SMEMORATAMEVOLISSIMEVOLMENTE


Continuano a sbatterci il grugno che e’ un piacere…..

Il prof. Luigi Di Bella durante una conferenza nel 1999

La “notizia” è controllabile direttamente da chiunque e indubbiamente fa sgranare tanto d’occhi. Ce l’ha segnalata un biologo assai preparato che lavora in Gran Bretagna e con il quale siamo in rapporto: ma non quale scoop. Era infatti convinto ne fossimo a conoscenza, e che, trattandosi di acquisizione ormai pacifica in campo scientifico, nulla giustificasse sorprese o clamori.
Diciamo subito di cosa si tratta, senza tenere in sospeso il lettore come per artificio di scrittore di gialli. Tutti siamo a conoscenza di come, in Italia, certi iper-farmacologi si siano sempre sgolati intorno all’inutilità terapeutica della Melatonina, relegata all’unico ruolo di rimedio per il jet-lag. Questi personaggi hanno poi accompagnato con sorrisetti sardonici e gesti mimanti assurdità di concetti la…pretesa che questo pseudo ormone potesse avere effetti antitumorali.
Naturalmente hanno sempre fatto eco drappelli di “scodinzolantes” della farmacologia, alcuni dei quali gli debbono la cattedra, mentre altri sperano di conseguirla sfidandosi a singolar tenzone in velocità di rotazione della coda, o in scatti centometristi e lingua penzoloni al primo “Fidooooo..qua!” giungesse ai loro orecchi.
Poi…poi è successo che molti ricercatori, specie stranieri, appartenenti alla categoria dei “disobbedientes”,  hanno ripreso quanto espresso decenni prima, ben più compiutamente ed approfonditamente di loro, da un certo signore che provocava i suddetti sorrisetti di sufficienza. E sono cominciati i guai. Non senza mutare l’impostazione degli “iper” citati, che hanno continuato a confinare il ruolo della sostanza al famoso jet-lag: in base al principio, ben noto ai veterani dell’anti-verità, che l’unica via di scampo è insistere, e insistere, e ancora insistere sulle panzane dette, specie se si dispone di formazioni corali di ragli a quattro voci.
Ed ecco il fattaccio. Molti conoscono di nome la Sigma-Aldrich, gigante della farmaceutica con sede a St. Louis, Missouri (Usa), con quasi diecimila dipendenti e operatività in 40 paesi. L’azienda, fondata nel 1975, offre un campionario di 100.000 prodotti chimici, ed è considerata all’avanguardia nel settore delle bio-tecnologie. Molti dei suoi prodotti sono valutati il topqualitativo da parte di chimici e di biologi.

Per la cronaca, il gigante statunitense è stato di recente acquisito dal colosso tedesco Merck. Utile e…suggestivo leggere cosa osserva a proposito il caro amico Giancarlo Bergamini, del quale abbiamo pubblicato di recente un assai interessante articolo:
“la Sigma-Aldrich, che la tedesca Merck Kgaa ha concordato di acquisire per 17 miliardi di dollari cash (cioè con soldi “veri” anzichè in cambio di proprie azioni):

http://www.bloomberg.com/news/2014-09-22/merck-kgaa-to-buy-sigma-aldrich-for-to-add-chemicals.html .
In altre parole, l’inondazione di liquidità fornita a interesse zero dall’ineffabile Draghi, lungi dal rilanciare le nostre economie moribonde, consente a pochi big players di fare spese pazze in giro per il mondo (oltre a finanziare l’acquisto di azioni proprie, come già segnalatovi). By the way, trovo di un certo interesse la dichiarazione dell’amministratore delegato Rakesh Sachdev, secondo il quale Sigma-Aldrich interviene nel processo di ricerca e sviluppo di qualsiasi farmaco venga realizzato da qualsivoglia casa farmaceutica. Un altro caso di outsourcing. Voglio sperare che per Merck (che nel 2007 comperò Serono), oltre alla convenienza finanziaria, ci sia anche una ragione strategica”.
D’accordo, veniamo al dunque. Alla voce “Melatonin”, il catalogo Sigma-Aldrich riporta:
“Hormone; mediates photoperiodicity in mammals; inhibits cerebellar nitric oxide synthetase; peroxynitrite scavenger. Melatonin has complex effects on apoptotic pathways, inhibiting apoptosis in immune cells and neurons but enhancing apoptotic cell death of cancer cells. Inhibits proliferation/metastasis of breast cancer cells by inhibiting estrogen receptor action”.
Indipendentemente dal fatto che – come disse 45 anni fa il Prof. L. Di Bella, non si può considerare un ormone – quello che fa clamore è che sia considerato quale fatto scontato e saldamente acquisito (traduciamo) che “la melatonina ha effetti complessi sui percorsi apoptotici, inibendo l’apoptosi nelle cellule immunitarie e nei neuroni, ma migliorando la morte cellulare per apoptosi delle cellule tumorali. Inibisce la proliferazione e la metastatatizzazione delle cellule di cancro al seno, inibendo l’azione dei recettori degli estrogeni“.
E ora come la mettiamo italici farmacologi & C.? Che vogliamo fare: scrivere alla Sigma, cioè Merck, e raccomandare di cancellare la specifica? Scanso equivoci consigliamo di salvare in un file di word quanto appare nel seguente link:


http://www.sigmaaldrich.com/catalog/product/sigma/m5250?lang=it&region=IT

Azionando il link di cui sopra, appare un lavoro, a mo’ di saggio, dell’ineffabile Russell Reiter, impareggiabile nell’autoproposizione e nel coltivare le relazioni sociali…..
Nel lavoro citato, che risale al 1999, Reiter si occupa, sotto il profilo sperimentale, del ruolo neuroprotettivo della Mlt. Leggiamo qualche passo del lavoro:
“Questa recensione riassume i risultati sperimentali relativi al ruolo neuroprotettivo della melatonina. In particolare, si concentra sulla ricerca rivolta al morbo di Huntington, al morbo di Alzheimer ed il Parkinson. La melatonina ha dimostrato di essere altamente efficace nel ridurre il danno ossidativo nel sistema nervoso centrale; questa efficacia deriva dalla sua capacità di purificare direttamente una grande quantità di radicali liberi e di funzionare come un antiossidante indiretto…… Un ulteriore vantaggio è la melatonina nel ridurre il danno ossidativo nel sistema nervoso centrale è la facilità con cui attraversa la barriera emato-encefalica. Questa combinazione di azioni rende la melatonina un agente farmacologico altamente efficace contro i danni dei radicali liberi. Il ruolo dei livelli fisiologici di melatonina nel prevenire il danno ossidativo nel cervello è attualmente in fase di test”.
I lettori più attenti, specie se di formazione scientifica, leggendo queste frasi si chiederebbero in quale anno il Prof. Di Bella abbia pubblicato il testo del quale abbiamo riportato alcune frasi. Certamente leggerebbero, invece di affermazioni condivisibili ma tutto sommato di superficie, ben più complesse dissertazioni su meccanismi d’azione e precise ragioni. Ma non chiediamo troppo ad un attento ascoltatore come Reiter – orecchio da percezione dei 20.000 hertz, ve lo assicuriamo – o meglio: dovremmo chiedergli come mai, trattandosi di farina vecchia di trent’anni (al momento della pubblicazione) e di ben altro mugnaio, perché non citi il nome del Prof. Di Bella nella bibliografia.

Siamo propensi a ritenere si tratti di smemoratezza, forse dovuta a qualche incipit di Alzheimer. Se ci venisse  a trovare, potremmo mostrargli molte delle lettere relative alla corrispondenza intercorsa con il Prof. Di Bella. Riportiamo a questo proposito un passo tratto da “Il Poeta della Scienza”:
“In maggio (1981) riceve una lettera del Prof. Russel J. Reiter, che aveva conosciuto al congresso di Amsterdam di due anni prima, e che gli ha chiesto di spedirgli alcune sue pubblicazioni. Nella lettera (del 14 maggio) il ricercatore americano lo ringrazia dei lavori speditigli – “..thanks for the very valuable reprint” – lo prega di inviargli sempre tutte le sue future pubblicazioni – “Please keep my name on your permanent mailing list” – e gli preannuncia che verrà a trovarlo il mese successivo, aggiungendo: “I hope at that time we can meet and discuss our mutual interests. I’m sure we have many things in common“. Il 20 giugno, giunto a Modena, lo va a trovare all’Istituto di Fisiologia e trascorre con lui, Deda e Scalera due giorni interi, loro ospite: dimostrerà in questa occasione di essere un buona forchetta e un buon…bicchiere; d’altra parte aveva preavvisato, in una successiva lettera che “I love Italian cuisine and look forward to indulging myself under the most authentic conditions!”. Rimane sbalordito di fronte al livello raggiunto dalle ricerche ed ancora di più dalla casistica clinica che gli è presentata ed illustrata. Di lì a poco compare una sua valutazione dell’opera di Luigi Di Bella, nella quale parla dell’efficacia della melatonina nelle trombocitopenie ed in altre sindromi ematologiche, nel libro “Annual Research Reviews”. Reiter fa riferimento anche al colloquio con Luigi a Modena, e conclude affermando “….this group had more experience in treating patients with melatonin than any other” (Annual Research Reviews – The Pineal Volume 6 – Russel J Reiter, Department of Anatomy the University of Texas, Health Science Center at San Antonio – Eden Press, 1981)”.
D’altronde, in base al famoso “carta canta”, gli mostreremmo anche il volume “The Pineal gland and cancer” (Ed. Brain research Promotion, Tübingen, 1988), del quale figura editore, oltre a Reiter, anche il grande Derek Gupta (maestro del Prof. Freybergh, direttore di Neuroendocrinology Letters): qui, tra altri lavori, è riportato a pag. 183 “Melatonin in thrombocytogenesis”, del Prof. Luigi Di Bella, ‘Division of General Physiology, Institute of Human Physiology, Modena, Italy’.
Si dirà: qui si parla di neurologia, non di oncologia. Ma il Prof. Reiter era ed è bene informato, e non gli saranno sfuggiti, tra gli altri, questi due lavori:
-“L. Di Bella et all.: The neurothropic action of melatonin” (International Symposium on nervous system regeneration, 1981)

– “L. Di Bella et all.: Some aspects of the neurothropic action of Melatonin” (EPSG, suppl. 5, Ed. P. Pevet, august 1984).
In conclusione: un semplice plagio? Plagio sì, ma non semplice, bensì Reiter-ato…..

Adolfo Di Bella

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