Archive for March, 2017

L’IRRESISTIBILE LEGGEREZZA DEL MONDO

March 31, 2017

Padre Ambrogio si innesta sulla scia di un altro entusisasta americano per continuare ad illudersi che opere e prodotti di satanisti possano essere usati per pastorali di evangelizzazione cristiana.

Il nostro sito non ha, purtroppo, una sezione nella quale inquadrare una recensione cinematografica. Finora abbiamo inserito gli articoli di questo genere nella sezione “Pastorale” dei documenti (in quanto il cinema è uno dei mezzi culturali che possono essere utilizzati per l’evangelizzazione), e dobbiamo fare altrettanto con la versione italiana della recensione dell’ultimo film della Disney, scritta da Andrew Gould per Orthodox Arts Journal. Nella recensione di un cristiano ortodosso (e in particolare di un artista, capace di valutare il ruolo della bellezza nel messaggio della fiaba) abbiamo modo di apprezzare il valore della storia come una parabola di caduta e di redenzione cristiana.

A padre Ambrogio devo molto, ma vorrei tanto che spiegasse come fa ad esserci un valore di caduta e redenzione cristiana in una storia senza Cristo.

L’unica evangelizzazione che i satanisti (i cui sguatteri in Italia si intravedono dietro le ultime due puntate del commissario Montalbano) fanno e’ per quell’altro, quello che verra’ nel suo proprio nome.

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YOU CANNOT SIMPLY IGNORE A ROBBER COUNCIL

March 30, 2017

You must reject it !!!

I AM, THEREFORE I THINK

March 28, 2017

Christ, the Eternal Tao.

A good book and a good lecture by Abbot Damascene. It lacks however a clarification, and that could cause confusion in us little ones.

In my poor understanding, you need to think to watch over your thoughts. Your thought is necessary not less to get rid of your thoughts. It’s a very dangerous delusion to pursue the absence of thought, because in that case you would attain to a nothingness that is not the divine unselfishness, but the nothingness of non-being. That’s the abyss where lead all Far East spiritual teachings, deprived of God’s salvific personal revelation in Jesus Christ.

In all truth, the holy fathers needed to think to at first get their holy experience and then communicate it for our edification, just like Abbot Damascene in his conferences.

The thought is a movement of the will and it’s an irrepressible constitutive feature of the Person (in the image of the Most High), of all persons, not only of fallen ones. The problem in these last, in us, is that sin darkens that faculty and makes it unable to function correctly; it’s lead astray and shattered in a myriad of false reasonings and calls, it’s weighted down by bodily needs and the search for fugitive fleshly pleasures, all of them magnified with malignant wisdom by the enemy in the supreme imprisonment of this world: the fear of death.

Purity of heart is the only remedy to heal that faculty, but you need to think to heal your thoughts and make them one-pointed again to God. Your thought, as a movement of your will, is absolutely necessary in the slow cleaning of your heart and painful recontruction of your personhood, not less than the salvific Misteries of Christ and His Church: God will not save you in spite of you.

It could not be otherwise. Taking away the thought, you take away the Person.

The Descartes’ axiom is nonsense, because it has the reality upside down: it’s the person the foundation of the thought, not the other way around. However, you cannot correct nonsense with nonsense, taking away the thought from the axiom of our existence.

I AM, THEREFORE I THINK!

(in the image of the Most High)

This necessary understanding can also help us to shine a discerning light upon one of the recurrent fears which the governing bodies of Western demonocracies like to spread in order to better subjugate and destroy men. Father James Guirguis talks about it in this article:

This past week I read about one of the technology billionaires. He was interviewed and said that he was afraid of what artificial intelligence might do in the future. He envisioned that it was possible that one day the computers and robots that we have created would turn on the human race.

Well, machines, computers and robots cannot do that on their own; they cannot turn against men by their own will, for the very simple reason that they have not any will nor will ever have it. They can just execute external will and commands.

You must create a person to create a will, and only God can do that; men will never be able to do that! Man can just transmit life, he cannot create it, as life belongs only to God.

Therefore, behind the machines doing harm to mankind there is and will necessarily be always the will of some men, doing in turn the will of their master, the primordial assassin!

They are already doing it, in fact they have always done it: using machines to entrap, abuse, enslave and kill their kind, their own flesh. It can certainly grow more ruthless, sophisticated and disgusting, but it will always be men’s doing; machines have no will nor will they ever have it.

The will pertains exclusively to the breath of life, and rational will exclusively to persons, made in the image of the Most High God. It cannot be changed!

P.S. – In his article, father James quotes also a saying by St. Silouan:

“Unless you have love for your enemy, you do not know God.”

I wish to sough a saying not less true:

“Unless you discern the enemies of God from your enemy, you do not know God.”

PREGHIERA DI SOCCORSO

March 27, 2017
PREGHIERA DEL MONACO ANTIOCO DEL MONASTERO DEL PANDETTO

Sovrano Cristo Dio, tu hai curato con la tua Passione le mie passioni e hai guarito con le tue ferite le mie ferite: io ho peccato all’eccesso, dammi la grazia delle lacrime di contrizione; impregna il mio corpo con il profumo del tuo vivifico corpo e con il prezioso tuo sangue raddolcisci la mia anima dall’amarezza che mi ha instillato l’avversario.

Innalza a te la mia mente trascinata in basso e fammi riaffiorare dalla perdizione, poiché non ho conversione, non ho pentimento, non ho lacrime di conforto che mi riconducano come figlio alla mia eredità. Mi si è ottenebrata la mente tra le passioni mondane e non riesco a fissarti nel dolore, non posso scaldarmi con le lacrime di amore per te.

Allora, Sovrano e Signore Gesù Cristo, scrigno dei beni, donami tu la conversione e un cuore ansioso di cercarti; dammi qual grazia la tua grazia e rinnova in me i tratti della tua immagine. Non abbandonarmi, anche se io ti ho abbandonato; esci a cercarmi, guidami al tuo pascolo, annoverami tra le pecore del tuo gregge eletto e nutrimi insieme a loro con il foraggio dei tuoi misteri divini, per le intercessioni della tua purissima Madre e di tutti i tuoi santi. Amen.

I POSSEDUTI

March 23, 2017
Adolfo Di Bella
COSI’ E’ SE CI PARE
Per comprendere meglio qualsiasi fenomeno sociale e non farsi prendere in giro dallo strapotere dell’informazione, occorre anzitutto avere buona memoria, tenendo ben presente che un popolo smemorato e che non protesta è condannato a diventare un popolo schiavo.
Confidiamo quindi che molti ricordino la “terribile” e inesistente pandemia dell’aviaria. La nostra classe politica, che da tempo svende l’Italia e gli Italiani osservando religiosamente il dogma “obbedienza pronta, cieca e assoluta”, acquistò coi soldi dei cittadini carrettate di vaccini prodotti a tempo di record da una sensibile e trepida industria farmaceutica. La pandemia non ci fu, alcuni anziani vaccinati morirono e decine di milioni di euro furono gettati nella pattumiera. La favola, che favola non è, si è dunque conclusa con: e vissero turlupinati e contenti.La ministra della sanità di un paese europeo, che non ha voluto emulare altre/i colleghe/i, era evidentemente immune da interessi personali da tutelare e motivi di ricattabilità, per cui rispose alle asfissianti pressioni col titolo di un’opera pirandelliana: “ma non è una cosa seria“. Il timore che questa risposta venisse emulata indusse ad una temporanea (ed apparente) rassegnazione i produttori di vaccini.
Anche la corporazione produttori era una fan di Luigi Pirandello, per cui volle sondare gli umori del pubblico proponendo la rappresentazione di un altro capolavoro del più grande drammaturgo dai tempi di Shakespeare: “come prima, meglio di prima“. Ed ecco, nel 2014, fare il suo ingresso sul sipario l’Ebolavirus, s’intende dopo la consueta capillare, scrupolosa, costosa, globale preparazione. Giornalisti ed esperti si flagellarono e schiaffeggiarono in diretta diffondendo il terrore per la novella peste nera che minacciava il nostro continente, mentre quotidiani bollettini di guerra aggiornavano il numero delle vittime, l’estensione dell’area del contagio, il suo avvicinarsi alle coste di quello che un tempo era chiamato Mare Nostrum, oggi Mare Lorum.

Ma la campagna, pur bene orchestrata come sempre, non ebbe successo. Improvvisamente l’epidemia scemò e scomparve, e di Ebola non si è più sentito parlare. E dire che i fedelissimi, lucidi d’unto come atleti dell’antica Grecia, avevano recitato magistralmente, ed il prezzo del biglietto era stato ribassato. Forse potremmo trovare una spiegazione a questo mistero: c’era stata troppa precipitazione? i ricordi della mancata pandemia precedente erano troppo freschi? aveva giocato un ruolo il timore che la paura del contagio rendesse la collettività ancora più ostile alla politica di importazione coatta (alias “accoglienza”)? Fatto sta che è calato il sipario su “come prima, meglio di prima” e nella locandina del teatrino al “come prima, meglio di prima” è stato sovraincollato l’annuncio de “la favola del figlio cambiato“.

Le spiegazioni prima ipotizzate ci sembrano attendibili, ma un’altra potrebbe esserlo ancora di più. In qualche riunione finalizzata a lanciare epidemie e nuovi farmaci si è sicuramente fatta strada una nuova, ambiziosa, risolutiva rappresentazione, fondata su due altre opere del grande agrigentino; la prima col titolo originale: “come tu mi vuoi“;  la seconda con un piccolo aggiustamento del “così è, se vi pare”, divenuto “così è se ci pare“. La proposta della prima opera nasceva dall’esperienza maturata, che dimostrava come la gente, opportunamente preparata, può venir convinta che gli elefanti vivano nell’Antardide ed i capodogli sulle cime delle Ande. Quella della seconda, dalla presa di coscienza di un’onnipotenza consolidata in decenni, che consentiva – si è pensato – di evitare perdite di tempo e sotterfugi, mettendo sulla bilancia la spada di Brenno e chiudendo il cerchio della sospirata Soluzione Finale.

Quale il ragionamento? Il seguente, elementare e di indiscutibile razionalità contabile. Proviamo a descriverlo immaginando il tenore di una riunione al vertice, nel salone di qualche grattacielo, sicuri che solo il lessico, e non la sostanza, può essere stato differente.

Fratello Alfa.
“In poco più di mezzo secolo siamo riusciti a far sparire dal mercato un bel po’ di sostanze fisiologiche e di farmaci efficaci che ci compromettevano il fatturato, ad imporre un turnover vertiginoso di specialità che a loro volta comportano un turnover altrettanto vertiginoso di farmaci per sovvenire ai loro effetti collaterali. Abbiamo cambiato i programmi universitari e messo in cattedra generazioni di somari e yes-pay-men che ci servono a puntino, fatto trasformare gli ordini dei medici in gendarmerie al nostro servizio, comprato ministri, presidenti, parlamentari, dirigenti sanitari, che obbediscono al primo schioccar di dita. Perfino i Nobel li decidiamo o proibiamo noi. Abbiamo partecipazioni di maggioranza in quasi tutte le riviste scientifiche, e siamo noi a decidere quali ricerche si fanno e quali no, visto che le ricerche cliniche richiedono ospedali e soldi e noi comandiamo sui primi e possediamo i secondi. Questo S.S (Santo Salvadanaio) ci ha consentito di fare di tv e giornali i nostri agenti pubblicitari e di riservarci l’imprimatur. Fatto sta che ormai le dieci più grosse nostre aziende hanno fatturati superiori al Pil di intere nazioni Direi che possiamo dichiararci soddisfatti”.

Fratello Beta.
“Dimentichi altri meriti, caro collega. Vendiamo anche a 1.000 quello che ci costa 1 e abbiamo inventato un bel po’ di nuove malattie che hanno dato una spinta formidabile ai fatturati”.

Fratello Gamma.
“Permettetemi di osservare come altre sezioni della Grande Confraternita abbiano fatto anche di meglio. In trent’anni, a furia di guerre fatte e soprattutto fatte fare e terrorismi creati e finanziati, i colleghi di altre logge hanno completamente plasmato a loro comodo gli equilibri internazionali, calato una bella camicia di forza sui paesi europei, imposta l’immigrazione coatta, ribattezzati come diritti civili perversione e dipendenza da droghe: e nessuno finora è stato in grado di sbarrare loro la strada. Il risultato è che siamo ad un passo dal sogno del governo unico mondiale”.

Fratello Delta.
“Concordo con l’amico Gamma. Siamo onesti (non equivocate, è solo un modo di dire): l’operazione aviaria è stata un mezzo tonfo, quella Ebola…non ne parliamo, l’offensiva dell’assistenza sanitaria totale ha avuto alti e bassi: e questo è male. Dovevamo insistere, perché se le altre sezioni hanno concluso brillantemente campagne difficili come quella di far digerire l’aumento delle tasse e l’involarsi dei soldi dei risparmiatori, i sudditi di oggi hanno meno soldi per comprare medicinali. Allora bisogna farli comprare allo stato, cioè sempre a loro con le tasse che pagano.
O l’assistenza sanitaria gratuita – per quello che ci conviene – nel maggior numero dei paesi, oppure rischiamo che i fatturati non aumentino nella percentuale che vogliamo. Abbiamo a disposizione un’intera nazione di cavie, l’Italia, dove si può chiedere e ottenere tutto quel che si vuole perché tutto è in svendita, oggi più di ieri, e gli italiani sono più torpidi nel reagire dei bradipi. Basti pensare che i loro figli o sono disoccupati o guadagnano meno della metà di dieci anni fa: e non protestano; gli tassano pure l’aria: e non protestano; li ammazzano e derubano: e non protestano; gli fregano i risparmi bancari, gli fanno pagare anche la ricapitalizzazione delle banche svuotate per finanziare amici ed amici degli amici, e per giunta secretando anche l’identità dei finanziati: e non protestano. E’ il paese ideale.
L’Italia, per noi, è davvero il paese che immaginò il suo Boccaccio: “……una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua“.

Insomma, abbiamo lavorato davvero bene, noi e le altre sezioni. Certo, a volte c’è il rovescio della medaglia, ma tutto si può superare. Abbiamo rincretinito il mondo con social network, smartphone, iphone, ma anche se nessun media di un qualche peso si azzarda a riprendere indiscrezioni a noi nocive, il problema c’è, e bisogna risolverlo. E’ vero che ci abbiamo pensato, facendo circolare il concetto che bisogna oscurare blog, siti e forum che non hanno ancora capito chi è che comanda. Prendiamo insegnamento dall’esperienza: gli atti potenzialmente sgraditi bisogna parcheggiarli per il tempo giusto tra le anticipazioni. La gente si abitua, si abitua, si abitua a tutto. Pian piano le facciamo digerire qualsiasi cosa. Quando i tempi sono maturi, e la gente già si è abituata al concetto, allora variamo la nave. A che punto siamo con le leggi per censurare le “fake-news”? Insistere, insistere, insistere, altrimenti dovremo fare la solita fatica e spendere un sacco di soldi per sovrastare voci ostili. Ma niente panico. Uno con il quale abbiamo in comune tante cose, Joseph Goebbels, diceva: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Quindi: possiamo stare sereni.

Fratello Epsilon.
“Cari Alfa, Beta, Gamma, Delta ed esimi colleghi tutti: tutto molto bello, ma occorre un salto di qualità. Rispondete a questa domanda: a quale clientela ci siamo rivolti finora? No, non guardatemi perplessi, non sto proponendo di vendere Cisplatino e Taxolo ai marziani. Riflettete con attenzione: noi finora abbiamo venduto farmaci ai malati. Occorre venderli ai sani.
Quanti sono i malati? Centinaia di milioni, certamente. Una ventina di milioni muoiono ogni anno di cancro, il che non è un male, perché se guarissero rimarremmo in mutande, e grazie alle altre sezioni possiamo contare non solo su un ricambio immediato, ma in crescita. Mi avete seguito finora? Bene!
Ma quanti sono gli uomini del pianeta? Lo sappiamo: sette miliardi e mezzo! Se riuscissimo a farli passare tutti per malati, potremmo brindare: ma per quanto ci siamo prodigati in merito, è impossibile riuscirci. E allora? E allora la soluzione ce l’abbiamo sotto il naso: che prevenire sia meglio che curare lo sanno tutti, no? E allora: basta con la cura dei soli malati o degli pseudo malati! Basta con le briciole (anche se ripaganti): puntiamo a vaccinare sette miliardi e mezzo di uomini, o quantomeno la percentuale più alta possibile, e avremo il mondo intero nelle nostre mani!”.

Un grande applauso – ci dicono certe indiscrezioni – ha accolto questa idea folgorante, con Alfa, Beta, Gamma, Delta che sono balzati in piedi con gli occhi lucidi a spellarsi le mani, seguìti da tutti gli altri. Il presidente pro tempore dell’assemblea è corso subito fuori, tornando con una scatoletta di velluto, dalla quale ha estratto la Stella al merito in oro e brillanti con fronde di quercia, che ha sfavillato al petto del commosso Epsilon, mentre il signor Teta ha fatto risuonare nella sala le note del “Big Pharma über alles”, ascoltato da tutti i congressisti in piedi e con la destra sul muscolo cardiaco.

Dopo che i presenti si sono detersi le lacrime, ricomposti e nuovamente seduti sulle loro poltrone, Epsilon, arrestati i primi moti dell’uditorio di alzarsi nuovamente con un cenno delle mani, ha ripreso la parola.

Epsilon.
“Sono emozionato per il vostro apprezzamento e per il riconoscimento. Ma desideravo aggiungere qualcosa che vi rallegrerà ancor di più. Pragmaticamente: ripetiamo e facciamo ripetere “vaccinazioni-vaccinazioni-vaccinazioni”, agiamo, paghiamo, minacciamo, brighiamo perché siano obbligatori tutti o quasi tutti, con i loro bei richiami, sforniamone di nuovi, e prendiamo il debito spunto. Senza dimenticarci – un applauso, prego – che il qui presente Signor Jota ha già fatto diffondere la notizia che si sta lavorando al vaccino per il cancro.
Anticipare…are…are..; abituare…are…are. Sono stati classificati più di cento tipi di cancro: il che comporta più di cento vaccini specifici! Quindi rimbocchiamoci le maniche, cari colleghi, ricordando che più forte è la paura, più grande il guadagno.

Non vi sfugga però che le uova d’oro delle vaccinazioni hanno d’oro pure il tuorlo: ed è oro a ventiquattro carati! Voglio dire che vaccinazione dopo vaccinazione, manderemo a picco le difese immunitarie. Ho bisogno di parlare ancora? Pensate a quanti antivirali e antibiotici in più venderemo! A quanti farmaci per malattie neuromotorie, demielinizzanti, neurologiche ci saranno richiesti! E anche i chemioterapici e gli anticorpi monoclonali scorreranno a fiumi. Il fatturato sul fatturato! Il nostro progenitore Caifa sia orgoglioso di noi! Viva Barabba! Viva Big Pharma!”.

Pare che alcuni anziani congressisti siano stati assistiti dal medico di servizio per passeggeri malori di genesi emotiva.

CARITA’ CRISTIANA

March 21, 2017

Padre John Whiteford pensa che George Demacopoulos sia solo uno sciocco, e sacrifica caritatevolmente decine di migliaia di parole e tanto tempo per spiegarglielo (qui in inglese).

Io che non possiedo una sola briciola di amore cristiano, e penso che egli sia qualcosa di molto peggio, lo avrei liquidato con una sola parola: Anatema!

A CENTURY AFTER THE CATASTROPHE

March 16, 2017

Let’s hope that Russia will at last be willing to be in the peace of the Lord, not in the false peace of this world.

A symbol of reconciliation of the Russian nation with the Lord would be to rid Red Square of the remains of the main persecutor and executioner of the 20th century, and the destruction of monuments to him. They are all symbols of catastrophe, tragedy, and of the destruction of our God-given Sovereignty. The same applies to the cities, oblasts and streets which are deprived of their original historic names.

….. Truly, we must know to the fullest extent possible the history of the podvig of the Holy New Martyrs and Confessors of Russia. Then, we hope, every Russian person will follow the commands of his own conscience and come to the conclusion that in his God-preserved nation, there is no place for the symbols of the godless state and the names of militant atheists.

Ten years ago, during the great consecration of the church in Butovo Square, Metropolitan Laurus of blessed memory, addressing all those in attendance, said, “The land here is abundantly soaked in the blood of the martyrs, and it is planted with their bones; may it be as an altar unto Christ our God. A prophet said long ago about the persecutors of the Church of Christ: ‘I have seen the wicked in great power, and spreading himself like a green bay tree. Yet he passed away, and, lo, he was not: yea, I sought him, but he could not be found’ (Psalms 37:35-36). May their memory be wiped away in the hearts of men, and the Church of Christ established forever in the Russian land!”    (read all)

AMEN!

THE NAME OF THE CITY IS CONSTANTINOPLE

March 8, 2017

I agree with every word of this article by father Lawrence Farley, with one exception: the Roman Christian Empire (so-called Byzantium) may be gone, but the name of the City is Constantinople still!

AMEN

March 5, 2017

Marine Le Pen

In materia di sicurezza interna ed estera, in materia di controllo delle migrazioni come per quanto riguarda la politica fiscale e sociale, l’Unione Europea non è la soluzione, è il problema.

La concezione di questa Europa in fallimento è capitanata dalla signora Merkel con una incomprensibile ostinazione.

Ci impone, come nel 1757 nella Francia di Luigi XV, confrontata alle velleità inquietanti della Prussia, a procedere al “rovesciamento delle alleanze”.

Concretamente, o l’Unione Europea capitanata da una Germania ideologicamente e economicamente egemonica scenderà al tavolo dei negoziati, oppure la Francia troverà con altri stati liberi d’Europa altre strade per organizzare il continente.

Che la signora Merkel, il signor Shultz o gli illegittimi commissari lo vogliano o no, noi costruiremo un’altra Europa, l’Europa che è esistita prima della unione detta “Europea” e che esisterà ben dopo di essa, “l’Europa delle Nazioni libere”, l’Europa dei popoli.

Un’Europa che ha dato al mondo tante di quelle forme e simboli che questi lo segnano ancora oggi.

Ecco perché la prima missione che affiderò al governo della Francia sarà di azzerare i trattati europei e di impegnare con risoluzione la Francia nella costruzione di una Europa delle Nazioni libere.

Poiché è la sola potenza continentale che ha mantenuto una capacità di difesa autonoma, perché dispone di una superiorità strategica in Europa continentale. La Francia deve prendere una iniziativa di sicurezza comune con gli Stati Uniti e la Russia con intenti di buone relazioni di vicinanza strategica e di franca cooperazione.

In generale, qualsiasi impegno che costringa la Francia a rinunciare alla sua sovranità, basato su qualsiasi punto, potrà essere considerato reversibile.

Ciò che la volontà del popolo sceglie di delegare, di spartire o di restituire, la volontà popolare può riprenderlo.

La nostra Europa non sarà quella dei commissari ma quella dei popoli liberi.

IN MEMORIA DI PINA

March 4, 2017

Oggi ho seppellito il mio ratto.

Una piccola, deliziosa creatura, un portento ed una meraviglia come ogni opera del Signore, che noi uomini abbiamo condannato alla sofferenza ed alla corruzione, al nostro seguito.

Nei due anni e poco piu’ che ci ha fatto compagnia ci ha dato molto di piu’ di quanto mai abbia da noi preso. E’ stata una gioia!

Nelle ultime settimane ho visto man mano il suo sguardo di perenne meraviglia e leggero timore tramutarsi in una rassegnata tristezza, e poi spegnersi lentamente, sopportando con composta dignita’ il male che la divorava. Vederla morire mi ha spezzato il cuore.

Visas ciešanas beigušās 03.03.17.

Gli occhi rivelano l’anima, cosi’ dice il Signore. E la Sua parola non puo’ essere violata. Ma la loro anima pertiene completamente alla loro carne, non partecipando dello Spirito che Dio ha soffiato nelle nostre narici, e che pur li sostiene in vita. La vita e’ intelligenza comandata alla materia dalla Parola di Dio, carne senziente e cosciente negli animali, e questa intelligenza e’ l’anima carnale. Essa viene arricchita per incremento dall’operato di ogni singolo elemento, e conservata in una sorta di quantum elettromagnetico, a cui ogni singolo elemento ha successivamente accesso tramite un’interfaccia materiale, secondo invalicabili confini di specie ed immutabili gerarchie di livello.

L’essenza degli animali e’ indefinita, non coniugata personalmente, non attualizzata cioe’ in una irripetibile persona. Essi sono pertanto privi della parola e di significato essenziale, e tale significato possono acquistarlo solo in relazione ad una persona.

La persona e’ l’unica espressione della vera esistenza, quella ad immagine di Dio, che anche se solo creata non puo’ essere revocata in cio’ che non era. Noi Siamo, per dono irrevocabile di Colui che E’!

E’ lo Spirito che da’ la Parola, lo Spirito procede sempre nei confini formali del Logos, della Parola, e solo la Parola puo’ esprimere lo Spirito. E’ lo Spirito che dona e forma la consapevolezza di se’, l’immagine dell’Eterno. Ed e’ per questo che la bestemmia contro lo Spirito, che avviene principalmente attraverso la corruzione della Parola, e cioe’ attraverso la menzogna, distrugge chi la commette al di la’ di ogni intervento salvifico del Signore, poiche’ rappresenta la rinuncia a quell’immagine e la scelta della bestia, l’adorazione dell’immagine della Bestia.

Una scelta che le bestie non hanno, essendo percio’ totalmente prive di peccato ed ipocrisia, ed acquisendo un significato personale solo in relazione a degli uomini.

L’uomo condivide con gli animali quel modo di esistenza, ma elevato all’ennesima potenza, poiche’ egli e’ la forma di vertice della materia intelligente, Dio stesso ne modella il corpo, ed in lui lo Spirito e’ donato personalmente, e pertanto porta con se’ la Parola, il Logos, la capacita’ di comprendere e dare (di riflesso) senso e significato ad ogni cosa.

L’interfaccia che permette all’uomo di accedere alla conoscenza non e’ materiale, ma energetica, e non si tratta di energia creata, che sta al cuore di ogni materia; al cuore dell’uomo sta l’energia increata di Dio. Egli condivide tuttavia l’interfaccia materiale degli animali, il cervello, per cio’ che riguarda il governo del corpo.

Questo significa che i confini di specie e le gerarchie di livello non possono impedirgli di accedere alla conoscenza che le riguarda, e possono perfino subire tentativi di alterazione se egli dimentica che e’ solo immagine del Creatore. Tale dimenticanza e’ stata in fondo la catastrofe che lo ha abbattuto e che ha trascinato tutta la creazione negli spasmi che la contorcono.

Tale dimenticanza e’ la separazione da Dio, la definizione del male. L’immagine separata da cio’ che la produce, scompare, e rimane la Bestia, cioe’ una bestia enormemente piu’ potente, pericolosa e velleitaria, che trasforma la gioia di vivere comune alle bestie vere e proprie in superbia di vivere, come se la vita (ed ogni altra cosa) gli appartenesse. Molto in fretta essa e’ sostituita dalla paura, la paura della morte, che ne condiziona totalmente l’esistenza in questo mondo. Si puo’ dire che non siamo altro che bambini spauriti, e tali rimaniamo fino alla fine; alcuni riprendono i sensi ed in Cristo tornano al Padre, che corre loro incontro non appena li vede avvicinarsi; altri perdono completamente i sensi e trasformano la loro vita in aperta teomachia.

Nel mezzo tra i figli di Dio e la progenie del diavolo (con il loro codazzo di servitori, che vendono il privilegio della primogenitura per le briciole cadenti dal vitello d’oro, il piatto di lenticchie biblico), si trova una massa di uomini persi nella menzogna sistematica che li educa ad ogni passo ed in ogni luogo della loro vita, dalla culla alla tomba. In tale laida menzogna, che e’ innanzitutto corruzione della Parola e bestemmia dello Spirito, essi sono distratti,  sfruttati, abusati, dominati e distrutti, come abominevole sacrificio al padre loro.

Nel caso dell’uomo, l’accesso al quantum di informazione e sapienza riguarda ogni cosa e non solo cio’ che e’ proprio della sua specie, come abbiamo detto, e nella Parola puo’ essere incommensurabilmente aumentato in una codificazione organizzativa e di trasmissione (la produzione culturale ed il sistema educativo). Ma la corruzione della Parola, la menzogna, quando prende il controllo su quella produzione e su quel sistema, sostituisce cio’ che e’ vero con favole di vacua ragione e dialettiche insensate, condensate in slogan e parole d’ordine di insulsa propaganda; in tal modo, essa agisce all’incontrario e ostruisce quell’accesso. La menzogna su Dio riguarda necessariamente ogni cosa, e questo spiega l’immane stupidita’ dell’uomo post-Cristiano.

Le bestie vere e proprie non sono mai stupide, ma semplicemente confinate nelle frontiere dell’intelligenza loro propria, secondo la gerarchia che le riguarda.

In Cristo quell’accesso viene liberato, la porta alla vera conoscenza viene nuovamente spalancata, e l’adorazione di Dio in spirito e verita’ ci restituisce la liberta’ di crescere nella Sua somiglianza, strappando via i lacci di un mondo interamente dominato dalla menzogna del nemico, che intrappola in un gioco di specchi che restituiscono ed amplificano solo l’immagine di noi stessi.

Solo in Cristo! La pretesa di far da se’ e’ cio’ che ha causato la Caduta innanzitutto, e non portera’ mai risultati diversi da allora. Tutte le nostre forze e tutta la nostra volonta’ verranno imbrigliate dalla sapienza maligna dell’antico serpente e indirizzate in un vano agitarsi, nella forgia dell’ennesima falsa dialettica, una in piu’ per legarci meglio al suo fato di distruzione.

La vera conoscenza e’ necessariamente conoscenza di Dio, partecipazione al Suo modo d’essere, e comporta fiducia incondizionata in Lui: la fede di Abramo. L’intelletto e’ un mezzo per tale conoscenza, ma solo un cuore purificato lo rende funzionante; e quando esso funziona, non apprende tramite ragione, ma per intuizione, rivelazione ed esperienza diretta (nei Santi).

La ragione, il pensiero razionale, interviene solo dopo, per dare espressione logica e significativa alla conoscenza ricevuta, per tramutarla in una costruzione intelligibile, ai fini di una comprensione sia interna (del ricevente) che esterna (dei suoi simili, quando la parola viene parlata). Lo spirito agisce sempre attraverso i confini formali della parola, del logos.

Partire quindi dalla ragione umana per arrivare ad una qualunque conoscenza rappresenta la pretesa assurda che possa essere l’uomo a creare conoscenza; una cosa assolutamente risibile! La conoscenza appartiene solo a Dio, come ogni altra cosa, e solo Dio puo’ dispensarla, in Spirito e Verita’. L’uomo puo’ solo comprenderla ed esprimerla, in spirito e verita’.

Anche nel limitato campo della mera conoscenza scientifica, la ragione dell’uomo interviene solo successivamente a tale dispensazione di conoscenza da parte di Dio, che in questo caso avviene mediante le opere del creato, di cui l’uomo e’ circondato e da cui e’ sostenuto nella sua esistenza sensibile. Ma tale conoscenza e’ necessariamente limitata alla comprensione del funzionamento immediato di quelle opere, delle modalita’ particolari, ed e’ assolutamente inconclusiva e cieca ai fini di un inquadramento e comprensione universali, che sono disponibili solo per chi e’ in comunione di amore con Dio.

Noi non produciamo ne’ informazioni, ne’ conoscenza. Nessun essere creato puo’ farlo, essendo quella produzione esclusivo appannaggio della divina sovranita’, del Creatore. Le creature possono solo accedere a quel potere, a quella conoscenza che e’ interamente opera di Dio, e trasmetterla. Ma quando la comunione di amore per Dio e’ rotta nella creatura, quest’ultima accede a tale conoscenza priva della chiave per comprenderla veramente e la corrompe nella sua vanagloria, nelle sue brame, nella pazzia della sua pretesa di scalzarLo che coesiste con la sua consapevolezza di non poterlo fare.

Il primo ad impazzire fu il piu’ glorioso fra gli angeli, che trasmise la sua corruzione ai nostri progenitori, che la trasmisero ai loro discendenti ed al mondo, che dominavano per volere di Dio. La menzogna primordiale che condanno’ a morte i nostri progenitori ed il loro seme, e maledi’ la terra, fu il bisbiglio che suggeri’ loro la possibilita’ di poter accedere alla conoscenza in ribellione a Dio. Tale modalita’ di accesso conduce infine al piu’ totale marasma gnoseologico, pur tra fugaci immagini di successo e comprensione, sfociante una volta arrivati al dominio dell’eternita’ nelle tenebre esterne, li’ dove ogni ribelle sara’ inghiottito.

L’unica cosa che la creatura produce e’ il volere. Il movimento di volonta’ che chiamiamo pensiero non ha contenuto sapienziale, ma e’ un atto di indirizzo verso il tesoro di informazioni e conoscenza divinamente prodotta, ai fini di un utilizzo che avviene sempre nelle forme logico-analitiche della parola.

In sostanza, l’unica sovranita’ della creatura e’ nella scelta di quell’utilizzo, e quella scelta si riduce alla decisione se abbandonarsi all’amore per Dio o all’amore per se’ stessi. Quest’ultima decisione conduce all’abisso, in quanto fonda la speranza esistenziale su qualcosa che non puo’ sostenerla., poiche’ l’esistenza della creatura e’ derivata, condizionata, e non autonoma.

La sapienza del mondo e’ pertanto solo immaginazione ed arroganza, sfociante sempre in una consapevole menzogna ai fini di dominio e sfruttamento del proprio simile, fondata come e’ sull’inversione satanica di cio’ che e’ vero.

Essa e’ ben rappresentata nell’assioma dell’idiota cartesiano, che fonda l’esistenza sul pensiero razionale, mentre la verita’ e’ esattamente l’opposto: l’esistenza, che e’ dono di Dio, dono personale, a Sua immagine, fonda il pensiero razionale.

IO SONO, DUNQUE PENSO!

Il Figlio (la Parola) e’ generato dal Padre e lo Spirito procede SOLO dal Padre, attraverso il Figlio.

L’idiota cartesiano dichiara il Padre generato dal Figlio, e rappresenta la degna conclusione della blasfemia papista che dichiaro’ il Figlio co-possessore dello Spirito.

Compiuta la bestemmia suprema, l’inversione demoniaca della Verita’ Trinitaria, cio’ che segue non puo’ essere altro che l’irrazionalita’ egotista eretta a sistema, il patetico culto universale della Bestia che stiamo oggi vivendo. Non puo’ essere altrimenti, poiche’ la Verita’ Trinitaria e’ cio’ che fonda ogni altra verita’, la nostra innanzitutto, quella dell’Uomo, fatto ad immagine del Dio Triuno.

L’Esistenza fonda il Pensiero,

che e’ la generazione della Parola,

attraverso la quale procede lo Spirito.

L’esistenza e’ innanzitutto capacita’ di volere, capacita’ razionale (ad immagine di Dio) nell’uomo, di cui il pensiero e’ un movimento, un indirizzo. Lo spirito procede sempre attraverso i confini formali del logos, della parola, non potendo essere altrimenti intelligibile all’esterno della persona.

Per poter essere integralmente intelligibile, tuttavia, e’ necessario che la persona, sia l’uno che l’altro, sia integra. Tale integrita’ ha diversi gradi, proporzionali alla intervenuta purificazione del cuore. Quei gradi sono i livelli ai quali la persona partecipa del modo d’essere di Dio, delle Sue energie, e sono molteplici ma non in senso quantitativo e neppure qualitativo: l’ultimo grado oppure il livello migliore non esistono. Si puo’ crescere nella Sua somiglianza all’infinito.

Tale purificazione del cuore, ai fini di ottenere la vera conoscenza, la conoscenza di Dio, e’ ottenibile solo attraverso una ascesi di pulizia da cio’ che lo insozza: il piacere peccaminoso, la comoda e distratta indolenza che l’apostasia finale oggi cosi’ ampiamente offre, il timore di ergersi contro gli statuti di un potere impazzito, che oggi e’ quasi totalmente in mano ai servitori dell’anticristo; attraverso un’incessante preghiera e richiesta di misericordia e forza per sopportare un quotidiano nuotare contro una corrente che tenta implacabilmente di sommergerci; attraverso la partecipazione continua al culto ed ai Misteri salvifici della Sua Chiesa, il costante nutrirsi di Colui che solo ha vinto il mondo.

E quando vi prendera’ l’abbattimento, la stanchezza, la paura di non farcela, prima che essa sfoci nella disperazione che vi perdera’, pensate che tutto quello di cui avete bisogno e’ semplicemente l’amore sincero di Dio. Quello che alla fine ci manchera’, e sara’ tanto, ce lo mettera’ Lui. Ed allora smetteremo di avere paura.

… poiche’ senza di Me, voi non potete niente!

Ora la sua carne, la carne della mia piccola Pina, giace, fredda nel freddo della terra. E la sua vita, data da Dio attraverso la terra, attraverso la terra torna a Dio, negli abissi misteriosi e imperscrutabili che custodiscono la scintilla di ogni vita creata.

Non sono forse cinque passeri venduti per due soldi? e non uno di loro e’ dimenticato di fronte a Dio.

Ed io sono l’immagine di Dio, e in Dio posso dare significato ad ogni cosa, poiche’ invoco il Suo nome, confido nel Suo nome, santifico il Suo nome, in Lui solo mi vanto, e Lo benedico per ogni cosa, compreso lo strazio di queste ore. I Suoi nemici sono i miei soli nemici!

In Dio posso dare significato a questa piccola bestiola, proprio ad essa, tra le centinaia e migliaia di miliardi di ratti che sono esistiti ed esisteranno, con il mio amore ed il mio dolore, con la nostra sofferenza quel significato e’ stabilito.

Essi furon creati per noi, come ogni altra cosa.

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Ed in Cristo ho la speranza. Proprio io, un miserabile e pigro servitore di se’ stesso, che ha sperperato ogni talento da Lui dato, che non riesce a dargli neppure il poco che ha deciso di offrirgli, che non ha meriti ai Suoi occhi e mai ne avra’, che si nutre come un accattone dei Suoi doni, come un parassita mangia e beve del Suo Corpo e del Suo sangue. Ebbene, questa parodia di Cristiano riesce ad avere la speranza che la Sua misericordia possa salvarlo, nonostante tutto, nonostante se’ stesso, nonostante non riesca a concepire nulla di diverso da questo mondo, ne’ cosa possa farsene l’Eterno di uno come lui.

Eppure ho speranza, in Lui che chiese misericordia per chi lo inchiodo’ alla Croce, e come un mendicante lo prego di renderci degni di entrare nel Suo Regno, nei nuovi cieli e nella nuova terra, quando fara’ ogni cosa nuova. Ed allora Lo preghero’ di ristorare alla vita questa sua piccola, meravigliosa creatura, proprio questa, di cui conservero’ la memoria, e Lui che puo’ dare figli ad Abramo dalle pietre, me lo concedera’. Ed anch’essa gioira’ allora, nei suoi confini esistenziali, in un nuovo spazio e nel nuovo tempo.

….perche’ anche la creazione stessa sara’ riscattata dall’asservimento alla corruzione nella gloriosa liberta’ dei figli di Dio.

Che cosa e’ lo spazio, e che cosa e’ il tempo?

Per lo Spirito essi son niente, niente di sostanziale, nel senso che non gli si possono opporre, ma solo servirlo.

Per la carne essi sono separazione e distanza. In questo mondo essi hanno sovranita’ nello stabilire limiti e differenze, e producono ambiti di contenimento a cui la materia e’ infallibilmente soggetta. Essi sono qui la distanza di ognuno ed ogni cosa da ogni altro ed ogni altra cosa, e la distanza di tutto e tutti da Dio.

Per le creature che hanno la Sua immagine, questa distanza viene gradualmente superata mediante un’ascesi di partecipazione al Suo modo d’essere, alle Sue energie, alla Sua grazia; partecipazione resa possibile da Cristo Salvatore e solo in Lui, nel Suo Corpo Mistico, che e’ la Chiesa.

Ma tale distanza sara’ annullata solo nel mondo a venire, nel Regno di Dio, per coloro che hanno creduto ed hanno sopportato fino alla fine, amandoLo e dimorando nella Sua parola, e confidando nella Sua misericordia.

Allora, nei nuovi cieli e nella nuova terra, vi sara’ ancora spazio, ma spazio che non limita, e vi sara’ ancora tempo, ma tempo che non cambia e non corrompe. Vi saranno spazio e tempo che sono solo servitori e non anche tiranni.

Essi continueranno ad esserci, per continuare a dare forma e significato ed armonia ad ogni cosa, poiche’ spazio e tempo sono le principali caratteristiche del Logos; non le sole, ma le principali. Essi sono indispensabili per la manifestazione delle cose dalla Mente di Dio alla intelligibilita’ delle creature, dalle infinite potenzialita’ del Volere divino alle specifiche attualita’ (corporeita’, direbbe Wolfgang Smith) della Sua creazione.

La Parola di Dio parla (e quando parla essa crea) innanzitutto per misura, durata, differenza e distanza.

Su tali comandi presiedono spazio e tempo, che sono pertanto sicuramente correlati in inestricabile simbiosi, ma altrettanto sicuramente non nel modo immaginato da quel demente di Einstein. Essi sono sempre certi ed assoluti, sempre interrelati ma mai interscambiabili, e mai l’uno influenza o invade l’ambito dell’altro.

La Creazione e’ una cosa seria!

L’ideale e’ il reale. Ogni cosa che esiste viene chiamata in esistenza dalla Parola di Dio (che E’ Dio), ed Egli vide che ogni cosa era buona e molto buona.

L’unica differenza che esiste tra l’ideale ed il reale e’ il peccato. Esso sostituisce l’ideale con le proprie bramose ed immaginifiche fantasie. Il peccato e’ partecipazione del modo di essere del maligno, ancora una volta l’inversione satanica, che risulta in cio’ che puo’ essere definita in ultima analisi una abiezione di cupidigia.

Il suo fato e’ di distruzione, non avendo alcun fondamento ontologico, non potendo cioe’ in alcun modo sostenersi autonomamente. Coloro che servono il maligno sono comunque sostenuti da Dio, “che fa splendere il sole anche su di loro”, in un’attesa di pentimento salvifico, poiche’ “la volonta’ di Dio e’ che nessun peccatore perisca”.

Ma la volonta’ di Dio non si imporra alla loro. Dio non puo’ negare Se’ Stesso.

 

izbraukuma-tuvplans

Posso dirvi che ogni peccato viene espiato, anche se perdonato, nelle lacrime e nei confini delle nostre povere forze. Io ne ho appena espiato uno. Anzi no, almeno un paio.

Tu dai e Tu togli, o Signore; Sia benedetto il Tuo nome!