LA QUADRATURA DEL CERCHIO


L’attuale governo italiano e’ nato autodefinendosi il governo del cambiamento. Vedremo abbastanza presto se, invece, essi non siano altro che scoregge italiche.

Lo vedremo dalla implementazione o meno in tempi brevi di una riforma fiscale epocale per l’Italia: lo Stato che finalmente paga i suoi debiti fiscali ai cittadini ed alle imprese (70-80 miliardi di euro al momento), sotto forma di buoni del Tesoro messi direttamente nelle loro tasche, e quindi in immediata circolazione economica.

Una pensata geniale, che va nella direzione giusta, la cui rinuncia renderebbe ipso facto ed incontestabilmente il cambiamento strombazzato la solita esalazione mefitica ed i signori del governo gli usuali petomani, che prestano il nome ai padroni occulti che hanno espugnato gli Stati nazionali quasi dappertutto.

La soluzione proposta non e’ proprio l’ideale, almeno sotto il profilo teoretico, in quanto non rispetta in pieno i postulati fondamentali dell’emissione monetaria sovrana, ma in pratica non manchera’ di assicurare l’unica cosa che conta: la sopravvivenza del popolo italiano. Il suo pregio fondamentale, cosa che probabilmente sorprendera’ gli ideatori stessi della proposta, sta nel fatto che non sostituisce l’euro ma lo affianca nella circolazione nel sistema economico.

Contrariamente a quanto sostenuto da molti, infatti, il ritorno alla lira non significherebbe affatto la riappropriazione della sovranita’ monetaria da parte dello Stato italiano, ma solo il rimetterla nuovamente alla Banca d’Italia; e fino a quando la Banca d’Italia non viene nazionalizzata e messa DIRETTAMENTE alle dipendenze del Tesoro, il ritorno alla lira costituirebbe semplicemente un cambiamento al nome del cappio messo intorno al collo del popolo italiano.

Altra cosa che molti proprio non riescono a capire e’ il fatto che la svalutazione della propria valuta puo’ essere una gran cosa per le aziende esportatrici, ed e’ sostanzialmente neutra per l’ambito economico interno, ma rappresenta un disastro per la bilancia commerciale del Paese ed il suo potere d’acquisto internazionale, cosa che dovrebbe far riflettere statisti che devono governare una nazione che dipende quasi interamente per il suo fabbisogno energetico da acquisti sui mercati internazionali. Una riflessione che dovrebbe far concludere per l’estrema convenienza della nostra permanenza nel sistema monetario europeo, con graduale sostituzione della valuta europea con i buoni del nostro Tesoro per quanto riguarda la circolazione interna, almeno relativamente al fabbisogno statale per il proprio funzionamento, per lo sviluppo economico ed infrastrutturale, e l’assistenza a chi ne ha bisogno. In tal modo, le necessita’ per lo Stato di rifinanziarsi in euro verrebbero drasticamente abbattute, fino ad essere ricondotte in un alveo di assoluta sostenibilita’, e con un aumento enorme della domanda per sue emissioni debitorie in euro.

Ho gia’ argomentato profusamente al riguardo, e li’ rimando per ogni dettaglio.

In effetti, spero che gli ideatori della proposta non pensino davvero di utilizzarla solo per il rimborso dei debiti fiscali dello Stato. Il governo deve coprire con i propri buoni del Tesoro tutto quello che e’ possibile coprire, e fregarsene di qualsiasi obiezione o minaccia venga dai nemici del Paese o dalla quinta colonna di venduti interna, poiche’ sta usando sovranita’ fiscale, non monetaria. La differenza tra le due e’ sottile, ma esiste, ed e’ in ogni caso enormemente piu’ rilevante della differenza tra monetizzazione del debito statale e quello che sta facendo adesso Draghi, che non sono la stessa cosa solo perche’ cosi’ dice Draghi.

Certo, si aggiunge debito, ma chi se ne frega! E questa non e’ semplicemente una pur giustificata espressione di insofferenza verso quegli economisti che si vendono un tanto alla dozzina sulle reti unificate dell’etere, in quanto di quel debito si puo’ tranquillamente fregarsene, e se ne fregheranno innanzitutto i mercati finanziari.

In primo luogo, sarebbe tutto in mano nostra, avendo circolazione esclusivamente interna. Inoltre, non paga interessi. E soprattutto non ha scadenze di rimborso; esso si autoliquida, individualmente, nella compravendita di beni e servizi in perpetuo. Essendo poi gestito direttamente dal Tesoro, la Repubblica puo’ tranquillamente annullarlo, o comunque non rimetterlo in circolazione tenendolo come riserva, quando gli viene ritornato tramite i pagamenti dovuti alla pubblica amministrazione, se il governo ritiene che ve ne sia troppo in giro.

In tal modo, ed in considerazione anche del fatto che esso viene messo direttamente nelle tasche dei cittadini, ogni differenza con una moneta sovrana decrementale (che rigore teoretico vorrebbe) viene ad essere praticamente annullata. L’implementazione e’ inoltre piu’ semplice, rispetto alla mia proposta, ed anche MOLTO piu’ semplice e MOLTO PIU’ CONVENIENTE di una uscita dall’euro (pensate solo ai problemi di svalutazione, conversione e rogne giuridiche varie).

L’euro rimarrebbe come veicolo di risparmio e di pagamento internazionale, e vi posso assicurare che a quel punto le emissioni di debito italiane pagherebbero meno di quelle tedesche. La produzione di ricchezza ed il benessere di chi la produce in Italia sarebbero infatti a quel punto totalmente schermate dal capitale di rapina e dai suoi sgherri, interni ed esterni, e ci sarebbe la fila ogni volta che il Tesoro annunciasse un’emissione in euro.

Ovviamente la UE, tra un goccetto e l’altro, si opporra’ comunque, sbraitera’, minaccera’, insieme a Francia e Germania e qualcun altro. Ovviamente, tali strepiti saranno ben amplificati dalla quinta colonna interna. Ovviamente, qualche PM si coprira’ di ridicolo con avvisi di garanzia che ipotizzano il reato di “esercizio dell’attivita’ governativa e parlamentare priva di avallo straniero”, ma alla fin dei conti sapete cosa lor signori possono effettivamente farci: UN BENEAMATO CAZZO!!!

minibot-3_web_thumb660x453

In ogni caso, il discrimine tra scoregge italiche o statisti che passeranno alla storia per aver liberato il proprio Paese si trova proprio nel fatto di non aver alcun timore di finire ai materassi, nel caso si dovesse venire ad una resa dei conti. Tale resa dei conti non conviene a nessuno di lor signori.

Sotto il profilo della minaccia legale, i trattati dell’Unione Europea sono incostituzionali.

Sotto l’aspetto della minaccia economica e finanziaria, il debito pubblico italiano e’ un loro problema, non nostro.

Sotto l’aspetto della minaccia illegale ed eversivale contromisure possibili sono molteplici e, ovviamente, impubblicabili.

Detto questo, vi sono poi una serie di altri provvedimenti indispensabili ai fini di una effettiva liberazione del patrio suolo dal nemico. Elenchero’ solo i piu’ importanti.

1 – Espulsione immediata di ogni straniero che si trovi illegalmente in Italia. Vi sono quasi un milione di tali persone nel Paese e rappresentano probabilmente la piu’ immediata minaccia alla sua sicurezza nazionale; sicurezza nazionale intesa qui nel senso proprio del termine, e cioe’ sicurezza dei cittadini e delle istituzioni costituzionali, e non difesa di impunita’ e privilegi vari degli occupanti e dei loro ascari.

2 – Creazione su base regionale di banche a capitale pubblico con filiali in ogni singolo Comune, da statuto obbligate a finanziare ESCLUSIVAMENTE progetti infrastrutturali, famiglie e piccole/medie imprese dei territori di riferimento, le quali funzioneranno al tempo stesso da raccolta del risparmio privato, sottraendolo quindi alle banche oggi esistenti, che sono tutte in mani straniere; tale risparmio sara’ cosi’ finalmente tutelato ed incanalato verso il benessere dei cittadini e del territorio dove vivono.

3 – Attuazione del divieto costituzionale del trattamento sanitario obbligatorio. Per fare esempi pratici, questo si traduce nella abrogazione immediata di abomini come il cd. decreto Lorenzin e nel rimborso delle spese per i malati di tumore che vogliono curarsi con il Metodo Di Bellainvece che farsi avvelenare dalla chemio. Riguardo questo punto, per lo specifico ambito vaccinalela natura aerofagica di ampie parti del Movimento 5 stelle si e’ gia’ palesata e, temo, sara’ confermata.

4 – Eliminazione dalla Costituzione del cd. fiscal compact.

5 – Tutte le ONG operanti sul territorio nazionale devono pubblicare permanentemente su ogni loro sito ed in ogni loro sede e pubblicazione ed articolo da chi sono finanziate, e va proibito loro ogni finanziamento proveniente da qualsiasi fonte governativa, anche indiretta, ed ogni finanziamento estero che non provenga da privati cittadini (con esclusione, quindi, di ogni persona giuridica).

Tutte queste cose non sono previste nel contratto di governo, dove al massimo si parla di qualcuno di questi punti in maniera vaga e fumosa, ma sono essenziali se davvero si vuole il cd. cambiamento. Non so cosa intenda il nuovo governo con questa parola, ma l’unica accezione che le da’ senso oggi e’ liberazione.

Riusciranno i nostri eroi ……..? In verita’, io non lo credo. Per riuscire in qualcosa, bisogna volerlo, e non vedo proprio tale volonta’ nel complesso, nonostante questo governo sia espressione di forze politiche non colpevoli dello scempio commesso ai danni dei popoli italiani. Ma si sentano liberi di smentirmi CON I FATTI.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s


%d bloggers like this: