IL RESTO DEL RESTO


Siamo ponti che uniscono due estremita’ del nulla?

Grondanti un arcano significato, inciampiamo

tra meraviglia e dolore, con buona creanza

dando senso alla fatica di Sisifo.

Ti svelai nelle Tue opere! E per la luce e l’aria,

e per la terra e l’acqua ti resi grazie.

Ma quando fui sulle mie ginocchia,

ricevesti un sorriso beffardo, insensata

la superiorita’ di chi vive sapendo di dover morire.

Ci consola lo specchiarci negli occhi di un figlio,

negli anni in cui il frutto e’ acerbo,

prima della sua caduta.

E li’ annegare!

Poi ti ho sentito, Signore.

Nonostante fossi arido come deserto,

nonostante la mia miseria.

Ti ho sentito, pur nella cacofonia del mio spirito,

nonostante avessi sperperato ogni talento datomi,

pur essendo solo bronzo risonante, Ti ho sentito, Signore.

Ti ho sentito, Signore, nella mia quieta disperazione.

Senza avere meriti ai Tuoi occhi e percorrendo la mia via,

tra le eco assordanti della mia vanita’ ed orgoglio,

nei fumi della mia vana rabbia per le opere del nemico,

li’ Ti ho sentito, Signore.

Avrai misericordia, Signore?

Perche’ meriti continuo a non averne,

e la mia fede somiglia tanto a sete di giustizia.

Avrai misericordia, Signore?

Noi siamo quelli che credono senza comprendere,

avviluppati nei lacci di questo mondo,

il nostro rifiuto non serve a negarlo

come unica realta’ che capiamo.

Avrai misericordia, Signore?

Non siamo Santi e mai lo saremo.

Avrai misericordia, Signore?

La mia croce e’ stata solo quella di sentirmi sempre un estraneo,

ovunque abbia vissuto, perfino a casa mia.

Ero muto quando ascoltavano, ed erano sordi quando ho parlato.

Una croce piccola e leggera, Signore,

e pure non riesco a sopportarla.

Avrai misericordia?

Son quello che con due monete in tasca,

Te ne da’ solo una, li’ fuori la chiesa.

Avrai misericordia?

Non ho molto, ma ho tutto quello di cui ho bisogno

e sempre lo ho avuto, ma Te ne do’ solo una avendone due.

Proprio li’, fuori la chiesa.

Avrai misericordia, Signore?

Per chi non riesce a credere che il resto gli sara’ dato in aggiunta,

avrai misericordia, Signore?

Per tutte le volte che non abbiamo trovato le parole standoTi di fronte,

per tutte le volte che la nostra preghiera e’ stata muta,

prosciugata dall’aridita’ del nostro cuore, avrai misericordia?

Avrai misericordia adesso e nell’ora in cui moriremo, Signore,

quando non riusciremo a sostenere il Tuo sguardo?

Abbi misericordia, Signore.

Noi siamo quelli che ammaestrati dal diavolo hanno creduto in Dio.

Siamo quelli a cui la Parola e’ nascosta o distorta in ogni modo,

a cui l’esempio e’ negato, negato da ogni respiro del mondo.

Abbi misericordia, Signore.

Noi siamo quelli ammazzati a milioni, ovunque nel mondo,

e non vi son segni che accompagnino il martirio.

Siamo quelli calunniati ed esclusi per amor Tuo,

ma non riusciamo a gioire per questo.

Siam quelli che non riescono ad amare il nemico,

quelli che non vedono fratelli quando si guardano intorno.

Abbi misericordia, Signore.

Noi siamo quelli che credono per il semplice fatto di riuscire

a credere, nonostante tutto, tutto cio’ che poteva essere

e non e’ stato, tutto cio’ che e’ stato e non doveva essere.

Noi siamo quelli che hanno visto e pure hanno creduto,

quelli che qui mai Ti vedranno e mai neppure hanno tentato.

Noi siamo il resto del resto.

Abbi misericordia, Signore.

Noi siamo quelli che dimenticano che la vendetta e’ Tua

e la desiderano, invano, perche’ solo Tu ripagherai.

Siam quelli che fissano l’abisso nel loro cuore e pure non disperano.

Perche’ se non c’e’ amore piu’ grande del dare la vita per chi si ama,

che ne sara’ di chi per amore dei fratelli mette a rischio la sua anima?

Noi siamo il resto del resto.

Abbi misericordia, Signore.

Noi siamo i codardi che pretendono di amarTi,

e Ti chiedono di non mandar loro prove che ritengono insuperabili.

Siamo i miserabili che giudicano Pietro e Tommaso nella comodita’ del loro divano,

siamo dell’empia stirpe che ritiene avrebbe creduto prima e meglio

degli Apostoli, avessi Tu camminato in mezzo a noi e non a loro.

Noi siamo il resto del resto.

Abbi misericordia, Signore.

Noi siam quelli che si chiedono quanto l’uomo sia davvero libero,

siamo i comprensivi giudici di noi stessi e gli implacabili accusatori degli altri.

Noi siam quelli che non riescono a darTi neppure il poco

che hanno deciso di offrirTi.

Siam quelli incapaci di mettere ordine in casa loro e pretendono di mettere a posto il mondo.

Noi siamo il resto del resto.

Abbi misericordia, Signore.

Poiche’ questa e’ la fede che troverai, Signore,

quando verrai di nuovo, finalmente in gloria.

Una fede stropicciata e rammendata, strenuamente ricordata.

Stanca oltre ogni dire, asfissiata per legge, insultata per vezzo.

Raggomitolata in se stessa, mai consolata se non da se stessa.

Impossibilitata a colpire ed incapace di arrendersi,

priva di miracoli ed un miracolo lei stessa.

Un’assurdita’ probabilistica, Signore, come ogni vita

che Ti neghi come causa.

Questa e’ la fede che troverai.

Una fede che e’ brace opaca, non fiamma potente,

ma e’ brace conservata nel gelo.

Abbi misericordia, Signore.

Ciuffi d’erba e non messi rigogliose troverai,

ma e’ erba che ha spaccato l’asfalto.

Abbi misericordia, Signore.

Piccole gocce d’acqua e non fonti zampillanti,

ma gocce che inumidiscono le rocce del deserto.

Abbi misericordia, Signore.

Una fede pugnalata incessantemente alle spalle mentre le sorridono,

che e’ sopravvissuta a tutti gli assassini.

Abbi misericordia, Signore.

Questo e’ cio’ che rimane, il resto del resto,

abbi misericordia, Signore,

perche’ ringrazieremmo Dio anche se questa fosse l’unica vita.

Abbi misericordia perche’ non ci lamenteremo,

se darai la paga anche a chi nella vigna non c’e’ mai venuto.

Per i vivi e per i morti, abbi misericordia Signore.

Per tutti coloro che furono, sono e saranno ingannati,

abbi misericordia, Signore.

Per tutti quelli trascinati a fondo dai lacci di questo di mondo,

abbi misericordia, Signore.

Abbi misericordia per tutti coloro che soffrono i tormenti infernali,

perche’ Ti hanno rifiutato, ma senza sapere quello che facevano.

Che il fuoco che li brucia non sia eterno, se vuoi, Signore.

Tu conosci l’inganno che domina il mondo,

Tu che sai tutto e tutto puoi,

Abbi misericordia anche di loro, Signore, se vuoi.

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