio, il sito del NCI, illustra chiaramente l’aspettativa di vita con chirurgia, chemio, radio, terapie biologiche, variamente associate.

Da questa rassegna emerge il dato che nel tumore inoperabile la chemio è impotente e i tempi di sopravvivenza in queste condizioni sono generalmente limitati ad 1 anno, raramente a 2 anni, e solo difficilmente superano questo limite. La sopravvivenza dei casi oncologici viene presentata come effetto della chemio, mentre non esiste in tutta la letteratura un solo tumore solido guarito unicamente per effetto della sola chemio, senza chirurgia. La controprova sta nella semplice constatazione che i tumori inoperabili non hanno alcuna possibilità di guarire.

Conclusione di questa ricerca: nei tumori solidi (non comprendono le leucemie-linfomi, stretta minoranza delle neoplasie) non ci può essere guarigione senza l’asportazione chirurgica del tumore. Oggi, pertanto, la terapia medica non è in grado di guarire alcun tumore. I protocolli oncologici possono in certi casi rallentare il decorso della malattia, ma non portano a guarigione nessun tumore solido.

Lentamente, ma progressivamente, si stanno diffondendo questi dati, qualche giornale all’estero sta informando la gente, significativo l’articolo di tre pagine sulla chemioterapia dello Spiegel, uno dei giornali più letti in Germania.

«Mentre gli oncologi dicono ai loro pazienti che la chemio aiuta ad incrementare l’aspettativa di vita, le statistiche hanno rivelato che per i tumori più comuni la chemioterapia non migliora assolutamente la situazione. Nei casi di tumore alla mammella, la chemioterapia diminuisce addirittura la sopravvivenza media da 24 a 22 mesi, nel tumore alla prostata da 19 a 18 mesi, mentre la sopravvivenza media per il tumore al polmone era stata aumentata da 5 a 6 mesi, e da 12 a 14 per i tumori all’intestino. Tutto sommato, la chemioterapia non agisce sui più comuni tipi di tumore. Ciò che appare come una sorpresa per il lettore medio, il lettore informato di farmacologia lo sapeva già da lungo tempo: il libro del Dott. Ralph Moss Questioning chemotherapy, una meta-analisi di un cospicuo numero di studi, rivela il medesimo risultato. Il perché la medicina ortodossa continui a voler spendere più del 15% su questa inutile ed eccessivamente costosa terapia rimane un mistero per quasi tutte le persone con un quoziente intellettivo di 3 cifre, tranne per coloro che, chiaramente, hanno capito che le aziende farmaceutiche non si occupano di aiutare i pazienti ma di guadagnar denaro»
(Cfr.: http://www.whale.to/a/chemo1.html ).

Più ampie e documentate sono le conferme scientifiche della terapia Di Bella, maggiori sono le censure e le intimidazioni verso i medici che la praticano o l’approvano. Un’attenta regia centralizzata ha pianificato sia la disinformazione, che un ermetico blocco dell’informazione sulle evidenze scientifiche e conferme cliniche del MDB, censurando queste inquietanti verità che, se conosciute, potrebbero nuovamente – come avvenne nel 1997-1998 – innescare imprevedibili e gravi reazioni. I circoli che in Italia gestiscono il potere reale, e pertanto anche la sanità, tirarono un grande respiro di sollievo alla conclusione della pseudo-sperimentazione ministeriale sul MDB del 1998, che fu salutata all’Istituto Superiore di Sanità da un lungo applauso liberatorio da parte di quanti avevano voluto, gestito e concluso la sperimentazione stessa.

Fu svolta, con ogni mezzo, un’intensa e continuativa propaganda sulla «dimostrata» inefficacia del MDB. Da allora vengono solennemente celebrati riti televisivi di trionfali successi ed entusiasmanti progressi nella cura dei tumori, regolarmente e radicalmente smentiti dalle banche dati medico-scientifiche mondiali (ovviamente ignote alla grande maggioranza del pubblico). Questi Magnificat mediatici sono puntualmente conclusi da insistenti e reiterate questue per finanziare le prossime, imminenti, immancabili vittorie contro il cancro.

Un attento esame sulla banca dati del più importante «portale» clinico oncologico, quello del National Cancer Institute (NCI) ed un’accurata revisione della letteratura sulle mediane di sopravvivenza per ogni stadio e tipo di tumore, documenta, con assoluta evidenza e solare chiarezza, la totale incapacità della chemio-radioterapia e/o dei trattamenti con anticorpi monoclonali e/o farmaci biologici «intelligenti» di ultima generazione, ad eradicare qualsiasi tumore solido, malgrado la rilevante tossicità e un’inaccettabile percentuale di mortalità. Nel 2014 sono stati pubblicati da Neuroendocrinology Letters, rivista scientifica recensita dalla massima banca dati scientifica mondiale (www.pubmed.gov) due studi clinici sull’impiego del Metodo Di Bella (MDB) nei tumori della prostata e della mammella. Con questi, i casi di varie neoplasie, complessivamente e favorevolmente trattate col Metodo di Bella pubblicati su http://www.pubmed.gov salgono a 774. Il progresso è costituito dal fatto di aver ottenuto in tumori solidi, e per la prima volta, la completa e stabile remissione senza ricovero ospedaliero, senza intervento chirurgico né radioterapia né chemioterapia, ma unicamente mediante il Metodo Di Bella (1).

Mentre l’informazione in Italia (anche se messane a conoscenza con documentazione dettagliata esauriente e completa) ha ignorato questo reale e documentato progresso nella terapia dei tumori (ottenuto senza chiedere e ottenere nulla per la ricerca scientifica, senza questue, sceneggiate televisive «giornate della vita» vendite di arance verdure e ortaggi vari), le istituzioni sanitarie, e la cosiddetta autodefinita «comunità scientifica», non si sono interessate alla pubblicazione per prendere atto del risultato né per esaminare il razionale, i meccanismi biochimici e molecolari, le ampie conferme bibliografiche, che hanno consentito questo risultato. Hanno invece criticato la forma, la metodologia delle pubblicazioni, il livello di IMPACT FACTOR (valutazione) della rivista che ha pubblicato gli studi. Probabilmente a questi signori è sfuggito l’ormai noto e da più parti denunciato meccanismo con cui viene chiaramente manipolato dalle multinazionali l’Impact Factor e creata e gestita la cosiddetta «Comunità scientifica». Per capirlo, basta leggere le dichiarazioni del Nobel per la medicina Randy Scheckman, che si ribella alle riviste scientifiche ai primissimi posti dall’Impact Factor, come Science, Cell, ecc… e ammette che la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una «cerchia ristretta» (‘comunità scientifica’).

Dunque la ricerca scientifica, per il premio Nobel, «sarebbe tutt’altro che indipendente»: questa l’accusa di Sheckman, il quale incalza sostenendo che «ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base all’interesse legato alle vendite». (Per questo riviste indipendenti come Neuroendocrinology Letters – anche se recensite su http://www.pubmed.gov – che hanno il coraggio di pubblicare le scomodissime verità scientifiche del Metodo Di Bella pagano la loro grande onestà intellettuale con una grave penalizzazione dell’Impact factor).

«In questo modo si crea un circolo vizioso, perché anche i ricercatori sono spinti a modificare i risultati ottenuti e il loro lavoro per vedere pubblicate le loro ricerche». Scheckman è convinto che questa sorta di «supervisore» (l’Impact Factor) debba essere eliminato, soprattutto per il bene della ricerca scientifica.

La Prof.ssa Marcia Angell, per 20 anni direttrice scientifica editoriale di una delle massime testate medico-scientifiche mondiali, New England Journal, nel suo volume “The truth about Drug Companies” (“La verità sulle case farmaceutiche”), conferma e condivide in pieno la denuncia di Sheckman e fa riferimento ad ulteriori gravi denunce di altri autori (tra i quali Melody Petersen), lodandone l’impegno civile e l’approfondita indagine.

Segnaliamo tre libri-inchiesta: Melody Petersen, “Dacci oggi le nostre medicine quotidiane: venditori senza scrupoli, medici corrotti e malati immaginari” | Ray Moynihan e Alan Cassels: “Farmaci che ammalano: …le case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti” | Sauveur Boukris: “Quelle medicine che ci fanno ammalare”.

Ben Goldacre, medico ricercatore inglese, nel suo libro: “Bad science” denuncia il sistema della «”comunità scientifica” dalle dinamiche perverse e poco trasparenti in cui sono coinvolti… soggetti dalla dubbia integrità morale, … che assecondano e diffondono il giudizio positivo su un determinato farmaco basandosi su dati falsati dalle aziende farmaceutiche. Molto spesso, infatti, l’efficacia dei medicinali viene verificata in test clinici malamente progettati, condotti su un numero ridotto di pazienti poco rappresentativi e analizzati con tecniche che ne enfatizzano solo gli effetti positivi. Quando emergono dati negativi, la legge consente all’azienda di tenerli nascosti».

Ormai le denunce documentate sono sempre più autorevoli e numerose. Uno studio sul British medical journal rivela che l’87% dei ricercatori che diedero parere favorevole al farmaco per il diabete prodotto dalla GlaxoSmithKline, sospettato di provocare infarti, avevano ricevuto denaro dai produttori del farmaco. In questo caso la corruzione emerse anche fra i membri della commissione della FDA, Food and Drug Administration; chiamata a valutare. Se consideriamo la manipolazione e l’asservimento della ricerca al profitto denunciate da autorevoli personalità, comprendiamo pienamente la desolante impotenza e la grave tossicità nei tumori solidi delle attuali terapie del cancro. Esempio tipico di alterazione del dato scientifico, la pseudo-sperimentazione del Metodo Di Bella del 1998 in cui furono documentate 11 gravi irregolarità, quali:

– Somministrazione di farmaci scaduti a 1048 pazienti (verbale firmato dai NAS);

– Presenza di acetone, sostanza tossica e cancerogena nella soluzione vitaminica;

– Somministrazione di solo 4 dei 7 farmaci del Metodo Di Bella malgrado ricetta autografa rilasciata dal Professor Di Bella in commissione oncologica;

– Somministrazione rapida, senza temporizzatore della somatostatina (va somministrata con un temporizzatore in 8-10 ore), che ne ha vanificato l’effetto provocando nausea e vomito, attribuiti dagli sperimentatori a tossicità del MDB;

– Arruolamento di pazienti in altissima percentuale chemio-radiotrattati, non più responsivi, con aspettativa di vita tra 11 giorni e 3 mesi, disattendendo le indicazioni del Professor Di Bella che aveva posto come condizione (verbali della commissione oncologica ) che il suo metodo andasse sperimentato in pazienti non chemio radiotrattati e in condizione iniziali, non terminali;

– Assenza del “doppio cieco” e del gruppo di controllo, che non consente a nessuna sperimentazione di dare indicazioni cliniche;

– Scelta dell’infimo obiettivo di una sperimentazione, la dimensione della neoplasia, mentre il National Cancer Institute, per validare una sperimentazione, chiede come primo obiettivo la sopravvivenza, seguita dalla qualità di vita, ecc…

Al riguardo, nel portale ufficiale del MDB http://www.metododibella.org, in home page, sia alla sezione «In evidenza», che in rassegna stampa, è riportato il significativo articolo di Marco Travaglio su Repubblica, 7 Settembre 2000: «Così hanno truffato Di Bella dosi sballate e farmaci scaduti …- La sperimentazione della cura Di Bella sarebbe viziata da gravi irregolarità…».

Il Procuratore Guariniello aveva già inviato l’avviso di conclusione indagini ai responsabili della sperimentazione, quando dopo 3 giorni gli fu tolta l’inchiesta, trasferita ad altra procura che archiviò tutto rapidamente, ammettendo le anomalie, ma discolpando i responsabili, che non avrebbero agito per dolo ma spinti dall’opinione pubblica e, per la fretta, avrebbero commesso molti e gravi errori. Numerose interrogazioni parlamentari sul sospetto e tempestivo trasferimento d’inchiesta e immediata archiviazione non ebbero risposta. Rimane il dato di fatto che malgrado tutte queste documentate anomalie si pretese di ritenere valida questa sperimentazione, anche se pesantemente criticata da prestigiose testate scientifiche internazionali come il British Medical Journal. La documentazione completa è reperibile sul sito ufficiale MDB a questo indirizzo. Si accede così ad una raccolta di 400 pagine di documenti sulle anomalie della sperimentazione (Sperimentazione MDB I e II) che la hanno totalmente invalidata sul piano scientifico e clinico.

Circa le possibilità della chemioterapia, i dati scientifici oncologici ufficiali reperibili sulle banche dati cliniche e scientifiche internazionali ne documentano un’inaccettabile percentuale di mortalità denunciata da un’agenzia della Reuters Healt [Wesport, CT]: «Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen…» («Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici…»). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard [Br.J. Cancer 1998 Jun 77(12) 281-5] con l’11% di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia. Viene poi documentata una mortalità del 17% nella pubblicazione di Ghesquières H, Ferlay C e AA sulla rivista Ann Oncol. 2010 Apr; 21(4):842-50. Epub 2009 Nov 13 dal titolo: Long-term follow-up of an age-adapted C5R protocol followed by radiotherapy in 99 newly diagnosed primary CNS lymphomas: a prospective multicentric phase II study of the Groupe d’Etude des Lymphomes de l’Adulte.

La sopravvivenza dei malati di tumore, quella vera, delle verifiche scientifiche, non giornalistico-televisive, è essenzialmente dovuta alla chirurgia, molto meno alla radioterapia, e per il 2,5% alla chemio e si riduce, nei pazienti operati , ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni (Richards, BMJ2000; 320:895-898). Del 29% pertanto solo il 2,5% era dovuto alla chemio, come pubblicato da Morgan G. e AA «The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5- year survival in adult malignancies», sulla prestigiosa rivista oncologica Clin. Oncol [2004 Dec.16(8):549-60].

Questa fondamentale pubblicazione si basa su 14 anni di osservazione, 225000 pazienti, 22 varietà tumorali, per accertare il reale contributo della chemio al raggiungimento dei 5 anni di sopravvivenza. L’avvilente risultato: su 100 ammalati la chemioterapia consente solo al 2,5% di raggiungere i 5 anni, dopo i quali, Lopez nello studio clinico «Long-term results…Experience at the 20 th…» GacMed Mex [1998 mar. Apr,134(2):145-5] ha accertato che metà dei pazienti sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per tumore.

Il dato di fatto che, senza alcuna delle note gravi – non raramente mortali – complicazioni tossiche della chemio, il MDB abbia documentato nella massima banca dati mondiale http://www.pubmed.gov risposte obiettive rilevanti e complete – anche senza interventi chirurgici, chemio e radio, e anche in alcuni casi di stadi avanzati di carcinomi mammella (in cui l’oncologia ammette notoriamente e chiaramente di essere impotente a ottenere simili risultati) -… per «La comunità scientifica» è irrilevante. Il motivo?

La rivista che ha pubblicato i risultati del MDB ha un basso Impact Factor , e il lavoro non segue (secondo loro) la prassi metodologica. Pertanto un risultato scientifico e clinico di questa portata non conta niente. La logica del ragionamento è ovviamente perfetta e ineccepibile, degna delle più eccelse e codificate procedure metodologiche, di impeccabili raccolte dati, di un’ortodossia sancita in quintali di inutili pubblicazioni metodologicamente perfette che hanno portato al nulla, al fallimento noto, conclamato e tragico precedentemente riportato, della cura del cancro che porta a uccidere con chemio dall’11 al 17% di pazienti in alcune neoplasie, e, a 5 anni, a ottenere col la chemio (in assenza di chirurgia) il 97,5% di ammalati neoplastici morti.

A fronte di questi noti e certificati risultati delle attuali terapie oncologiche istituzionali di «provata efficacia»… è etico, razionale, scientifico e morale disprezzare e interdire terapie come il MDB che non provocano mortalità e neppure la rilevante tossicità della chemio, conseguono percentuali nettamente più elevate di miglioramenti in tutti gli stadi fino alla documentata e stabile remissione (sconosciuta all’oncologia) in carcinomi prostatici e della mammella, senza intervento chemio e radio, con abbattimento evidente ed elevatissimo delle spese sanitarie pubbliche e conseguente crollo del fatturato delle multinazionali?

Si utilizzano a complemento della chemioterapia trattamenti radioterapici con elevati costi che aggravano ulteriormente il rischio di progressione e metastatizzazione neoplastica incrementando l’effetto mutageno e immunodepressivo. Qui il lettore può trovare alcuni dati scientifici sulla chemio. Un esempio.

«Cancro: chemioterapia ne rafforza crescita e resistenza», lancio di un’agenzia giornalistica 18:57 05 AGO 2012 (AGI) – Parigi, 5 ago. «La chemioterapia usata da decenni per combattere il cancro in realtà può stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende “immune” il tumore a ulteriori trattamenti. La scoperta, “del tutto inattesa”, è stata pubblicata sulla rivista Nature (forse la più nota rivista medico scientifica mondiale, nda) ed è frutto di uno studio statunitense sulle cellule del cancro. Nell’agosto 2012 i ricercatori Sun Y, Campisi J hanno pubblicato su Nature medicine, (Nat Med. 2012 Aug 5. doi: 10.1038/nm.2890) i meccanismi biochimici e molecolari del fallimento della chemioterapia, titolo della pubblicazione: Treatment-induced damage to the tumor microenvironment promotes prostate cancer therapy resistance through WNT16B. Sono stati scoperti evidenti danni nel dna nelle cellule sane intorno all’area colpita dal cancro. Sono stati analizzati gli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata. Questi ultimi producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali… La scoperta che “l’aumento della WNT16B… interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, più importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali…”, ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, indica che “i tumori rispondono bene alle prime chemio salvo poi ricrescere rapidamente e sviluppando una resistenza maggiore ad ulteriori trattamenti chemioterapici. Un dato dimostrato dalla percentuale di riproduzione delle cellule tumorali tra i vari trattamenti. I nostri risultati indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita ‘cinetica’ del cancro, hanno spiegato i ricercatori, anche nei tumori al seno e alle ovaie”».

La notizia ha sconcertato ed è stata ripresa da varie agenzie di stampa e giornali online come Tiscali Scienze: «Scoperta shock, la chemioterapia può rafforzare i tumori… Chemioterapia: arma a favore dei tumori, si rinvigoriscono» – Un nuovo studio scuote la comunità scientifica internazionale e suscita perplessità. La chemioterapia, invece di debellare i tumori, li aiuterebbe a svilupparsi e rafforzarsi, rendendoli addirittura resistenti a trattamenti successivi. Lo studio è stato portato avanti dagli scienziati del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, che hanno voluto scoprire perché le cellule tumorali sono così forti nell’organismo umano e, invece, deboli e annientabili facilmente in laboratorio. Sembra che i tumori sarebbero rinvigoriti proprio dalla chemioterapia, che indurrebbe le cellule sane ad emettere una proteina che ha la caratteristica di favorire lo sviluppo e la resistenza del tumore».

Se la chemio avesse una reale efficacia antitumorale, che senso avrebbe un orientamento chirurgico sempre più aggressivo, radicale, demolitivo, spesso mutilante con limitazioni funzionali e riflessi negativi sulla qualità di vita? La stessa esistenza di questa prassi chirurgica certifica il giustificato scetticismo e la logica sfiducia nella chemio. Con l’aggravante, a ulteriore conferma dell’incapacità della chemio a guarire qualsiasi tumore solido, dell’associazione frequente e/o abituale alla radioterapia.

Anche la reale efficacia e il rischio di induzione tumorale della radioterapia classica, convenzionale, vanno attentamente rivisti in base ad alcuni dati scientifici recentemente documentati e pubblicati di cui riporto una sintesi:

Da Natural News 20 Marzo 2012 «Relativamente alle cellule staminali tumorali…Una strada è l’attivazione indotta per radiazione» spiega Frank Pajonk, Associate Professor of radiation oncology al Jonsson Center della Ucla, università di California. Ed è sempre con questa tecnica, le radiazioni, che Pajonk ha prodotto in laboratorio cellule staminali tumorali (le più aggressive). Il lavoro di Pajonk è stato pubblicato in marzo (2012) su Stem Cells e mostra che la radioterapia usata per curare i tumori al seno (ovviamente anche altri tumori) in parte può uccidere le cellule tumorali e in parte trasformare le cellule tumorali superstiti in tumorali staminali (che sono molto più resistenti ai trattamenti delle normali cellule tumorali. I ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center Department of Oncology della UCLA hanno irradiato normali cellule tumorali non-staminali e le hanno inserite nelle cavie. Attraverso un sistema di imaging hanno potuto assistere (direttamente) alla trasformazione delle cellule normali in staminali tumorali per reazione al trattamento con le radiazioni. Pajonk riferisce che la nuova produzione di cellule così ottenuta è incredibilmente simile a cellule staminali del tumore al seno, non irradiate. La squadra di ricercatori ha anche potuto calcolare che queste cellule tumorali staminali indotte (dalla radioterapia) hanno una capacità di produrre tumori che è di 30 volte superiore a quella delle normali cellule tumorali (del tumore al seno) non irradiate».

Conclude Natural News:

«Nuovo studio: i trattamenti radioterapici creano cellule tumorali 30 volte più potenti rispetto alle normali cellule tumorali. Nella ricerca rivoluzionaria appena pubblicata su Stem Cells, rivista del settore riservata agli specialisti, i ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center Department of Oncology della UCLA, hanno scoperto che, benché uccidano mediamente una metà delle cellule tumorali ad ogni trattamento, le cure con le radiazioni per il tumore al seno trasformano le cellule tumorali superstiti in cellule tumorali staminali che sono molto più resistenti al trattamento delle normali cellule tumorali. Questa nuova ricerca assesta un altro colpo al fallimentare protocollo di cura ufficiale appoggiato dai media ufficiali allineati; protocollo che cerca di tagliar via, avvelenare o bruciare i tumori, cioè i sintomi del cancro, invece di curare le cause dei tumori, cioè il cancro. Center of Regenerative Medicine sempre dell’Università della California di Los Angeles (UCLA), ha aggiunto: “È degno di nota il fatto che le cellule di questi tumori utilizzino, per opporsi al trattamento con le radiazioni, gli stessi percorsi usati per la riprogrammazione cellulare”».

Questi dati scientifici confermano la piena consapevolezza del grave limite della chemio-radioterapia, che ha comportato un orientamento sempre più invasivo e radicale della chirurgia, con attenzione e controllo millimetrico della distanza dei limiti del tumore asportato dal tessuto sano, la ricerca attenta di tutte le catene linfoghiandolari satelliti sospette. Alcuni interventi, come mastectomie, anche bilaterali, sono effettuati oggi, anche in assenza di tumore, solo come prevenzione di possibili insorgenze di tumori per familiarità e in presenza di mutazioni che incrementino il rischio di neoplasie. Se oggi esistesse una valida alternativa terapeutica medica alla chirurgia, non avrebbero senso interventi oncologici.

Una donna soffre per tutta la il trauma psicologico di una mutilazione al seno. I limiti dell’oncologia sono però ancora più gravi se si considera che malgrado la chirurgia (praticamente tutte, con rare eccezioni, le donne con tumori della mammella sono operate) il tumore della mammella rappresenta oggi in tutto il mondo la prima causa di morte della donna.

La chirurgia pertanto, anche se tecnicamente perfetta non può assolutamente garantire la guarigione. Inoltre, se nelle recidive post-chirurgiche chemio/radioterapia e i farmaci biologici «intelligenti» di ultima generazione fossero efficaci, il cancro della mammella non sarebbe la prima causa di morte delle donne. Così per i tumori del polmone, pancreas, fegato etc… Da questa non mediatica – ma realistica e scientificamente documentata e verificabile – valutazione, da questi drammatici limiti, emergono necessariamente alcuni interrogativi:

-Perché, malgrado i grandi mezzi profusi, impegno, studi, ricerche, malgrado il grande progresso tecnologico nella diagnostica e nella chirurgia, i 15 milioni di decessi per tumore in tutto il mondo sono in continuo aumento fino a fare in molti casi di questa patologia un’autentica epidemia, e la prima causa di morte? Perché l’incidenza di questa malattia sta rapidamente aumentando estendendosi a fasce sempre più giovani di popolazione?

È ovvio che solo gravi, molteplici, imperdonabili errori pervicacemente ripetuti, ostinatamente ignorati, possono aver portato ad un disastro di questa portata, ad un’impotenza che umilia la scienza e la medicina, maldestramente dissimulata da continui annunci spettacolari e fantomatici progressi come da un prossima, immancabile utopistica vittoria sul cancro – periodicamente procrastinata di 5-10 anni.

Cause degli insuccessi dell’oncoterapia:

– Il mancato intervento sui meccanismi della crescita tumorale mediante gli inibitori dell’ormone della crescita [GH] (Somatostatina e l’analogo octreotide), e come diretta conseguenza, di tutti i fattori di crescita GH dipendenti, e della prolattina mediante agonisti dei recettori D2 come Bromocriptina e Cabergolina.

– Il mancato trattamento delle mutazioni, ognuna delle quali seleziona ceppi di cellule tumorali sempre più resistenti, proliferative, tossiche e metastatizzanti.

– L’attivazione mediante chemio-radioterapia di un’elevata frequenza di mutazioni, a raffiche. Pertanto nello stesso tempo in cui in un ammalato debilitato da chemio-radio, dove sono compromesse le funzioni vitali, l’immunità, le strutture biologiche portanti dell’organismo, vengono selezionati cloni tumorali sempre più aggressivi e resistenti.

A livello globale si è pianificata la progressiva riduzione, fino alla completa eliminazione, della libertà del medico di prescrivere secondo scienza e coscienza, applicando in ogni singolo caso le relative evidenze scientifiche reperibili in letteratura, ricercando il miglior rapporto tra efficacia e tollerabilità di ogni farmaco impiegato in base all’esperienza professionale propria e dei colleghi.

Oggi il progresso scientifico è gravemente penalizzato da:

1) L’influenza e pressione crescente dei circoli di potere (che controllano la medicina e relativi fatturati) sull’informazione, le carriere e i vertici universitari, ospedalieri, e istituzionali della classe medica.

2) La creazione di icone, mostri sacri, ribattezzati KOLS (Key Opinion Leaders) stelle luminose di un Olimpo, un Gotha medico-scientifico – «La comunità scientifica» – cui accedono solo ed esclusivamente quanti entrano a vario titolo e grado in queste lobby. Solo questi centri di potere possono dare l’investitura di membri della «comunità scientifica», conferire patenti di scientificità, infallibilità, arrogandosi il diritto di scomunicare, censurare, diffamare gli eretici come il professor Di Bella, che rivendicano una ricerca scientifica realmente e unicamente finalizzata alla salvaguardia della salute e della vita, all’accertamento della verità, della realtà, del progresso della medicina e una pratica medica libera e autonoma, affrancate dalla logica speculativa e commerciale.

Le lobby di potere dogmaticamente impongono prontuari, linee guida terapeutiche vincolanti, autoritarie, coercitive, in gran parte estranee o antitetiche alle evidenze scientifiche, alla razionalità, all’etica. Questo è il reale motivo per cui una rilevante quantità di evidenze scientifiche, cioè dati scientifici definitivamente acquisiti, certificati, incontestabili, non sono trasferiti nella clinica, non sono inseriti nei «prontuari, nelle «linee guida», nei «protocolli». Per questo, malgrado una vastissima e autorevole letteratura dimostri che la proliferazione cellulare tumorale è strettamente dipendente dall’interazione tra Prolattina e GH (ormone della crescita), e da fattori di crescita GH dipendenti, il suo antidoto naturale – la Somatostatina – non viene inserito nei prontuari. L’impiego della somatostatina ed analoghi, inibendo con meccanismi molteplici il GH la massima spinta alla crescita (denominatore comune a ogni tumore) trova indicazione razionale e scientifica in ogni neoplasia. Numerosi e documentati studi clinici osservazionali, i vari trials, certificano su http://www.pubmed l’efficacia antitumorale della somatostatina, in sinergismo con inibitori prolattinici, Melatonina, soluzione di Retinoidi in Vitamina E e vitamina D3.

I Signori della «comunità scientifica», i KOLS, i luminari, le sacre e immacolate vestali della scienza, non prendono ancora in considerazione e non trasferiscono in clinica questi studi. Il dato di fatto documentato e verificabile, la verità oggettiva, l’osservazione e lo studio, la verifica della verità, della realtà, da sempre mezzo insostituibile e essenza della ricerca, sono stati sostituiti da funambolismi statistici, da pseudoverità virtuali di trials clinici commissionati e finanziati da multinazionali e impostati, condotti e conclusi per portare a successi preconfezionati e relativi fatturati. Il programma di azzeramento della libertà del medico di prescrivere valorizzando le evidenze scientifiche della letteratura sta ormai rapidamente concludendosi, come chiaramente evidenziato dal nuovo codice deontologico che blocca definitivamente la libertà di prescrivere secondo scienza e coscienza, penalizza gravemente ogni medico che non si attenga scrupolosamente ai loro diktat terapeutici, indipendentemente dai risultati ottenuti sul paziente, dando ampie coperture medico legali ai medici responsabili di eventi anche gravi, fino alla morte, se questi medici si sono attenuti al prontuario.

Essendo ormai evidente questo disegno, stanno manifestandosi le prime reazioni, alcuni ordini dei medici, tra cui quello di Bologna (3), hanno respinto e contestato questa umiliazione della dignità del medico, e sovvertimento del millenario codice etico di comportamento del medico.

Questo disegno è completato dalla fine programmata della libertà di ricerca scientifica, codificata nel decreto legge N° 158 del 13 settembre 2012 e nella legge N° 189 del 8 novembre 2012. Sono previste gravissime sanzioni disciplinari e pecuniarie ai ricercatori che, come il professor Di Bella, in autonomia e senza il benestare di comitati etici, intraprenda studi clinici e ricerche scientifiche, anche se in autonomia e autofinanziati.

In pratica con questi decreti è finita la libertà non solo di cura ma di ricerca. Hanno creato le condizioni per cui solo le multinazionali saranno autorizzare a finanziare studi clinici finalizzati alla registrazione di farmaci con procedure di cui si conoscono e sono stati denunciati gli espedienti e funambolismi statistici per arrivare comunque alla registrazione e relativo fatturato (vedi denunce della professoressa Angell e del Nobel Scheckmann).

I comitati etici sono eletti dagli stessi circoli di potere di emanazione politico-finanziaria, che gestendo le commissioni ministeriali e le carriere, decidono linee guida e prontuari coercitivi e vincolanti. Questi per oltre il 70% disattendono le evidenze scientifiche reperibili su http://www.pubmed.gov vanificando la ricerca, la quale, se non viene valorizzata nella clinica, nell’applicazione terapeutica, perde la sua principale ragione d’essere.

Ecco invece come combatte il cancro il MDB (2)

(Il Prof. Luigi Di Bella. Foto gennaio 1999)

Il Metodo Di Bella, per curare il cancro, persegue tre obiettivi essenziali:

a) La difesa dall’aggressione neoplastica

b) L’inibizione della proliferazione neoplastica

c) Il contrasto alla spiccata tendenza mutagena del fenotipo neoplastico.

A) Difesa dall’aggressione neoplastica

Il MDB asseconda ed esalta le reazioni vitali e l’omeostasi antitumorale per metterle in condizione di contrapporsi all’insorgenza e progressione neoplastica.

Il tumore è deviazione dalla vita normale, per cui occorre riportare le reazioni deviate verso la norma, attraverso il potenziamento di tutti quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita. Il MDB persegue questo obiettivo attraverso innovative formulazioni e criteri d’impiego della MLT (complessata chimicamente con Adenosina e Glicina), di retinoidi solubilizzati in Vitamina E, oltre a Vitamine C, D3, e componenti della ECM. Inserendo componenti apolari come il Betacarotene e la Vitamina E tra i fosfolipidi di una membrana cellulare, la si stabilizza preservandola da danni ossidativi e dai radicali liberi. Sia nelle situazioni che predispongono al tumore, che nel corso della malattia neoplastica, possono essere sovvertiti struttura e potenziali della membrana cellulare – e conseguentemente l’espressione e le funzionalità recettoriali – mediante l’esasperazione dei processi ossidativi e il conseguente picco nella produzione di radicali liberi. Le dosi previste dal MDB di retinoidi e Vitamina E permettono di conseguire sia un effetto preventivo che terapeutico, azzerando le possibilità che i radicali liberi possano provocare danni.

I Retinoidi e la Melatonina hanno la capacità di preservare ed esaltare il trofismo, la vitalità e l’efficienza delle cellule sane, nello stesso momento in cui deprimono la progressione, la vitalità e la spiccata attitudine mutagena del fenotipo neoplastico. Per ogni mutazione la cellula neoplastica seleziona una serie di vantaggi, aumenta la velocità di proliferazione, di migrazione a distanza, produce sostanze tossiche, incrementa la sua resistenza.

Questa apparente contraddizione deriva dal fatto che i retinoidi sono i più potenti attivatori – non ormonali – unicamente della crescita ordinata, funzionale e finalizzata all’equilibrio biologico ottimale, mentre allo stesso tempo inibiscono decisamente l’afinalistica e la disordinata crescita neoplastica, avviando la cellula tumorale all’apoptosi (invecchiamento e morte cellulare).

Le vitamine sono catalizzatori fisiologici fra energia e materia. Ogni cambiamento della materia vivente non può prescindere da un adeguamento dello stato energetico. Solo minime variazioni quantitative di produzione, assorbimento, cioè elaborazione del terreno biologico e del suo corrispettivo energetico, sono compatibili con la vita, e quindi le reazioni devono procedere per passaggi graduali di entità minima materiali-energetiche, reciprocamente compensati nel tempo. Queste reazioni realizzano, con estrema gradualità, la produzione e l’assorbimento di energia e materia con equivalenza materiale/energetica.

Questo continuo divenire, per le eccezionali finalità cui tende, deve essere gradualmente modulato e finemente regolato, e nelle sue linee essenziali sarebbe impossibile senza le vitamine, il cui fine è il condizionamento e la regolazione dell’equilibrio materia/energia su cui poggia la vita.

La piena conoscenza delle vitamine equivale alla conoscenza dei più fini equilibri e dei rapporti energia/materia e di tutti i riflessi sull’attività vitale. La conoscenza della composizione chimica, della formazione, della localizzazione all’interno della cellula, del momento del loro intervento, della regolazione e dell’entità della loro attività, consente di cogliere l’essenza della vita fisiologica e di correggere le sue deviazioni patologiche. Perciò, dal suo ruolo originario biochimico-vitale, la vitaminologia è elevata, nel MDB, a quello terapeutico razionale, essenziale, sia nella prevenzione, che nella cura di varie patologie. Pertanto la conoscenza approfondita dei meccanismi regolatori della vita normale, fisiologica, consente la predisposizione di contromisure efficaci per evitare deviazioni degenerative o neoplastiche.

L’espressione recettoriale (il recettore consente a una cellula di rispondere al contatto con una molecola) ubiquitaria della Prolattina e del GH rappresenta uno degli aspetti del ruolo mitogeno (induzione tumorale) diretto e generalizzato, di queste molecole.

Per comprendere l’enorme valenza dei retinoidi nell’ambito dell’economia biologica, basta considerare che essi forniscono l’alto costo energetico sia della crescita, che dell’ordine fisiologico della crescita stessa, concorrendo all’omeostasi antitumorale. La crescita della sostanza vivente comporta un altissimo dispendio energetico, ma l’ordine fisiologico della crescita comporta un pari, ed ugualmente elevato, fabbisogno di energia.

B) Inibizione della proliferazione neoplastica

La proliferazione cellulare è strettamente dipendente dalla Prolattina, dall’ormone della crescita (GH), massimo fattore di crescita e da molecole mitogene (che inducono tumori) GH dipendenti, da esso positivamente regolate, come EGF, FGF, HGF, IGF1-2, NGF, PDGF, TGF, VEGF, oltre che da fattori di crescita prodotti dall’apparato gastrointestinale, come VIP, CCK, G. Sia la proliferazione cellulare fisiologica, che quella neoplastica, avvengono per mezzo di queste stesse molecole, che la cellula neoplastica utilizza, però, in rapporto esponenziale rispetto a quella sana. La perdita di differenziazione (per mutazioni) e la proliferazione incontrollata, anche se in misura diversa, caratterizzano tutte le neoplasie.

L’impiego della somatostatina ed analoghi – componenti essenziali del MDB -, agendo sulla crescita, denominatore comune a ogni tumore, devono trovare indicazione razionale in ogni neoplasia.

È dimostrato anche il rapporto causale e proporzionale tra espressione recettoriale del GH (di cui la SST è l’antidoto biologico) e induzione e progressione tumorale rilevando istochimicamente concentrazioni di GHR (recettori che consentono alle cellule di utilizzare l’ormone della crescita) nettamente superiori nei tessuti tumorali rispetto a quelli sani. È pertanto noto, e ampiamente documentato, il potente ruolo mitogeno del GH, ed il fatto che l’indice proliferativo e la velocità di progressione delle popolazioni neoplastiche risulti direttamente proporzionale all’espressione recettoriale del GH stesso.

È documentata l’inibizione di vari oncogeni (induttori tumorali), tra cui mic, da parte della somatostatina (SST) e degli altri componenti del MDB. Tra i noti fattori causali dell’oncogenesi vi sono anche i danni cromosomici che comportano, in varia misura, inattivazioni di geni oncosoppressori: CD44, Bcl-2, p53, oltre che delle Caspasi 3-8, elementi chiave della cascata apoptotica (morte cellulare). La regolazione negativa degli oncosopressori, cioè la riduzione delle molecole naturali che inibiscono il tumore, è antagonizzata da componenti del MDB come l’Ac.Retinoico, che inibisce l’inattivazione delle caspasi e la Melatonina (MLT) che preserva dalla degradazione p53 e Bcl-2. L’inattivazione degli oncosoppressori può avvenire contemporaneamente all’amplificazione di oncogeni (induttori di tumore) come il gene N-myc e il proto oncogene trk, considerati una delle cause citogenetiche neoplastiche.

Componenti del MDB come la STT e i retinoidi antagonizzano la spinta proliferativa di queste molecole. Tra i fattori patogenetici, anche l’alterazione del sistema ligando-recettore GF-TRK, e l’alterata risposta allo stimolo differenziante, sono efficacemente contrastati dai retinoidi. La differenziazione è potenziata sinergicamente da altri componenti del MDB come MLT, Vit E, Vit C, Condroitinsolfato. È noto in che maniera l’asse GH-IGF1 abbia una determinante influenza sullo sviluppo biologico neoplastico. Gli IGFR (recettori del potente fattore di crescita tumorale IGF) rispondono mitogenicamente a IGF. L’effetto soppressivo della SST e analoghi sui livelli sierici di IGF1 è sia diretto, attraverso l’inibizione del gene di IGF che indiretto, mediante la soppressione del GH e pertanto della sua induzione epatica.

Le cellule neoplastiche sono caratterizzate, anche se in misura diversa, da vari livelli di espressione dei recettori tirosinchinasici. L’attività Proteinchinasica è efficacemente inibita dalla SST e analoghi. Anche l’espressione di trk-b e l’amplificazione di N-Myc, insieme ad elevata attività telomerasica, comuni a diverse neoplasie, sono negativamente regolate dalla SST. Antidoti biologici del GH, come Somatostatina e analoghi, riducono l’espressione e la trascrizione di fattori di crescita altamente mitogeni, come IGF 1-2, FGF.

È documentata anche l’attività inibitoria della SST su un altro potente fattore di crescita mitogeno, l’EGF, attraverso molteplici meccanismi quali l’inibizione, dose dipendente, della fosforilazione tirosinica indotta dall’attivazione di EGFR da parte di EGF, la riduzione di EGFR nelle cellule tumorali la riduzione dell’espressione di EGF, l’abbattimento della concentrazione plasmatica di EGF. Somatostatina ed analoghi estendono la loro regolazione negativa ai recettori dei già citati fattori di crescita, con evidenti riflessi antiangiogenici.

È ormai assodato che la progressione neoplastica è strettamente dipendente dall’angiogenesi (produzione di vasi tumorali che nutrono il tumore), e che quest’ultima ne rappresenta una fase obbligata ed essenziale. L’acquisizione di un fenotipo angiogenico (capacità delle cellule tumorali di formarsi una rete di vasi sanguigni) è decisivo per l’espansione del tumore. Somatostatina ed analoghi, regolano negativamente gli «induttori angiogenici» e tutte le fasi dell’angiogenesi come la cascata dei monociti, l’interleukina 8, la Prostaglandina E 2 e il VIP, l’Ossido-Nitrico-Sintasi endoteliale (e-Nos) oltre ai fattori di crescita il cui sinergismo è essenziale per l’angiogenesi stessa, come il VEGF-A; TGF, , FGF, HGF ,PDGF. L’inibizione dell’angiogenesi indotta dalla SST è sinergicamente e fattorialmente potenziata dagli altri componenti del MDB, quali MLT, Retinoidi, Vit E ,inibitori prolattinici, componenti della matrice extracellulare.

Ugualmente documentato è l’effetto citostatico, antiproliferativo, antimetastatico della Somatostatina, che è efficacemente sinergizzato dagli altri componenti del MDB: Retinoidi, Vitamina D3, Cabergolina e Bromocriptina (inibitori prolattinici) Galattosamina solfato, Calcio,Vit E, Vit C. La letteratura ha pertanto confermato i meccanismi d’azione antineoplastici interattivi differenzianti, citostatici, antiproliferativi, antiangiogenici e antimetastatici di tutti i componenti del MDB.

Senza l’apporto dell’ormone della crescita [GH] e dei Fattori di Crescita [GF] prodotti dai tessuti per azione del GH, e quindi strettamente GH-dipendenti, non esiste crescita fisiologica o tumorale. Le mutazioni cellulari (che selezionano cellule tumorali sempre più pericolose) avvengono per varie cause, di ordine fisico, chimico, infettivo. Diversi componenti del MDB (MLT, Vit D3, C, E, Retinoidi, componenti della ECM) hanno un effetto anti-mutazioni, differenziante, fortemente immunomodulante .

Nella crescita dei tumori ormono-dipendenti, intervengono anche l’estrogeno (nei tumori della donna), e il testosterone (nell’uomo) inibiti nel MDB dai rispettivi bloccanti specifici.

C) Contrasto della spiccata tendenza mutagena del fenotipo neoplastico (delle mutazioni)

La cellula tumorale è caratterizzata da una frequenza di mutazioni crescente e segue, nella sua progressione, un programma predefinito di sopravvivenza ereditato dai batteri cui è stato trasferito dai procarioti. Questo «programma» costituito da 20 geni (unità funzionali del DNA) scoperto dal biologo molecolare Radman, fu da lui definito «SOS», esso è represso, ma presente, nella cellula sana (diversamente, non potremmo vivere) che accede ad esso in condizione di stress acuto, nella sua fase di trasformazione tumorale. Questo programma di sopravvivenza dà avvio ad un percorso predefinito che consente alla cellula, divenuta neoplastica, di adattarsi con grande rapidità ed efficacia alle condizioni avverse con una progressione modulata da un meccanismo evolutivo predeterminato. Le ricerche furono confermate ed estese dal maggior oncologo e ricercatore francese Lucien Israel, già Presidente dell’Accademia di Francia che ci ha onorati accettando di essere Presidente onorario e referente scientifico della Fondazione Di Bella.

Nella citata pubblicazione “il Metodo Di Bella”, l’argomento è stato trattato più ampiamente e dettagliatamente riportando anche le omologie, tra le proteine e i geni del sistema «SOS» batterico e quelli trattenuti nelle nostre cellule. Nel numero di maggio di quest’anno, Lambert G- et Al nella pubblicazione «An analogy between the evolution of drug resistance in bacterial communities and malignant tissues». Su Nat Rev Cancer hanno ripreso e confermato quanto pubblicato dal sottoscritto su Neuro Endocrinol Lett. 2010;31 Suppl 1:1-42. nel lavoro The Di Bella Method (DBM). Queste ricerche hanno dato maggiore consapevolezza del fatto che la proteiforme capacità di adattamento della cellula tumorale, la sua formidabile vitalità, capacità mutagena e di recupero, sconosciute alla biologia umana fisiologica, sono state dall’oncologia gravemente sottovalutate. L’esatta e realistica valutazione dei pressoché illimitati potenziali biologici neoplastici porta ad una logica terapeutica esattamente conforme ai postulati e al razionale del MDB: solo un precoce attacco multiterapico integrato, sinergico e centripeto con molecole differenzianti che stabilizzino il DNA bloccando le mutazioni unitamente a farmaci antiproliferativi, senza discontinuità spazio-temporale, può tenere testa, contenere e prevalere su una forma di vita diversa e drammaticamente superiore alla fisiologica, con altissime capacità di adattamento, e superamento, di ogni singola condizione avversa la medicina possa opporle.

Esistono quasi 20.000 pubblicazioni e la documentazione del suo ruolo rilevante, fondamentale, in assenza totale di tossicità, sia nel cancro, che nelle malattie degenerative, e sulle maggiori reazioni e funzioni vitali. Per verificare l’attività antitumorale di ogni componente del MDB e l’interazione sinergica, mediante il motore di ricerca del National Library of Medicine, si può consultare la maggior banca dati medico-scientifica mondiale: http://www.pubmed.gov

Digitando su http://www.pubmed.gov ogni componente MDB e aggiungendo “in cancer”, si evidenziano, al 07/11/14

– somatostatina e/o octreotide, Results: 1 to 20 of 30990, pubblicazioni, tra cui quella del premio Nobel Schally

– retinoidi, Results: 1 to 20 of 15022

– vitamina D3, Results: 1 to 20 of 8036

– melatonina Results: 1 to 20 of 1793

– vitamina E, Results: 1 to 20 of 4432

– vitamina C, Results: 1 to 20 of 4804

– calcio, 2243 pubblicazioni

– cabergolina Results: 1 to 20 of 445

– bromocriptina Results: 1 to 20 of 2085

Così per ogni altro componente del MDB si evidenziano migliaia di pubblicazioni.

Conclusioni

Questi documentati – anche se ancora non valorizzati – dati scientifici, comprovano la razionalità ed efficacia della concezione multiterapica del MDB che mediante l’integrazione sinergica dei suoi componenti asseconda ed esalta le reazioni vitali e l’omeostasi antitumorale per metterle in condizione di contrapporsi alla insorgenza e progressione neoplastica.

La nuova oncologia biologica, fisiologica, del professor Di Bella può essere definita “antropocentrica” nel senso scientifico, filosofico, medico, etico e cristiano del termine. Considera e cura il portatore del tumore, non il tumore come entità estrapolata da un’inscindibile unità biologica psicofisica e spirituale, secondo un pensiero scientificamente inconsistente ed eticamente aberrante, frutto di una condizione culturale obsoleta a volte inconscia, che rallenta e ostacola l’accettazione delle chiare evidenze scientifiche del Metodo Di Bella (MDB) e il loro impiego clinico terapeutico.

Se il tumore è crescita, e se la crescita poggia sull’asse proliferativo GH-PRL (ormone della crescita-Prolattina), e fattori di crescita strettamente GH dipendenti, che il MDB inibisce, se Melatonina Retinoidi, Vitamina E , D3 esercitano un potente e documentato effetto differenziante (antimutazione), è ozioso chiedere un protocollo a conferma.

Il MDB nasce da acquisizioni saldamente scientifiche, da verità cioè definitivamente acquisite dalla Scienza Ufficiale. Questi concetti sono così stati sinteticamente enunciati dal professor Di Bella nel corso di una sua relazione congressuale:

«Essere essenziale più che l’inattuabile ed immaginaria uccisione di tutti gli elementi neoplastici, la realizzazione di tutte le condizioni note, possibili e atte a ostacolarne lo sviluppo. L’essenziale sta nell’attivare tutti gli inibitori dei noti fattori di crescita alle dosi e con tempestività e tempi opportuni. Il protocollo MDB è nato in questa atmosfera, quella della vita e non dell’intossicazione e morte delle cellule, metodo che asseconda o esalta le reazioni vitali, senza ricercare con precisione statistica le dosi più opportune per uccidere. Il tumore è deviazione dalla vita normale, per cui occorre portare le reazioni deviate alla norma, attraverso l’esaltazione di tutti quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita».

Il Professor Luigi Di Bella, dopo aver considerato i troppi insuccessi e la grave, anche mortale, tossicità dell’oncoterapia, ed averne individuate e studiato le cause, ha formulato il suo metodo su basi biologiche, biochimiche e fisiologiche, denunciando il sostanziale ed evidente – anche se abilmente dissimulato – fallimento dell’oncoterapia. Ha dimostrato che in tutti i tumori non vi è né ci potrà mai essere alcun farmaco con tossicità differenziale che abbia effetto citolitico e citotossico unicamente sulle cellule tumorali, e non sulle sane.

Occorre invece agire, per il Professor Di Bella, sulle condizioni biologiche in modo da creare un ambiente non farmacologicamente tossico, ma biochimicamente sfavorevole alla biologia neoplastica, incidendo negativamente di volta in volta su una o più delle reazioni che si svolgono nell’evoluzione tumorale e attivando contemporaneamente quelle reazioni che intervengono nei processi di guarigione. Non esiste, né potrà mai esserci alcun trattamento chemioterapico citotossico in grado di guarire un tumore solido, ma unicamente un Metodo, una multiterapia razionale e biologica, un complesso di sostanze sinergiche e fattorialmente interattive, singolarmente dotate di attività antitumorale atossica, che sequenzialmente o contemporaneamente agiscano centripetamente sulla miriade di reazioni biologiche della vita tumorale, riconducendo gradualmente alla normalità le reazioni vitali deviate dal cancro.

Il Metodo Di Bella è tanto odiato e vilipeso perché è stato in grado di contrastare questo programma, costringendoli a sospenderlo per 9 anni.

Nel 1998, gli esiti positivi del MDB avevano creato un crescente interesse da parte della pubblica opinione, e una minacciosa ostilità da parte di quei circoli di potere che, come scrive Ralph Moss nel noto volume Chemoterapy questions, «formano una sorta di establishment del cancro, che controlla l’orientamento della prevenzione, della diagnosi e della terapia del cancro». Ralph Moss conclude che, a livello globale, tutta la legislazione sanitaria tende ad accentrare il potere in poche mani e ad accrescere il conservatorismo in medicina per salvaguardare il profitto. Il tentativo di risolvere la loro critica situazione con una campagna diffamatoria fino al linciaggio morale, l’insulto triviale, e la promulgazione di altisonanti proclami, di autentiche bolle di scomunica, di diffide degli ordini dei medici, di minacce e intimidazioni al professor Di Bella, e al numero crescente di medici che cominciavano a prescrivere il MDB, sortì l’effetto diametralmente opposto, riducendo ulteriormente il già scarso prestigio delle istituzioni sanitarie. Ne uscirono con la pseudo-sperimentazione del 1998.

Per i tanti genuflessi in zelante e servile adorazione di ogni moda, prodotto pseudoculturale e scientifico proveniente dal mondo anglosassone, era inconcepibile, irritante, provocatorio che un italiano, emarginato dal mondo accademico, in piena autonomia senza finanziamenti statali, senza i miliardi delle vendite nelle piazze di azalee, arance, ortaggi e verdure varie, questue televisive e «giornate della vita» – malgrado l’atteggiamento sempre più minaccioso e intimidatorio del potere , abbia osato sfidare colossi e santuari mondiali della ricerca oncologica, gigantesche e inutili cattedrali, generose e instancabili dispensatrici di illusioni (basta considerare la fine di tre componenti della più nota famiglia di imprenditori italiani, di Pavarotti, di Raissa Gorbaciova, di re Hussein ,ecc…) e abbia intuito, concepito, formulato e praticato la prima terapia veramente causale, razionale, scientifica, efficace, tollerata, nella patologia neoplastica.

Giuseppe Di Bella
LINK


1) Evaluation of the safety and efficacy of the first-line treatment with somatostatin combined with melatonin, retinoids, vitamin D3, and low doses of cyclophosphamide in 20 cases of breast cancer: a preliminary report. Di Bella G, Mascia F, Ricchi A, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(7):660-8. | The Di Bella Method (DBM) in the treatment of prostate cancer: a preliminary retrospective study of 16 patients and a review of the literature. Di Bella G, Mascia F, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(6):523-8. Review.

2) Obiettivi del MDB: dati reperibili su http://www.pubmed.gov digitando:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20881933
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24464005

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23391973

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24378460
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23348932

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22635078

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22167148

2) Codice applicato a Bologna | Codice della Federazione nazionale che sembra direttamente scritto dalle multinazionali.

SMEMORATAMEVOLISSIMEVOLMENTE

October 23, 2014
Continuano a sbatterci il grugno che e’ un piacere…..

Il prof. Luigi Di Bella durante una conferenza nel 1999

La “notizia” è controllabile direttamente da chiunque e indubbiamente fa sgranare tanto d’occhi. Ce l’ha segnalata un biologo assai preparato che lavora in Gran Bretagna e con il quale siamo in rapporto: ma non quale scoop. Era infatti convinto ne fossimo a conoscenza, e che, trattandosi di acquisizione ormai pacifica in campo scientifico, nulla giustificasse sorprese o clamori.
Diciamo subito di cosa si tratta, senza tenere in sospeso il lettore come per artificio di scrittore di gialli. Tutti siamo a conoscenza di come, in Italia, certi iper-farmacologi si siano sempre sgolati intorno all’inutilità terapeutica della Melatonina, relegata all’unico ruolo di rimedio per il jet-lag. Questi personaggi hanno poi accompagnato con sorrisetti sardonici e gesti mimanti assurdità di concetti la…pretesa che questo pseudo ormone potesse avere effetti antitumorali.
Naturalmente hanno sempre fatto eco drappelli di “scodinzolantes” della farmacologia, alcuni dei quali gli debbono la cattedra, mentre altri sperano di conseguirla sfidandosi a singolar tenzone in velocità di rotazione della coda, o in scatti centometristi e lingua penzoloni al primo “Fidooooo..qua!” giungesse ai loro orecchi.
Poi…poi è successo che molti ricercatori, specie stranieri, appartenenti alla categoria dei “disobbedientes”,  hanno ripreso quanto espresso decenni prima, ben più compiutamente ed approfonditamente di loro, da un certo signore che provocava i suddetti sorrisetti di sufficienza. E sono cominciati i guai. Non senza mutare l’impostazione degli “iper” citati, che hanno continuato a confinare il ruolo della sostanza al famoso jet-lag: in base al principio, ben noto ai veterani dell’anti-verità, che l’unica via di scampo è insistere, e insistere, e ancora insistere sulle panzane dette, specie se si dispone di formazioni corali di ragli a quattro voci.
Ed ecco il fattaccio. Molti conoscono di nome la Sigma-Aldrich, gigante della farmaceutica con sede a St. Louis, Missouri (Usa), con quasi diecimila dipendenti e operatività in 40 paesi. L’azienda, fondata nel 1975, offre un campionario di 100.000 prodotti chimici, ed è considerata all’avanguardia nel settore delle bio-tecnologie. Molti dei suoi prodotti sono valutati il topqualitativo da parte di chimici e di biologi.

Per la cronaca, il gigante statunitense è stato di recente acquisito dal colosso tedesco Merck. Utile e…suggestivo leggere cosa osserva a proposito il caro amico Giancarlo Bergamini, del quale abbiamo pubblicato di recente un assai interessante articolo:
“la Sigma-Aldrich, che la tedesca Merck Kgaa ha concordato di acquisire per 17 miliardi di dollari cash (cioè con soldi “veri” anzichè in cambio di proprie azioni):

http://www.bloomberg.com/news/2014-09-22/merck-kgaa-to-buy-sigma-aldrich-for-to-add-chemicals.html .
In altre parole, l’inondazione di liquidità fornita a interesse zero dall’ineffabile Draghi, lungi dal rilanciare le nostre economie moribonde, consente a pochi big players di fare spese pazze in giro per il mondo (oltre a finanziare l’acquisto di azioni proprie, come già segnalatovi). By the way, trovo di un certo interesse la dichiarazione dell’amministratore delegato Rakesh Sachdev, secondo il quale Sigma-Aldrich interviene nel processo di ricerca e sviluppo di qualsiasi farmaco venga realizzato da qualsivoglia casa farmaceutica. Un altro caso di outsourcing. Voglio sperare che per Merck (che nel 2007 comperò Serono), oltre alla convenienza finanziaria, ci sia anche una ragione strategica”.
D’accordo, veniamo al dunque. Alla voce “Melatonin”, il catalogo Sigma-Aldrich riporta:
“Hormone; mediates photoperiodicity in mammals; inhibits cerebellar nitric oxide synthetase; peroxynitrite scavenger. Melatonin has complex effects on apoptotic pathways, inhibiting apoptosis in immune cells and neurons but enhancing apoptotic cell death of cancer cells. Inhibits proliferation/metastasis of breast cancer cells by inhibiting estrogen receptor action”.
Indipendentemente dal fatto che – come disse 45 anni fa il Prof. L. Di Bella, non si può considerare un ormone – quello che fa clamore è che sia considerato quale fatto scontato e saldamente acquisito (traduciamo) che “la melatonina ha effetti complessi sui percorsi apoptotici, inibendo l’apoptosi nelle cellule immunitarie e nei neuroni, ma migliorando la morte cellulare per apoptosi delle cellule tumorali. Inibisce la proliferazione e la metastatatizzazione delle cellule di cancro al seno, inibendo l’azione dei recettori degli estrogeni“.
E ora come la mettiamo italici farmacologi & C.? Che vogliamo fare: scrivere alla Sigma, cioè Merck, e raccomandare di cancellare la specifica? Scanso equivoci consigliamo di salvare in un file di word quanto appare nel seguente link:


http://www.sigmaaldrich.com/catalog/product/sigma/m5250?lang=it&region=IT

Azionando il link di cui sopra, appare un lavoro, a mo’ di saggio, dell’ineffabile Russell Reiter, impareggiabile nell’autoproposizione e nel coltivare le relazioni sociali…..
Nel lavoro citato, che risale al 1999, Reiter si occupa, sotto il profilo sperimentale, del ruolo neuroprotettivo della Mlt. Leggiamo qualche passo del lavoro:
“Questa recensione riassume i risultati sperimentali relativi al ruolo neuroprotettivo della melatonina. In particolare, si concentra sulla ricerca rivolta al morbo di Huntington, al morbo di Alzheimer ed il Parkinson. La melatonina ha dimostrato di essere altamente efficace nel ridurre il danno ossidativo nel sistema nervoso centrale; questa efficacia deriva dalla sua capacità di purificare direttamente una grande quantità di radicali liberi e di funzionare come un antiossidante indiretto…… Un ulteriore vantaggio è la melatonina nel ridurre il danno ossidativo nel sistema nervoso centrale è la facilità con cui attraversa la barriera emato-encefalica. Questa combinazione di azioni rende la melatonina un agente farmacologico altamente efficace contro i danni dei radicali liberi. Il ruolo dei livelli fisiologici di melatonina nel prevenire il danno ossidativo nel cervello è attualmente in fase di test”.
I lettori più attenti, specie se di formazione scientifica, leggendo queste frasi si chiederebbero in quale anno il Prof. Di Bella abbia pubblicato il testo del quale abbiamo riportato alcune frasi. Certamente leggerebbero, invece di affermazioni condivisibili ma tutto sommato di superficie, ben più complesse dissertazioni su meccanismi d’azione e precise ragioni. Ma non chiediamo troppo ad un attento ascoltatore come Reiter – orecchio da percezione dei 20.000 hertz, ve lo assicuriamo – o meglio: dovremmo chiedergli come mai, trattandosi di farina vecchia di trent’anni (al momento della pubblicazione) e di ben altro mugnaio, perché non citi il nome del Prof. Di Bella nella bibliografia.

Siamo propensi a ritenere si tratti di smemoratezza, forse dovuta a qualche incipit di Alzheimer. Se ci venisse  a trovare, potremmo mostrargli molte delle lettere relative alla corrispondenza intercorsa con il Prof. Di Bella. Riportiamo a questo proposito un passo tratto da “Il Poeta della Scienza”:
“In maggio (1981) riceve una lettera del Prof. Russel J. Reiter, che aveva conosciuto al congresso di Amsterdam di due anni prima, e che gli ha chiesto di spedirgli alcune sue pubblicazioni. Nella lettera (del 14 maggio) il ricercatore americano lo ringrazia dei lavori speditigli – “..thanks for the very valuable reprint” – lo prega di inviargli sempre tutte le sue future pubblicazioni – “Please keep my name on your permanent mailing list” – e gli preannuncia che verrà a trovarlo il mese successivo, aggiungendo: “I hope at that time we can meet and discuss our mutual interests. I’m sure we have many things in common“. Il 20 giugno, giunto a Modena, lo va a trovare all’Istituto di Fisiologia e trascorre con lui, Deda e Scalera due giorni interi, loro ospite: dimostrerà in questa occasione di essere un buona forchetta e un buon…bicchiere; d’altra parte aveva preavvisato, in una successiva lettera che “I love Italian cuisine and look forward to indulging myself under the most authentic conditions!”. Rimane sbalordito di fronte al livello raggiunto dalle ricerche ed ancora di più dalla casistica clinica che gli è presentata ed illustrata. Di lì a poco compare una sua valutazione dell’opera di Luigi Di Bella, nella quale parla dell’efficacia della melatonina nelle trombocitopenie ed in altre sindromi ematologiche, nel libro “Annual Research Reviews”. Reiter fa riferimento anche al colloquio con Luigi a Modena, e conclude affermando “….this group had more experience in treating patients with melatonin than any other” (Annual Research Reviews – The Pineal Volume 6 – Russel J Reiter, Department of Anatomy the University of Texas, Health Science Center at San Antonio – Eden Press, 1981)”.
D’altronde, in base al famoso “carta canta”, gli mostreremmo anche il volume “The Pineal gland and cancer” (Ed. Brain research Promotion, Tübingen, 1988), del quale figura editore, oltre a Reiter, anche il grande Derek Gupta (maestro del Prof. Freybergh, direttore di Neuroendocrinology Letters): qui, tra altri lavori, è riportato a pag. 183 “Melatonin in thrombocytogenesis”, del Prof. Luigi Di Bella, ‘Division of General Physiology, Institute of Human Physiology, Modena, Italy’.
Si dirà: qui si parla di neurologia, non di oncologia. Ma il Prof. Reiter era ed è bene informato, e non gli saranno sfuggiti, tra gli altri, questi due lavori:
-“L. Di Bella et all.: The neurothropic action of melatonin” (International Symposium on nervous system regeneration, 1981)

– “L. Di Bella et all.: Some aspects of the neurothropic action of Melatonin” (EPSG, suppl. 5, Ed. P. Pevet, august 1984).
In conclusione: un semplice plagio? Plagio sì, ma non semplice, bensì Reiter-ato…..

Adolfo Di Bella

PREMIATE LA VITA E LE OPERE DEL PROFESSOR DI BELLA

September 30, 2014

Nel magistrale racconto fattone dal figlio Adolfo.

il poeta della scienza

Il libro è stato pubblicato nel 2012 dalla casa editrice Emmeci Edizioni e ripercorre la vita del medico, dall’infanzia siciliana alla grande fama di scienziato acquisita sul campo attraverso studi e ricerche nelle università più prestigiose, fino agli anni del contestato ‘metodo Di Bella’, ideato dal professore per curare i tumori e mai riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Salute.
Il libro, che non può prescindere dagli ostacoli incontrati da Di Bella per l’affermazione della sua ricerca, è un documentario della vita di quello che può definirsi un poeta della scienza: amante della cultura e della disciplina, dotato di una grande prontezza di spirito, votato agli affetti e alla famiglia oltre che alla medicina, dal libro esce la figura di un grande uomo prima che di un grande scienziato.
La biografia si basa su documenti, lettere e ricordi trasmessi dallo stesso protagonista ai figli Giuseppe e Adolfo, ed è arricchita da aneddoti che svelano il lato umano, mai nascosto, del professor Di Bella. Adolfo Di Bella abita a Modena e da anni è impegnato, insieme al fratello Giuseppe, nella divulgazione dell’opera del padre Luigi, scomparso a 91 anni dopo aver dedicato la sua vecchiaia a visitare pazienti nel suo studio in via Marianini.

Potete continuare a leggere sul Resto del Carlino.