CARO AMICO, TI SCRIVO


I

Amico mio, io invece mi sono sentito quasi sollevato che mia madre se ne sia andata.

Preferisco saperla nelle mani di Dio ed affidata alla Sua misericordia, che e’ grande, invece che costretta in un letto, impossibilitata praticamente a tutto, tra operazioni e ricoveri continui in ospedale. Quando se ne ando’ mio padre, ero solo un bambino. Ho alcune immagini indelebili fissate in mente, ma non capivo granche’. Ricordo solo certe notti di tristezza infinita, mesi ed anche anni dopo, in cui mi dissolvevo letteralmente nelle lacrime.

Credo che il dolore che devasta l’anima dipenda dalla convinzione dell’irreparabilita’ della perdita, dal credere che si riduca tutto a questo mondo e questa vita, in sostanza dalla mancanza di fede nell’immortalita’ dello Spirito che ci e’ stato dato. E sentiamo la cosa come innaturale perche’ lo e’! La morte non e’ una cosa naturale per quello Spirito, che e’ lo Spirito di Dio, di Colui che e’, e che comunque abbiamo, anche se non ci crediamo.

Una volta acquisita una tale consapevolezza, la morte rimane una prova tremenda, ma puo’ essere affrontata con speranza, da chi se ne va e da chi rimane. Non e’ semplice naturalmente, a volte la sensazione di mancanza e’ insopportabile, opprimente, ci lacera in una rassegnazione disperata.

Io credo, Tu aiuta la mia incredulita’.”

Beato Iosif di Vatopedi

II

Alla fine io sono arrivato a credere nel Simbolo di Nicea, in quel Credo che la Chiesa istituita da Cristo, con gli Apostoli come primi Gerarchi, fisso’ nel suo primo Concilio. Quel Credo che il vescovo di Roma mille anni fa distorse pro domo sua, facendo procedere lo Spirito Santo anche dal Figlio, in dispregio alla Parola stessa di Dio (Giovanni 15, 26), e quindi da lui che si era arrogato il titolo di Suo vicario (come se Cristo fosse assente, morto insomma, la cosa e’ illuminante), dando conseguentemente origine alla seconda caduta dell’uomo.

Ci sono arrivato per una ragione molto semplice: ho visto il diavolo! Ho riconosciuto il nemico, l’assassino primordiale, il calunniatore, colui che invidia il Creatore nella presunzione di poterlo imitare e nella consapevolezza di non poterlo fare, il bugiardo e padre di ogni menzogna.

L’ho riconosciuto nell’opera di chi regge questo mondo, sempre piu’ capillarmente, in una progressione geometrica nell’ultimo secolo; opera pienamente consapevole in alcuni, veri e propri demoni ormai anche se ancora possiedono un corpo, meno consapevole o incosciente nella maggior parte, che sono solo degli sciocchi, dei pupazzi nelle mani del maligno.

L’ho visto instancabilmente impegnato nel convincere chiunque che lui non esiste.

Ed ho visto che i suoi arconti ed i suoi pupazzi hanno come bersaglio principale Gesu’ Cristo, in una frenesia spesso ridicola si scagliano contro ogni cosa che ne parli o Lo ricordi, e la scristianizzazione dell’umano consesso e’ la loro ossessione piu’ impellente. In Occidente l’opera e’ quasi compiuta, grazie all’attivo supporto di sedicenti pastori, lupi in vesti d’agnelli.

Li ho riconosciuti dai loro frutti avvelenati. Ed ho visto che contro Cristo erano diretti il loro odio piu’ cieco, la loro furia piu’ selvaggia, la loro menzogna piu’ sottile, la loro calunnia piu’ infamante e l’irrisione piu’ febbrile.

Allora ho avuto la certezza che li’ era la Verita’!

E si’ che Lui l’aveva detto fin dall’inizio: ” Io sono la Via, la Verita’ e la Vita”.

Ma i lupi travestiti da agnelli avevano fatto un buon lavoro nel farlo dimenticare a tutti, me compreso. Vedendo loro, rifiutavo Lui, almeno lo rifiutavo come il Figlio di Dio, la Parola, l’espressione della Sapienza di Dio, attraverso cui fu creata ogni cosa.

Come era possibile se quella che avevo davanti era la Sua chiesa, una chiesa con un presente ignobile ed un passato da incubo? Ed infatti non lo era! Ma per noi nati e cresciuti li’ e’ quasi impossibile capirlo.

Ma cio’ che e’ impossibile per l’uomo e’ possibile per Dio, che puo’ intervenire anche in maniera terrificante. Io sono stato scaraventato all’inferno per diversi mesi piu’ di cinque anni fa (tu stesso sei stato partecipe di quella tremenda cronaca); venutone fuori, ho ricominciato a cercare e progressivamente mi si sono aperti gli occhi ed ho riconosciuto quello che avevo sempre avuto davanti per quello che era.

Riconosciuto il diavolo, ho riconosciuto pure il Salvatore, Colui che ne ha distrutto il potere (che e’ quello della morte). Si trattava solo di trovare la Sua eredita’, il veicolo di salvezza che ci ha lasciati quando e’ asceso al Cielo sedendo (come Dio e come Uomo) alla destra del Padre: la Sua Chiesa.

Conoscevo quella del papa e conoscevo pure quelli che protestavano contro di lui, abbastanza per sapere che si trattava al massimo della stessa roba, solo con venticinquemila papi diversi (in aumento esponenziale). Non chiese, ma circoli di tipo “dopolavoro ferroviario”, dove ci si svaga, ci si consola, ci si illude, ci si assolve con mucho gusto, dove Dio viene adattato al mondo ed alla vanita’ delle loro menti e non il mondo e le loro menti adattate a Dio. Ed in tal modo giustificano qualsiasi abominio!

Ho perfino provato a vedere tra gli scismatici cattolici, tipo i cd. Lefebvriani, ma vi ho trovato perlopiu’ persone impegnate a ripetere quanto esse fossero giuste davanti a Dio. “Non come quel pubblicano li’…..”

Restava solo la Chiesa Ortodossa, che noi occidentali conosciamo solo tramite la propaganda papista e libri di storia dove, a parte le date, c’e’ poco altro di vero (dopo il 1582 e la cancellazione da parte del papa di tredici giorni della creazione tramite la riforma del calendario, pure le date sono sbagliate!).

Mi e’ costata una fatica boia la ricerca (penso di aver letto centomila pagine in sette mesi) ed il superamento di tutta una serie di condizionamenti mentali “occidentali”, ma alla fine non ho piu’ resistito a quel richiamo insistente: “Vieni e vedi!”.

Sono andato ed ho visto: Cristo e la Sua Chiesa.

E’ stato come trovare una chiave o il codice di un’enigma crittografato; come un vento divino che scompiglia tutti i pezzi di quel puzzle mezzo abbozzato che tenti disperatamente di completare e mette poi tutti i tasselli al loro posto.

Da allora cerco non piu’ di ragionare su Cristo, ma cerco di vivere Cristo; cerco di vivere da cristiano.

III

Il male…. perche’ si cade, amico mio? Si cade perche’ si cede alle lusinghe ed ai trucchi del diavolo e ci si separa da Dio.

Noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, il che significa innanzitutto che siamo liberi, come Dio e’ libero, in maniera suprema, nel creare. Se Dio revocasse la nostra liberta’ negherebbe Se Stesso.

Siamo e rimarremo liberi, quindi, ed abbiamo anche preteso la conoscenza (del bene e del male), ce ne siamo impadroniti subito, cedendo alle lusinghe ed ai trucchi del nemico, contro il volere divino (che sapeva che non saremmo stati in grado di maneggiarla senza essere prima preparati).

Non solo, dopo abbiamo provato a giustificarci, nessun pentimento e richiesta di perdono, persistendo nella separazione, addirittura accusando velatamente Dio (“e’ stata la donna, che Tu mi hai dato…”).

Abbiamo continuato a farlo, ma adesso lo facciamo apertamente, continuiamo ad imputare a Lui quello che facciamo noi.

E’ forse Dio a far morire di fame i bambini? Non sono piuttosto le azioni sconsiderate e criminali di alcuni uomini?

E’ forse Dio a guidare le macchine di morte in giro per il mondo, ad organizzare le rapine quotidiane di terra e lavoro ai danni di innocenti, e’ forse Lui a maneggiare gli strumenti che fanno a pezzi ogni anno milioni di anime incarnate prima che possano respirare, e’ forse Lui a condannare ad una lenta ed atroce morte milioni di persone impedendo loro di curarsi? Certo che no, sono uomini a farlo!

Il male non ha alcuna autonomia ontologica. Come il buio non e’ altro che assenza di luce, il male non e’ altro che assenza di Dio. Hai mai visto un atomo di buio? Neanche vedrai mai un atomo di male.

Quanto male ci sarebbe sulla Terra se gli uomini tutti seguissero i comandamenti di Dio e quello dato da Gesu’ Cristo? Non ve ne sarebbe.

Perche’ Dio allora lo permette? Perche’ non impedisce la non osservanza dei suoi comandi, la separazione degli uomini da Dio? Lo potrebbe, ovviamente, basterebbe un “fiat!”, come in principio. Perche’ non lo fa, rendendo d’imperio la Terra un Paradiso?

Io non posso dire nulla sull’Essenza di Dio. E’ qualcosa che rimarra’ in eterno al di la’ di qualsiasi comprensione da parte delle creature, quali noi restiamo pur partecipando, uniche, dello Spirito divino. Ma posso dire tutto sulla Manifestazione di Dio. Egli si manifesta come Amore! All’Essere Increato, origine e fine di ogni cosa concepibile, onnipotente oltre ogni comprensione, e’ estranea ogni Necessita’. Le sue azioni sono libere in maniera suprema, poiche’ Egli basta a Se stesso.

Pertanto, la Creazione e’ un puro atto d’Amore, poiche’ quella e’ l’unica parola che spieghi un dare senza chiedere alcun corrispettivo e senza che vi sia alcuna costrizione. E’ l’essenza che permea il concetto cristiano di Carita’. L’Amore in quanto tale non ha bisogno che di se stesso, gode di se’ e si bea di amore. Non chiede nulla perche’ tutto ha. In caso contrario avrai riconoscenza o gratitudine, timore reverenziale, affetto o un sacco di altri bei sentimenti, ma non avrai amore.

Insomma, l’Amore puo’ essere solo libero. Ecco perche’ la creatura prediletta, l’unica ad aver ricevuto la Sua immagine, e’ stata fatta libera ed e’ stata lasciata libera. Libera perfino di “uccidere” Dio, di separarsi da Lui, di negarLo e di sovvertire ogni Suo comando.

Se Egli si manifestasse inequivocabilmente, a tutti, sterminando per esempio nottetempo la gran parte della classe politico-burocratica mondiale e quel centinaio di famiglie (allargate) che hanno usurpato il potere di emissione monetaria, eliminando quindi all’origine la gran parte dei mali che affliggono il mondo, se contemporaneamente occupasse l’etere televisivo planetario ed annunciasse a reti unificate che chiunque non righi dritto da oggi in poi fara’ la stessa fine, che liberta’ ci rimarrebbe? Quale scelta avremmo? Cos’altro potremmo fare, se non obbedire?

Ma l’Amore non sa che farsene di una tale obbedienza. L’Amore vuole amore, che puo’ essere anche obbedienza, ma LIBERA. 

L’Amore e’ libero, o e’ un’altra cosa. Esso non puo’ essere costretto, neppure dall’Onnipotente, che per questo lo valuta sopra ogni altra cosa, poiche’ esso rappresenta l’immagine piu’ marcata di Dio in noi.

E da duemila anni la vera matrice della storia del mondo e’ sempre la stessa: il buon vecchio sinedrio alacremente al lavoro per preparare la strada al suo proprio messia, un re terrestre e mondano, poiche’ Quello mandato da Dio non corrispondeva alle loro voglie ed alle loro illusioni. E non e’ questione di razza: se erano ebrei loro, era ebreo pure Gesu’ Cristo ed era ebrea la Santissima Madre di Dio; se furono ebrei ad accusarLo falsamente e metterLo a morte, fu un romano a permetterlo e furono romani ad eseguire; se furono ebrei i primi persecutori, furono ebrei i primi cristiani ed i primi martiri.

Il mondo non e’ diviso tra Ebrei e Gentili e Greci, o Russi e Americani e Tedeschi ed Italiani. Il mondo e’ diviso tra i figli di Dio e la progenie del diavolo (Giovanni 8, 44). E il diavolo non e’ razzista, usa chiunque per i suoi scopi, chiunque gli permetta di farlo, poiche’ l’unico potere che ha sulla Creazione e’ quello che noi gli diamo.

IV

Qualsiasi altra divisione tra gli uomini e’ artificiale e viene dal nemico.

Vivo da parecchi anni ormai in un posto dove questo e’ possibile vederlo chiaramente. Dolorose vicende storiche hanno portato alla convivenza in questa terra di due etnie, quella lettone e quella russa, le quali continuano ad inscenare una patetica commedia degli equivoci, entrambe (nella maggioranza dei loro membri, la generalizzazione che uso e’ dovuta alle necessita’ discorsive) docili strumenti nelle mani del padre di ogni menzogna.

Ancora oggi e’ palpabile un malanimo reciproco, un risentimento ed una diffidenza sotterranea che, pur non sfociando mai in aperta violenza (credo grazie alle preghiere di san Giovanni di Riga, unica vera gloria lettone che quasi nessun lettone oggi conosce), ottenebrano nondimeno le menti ed impediscono un armonico sviluppo della Lettonia e di chi vi abita.

I lettoni continuano a rinfacciare ai russi le sofferenze, gli assassinii e le deportazioni di massa di mezzo secolo di occupazione, senza riuscire a rendersi conto che quelle sofferenze furono subite sotto il dominio sovietico, non russo. E qualsiasi equiparazione e’ stupida al di la’ di ogni comprensione, bastando una semplice riflessione sul fatto che i russi furono le prime vittime, sia in termini temporali che numerici, di quel regime sovietico. Quelle belve atee e sanguinarie avevano sterminato decine di milioni di russi prima ancora di occupare la Lettonia, con una furia che si concentro’ principalmente sui Cristiani e sulla Chiesa (in pochi mesi, dopo la fine della guerra civile, il numero dei preti in Russia scese da 360,000 a 40,000; piu’ di centomila tra chiese e monasteri furono distrutti prima della seconda guerra mondiale).

Si potrebbe obiettare che quelle belve sanguinarie erano comunque russe, ed e’ vero, ma la cosa non fa che confermare quanto ho appena detto. Non esiste una differenza tra etnie e popoli, tra russi e lettoni, l’unica differenza e’ tra i figli di Dio e la progenie del diavolo! Del resto, non erano certamente solo russi. A prescindere dai caporioni, che erano al principio quasi tutti ebrei (nel 1920 il 95% dei soviet era composto da ebrei), vi sono stati non pochi lettoni tra gli aguzzini dei lettoni. A cominciare dalle guardie del corpo di Lenin per finire a Latsis, uno dei piu’ spietati cekisti, passando per gli assassini di san Giovanni di Riga e le decine di migliaia di lettoni che lavorarono alacremente per tutto il  periodo della prima indipendenza per favorire l’occupazione bolscevica della loro terra e diventarono poi i piu’ fedeli servitori del regime sovietico. Come ciliegina sulla torta, vorrei ricordare tutto quel letame semovente, di pura etnia lettone, che andava in giro ai tempi delle deportazioni ad indicare ai sovietici quelli da deportare, famiglie intere, verso un’agonia tremenda. Ce ne sono stati in ogni citta’ e villaggio.

Lo so che e’ comodo dimenticarlo, ma e’ solo la verita’ che rende liberi e puo’ smascherare l’idiozia di preferire un lettone ad un russo solo perche’ e’ lettone, di rifiutare ogni cosa russa a prescindere ed accettare incondizionatamente ogni cosa occidentale, con la paranoia di sfuggire ad una nuova inglobazione nell’impero russo (che nessuno dei lettoni o russi viventi ha mai conosciuto, entrambi hanno conosciuto solo l’impero sovietico), senza accorgersi che si stanno inglobando in un altro impero, speculare a quello sovietico.

V

L’ateismo consumista e l’ateismo comunista sono due facce della stessa medaglia; entrambi mirano a togliere di mezzo Dio, per avere le mani libere e mettere il loro padrone al Suo posto. Solo i metodi sono diversi, quelli del primo sono meno rozzi, molto piu’ subdoli e sofisticati. Invece di spararti alla nuca o rinchiuderti in un gulag, ti soffoca in un abbraccio mortale, sussurrandoti parole dolci e prive di senso all’orecchio, mentre ti rimbambisce con una propaganda ed un indottrinamento capillari, tanto piu’ efficaci in quanto camuffate sotto il velo delle liberta’ (di fare quello che lui vuole).

Sia l’uno che l’altro sono animati dal nemico del genere umano, che non e’ solo l’assassino primordiale, ma anche il padre di ogni menzogna. L’ateismo comunista privilegiava la prima caratteristica, l’ateismo consumista porta la seconda a vette mai raggiunte prime. Ma l’obiettivo di entrambi era ed e’ quello di farti adorare l’immagine della bestia, poiche’ senza Dio non esiste l’uomo, senza Dio rimane solo l’animale, con bisogni e voglie solo materiali, disperatamente incapace di trovare qualsiasi senso alla sua esistenza che non sia la soddisfazione di desideri esclusivamente mondani, in una sete inestinguibile: la Bestia appunto, con un vuoto abissale al posto dell’immagine di Dio!

Lo Stato lettone conserva ancora una decenza che si e’ ormai persa in Occidente, imbarcato ormai su una zattera alla deriva in un oceano di abiezione morale. Non ci rinunci! Nella civile Europa, a cui tanti lettoni guardano con ammirazione, la depravazione e la menzogna sono ormai poste come basi fondanti dell’azione statale; i governanti, come tanti burattini (consapevoli o meno), portano avanti implacabili l’agenda dettata dall’oscuro padrone, senza curarsi minimamente di cio’ che i popoli desiderano. La tanto decantata democrazia occidentale e’ solo un mito; essa e’ da tempo diventata demonocrazia!

Cosi’, in Irlanda un governo eletto sulla base di un programma che prevedeva il rifiuto del “salvataggio” finanziario (eufemismo per significare l’annegamento nel debito della popolazione) e la non legalizzazione dell’assassinio prenatale, ha subito accettato il piano di “salvataggio” e sta per rendere legale ammazzare bambini nel grembo di sciagurate madri. In Francia, il governo vara una legge che sovverte la pratica matrimoniale di tutti i millenni, nonostante milioni di francesi che manifestano la loro contrarieta’ nelle strade. In Francia e Germania, bambini di 6 anni sono obbligatoriamente sottoposti a lezioni di educazione sessuale; se ti opponi come padre o madre, ti mettono in galera. In quindici Paesi europei rischi la galera se osi esprimere opinioni diverse da quelle del regime su alcuni specifici avvenimenti storici. In alcuni Paesi non esistono piu’ madri e padri, ma genitore 1 e 2, per non offendere della gente che rappresenta lo zero virgola qualcosa della popolazione; l’offesa recata a tutti gli altri non interessa a nessuno. In alcuni Paesi sono in discussione progetti per legalizzare la pedofilia. Potrei continuare per giorni a scrivere di queste rivoltanti “conquiste” civili, ma spero di rendere l’idea con questi pochi esempi.

Infatti giunge or ora dall’EU anche in Italia un manuale di educazione (o meglio di perversione) sessuale a partire dall’asilo, ossia dai 4(quattroanni. In breve è la pedofilia resa obbligatoria per legge nelle scuole a partire dall’asilo infantile. 

Il documento per «l’Educazione Sessuale in Europa» è stato redatto durante tutto il corso del 2010. Esso consta di una cinquantina di pagine, è stato realizzato dal «Centro Federale per l’Educazione alla Salute» di Colonia in Germania e diretto dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’.

Il manuale riguarda sei fasce d’età: 1a) da 0 (zero) a 4 anni: si spiega la masturbazione solitaria e con altri, anche dello stesso sesso; 2a) da 4 a 6 anni: s’insegna l’accettazione dell’omosessualismo; 3a) da 6 a 9 anni: si spiegano i vari mezzi di contraccezione; 4a) dai 9 ai 12 anni: si spiega come utilizzare correttamente profilattici, spirali e pillole contraccettive anche abortive; 5a) dai 12 ai 15 anni: si spiega come interrompere le gravidanze non desiderate (aborto); 6a) dopo i 15 anni: s’insegna che l’aborto è un diritto della donna, la quale deve emanciparsi dalla famiglia.

Questo significa voler imporre per legge la depravazione e la corruzione anche dei minori e dei neonati (da zero a quattro anni). Neanche a Sodoma si fece tanto. Eppure Dio la incenerì.

don Curzio Nitoglia

Altro che Sodoma! Sodoma al confronto era un raduno di Boy-Scouts (prima della riforma omosessuale che ha interessato l’organizzazione nell’ultimo anno).

In tutti i Paesi di questa civile Europa e’ lecito ammazzare bambini come mezzo di contraccezione post factum. In quasi tutti ci si avvia ad ammazzare i vecchi ed i malati gravissimi, per il loro bene ovviamente. In Belgio hanno appena concesso ai bambini il “diritto” di chiedere di essere ammazzati. Un bambino li’ non puo’ legalmente effettuare alcuna scelta, non puo’ votare, non puo’ guidare, non puo’ concludere alcun negozio giuridico, e’ privo di ogni capacita’ giuridica e di qualsiasi responsabilita’ penale, eppure quei pazzi furiosi lo giudicano in grado di poter decidere della sua vita e della sua morte. Dementi allo stato puro, ecco quello che sono! Oppure demoni in sembianze umane!

In tutti i Paesi di questa civile Europa si e’ ad un passo dall’aperta persecuzione dei Cristiani. La tolleranza religiosa e’ ormai intesa nel senso che “si puo’ tollerare tutto, tranne i seguaci di Cristo”, a meno che non si limitino a seguirLo senza alcuna manifestazione pubblica, senza farlo vedere insomma. Altrimenti gli altri si offendono, poverini. Quello che pero’ offende i Cristiani non interessa a nessuno, anzi e’ “conquista civile”, “avanzamento sociale”, simbolo di “progresso” ed “apertura mentale”. In tutti i Paesi di questa civile Europa, se manifesti pubblicamente la tua fede in Cristo e ne segui i comandamenti, sei immediatamente sottoposto ad ostracismo ed escluso da qualsiasi carica pubblica; in Inghilterra, se vuoi indossare una croce, non puoi accedere a posti di lavoro pubblici; in Francia, se protesti contro una rappresentazione teatrale dove depositano escrementi sul volto di Cristo (dicono che sia “arte”), rischi tre anni di prigione; pero’ vogliono dare la cittadinanza onoraria a 3 squallide femmine che profanano la Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.

In generale, lavorare per lo Stato in questi Paesi della civile Europa si avvia ad essere impossibile per un Cristiano che voglia seguire i comandamenti di Cristo, perche’ tutto cio’ che quegli Stati compiono si avvia ad essere contrario a quei comandamenti. Ed in effetti: come puo’ un Cristiano lavorare per una demonocrazia?

Molti hanno parlato di un’equiparazione tra il bene ed il male nell’attivita’ pubblica degli Stati in Occidente. Si sbagliano! Non vi e’ alcuna equiparazione, ma il lucido ed implacabile prevalere del male, la scelta consapevole di ogni cosa che neghi Dio e sovverta i Suoi comandamenti.

VI

E’ emblematico che questo cammino empio delle demonocrazie occidentali venga tracciato e guidato dall’apparato mediatico tramite la distruzione della Parola. La Parola di Dio creo’ il mondo, la Parola nell’uomo lo distingue ed innalza sopra ogni altra creatura, lo svilimento (tramite la menzogna sistematica) della Parola e’ lo strumento principe per trascinarlo al livello della Bestia ed annientarlo insieme al mondo.

Il circo mediatico occidentale, che sotto la cortina fumogena di una varieta’ di sigle serve un solo padrone, e’ specializzato nel capovolgimento e nella distruzione del senso e del significato delle parole e nella mobilitazione di esseri zombificati dietro parole senza senso, nell’incanalamento dei malumori e delle proteste su binari morti o verso capri espiatori, nel rendere evanescenti colpe e responsabilita’. Essi mentono sempre, incessantemente, senza soluzione di continuita’, anche se magari non tutti e non sempre consapevolmente.

Cosi’, il governo ungherese diventa “reazionario”, “fascista”, “antidemocratico”, per il semplice fatto di aver posto il Cristianesimo nella Costituzione come base fondante della nazione e per avervi ivi affermato che la vita umana e’ sacra e va tutelata sin dal concepimento. Cosi’, la Russia viene additata al pubblico ludibrio per aver impedito con la forza che una parte del suo territorio (la Cecenia) le venisse strappata in favore di emiri mafiosi in salsa islamica, per aver impedito cioe’ quello che le demonocrazie occidentali hanno fatto alla Serbia in Kosovo, e per averle suonate di santa ragione a dei pupazzi georgiani che tentavano di implementare uno sterminio di Russi nell’Ossezia del Sud. Cosi’, ogni singola parola di Putin (e chiunque altro si opponga ai programmi demonocratici) viene alterata, deformata e trasformata in quello che conviene al loro padrone per potergli aizzare contro i suoi cagnolini (un’evoluzione perfezionata di quelli di Pavlov). La colpa di Putin? In ultima analisi, essere l’unico capo di Stato oggi al mondo di cui esistono immagini e video che lo ritraggono in chiesa, mentre rende il culto a Dio e addirittura si fa il segno della Croce; inoltre, presiede un governo che ritiene che le leggi contro l’odio non servano solo per proteggere ebrei ed omosessuali da ogni critica.

Nello stesso tempo, questi paladini della libera informazione occidentale, libera di informarvi di tutto cio’ che vuole il loro padrone, hanno incitato, sostenuto e coperto ogni crimine contro l’umanita’ commesso dalle demonocrazie che essi servono, come al solito capovolgendo il significato delle parole e presentando pure e semplici aggressioni, contrarie ad ogni norma cogente di diritto internazionale, come atti umanitari. E ricorrendo a bugie ancora piu’ grosse ogni volta che quelle precedenti venivano smascherate.

Tali aggressioni, che hanno avuto come risultato milioni di morti e decine di milioni di vite rovinate, non sono poche ed estemporaneee, ma possono ormai considerarsi come consolidata politica estera delle demonocrazie occidentali. In meno di venti anni, hanno invaso Afghanistan e Iraq, bombardato Belgrado, strappando il cuore cristiano della Serbia per darlo a fanatici musulmani (dove non riuscirono i Turchi, ci sono riusciti gli Americani, con i loro cagnolini europei a scodinzolargli dietro) e tentato piu’ volte di scatenare una guerra con l’Iran, accusato (senza prove) di perseguire armamenti nucleari, mentre esse tollerano senza alcun problema le 400 testate nucleari israeliane, assemblate in spregio ad ogni legalita’ internazionale. E di Israele non tollerano solo quello, ma anche il suo illegale arsenale chimico, l’occupazione e l’annessione illegale di territori che non gli appartengono, la gestione illegale di un gigantesco campo di concentramento antisemita a Gaza, l’illegale violazione di innumerevoli risoluzioni dell’ONU, l’illegale infiltrazione nei loro servizi di sicurezza e nei piu’ delicati posti di governo di “cittadini” con doppio passaporto, le illegali e costanti incursioni armate nel territorio di altri Stati sovrani, e qualsiasi altra cosa.

Solo negli ultimi tre anni, hanno bombardato e distrutto uno dei Paesi piu’ prosperi del mondo, la Libia, “liberandolo” da Gheddafi e consegnandolo ad un’accozzaglia di mafie tribali. Hanno fomentato rivolte in Tunisia, Siria ed Egitto, ma al tempo stesso danno un aiuto fondamentale nel reprimere proteste e rivendicazioni in Arabia Saudita, Qatar, Yemen, Bahrein, sostenendo in questi Paesi regimi ben piu’ brutali e sanguinari.

Ultimamente si danno un gran da fare per finanziare, addestrare e supportare logisticamente un’armata di mercenari e fanatici musulmani in Siria, con lo scopo di dissolvere anche quel Paese in un bagno di sangue, e per organizzare una rivolta in Ucraina contro il legittimo governo, colpevole di aver rifiutato di vendersi l’anima per il piatto di lenticchie costituito dall’adesione all’Unione Europea, adesione per cui si pretende (chissa’ perche’!) il supporto statale alla depravazione e l’immunita’ legale per chi sta simpatico a quella patetica combriccola di burocrati (mai eletti da nessuno) di Bruxelles.

VII

Il risultato costante di questa “umanitaria”, “civile” e “democratica” politica estera, mai notato da nessuno, e’ il disastro per la comunita’ cristiana che vive nei Paesi presi di mira. In Iraq la popolazione cristiana e’ stata praticamente azzerata, in Kosovo e’ stata letteralmente cancellata ogni traccia cristiana, tranne che nelle poche enclave serbe rimaste, con centinaia di chiese e monasteri distrutti, in Egitto i Cristiani sono attualmente sottoposti alla piu’ dura persecuzione mai sperimentata dai tempi di Diocleziano, in Siria e’ in atto un vero e proprio genocidio cristiano, in Ucraina e’ stato consumato uno scisma ai danni della Chiesa, con aggressioni fisiche e saccheggi e furti di proprieta’, grazie ai papisti in salsa ortodossa, che sono in prima fila anche nell’incitamento dei “pacifici manifestanti” di Kiev (quelli che bruciano vivi i poliziotti, pagati con 30-50 euro al giorno dalla CIA). In tutti questi Paesi i Cristiani vivevano in pace, nessuno torceva loro un capello, prima che le demonocrazie occidentali si interessassero a loro (per motivi umanitari, naturalmente).

Mi fermo qui, evitando di esporre le “conquiste” del “civile” Occidente in campo finanziario, economico, sanitario e delle liberta’ civili. Ne ho scritto diffusamente altrove, e per farlo compiutamente avrei bisogno di scrivere un’enciclopedia. Ma quel che ho esposto sopra basta ed avanza per invitare il popolo lettone ad una seria riflessione, prima di abbandonarsi a quell’abbraccio mortale. Rifletta e decida se e’ davvero quello cio’ che vuole come suo futuro. Attualmente i Paesi aderenti all’Unione Europea conservano ancora abbastanza sovranita’ per opporsi agli implacabili tentativi di trasformare l’Europa (e poi il mondo) in un ammasso omogeneo di senza Dio, moderni servi della gleba nutriti a pane e stronzate, docile bestiame privato di radici, storia, tradizioni, senso critico, contento di scambiare l’immagine di Dio per le briciole che cadono dal vitello d’oro. Ebbene, vi si oppongano. Lo facciano prima che sia troppo tardi. Ed e’ piu’ tardi di quanto pensino!

Non si perdano dietro a falsi problemi, tipo l’euro. Di per se’, l’euro e’ solo uno strumento, che puo’ anche essere d’aiuto, abbattendo spese di cambio, di contabilita’ e di finanziamento. Come qualsiasi cosa nell’universo, e’ l’uso che se ne fa a causare il bene o il male: il fuoco puo’ scaldare o bruciare, l’acqua puo’ dissetare o affogare, l’aria da’ respiro o ti avvelena, et cetera. Non vi e’ nulla di malvagio nella Creazione: God saw that it was good! E’ solo l’uso che ne facciamo, per nostra libera scelta, che puo’ essere malvagio.

Il problema con l’euro e’ che l’uso da farne non sara’ piu’ deciso a Riga, ma a Francoforte; comunque, per prevenire qualsiasi attacco o tentativo di imposizione dei valori demonocratici usando l’euro come grimaldello, basta avere il bilancio in pareggio ogni anno. Basta non correre dietro alla mitica “crescita”, altra parola d’ordine demonocratica, che non e’ altro che la crescita del debito che impicchera’ ogni popolo. La quasi totalita’ dell’aumento del Prodotto Interno Lordo, una cosa spacciata come misura della ricchezza di un Paese, non e’ altro che crescita del debito e crescita dei prezzi causata dalla crescita del debito. E se c’e’ bisogno di finanziare qualche progetto o qualche opera, il governo accetti finanziamenti dall’estero solo a fondo perduto; per il resto, si rivolga direttamente ai cittadini e residenti lettoni e non permetta la quotazione sui mercati finanziari del suo debito! Gestisca direttamente il suo debito con il singolo finanziatore, con esclusiva giurisdizione interna.

Si concentrino invece sul vero pericolo: quello di affogare nel blob demonocratico occidentale. L’Europa Unita e’ un gran bella cosa quando riguarda la liberta’ di movimento e di commercio e di qualsiasi tipo di scambio, ma li’ deve fermarsi! Diventa un incubo quando viene usata, come ormai avviene da due decenni, come paravento per assoggettare ogni popolo all’amalgama informe di un unico centro di potere mondiale, fondato sull’usurpazione del potere di emissione monetaria, che a sua volta porta avanti con scientifica depravazione l’agenda del diavolo. Si rifiutino di diventare pupazzi nelle mani del nemico, ma si preparino anche! Perche’ non appena cominceranno a resistere apertamente ai diktat demonocratici, si ritroveranno le piazze piene di “pacifici dimostranti”, come in Ucraina, che spargeranno il fuoco dell’odio etnico ed il veleno della divisione razziale, e tenteranno di imporre quei diktat con la violenza. Uno dei nomi del diavolo e’ “il Separatore“, che deriva direttamente dal suo nome principale: ‘il Calunniatore“.

Rifiutino percio’ fin da adesso chiunque li inciti a scagliarsi contro chi gli vive accanto in questa terra. Sia i Lettoni che i Russi identifichino come nemico, senza bisogno d’altro, chiunque li spinga al malanimo, all’odio ed alla sopraffazione degli uni verso gli altri. Si ricordino che stanno sulla stessa barca; gia’ remano fuori tempo, se cominciano pure ad azzuffarsi il risultato sara’ uno solo: affogheranno!

Non c’e’ nulla che un’onesta discussione, anche accesa, non possa appianare, soprattutto quando si deve vivere insieme. Nessun matrimonio e’ perfetto, ma rompere il matrimonio, anche uno forzato, e’ sempre una tragedia! Come guida pratica di armoniosa vita coniugale, basta fare l’esatto contrario di tutto cio’ che suggerisce la signora Freiberg ed ignorare tutta la residua spazzatura simil-bolscevica ancora sparsa qua e la’ per il Paese. Per il resto, basteranno le procedure costituzionali ed un sincero amore per la terra dove camminano e crescono i propri figli.

A proposito, visto che si trovano, riflettano pure sull’idiozia di continuare a lamentarsi del calo demografico quando permettono l’uccisione di 400 dei propri figli ogni 1,000 che nascono. In Lettonia (quindi la cosa riguarda pure i Russi che ci vivono), ogni 3 bambini concepiti uno viene ucciso nel grembo di quella sciagurata che dovrebbe essere sua madre, il tutto a spese dei contribuenti. Insomma, si lamentano che rischiano l’estinzione mentre loro stessi amministrano il proprio genocidio. Una cosa agghiacciante, a dimostrazione del fatto che la prima cosa che si perde quando si rinuncia all’immagine di Dio e’ la ragione!

VIII

Dal canto loro, i Russi continuano a rinfacciare ai Lettoni una inesistente discriminazione ed il fatto che molti di loro si unirono alle armate tedesche quando queste presero il posto dei sovietici nell’occupazione della Lettonia, nel 1941. In altre parole, i Russi continuano anch’essi a rifiutarsi di fare i conti con la verita’.

In qualsiasi Paese del mondo, la cittadinanza puoi averla solo se giuri fedelta’ a quel Paese e ne parli la lingua. Pertanto, se dopo decenni che vivi in Lettonia non capisci una sola parola di lettone (e’ talmente assurdo che sembra incredibile, anche solo per sbaglio qualcosa dovresti impararla, ma esistono persone simili), se ti rifiuti di parlarlo e di fare domanda per la cittadinanza, non e’ che puoi poi lamentarti di non essere considerato un cittadino. Del resto, non avere la cittadinanza significa solo che non puoi votare alle elezioni, ogni altro diritto e’ riconosciuto. E’ la mia stessa condizione, quindi parlo di cio’ che conosco. Bisogna pure aggiungere che non esistono difficolta’ pratiche per chi non parla (o non vuole parlare) lettone poiche’, a parte l’ultima generazione, ogni lettone parla e capisce il russo e lo usa senza difficolta’ se e’ necessario (cioe’ se il russo con cui interloquisce non parla bene o si rifiuta di parlare lettone, o semplicemente se gli si rivolge in russo). E questo dovunque, uffici pubblici compresi, tranne rare eccezioni.

Ancora una volta, parlo di cio’ che conosco, perche’ ogni volta che devo interagire con dei lettoni, in un negozio o in un ufficio, non appena si accorgono che il mio lettone fa abbastanza schifo, si offrono subito di parlarmi in russo (del quale purtroppo non capisco una parola, a parte Gospodi pomiluy).

Questo al contrario di molti russi, ai quali puoi ripetere mille volte che non capisci il russo, ma continueranno imperterriti a parlarti in russo; a costoro ho preso l’abitudine di parlare in italiano, magari prima o poi si scocceranno e cominceranno a spiaccicare due parole in lettone o in inglese.

E’ un atteggiamento intollerabile ed anche un po’ ridicolo, a dire il vero, che non risparmia neppure alcuni membri della Chiesa,  che pure  dovrebbero uniformarsi ai precetti evangelici di carita’ e misericordia cristiana. Mi piacerebbe che in ogni chiesa ortodossa della Metropolia Lettone ci fosse almeno un prete che parli e capisca il lettone. Mi piacerebbe trovare in ogni chiesa delle persone al banco delle candele che conoscano almeno qualche parola di lettone, giusto quello che serve per segnarsi dei nomi per una Pannikhida o venderti un’icona. Mi piacerebbe trovare in ogni chiesa gli avvisi relativi alle funzioni ed altre attivita’ pastorali scritti anche in lingua lettone. Mi piacerebbe che ogni lettone che voglia unirsi alla Chiesa di Cristo possa farlo in qualsiasi parrocchia della citta’, senza dover necessariamente rivolgersi ad una sola di esse, dove sono concentrati tutti i lettoni (ed i non russofoni), tipo riserva indiana. Ovviamente, in questa unica parrocchia lettone, ogni prete e diacono e lettore parla e capisce il russo, cosi’ come tutte le persone che si curano della chiesa, e tutti gli avvisi sono anche in russo.

Oggi purtroppo non e’ cosi’. So benissimo che la percentuale di lettoni nella Chiesa e’ minuscola, ma questo non significa niente; quella percentuale continuera’ ad essere minuscola se essi continuano ad essere trattati come estranei. Bisogna anche dire, ad onor del vero, che molto spesso sono i lettoni stessi a volersi comportare come estranei ed a rinchiudersi di propria volonta’ nella riserva indiana.

Non sto parlando della Liturgia e delle altre funzioni di culto; preferisco la Liturgia in slavonico a quella in qualsiasi altra lingua, compreso l’italiano. Conosco la Liturgia, e non ho bisogno di capire le parole per capire quello che stanno dicendo o facendo. Lo stesso per le Veglie, gli Acatisti ed ogni altra cosa che riguardi il culto.

Ma e’ davvero triste sentirsi dire da una pia donna al banco delle candele che quella e’ una chiesa russa, quando tenti di fargli capire, chiedendo una Pannikhida per tuo padre, che Ciro e’ il nome di un santo della Chiesa, anche se lei non lo conosce. Sono stato costretto a ricordare alla pia donna che quella era la Chiesa di Cristo e che esistono decine di migliaia di Santi che sono vissuti e morti per Cristo secoli prima che la Russia fosse battezzata (tra l’altro, san Ciro e’ commemorato nel calendario russo). E’ davvero triste vedere che c’e’ gente che pare convinta del fatto che Dio parli russo. E sono triste non per me, ma per loro, perche’ quando si troveranno di fronte al Signore, Egli gli parlera’ in ogni altra lingua, tranne che in russo.

Da parte mia, ho deciso di frequentare due parrocchie. Appartengo a quell’unica lettone, ma vado spesso anche in una russa vicino casa, e partecipo alla Liturgia nell’una e nell’altra, a settimane alterne. Un modo per rifiutare ogni divisione, pregando per l’aiuto dello Spirito Santo affinche’ tutti le rifiutino in questa terra, dentro la Chiesa e fuori di essa.

Mi auguro che la Chiesa aumenti il suo magistero pastorale in maniera esponenziale, poiche’ essa e’ l’unica speranza per societa’ alla deriva. Considero una cosa assolutamente necessaria l’istituzione di scuole che istruiscano secondo i principi cristiani, che rilascino titoli riconosciuti dallo Stato e le cui lezioni possano essere seguite anche in lettone, e che coprano l’intero percorso educativo, a cominciare dall’asilo (in modo che i bambini possano farsi il segno della Croce senza che una direttrice venga licenziata per questo). I bambini sono la preda piu’ ambita nelle demonocrazie occidentali, e’ contro di loro che vengono scagliati gli attacchi piu’ osceni e furiosi dalla progenie del diavolo, che cerca di indottrinarli fin dalla piu’ tenera eta’ in modo da farli diventare ad immagine e somiglianza del padre loro. I bambini, nella loro divina innocenza, sono morbida cera che puo’ essere plasmata (e corrotta) a piacimento. Bisogna evitare che qualche depravato che si spaccia per maestro gli legga favole omosessuali all’asilo, come sta gia’ accadendo nella “civile” Europa. I Cristiani devono proteggere i loro figli!

Altra cosa davvero importante sarebbe l’istituzione presso ogni parrocchia di Centri di Aiuto alla Vita, dove possano rivolgersi in assoluta riservatezza donne in gravidanza che abbiano problemi ed ottenere sostegno, conforto, aiuto morale e materiale. La Lettonia finira’ disabitata tra meno di un secolo, se continua sulla strada su cui si e’ messa (un bambino ogni tre concepiti viene oggi assassinato prima che nasca); la Lettonia deve smetterla di ammazzare i propri figli! Molte volte sarebbe sufficiente una parola di conforto, un minimo sostegno, per evitare che delle donne si condannino all’inferno versando il sangue dei propri figli. Poiche’ e’ l’inferno che proveranno, gia’ su questa terra, ne stiano certe! Fare a pezzi il proprio figlio e’ uno di quei peccati che gridano vendetta al Cielo ed il Cielo non restera’ sordo alle grida di un innocente fatto a pezzi da colei che avrebbe chiamato madre. Ed e’ terribile finire nelle mani del Dio vivente!

Se non si e’ pronte o non si vuole essere madri, non si deve far altro che starci attente prima. In ogni caso, fatelo nascere; se poi non volete o non siete in grado di crescerlo, qualcun’altro se ne prendera’ cura e voi eviterete la peggiore sorte che possa capitare ad una donna. Ma se l’ostacolo alla maternita’ e’ rappresentato solo da costrizioni materiali o da pressioni parentali, ebbene, bisogna dare alla donna che ne e’ vittima tutto il sostegno possibile. Dovrebbe farlo lo Stato, moltiplicando gli aiuti alle famiglie con bambini o costringendo efficacemente quegli uomini che se ne vanno in giro a spargere il seme come bestie fregandosene delle conseguenze a pagare quello che devono per il sostentamento dei loro figli. Ma possiamo farlo anche noi, in supplenza o in aggiunta allo Stato.

IX

Un’altra cosa con la quale i Russi proprio non riescono a fare i conti e’ il fatto che combatterono e vinsero la seconda guerra mondiale sotto la bandiera sovietica, non quella russa, sotto un regime che aveva tentato fino ad allora di annientare la stessa anima russa, ma poi dovette appellarsi a quella stessa anima russa per arrestare e respingere l’invasione nazista, e sopravvivere. Un regime che aveva fino a poco prima concordato con quegli stessi nazisti la spartizione della Polonia e l’annessione delle Repubbliche Baltiche. Un regime che sublimava l’essenza stessa del male, non meno di quello nazista, e di cui l’Armata Rossa era uno strumento di dominio.

Quell’Armata Rossa che qui molti Russi ancora onorano puntualmente ogni 9 maggio, salvo poi mettersi a strillare come isterici quando i Lettoni  a loro volta onorano quelli che combatterono a fianco delle armate naziste. Quella gente non fece altro che scegliere quello che considerava il male minore, poiche’ affiancarsi ai nazisti era l’unico modo per tentare di liberarsi dei sovietici, che avevano brutalmente invaso ed occupato il loro Paese poco prima e di cui avevano gia’ sperimentato la spietatezza. Poiche’ quelli erano sovietici, non Russi, erano dei senza-Dio, che avevano appena sterminato decine di milioni di Russi, il loro stesso popolo. Senza Dio non c’e’ l’Uomo, ma la bestia, che se ne sia consapevoli o meno.

Con questo non voglio certo dire che non si debbano ricordare coloro che hanno combattuto e sono caduti per la loro Patria aggredita, ne’ che non si debba celebrare la vittoria in quella guerra. Ma sarebbe bene ricordarsi anche che quegli stessi soldati che liberarono le terre russe dall’invasione nazista non portarono liberta’ agli altri Paesi occupati dai nazisti, ma sostituirono semplicemente il dominio nazista con quello ateo comunista sovietico. E francamente parlando, nessuno di quei Paesi ci guadagno’ nel cambio!

I Baltici, i Polacchi, i Rumeni, gli Ungheresi e tutti quelli che si videro arrivare in casa l’Armata Rossa (non russa, appunto!) non furono certo liberati, ma asserviti ad un differente tiranno, perfino peggiore a mio modesto avviso di quello precedente. E qui si puo’ ammirare tutta l’ipocrisia e la vuota retorica delle “libere democrazie” occidentali, la cui storiografia fondata su miti propagandistici e leggende holliwoodiane continua ancora oggi a celebrare la loro epica lotta contro il mostro nazista per difendere la liberta’ e la giustizia, quando non esitarono a scendere a patti con il mostro sovietico e se ne fregarono della liberta’ e della giustizia per meta’ dei popoli europei. A cosa servi’ la guerra contro Hitler? A togliergli l’intera Europa orientale e consegnarla a Stalin? Bella roba! Si potevano sicuramente risparmiare sessanta milioni di morti per questo bel risultato.

Lo so che e’ comodo dimenticarlo, ma e’ solo la verita’ che rende liberi.

X

In generale, i Russi devono ficcarsi in testa una volta per tutte che, di per se’, l’etnia russa (come qualunque altra), il sangue russo, la potenza russa, la lingua e la cultura russa, la terra russa, non valgono un fico secco! Tutte queste cose, di per se’, sono come quell’albero di fico, bello e pieno di foglie, che si trovava fuori Gerusalemme: il Signore lo secco’, perche’ non aveva frutti! A cosa sono servite tutte quelle belle cose dopo che i Russi smisero di dare frutti al Signore cento anni fa? A cannibalizzare il proprio stesso popolo, a distruggere la propria stessa storia e cultura, a sperperare le proprie immense risorse, a rilasciare un’ideologia di morte ed oppressione che ha soggiogato mezzo mondo e reclamato le vite di centinaia di milioni di persone.

Non e’ per quelle belle cose che la Russia oggi rappresenta una speranza per tutti quelli che si oppongono alle attuali cronache dell’anticristo, che sono l’unica cosa che l’Occidente produce oggi. No, oggi la Russia rappresenta una speranza perche’ tutte quelle belle cose stanno (faticosamente) tornando ad essere usate per testimoniare pubblicamente Cristo.  E quella testimonianza puo’ essere solo pubblica! Una testimonianza privata e’ un ossimoro, una contraddizione in termini.

Quella testimonianza e’ l’unica specialita’ della Russia oggi, e questo e’ l’unico motivo per cui la Russia sta risorgendo oggi.

Ma non si illuda la Russia. Essa si trova solo a meta’ del guado, e la protezione divina di cui sta tornando nuovamente a beneficiare sara’ persa ancora una volta se si ferma sulla strada del pentimento o torna indietro. Senza un pentimento vero, completo e sincero, per l’apostasia e lo spergiuro di un secolo fa, la Russia cadra’ di nuovo. Non serviranno a nulla le sue ricchezze e la sua potenza, finira’ di nuovo sommersa dalle orde dell’anticristo, che non avranno bisogno di sfidarla in campo aperto; la soffocheranno in quello stesso abbraccio mortale che ha ormai quasi ucciso l’Occidente.

Non si illuda la Russia. Fino a quando la mummia di quell’orribile mostro rimarra’ a contaminare il cuore stesso della sua capitale, il cuore stesso del suo potere, il suo pentimento non sara’ accettato, perche’ non sincero. Putin ha certamente ragione quando afferma che l’unica differenza tra Stalin e Cromwell e’ quantitativa, riguarda solo il numero di quelli che hanno ammazzato, ma questo non e’ certo un buon motivo per dedicare nuovamente monumenti o intitolare nuovamente strade e piazze a Stalin (o Lenin), come gli Inglesi hanno fatto con Cromwell. Gli Inglesi sono stati privati di Cristo mille anni fa, vogliono i Russi imitarli? Lo facciano e faranno la stessa fine. Si ritroveranno tra non molto con un vescovo sposato, che rompe il suo matrimonio e allaccia una relazione omosessuale, magnificando pubblicamente il suo nuovo compagno di letto con un: “l’ho trovato subito dannatamente bello” (il sodomita in questione e’ un vescovo anglicano negli Stati Uniti). Egli rimane tuttora vescovo; non solo, volendolo, i due piccioncini potrebbero perfino “sposarsi”, magari con una bella cerimonia officiata da una pretessa lesbica. E dopo potrebbero perfino deliziarci con un bel sermone sul fatto che Cristo non aveva capito niente di cosa significhi essere Cristiani.

Questo non significa che i comunisti debbano scomparire o che non abbiano posto in Russia. Significa semplicemente che devono mettere Cristo al posto di Lenin e Stalin, sostituire la Sua Parola alle farneticazioni di quella miseria di filosofo barbuto, che parlava di economia e di operai senza aver mai lavorato in vita sua, e le cui vere finalita’ politiche sono candidamente espresse nella sua corrispondenza privata.

Il Signore ha dato sempre liberamente, tutto, ma non ha mai forzato nessuno. Questo perche’ togliere la liberta’ di scelta all’Uomo significa negare Dio, che l’ha creato a Sua somiglianza; l’impronta piu’ marcata di questa somiglianza e’ appunto la capacita’ di scegliere, liberamente. E Dio non puo’ negare Se Stesso. Se i comunisti sono sinceri nei loro propositi di miglioramento delle condizioni dei lavoratori e di chi stenta a sopravvivere (grazie all’inganno che domina questo mondo), neanch’essi negheranno il Creatore. Riconosceranno i loro idoli dai frutti che hanno portato, e si pentiranno!

XI

Gesu’ Cristo e’ l’unica strada, l’unico modo, l’unica salvezza. Senza di Lui tutte le buone opere e le buone intenzioni non servono a nulla. Con Lui ogni opera ed ogni intenzione sara’ buona. Senza la Fede le opere sono un vuoto affannarsi; se hai la Fede non potrai non fare le opere.

Non importa quanto nobili siano le aspirazioni ed intenzioni, non importa quanto sincera sia la volonta’ di fare del bene e quanto assiduo sia lo sforzo per gli altri, senza Gesu’ Cristo esse non aiuteranno nessuno. Tutto svanira’ o sara’ distorto nel raffinatissimo gioco di specchi in cui il nemico ha trasformato la vana sapienza degli uomini e sara’ usato per incatenarli ancor meglio a lui, per avvelenarli con la loro stessa rabbia per le sue ingiustizie. E’ pretesa antica quella degli uomini di saperne una piu’ del diavolo, ma e’ pretesa sciocca: il diavolo ne sapra’ sempre una piu’ di loro! Senza Gesu’ Cristo, tutte quelle nobili gesta e tutte quelle buone intenzioni non saranno che altre mattonelle messe a pavimentare la strada verso l’inferno.

Io e milioni di altre persone in Occidente e nel resto del mondo non abbiamo nulla da spartire con la Federazione Russa, o con qualunque altra forma lo Stato russo prenda, ma di fronte alla Santa Rus’ le cose cambiano, perche’ riconosciamo subito i fratelli in Cristo e la comune legge fondamentale: i comandamenti e gli insegnamenti di Gesu’ Cristo, nostro Signore e nostro Dio.

Non ho una sola goccia di sangue russo nelle vene (come l’ultimo Tzar piu’ o meno, che aveva una sola goccia di sangue russo ogni 128), non capisco una parola di russo, non ho alcun interesse nella vita e nelle ricchezze russe, ma appartengo sicuramente alla Santa Rus’. Ogni domenica alla Liturgia non capisco una sola parola di quello che dicono, ma so perfettamente ogni cosa che stanno dicendo.

XII

Riflettano su questo i Russi. E riflettano su questo anche i Lettoni. Riflettano attentamente sulle due figure piu’ emblematiche della loro storia in quest’ultimo secolo: san Giovanni, Arcivescovo di Riga, e san Nicola II, ultimo Tsar di tutta la Rus’. Entrambi martirizzati, assassinati brutalmente (lo Tsar insieme alla sua famiglia, sua moglie e cinque figli, tra cui tre bambini, secondo modalita’ che denotano un chiaro rituale, satanico), per lo stesso motivo (entrambi nelle loro alte e diverse funzioni erano colui che trattiene, quelli che impediscono alle orde demoniache di abbattersi liberamente sul mondo). Entrambi trucidati, da bolscevichi di etnia lettone il primo, da bolscevichi di etnia russa il secondo, da assassini che erano pupazzi dello stesso mandante. Quale mandante? Sempre lo stesso, fin dall’inizio dei tempi, l’assassino primordiale ed il padre di ogni menzogna (Gv  8, 24)!

The report of the Russian investigator N. A. Sokolov, the book by the English journalist Robert Wilton ‘The Last Days of the Romanovs’, the book by the heroic Russian General M. K. Diterichs ‘The Murder of the Imperial Family and Members of the House of Romanov in the Urals’, and the books by the contemporary modern Russian historian Piotr Multatuli all tell us that the deaths of Tsar Nicholas II and his family and faithful servants were ritual murders. Indeed, in 1905 year a group in Brooklyn in New York had already condemned Nicholas II to death.

Shortly before 17 July a mysterious man with a jet-black beard arrived in Ekaterinburg. This man was seen by many. And shortly before 17 July the Commandant of the House of Special Purpose (the Ipatiev House) Yankel Yurovsky completely changed the guard of this house. In the early hours of 17 July 1918 the Imperial Family was sent to the basement of the Ipatiev house. A squad of murderers arrived – their leader was the mysterious man. The murderers stabbed the family with bayonets and a special ritual knife. The aim of the murderers was to let the blood of their victims.

On the wall of the basement a kabbalistic inscription was left: ‘Here by the order of dark forces a Tsar was brought as a sacrificial offering. All nations are informed of this’. Also on the wall a fragment of a poem by Heinrich Heine was left: ‘Belsatzar ward in selbiger Nacht / Von seinen Knechten umgebracht. (Belsatzar (Belshazzar) was on this selfsame night killed by his servants). The original reads ‘Belsazar’ but here it is ‘Belsatzar’, which refers to ‘bely tsar’ (‘the white tsar’) –an epithet for the Tsar among the Russian people. After the murder, the bodies of the family were loaded onto vehicles and taken to a mineshaft called Ganina Yama.

Here the heads of Tsar Nicholas, the Tsarina Alexandra and the Tsarevich Alexey were ritually cut off and put into jars preserved in alcohol. The three jars were put into suitcases and taken to Moscow where they were shown to the Soviet authorities. What happened to them afterwards is unknown. After cutting off the heads, the bodies of the family were dismembered and then covered in sulphuric acid and burned. As there was not enough sulphuric acid, cars were sent to Ekaterinburg for new batches. Red Army soldiers stood on guard by the fire and would not let anybody near.

The fire burned for two days, after which the remains of the family were reduced to powder. This is why there are no remains of the Imperial Family. In the 1930s there was more mass repression in the Soviet Union, including in the Ipatiev House and on the site of the fire near Ganina Yama, where people were shot. Remains found there are the remains of Soviet citizens shot then. Thus, the remains which were buried in Petropavlovsk Fortress in Saint Petersburg in 2000 are not the remains of the Imperial Family. Soviet archives which are even now secret must be opened in order to find out about what happened to the heads.

Apart from this mystery of the three heads, vanished materials of the Russian investigator N.A. Sokolov must be found and still secret French, British and American archives must also be opened – they contain materials on the murder of the Imperial Family. We should also recall that, like others, Piotr Multatuli, the renowned Russian historian and author of five books on Tsar Nicholas II, writes that that no abdication ever took place. In reality, the Tsar did not abdicate. As the esteemed Russian elder, Fr Nikolay Guryanov, said: ‘There is not a sin of abdication on him’.

In reality, in February 1917 year a group of conspirator-generals, organised by the British ambassador Buchanan, went to the Tsar who was being held prisoner in his train, and demanded that he abdicate. But as an Orthodox Christian and the Lord’s Anointed, the Tsar refused. Then an ‘abdication’ was typed out and a signature was falsified. On 15 March 1917 it was announced that the Tsar had abdicated in favour of his brother the Grand Duke Mikhail Aleksandrovich. The latter believed it and on the next day, 16 March 1917, he abdicated in favour of the Constituent Assembly.

Padre Andrew (Phillips)

santi martiri imperiali

Riflettano seriamente su questo, e smettano di beccarsi come i pollastri che attendono di finire allo spiedo. Smettano i Russi di fare provocazioni inutili, come il referendum per dare al russo lo status di lingua ufficiale in Lettonia, che non cambierebbero nulla in pratica e servono solo a radicalizzare gli animi. E smettano i Lettoni di fare come quel marito che si eviro’ per far dispetto alla moglie, scoraggiando l’apprendimento del russo nella popolazione scolastica; a meno che tu non abbia talenti eccezionali, in Lettonia nessuno ti da’ un lavoro se non parli e capisci il russo, i Lettoni per primi! La smettano una buona volta e riflettano seriamente sulla loro storia dell’ultimo secolo.

Una tale riflessione, liberata da miti propagandistici ed idiozie logiche e sottomissione ai traumi del passato (cosa che porta a reagire istintivamente, senza ragionare), non potra’ non fargli capire che preferire un Russo ad un Lettone (o viceversa) solo perche’ e’ Russo significa somigliare a quei progressisti che preferiscono il giovedi’ al mercoledi’ solo perche’ e’ il giorno dopo. In altre parole, e’ una stupidaggine, pura e semplice.

Il passato ha portato traumi a chiunque ed ovunque, anche se in misura diversa, perche’ il nemico del genere umano opera nel mondo sin dall’inizio. Io stesso discendo da un popolo, quello Napoletano, che e’ stato completamente annientato 150 anni fa, un popolo la cui terra fu invasa, saccheggiata e devastata da demoni in divisa piemontese, che se ne impadronirono con le stesse armi che sono state usate contro lo Tzar e la Rus’ meno di sessant’anni dopo: tradimento, codardia ed inganno. Il nostro Regno aveva sette secoli di storia ed era tra i piu’ prosperi d’Europa, quando il tradimento e la codardia della classe dirigente e dei vertici militari lo consegnarono all’inganno del nemico; la nostra capitale, Napoli, era la piu’ bella e tra le piu’ importanti d’Europa quando fu crocifissa e ridotta a semplice prefettura dello Stato sabaudo-massonico.

Come in Russia, fu il popolo a pagare per tutto. Esso fu annichilito dopo una resistenza disperata di 15 anni, una lotta impari contro un nemico senza onore in difesa della loro terra e del loro Re, costata un milione di morti (quasi tutti civili). La disfatta fu poi seguita dall’emigrazione di decine di milioni di persone, costrette a fuggire dalla fame e dalle catene. Il disegno satanico fu completato dalla cancellazione sistematica della memoria, tramite l’usuale armamentario di menzogne, propaganda e mitologia storica. L’assassino primordiale ed il padre di ogni menzogna, ricordate?

L’unica differenza con quello che e’ successo dopo in Russia e’ che da noi non esisteva la Chiesa di Cristo, c’era quella del Papa. Ed e’ per questo che non e’ stata possibile alcuna Resurrezione. Pur essendo i nostri Sovrani dei veri cristiani dall’altissimo senso morale, pur essendo il nostro popolo molto devoto e pio, senza Cristo non puo’ esservi speranza, al Golgota segue solo la morte, nient’altro. La mia terra sta oggi li’ a testimoniarlo, masticata e poi sputata, una delle fonti piu’ prolifiche oggi di cronache dell’anticristo; oggi il 90% del mio popolo non ha la minima idea di chi esso sia e di cosa gli hanno fatto, immemore delle sue radici e tradizioni, privato della sua storia, esso non riesce neppure a capire se stesso, a spiegarsi il suo stato.

Cosa dovrei fare io oggi? Odiare ogni piemontese ed ogni cosa che provenga dalla loro terra e cultura? E che senso avrebbe? La nostra attuale condizione, come Napoletani, e’ molto peggiore di quella dei Lettoni: loro hanno riavuto la loro terra e si sono impadroniti nuovamente della loro storia, a noi non hanno neppure chiesto scusa! I discendenti dei parassiti di allora sono tuttora seduti a Roma, a perpetuare il loro inganno ed impadronirsi del poco che ci e’ rimasto. Le nostre strade e piazze sono tuttora intitolate ai nomi dei nostri carnefici. Le nostre scuole sono tuttora insozzate dalla propaganda storica che celebra i nostri boia come nostri liberatori. I nostri morti sono tuttora derisi e calunniati!

Ma io non odio nessun piemontese e nulla di piemontese, di per se’, mi procura fastidio. Non solo, devo ringraziare un Piemontese per avermi indirizzato sulla strada del Signore. Nulla accade per caso!

Io so benissimo che la nostra non fu una lotta tra Napoletani e Piemontesi, ma tra figli di Dio e progenie del diavolo, tra gente che segue i comandamenti di Dio e gente che segue quelli dell’assassino primordiale e padre di ogni menzogna. Tale divisione, ripeto, e’ l’unica che esiste, ed esiste in ogni popolo, in ogni tempo, sin dalla prima venuta di Cristo. Puo’ esistere perfino nella stessa famiglia! Pertanto, non ha senso alcuno dividersi per etnie, sangue, lingua, geografia, et cetera. Il nostro Regno cadde soprattutto grazie alle carogne che ci tradirono, senza quel tradimento i sabaudi non sarebbero mai riusciti a sopraffarci; e quelle carogne erano tutte napoletane!

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Voglia Dio, per le preghiere dei Santi Martiri Imperiali e di san Giovanni, Arcivescovo di Riga e l’intercessione della Sua Santissima Madre, farlo capire anche ai Lettoni ed ai Russi oggi. Possano entrambi capire che la terra, ogni terra, appartiene a chi la ama. Ma non si puo’ amare una terra se non ami anche il prossimo tuo che la abita.

icona Theotokos

XIII

Chi e’ il prossimo tuo? Tralasciando l’ideale di perfezione cristiana, e’ colui che rispetta i comandamenti di Dio posti come regola delle relazioni tra uomini. Pertanto, e’ colui che non uccide se non per difendersi da un assassino; e’ colui che non rompe il matrimonio, e per non romperlo deve comprendere cosa sia il matrimonio (“maschio e femmina Egli li fece” perche’ potessero essere una carne sola); e’ colui che non ruba, neanche quando la legge glielo consente; e’ colui che non tradisce la fede pubblica, non mente e non da’ falsa testimonianza; e’ colui che non brama cio’ che appartiene ad altri e  non li invidia per cio’ che hanno. Ma soprattutto, e’ colui che fa tutto questo nello spirito della sintesi data dal Signore: “ama il prossimo tuo come te stesso!”.  Quindi, soccorrilo ed aiutalo per quanto puoi, ogni volta che ne ha bisogno. E riconosci sempre il prossimo tuo in chi ti chiede aiuto e ne ha bisogno.

Questo e’ il minimo e prescinde da ogni fede, poiche’ la legge di Dio e’ scritta nel cuore di ognuno e non e’ necessario essere cristiani per seguirla, cosi’ come il fatto di essere cristiani non impedira’ di negarla. Sia ben chiaro: non sto parlando di salvezza! Non vi e’ salvezza senza Gesu’ Cristo. Sto solo fornendo un criterio identificativo. Del resto, non saranno certo gli orpelli esteriori del cristianesimo a salvarci, ne’ adempimenti rituali. Dio non e’ un burocrate! Il Suo Regno e’ dentro di noi! Ma senza la Grazia dello Spirito, contenuta solo nei Sacramenti dispensati nella Sua Chiesa, la salvezza e’ un’impresa che viene portata avanti contro ogni probabilita’, ed e’ in ultima analisi concessa solo dalla Sua assoluta sovranita’: Dio e’ assolutamente libero; come causa, funzione e definizione di ogni cosa, Egli non e’ soggetto a nessuna di esse, neppure alle regole che Egli ci ha dato.

Noi anche siamo liberi, perche’ Egli ci creo’ a Sua immagine; siamo liberi di scegliere. Fate la vostra scelta! Ma la scelta e’ solo una, ricordatevelo: si tratta in sostanza di scegliere tra il Padre ed un altro padre. Si tratta di scegliere se essere figli di Dio progenie del diavolo!

Ma scegliete in fretta, perche’ e’ molto piu’ tardi di quanto pensiate. L’anticristo e’ gia’ all’opera in spirito a Gerusalemme ed i suoi apostoli lo predicano ormai ovunque nel mondo. Egli attende solo un corpo con cui presentarsi all’adorazione di tutti quelli che hanno il suo marchio (non cercate tatuaggi o tessere plastificate o cose simili, anche quel marchio sara’ dentro di loro) ed un tempio in cui essere incoronato ufficialmente sovrano di questo mondo. Nel frattempo, tentera’ probabilmente di profanare il Giardino della Vergine, il Monte Athos, per far cessare quelle preghiere che ancora oggi tengono insieme il mondo.

In ogni caso, non perdete tempo e pace a rimuginare sul quando quel suo effimero trionfo avra’ luogo. A che serve chiedersi e tentare di sapere quando sara’ l’Apocalisse? Ognuno di noi avra’ la sua piccola apocalisse, dovendo ognuno affrontare la propria morte, la separazione dal proprio corpo ed il giudizio particolare. Pensate a quello e preparatevi per quello. Fino al vostro ultimo respiro avete tempo per pentirvi e ritornare al Signore, a cui dovete tutto cio’ che siete ed ogni altra cosa.

Cristo Pantocratore

Ringrazio il Signore perche’ gli ho chiesto le parole, e me le ha date.
Sia gloria a Dio per ogni cosa!

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