Archive for January, 2014

The Problem Of Information

January 28, 2014

It never ceases to amaze me how very serious researchers keep on taking  seriously that nonsense known as darwinian evolution and the fanatics who propagate or mindlessly parrot it, even if they do only to refute it (common sense would suffice for that).

Nevertheless they do it.

It is impossible to set up, store, or transmit information without using a code.

It is impossible to have a code apart from a free and deliberate convention.

It is impossible to have information without a sender.

It is impossible that information can exist without having had a mental source.

It is impossible for information to exist without having been established voluntarily by a free will.

It is impossible for information to exist without all five hierarchical levels:  statistics, syntax, semantics, pragmatics, and apobetics [the purpose for which the information is intended, from the Greek apobeinon = result, success, conclusion].

It is impossible that information can originate in statistical processes.

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The transformation of biology from chemistry to information.

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The information is the mental essence of all the things created, which derive their state and order of being according exactly to the information concerning each thing; divine commands, for Deity is the only logical name for the source of these informative foundations supporting all of the existing reality (but do not expect logic from the offspring of apes), determining the when, where and how of everything sensible and its immediate (natural) purpose.

The source of these information is God in His good Will, whose movement command the existence out of nothing of everything, with all its potentialities and possibilities, but Christ is the beginning of the external intelligibility of all things.

The Word intervenes the First Day to call in existence the Light. Before that, the earth already was, but it was formless and void. The Word gave it form, content, meaning, idem est LOGOS. Heaven also already was, with all the heavenly hosts ready to be activated by the Word of God.

The Spirit of God moved upon the face of the waters.
Water and the Spirit…..the Baptism of the Creation.
Then the Word speaks the Light into existence, and all things may then receive the information for their life and meaning and purpose, together with the power (the Spirit) into existence, the Grace into subsistence.
Everything by Christ, through Christ and for Christ, indeed!

The Word gives the possibility for those outside God (all the creation and all the creatures) to comprehend, He’s the only relation between God and His creation, the only conveyor of His Spirit. It’s for this that exactly the Word will then incarnate. Apart from Him, we cannot possibly understand, i.e. partecipate, because the only true knowledge is partecipation to the divine energies.

These information, these mental essences, are the transmitters of the forms and meanings (logoi) of all the potentialities to be actualized, with their hierarchies; true and faithful messengers of God, who refused the satanic call to misplaced pride and avoided the fall from the ranks of the heavenly powers.

They are the conveyors of the Will established in the pre-eternal Trinitarian council, uttered in supreme Wisdom by the Word and sustained in perpetual charity by the Holy Spirit.

The Christian wisdom has given a precise name to these messengers of God: Angels!

Bless the Lord, all ye His angels, mighty in strength, that perform His word, to hearken unto the voice of His words.

These heavenly hosts have not a body, but they are not immaterial. Like every thing created, they partake of the elements of the creation, only in the most immediate and pure form: energetic plasma. In fact, energy is at the foundational basis of every matter and every matter dissolves in energy. It can be safely assumed that plasma is the fundamental state of matter and the primordial created energy. 

This astonishing element seems to be at the edge between the created sensible reality and its nothingness before the Divine Call in existence, at the border (the ether, the blank page with unique qualities upon which it is drawn the Divine Call)  with the uncreated energies of God. It is image of the divine darkness in his dark mode and yet full of frightening and unbounded power and infinite potentialities. It powers all the luminaries in the world and pretty much everything else, thanks to its perfect scalability, and it attires the conveyors of the divine wisdom, bringing forth the information for all things to be formed.

It is the light before the Sun!

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WHO KILLED JOHN F. KENNEDY?

January 28, 2014

The case against Lyndon B. Johnson.

LOST IN TRANSLATION

January 28, 2014

…POICHE’ EGLI E’ BUGIARDO E PADRE DELLA MENZOGNA!

L’antico filosofo greco Socrate, discutendo con i sofisti, i responsabili delle “pubbliche relazioni” del suo tempo, cercava di convincerli che ESSERE è più importante che APPARIRE. Perché? Perché, Socrate credeva, la natura fallace di “apparire saggi, pur non essendo saggi” prima o poi si rivela. I suoi avversari, i sofisti, replicavano dicendo che le parole erano sempre oggetto di interpretazione, così chi controlla l’interpretazione prima o poi controlla la realtà. Nei nostri tempi, i sofisti probabilmente troverebbero il loro periodo d’oro. Le parole e le immagini sono intrecciate in modi inimmaginabili. Ma spiccano due storie. Una è la storia dell’interpretazione data dai media occidentali ai commenti di Putin sulla situazione dei gay in Russia. La seconda è l’interpretazione che gli stessi media danno degli eventi a Kiev (invece della risposta a un pogrom neo-nazista, abbiamo un “giro di vite del governo su manifestanti pacifici”).

Ecco Lynn Berry, ex redattrice capo del The Moscow Times, all’attacco sulla risposta di Putin alla domanda sulla legge contro la propaganda gay tra i minori. Come si può vedere da questaregistrazione del discorso di Putin, il presidente russo sta andando fuori dei suoi modi abituali nel mostrare l’atteggiamento più amichevole possibile: “Non abbiamo alcun divieto delle forme non tradizionali di interazione sessuale tra individui, abbiamo solo un divieto della propaganda di omosessualità e pedofilia, e vorrei sottolinearlo, solo nei confronti dei minori. Queste sono due cose assolutamente diverse. Cose assolutamente diverse: il divieto di alcune relazioni e il divieto di propaganda di questi rapporti. Noi non vietiamo nulla, non arrestiamo nessuno, nessuno può essere reso responsabile di queste relazioni. Questo ci rende diversi da molti paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, dove in alcuni stati l’orientamento sessuale non tradizionale è ancora formalmente un reato. Noi non abbiamo nulla di simile, è per questo che tutti possono sentirsi libero e non vincolati; lasciate solo in pace i bambini, per favore.”

E allora, che cosa scrive Lynn Berry per la Associated Press e per un sacco di giornali che considerano le informazioni di questa agenzia oggettive? Ebbene, compone il titolo “Il presidente russo Putin collega i gay ai pedofili“.

Poi, solo due righe giù nel testo, Lynn Berry piazza ancora una bugia in cima a quella iniziale: “Ha difeso la legge anti-gay della Russia equiparando i gay con i pedofili e ha detto che la Russia ha bisogno di “ripulire” se stessa dall’omosessualità se vuole aumentare il suo tasso di natalità”. Questo è un caso classico di manipolazione sofistica, anche se molto grezzo. I due verbi “collegare” ed “equiparare” sono sinonimi ? No. Se si collega una cosa a un’altra, questo non significa equiparare le due cose. Se qualche mente contorta poteva ancora vedere un “collegamento” tra la pedofilia e l’omosessualità in ciò che ha detto Putin, allora la stessa mente contorta non dovrebbe vedervi una “equazione”, a meno che la mente non sia completamente disonesta, anche con se stessa. E, naturalmente, considerare “legge anti-gay” una legge che parla di una multa per “propaganda delle relazioni non tradizionali sessuali ai minori” – è una manipolazione, una interpretazione disonesta e arbitraria di un testo. Ma questa manipolazione è già così “maggioritaria”, così radicata nella coscienza del lettore, che Lynn Berry non si prende nemmeno la briga di fornirne alcuna prova, oltre a citare qualche “mobilitazione internazionale”, ovviamente provocata da articoli con un atteggiamento altrettanto liberale in materia.

Naturalmente, Putin non ha mai suggerito di “ripulire” il paese dall’omosessualità – ma ehi, questa è la Russia, si può dire quello che si vuole su questo paese, con totale impunità. E Lynn Berry ne coglie l’occasione. Scrive che Putin ha suggerito che i gay hanno più probabilità di abusare dei bambini (e non ci sono citazioni – per il semplice motivo che Putin non ha mai fatto un simile suggerimento).

Questo non è il primo caso in cui le parole di Putin (o di Milošević, o di Vladimír Mečiar, ecc) vengono fraintese dai media occidentali, che si attribuiscono il diritto di essere “traduttori” delle cose che i leader di altri paesi hanno da dire. Questi “traduttori” seguono il principio: se la realtà non corrisponde agli stereotipi occidentali (che noi, i media, abbiamo formato) – allora tanto peggio per la realtà.

Dai media disonesti ai rozzi errori politici c’è solo un passo. Ognuno deve aver dimenticato come gli editorialisti come Lynn Berry – dal Washington Post al New York Times – stavano discutendo la quantità delle armi di distruzione di massa a disposizione di Saddam Hussein prima dell’invasione dell’Iraq nel 2003. Pubblicazioni parimenti rispettate contavano i mesi (se non i giorni) in cui Assad sarebbe rimasto al potere poco prima che la guerra civile in Siria iniziasse nel 2011. Ora, la guerra va avanti da quasi tre anni, e nessuno di questi cosiddetti “esperti” si è dimesso o è stato licenziato per questi errori di calcolo.

Un lettore può guardare il video di poliziotti ucraini bruciati vivi dalle persone che i media occidentali avevano chiamato “manifestanti pacifici” e che sembrano avere uno strano gusto pacifico per le bottiglie molotov.

Ma nei media occidentali di maggioranza potrete leggere solo delle “leggi draconiane” del governo ucraino che non permettono a questi piromani e ad altri “manifestanti” di indossare maschere ai loro raduni. Peggio ancora, il Washington Post chiama questi autori di pogrom “militanti dell’opposizione sostenuti da provocatori sponsorizzati dal governo” e lamenta il fatto che questi giovani iper-emotivi hanno “rovinato il carattere precedentemente pacifico del movimento di protesta” (per chi è interessato ai pestaggi “precedentemente pacifici” di poliziotti e alle distruzioni delle statue, è sufficiente guardare il video delle attività sulla Maidan nel dicembre 2013 – in particolare i video dell’assalto all’amministrazione presidenziale).

Da qui la reazione grottesca agli eventi in Kiev del Dipartimento di Stato americano, che incolpa della violenza il fallimento del governo nel “riconoscere le rimostranze legittime del popolo” e loda l’opposizione.

E, naturalmente, il Washington Post sa tutto degli altri paesi, descrivendo liberamente la Bielorussia come “un’autocratica colonia del Cremlino” (il problema con il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko è che non sembra essere il viceré di nessuno, incluso il buon senso). E il Washington Post non è mai troppo timido per trarre conclusioni dalla propria onniscienza, chiedendo sanzioni contro Yanukovich se “usa violenza contro i manifestanti” (mi chiedo quali mazzi di fiori sarebbero usati con persone che bruciano poliziotti a Washington D.C.). Molto tempo fa, i padri fondatori hanno invitato l’America a guidare gli altri paesi con l’esempio. Peccato che questo esempio sia sempre più “perso nella traduzione” – traduzione che otteniamo da artisti del calibro di Lynn Berry. Questa traduzione della realtà sembra sempre di più a una manipolazione.

(LINK)

P.S. – The Chaotic Pendulum in Ukraine.       Le cause della sofferenza ucraina.        Wolves in sheeps clothes.

While they promise them liberty, they themselves are slaves of corruption; for by whom a person is overcome, by him also he is brought into bondage.

L’OCCIDENTE SEPARATO DALLA CRISTIANITA’

January 26, 2014

L’opera fondamentale di padre Giovanni Romanides (eterna memoria!) per capirla.

Lo scisma tra il cristianesimo orientale e quello occidentale non separò i romani d’Oriente da quelli d’Occidente. Questa scissione divise, in realtà, i romani d’Oriente dai conquistatori dei romani d’Occidente.

Presentare al lettore italiano il pensiero del prof. Giovanni Romanides non è un’impresa facile. La difficoltà non consiste nel tradurre i suoi scritti ma nel rendere accessibile quanto il teologo cristiano-ortodosso esprime. Questo perché esiste una profonda differenza di mentalità tra l’Occidente cristiano e l’Ortodossia, differenza misconosciuta e minimizzata dal cattolico disinformato e dall’ortodosso che vive superficialmente la sua fede. Fortunatamente viviamo in un tempo nel quale sono state abbatttute diverse barriere e dovrebbe essere molto più facile il confronto e la conoscenza di orientamenti anche molto distanti tra loro. Il movimento ecumenico ha voluto superare molte diffidenze inaugurando una nuova fase nel dialogo e nell’incontro tra le confessioni cristiane come tra le varie religioni. Il suo indubbio merito consiste nell’affermare che nessuno può esimersi dal sincero confronto. Tuttavia tale movimento è caratterizzato, talora, da uno stile piuttosto semplicistico, se non proprio superficiale. Questa superficialità trae la sua probabile origine dall’implicito desiderio in alcuni d’evitare ogni possibile confronto che possa creare una salutare crisi di crescita. L’eccessiva insistenza nell’esaminare gli elementi che unirebbero i cristiani tende a rimandare e a minimizzare la riflessione su ciò che li separa. Pertanto si organizzano convegni e assemblee ecumeniche con suggestive manifestazioni dove, però, manca spesso il reale incontro. Così, invece d’ottenere un efficace arricchimento, si punta a compromessi umani che non lasciano nulla di veramente costruttivo e duraturo. Solo la conoscenza, l’approfondimento e il dibattito sulle contraddittorie problematiche della storia nella quale il cristianesimo è vissuto, possono apportare un rinnovamento personale ed ecclesiale.

Questo libro – formato dalla traduzione di tre capitoli storico-teologici – entra nella prospettiva appena affermata. L’Autore , infatti, non ha evitato il confronto né con le assemblee ecumeniche né con l’uomo contemporaneo. Ha svolto lunghi anni di servizio come sacerdote e pastore in parrocchie greco-ortodosse in America ed ha rappresentato il Patriarcato Ecumenico in diversi incontri e colloqui ecumenici. In tutto l’arco della sua attività pastorale e di docente universitario, il suo pensiero non ha perso quella chiarezza che caratterizza la Tradizione ortodossa. Di tale Tradizione traccerò una breve fisionomia presentando, al contempo, i tratti salienti del pensiero dell’Autore che, pure con alcune sue caratteristiche personali, la rappresenta. Le pagine indicate tra parentesi rimandano ai contesti dai quali l’affermazione è tratta o è fondata.

Oggi è ancora ricorrente presentare la Chiesa ortodossa con i termini sbrigativi di “tradizionalista” e “statica”. Chi lo fa è ben distante dal comprendere che l’apparente staticità, respinta dalla mentalità occidentale, ha il suo senso nel sostenere e nel favorire efficacemente una corretta evoluzione spirituale nell’uomo che si apre alla conversione, attraverso la quale egli incontra e speri­menta la presenza del Dio vivo. In altre parole, l’immutabilità nel conservare le tradizioni ascetiche e teologiche dei padri teofori è necessaria perché l’uomo d’ogni tempo sia immerso in un profondo dinamismo spirituale col quale, purificando il proprio cuore, possa veramente incontrare Dio e non le sue fantasie religiose o le sue moralistiche aspirazioni (p. 60). Ciò che contraddistingue la Tradizione ortodossa è, infatti, la sua eminente “empiricità”. Qualsiasi mezzo ecclesiastico, perfino il dogma stabilito dalla Chiesa, viene concepito in stretta relazione col soggetto (pp. 102, 115, 121) affinché egli possa accedere alla theoria, cioè ad un rapporto ineffabile e inesprimibile con Dio (p. 66). Così non ci troviamo di fronte ad un impianto di pensiero teorico, filosofico e metafisico ma davanti ad un concreto percorso che porta la persona alla comunione con un Dio scoperto al centro della sua stessa vita. Ciò che caratterizzò sin dai suoi inizi la teologia franca fu, invece, il fascino per la metafisica. I franchi non sospettarono neppure che le speculazioni patristiche avessero dei fondamenti sia nella realtà creata che in quella spirituale (p. 55). Mentre la teologia patristico-romana contemplava inscindibilmente l’ambito morale e l’ambito teologico, i franchi contribuirono a separare le due cose per cui la morale divenne una disciplina indipendente dal dogma e quest’ultimo si impose come una filosofia che, partendo da alcuni presupposti agostiniani (p. 100), poteva definire la sostanza di Dio.

Forse in questo libro il lettore potrà equivocare il messaggio dell’Autore se concluderà frettolosamente che egli nutre un’anacronistica nostalgia verso l’ordinamento religioso-politico e sociale “bizantino”. Se si osserva meglio il prof. Romanides vuole dire altro. La fine dell’Impero romano d’Oriente (impropriamente detto “bizantino”), avvenuta con la conquista e la presa di Costantinopoli da parte dei turchi, non ha significato la fine della romanità per i patriarcati orientali perché la romanità non s’è mai identificata con un’etnia né si è ristretta nell’orizzonte di un progetto politico ma ha sempre voluto indicare una modalità esistenziale. Perciò romano è sempre stato sinonimo di cristiano mentre greco è sempre stato sinonimo di pagano (p. 29). In questo contesto l’Autore asserisce che gli aspetti istituzionali del cristianesimo orientale divennero mezzi di sopravvivenza nazionale per i romano-orientali (tra i quali i cosiddetti bizantini) poiché essi, sia durante l’invasione araba che sotto l’occupazione turca, conservarono i propri vescovi romani. Non altrettanto avvenne in Occidente, dove gli invasori franco-germanici impossessandosi della Chiesa e della sua proprietà asservirono i romano-occidentali (p. 48) sostituendo i vescovi romani con vescovi franco-gemanici. In tal maniera, il patriarcato dell’Antica Roma si trasformò in un’istituzione franca (p. 85) alienandosi dalla comune Tradizione della Chiesa il cui scopo principale consisteva nel far crescere e maturare il credente, non nel sottometterlo ad una ierocrazia (p. 76) divorata dall’assillo del dominio mondano. Nell’alveo della Tradizione condivisa da tutto l’Ecumene cristiano, Roma era riuscita a ridimensionare gli aspetti discutibili della dottrina agostiniana collocandoli nel pensiero complessivo degli altri Padri romani (p. 83) e a respingere con diplomazia e fermezza le innovazioni dogmatiche propugnate dai franchi. Costoro si servirono di qualche peculiarità teologica per inserirla in un pretestuoso gioco di contrapposizioni polemiche, al fine d’ottenere lo scandalo e, col tempo, la scissione ecclesiale. Emblematico, in tal senso, è il tema teologico del Filioque che fu estrapolato dal suo contesto e assolutizzato dalla teologia franca per i fini eminentemente politici di Carlomagno e degli imperatori germanici.

Il credo niceno-costantinopolitano specifica che lo Spirito Santo trae la sua origine per “processione” solamente dal Padre. Nell’economia salvifica lo Spirito passa attraverso il Figlio per la salvezza dell’uomo. Quest’ultimo aspetto (ciò che lo Spirito fa) è stato confuso con il primo (la causa per cui lo Spirito esiste e che permette di definirlo come persona ohypostasis) (p. 97). In tal maniera è stato creato il presupposto teologico per giustificare l’inserzione della parola Filioquenel Credo niceno-costantinopolitano, parola con la quale, nel contesto del Simbolo, si afferma una duplice causa d’esistenza per lo Spirito. Lo Spirito, allora, procederebbe dal Padre e dal Figlio; ex Patre filioque procedit. Il suo procedere comporterebbe necessariamente la propria causa ontologica nelle altre due Persone. L’Autore precisa che, siccome il franco Filioque presuppone l’identità dell’essenza divina increata (ciò che Dio è) con l’energia divina (ciò che Dio ha) e poiché la partecipazione all’essenza divina è impossibile, la tradizione latina è stata condotta automaticamente a pensare la grazia comunicata all’uomo come una creatura, conducendo alla sua oggettivizzazione e alla sua magica manipolazione sacerdotale (p. 120). Come eresia il Filioque è nocivo quanto l’arianesimo e questo nasce dal fatto che i suoi assertori riducono le lingue pentecostali di fuoco allo stato di creature come Ario aveva fatto con l’Angelo di Gloria dell’Antico Testamento (p. 122). Non meraviglia, allora, che la proposizione fu rigettata dai papi romani proprio per la sua eresia poiché essa annullava il principio monarchico nel Padre (p. 89). I papi germanici, al contrario, la accolsero. Tuttavia i papi germanici non impressero un’impronta innovativa solamente a questo tema. La loro attività finì per creare un’ecclesiologia verticistica sconosciuta agli occidentali vissuti nel periodo precedente allo scisma con l’Oriente. Questo contribuisce a spiegare la profonda diversità intercorrente tra papi come Gregorio Magno e Gregorio VII. Il primo ha un pensiero romano, il secondo è un discendente dell’esercito d’occupazione franco stabilito in Italia dal tempo di Carlomagno (p. 46). Ecco perché i romano-orientali non accettarono la legge imposta da questa nuova serie di pontefici che sedevano sulla cattedra patriarcale di Roma (p. 53) e respinsero le unilaterali innovazioni dogmatiche occidentali. Potrà essere utile segnalare al lettore che l’Autore utilizza il termine di “franchi” per indicare, non solo, la razza franca ma pure i loro discendenti o anche coloro che ne trasmisero la mentalità. Così, al concilio di Firenze, finiamo per trovare dei franchi (pp. 81, 93) contrapposti a dei romani che, in questo caso, sono i cosiddetti bizantini. Identico metodo viene utilizzato per i romani parte dei quali sono identificati con le odierne popolazioni romanze dei Balcani e del Medio-Oriente (p. 52 n.).

Forse questo percorso storico-teologico priverà il cattolico di quel giudizio di somiglianza attraverso il quale egli avvicina l’Occidente all’Oriente cristiano. I libri di spiritualità ortodossa, che può aver letto riconducendoli, senza volerlo, in categorie estranee all’Ortodossia, possono avergli creato l’illusione intellettuale che esista una certa affinità tra i due mondi cristiani. Sono queste le ragioni per cui, forse, alcuni temi esposti dall’Autore gli parranno difficili e dissonanti. Eppure questo linguaggio forte ma limpidamente autentico è in grado di donare al lettore un’idea meno imprecisa della lucida coscienza che, da secoli, anima il cristianesimo orientale. Davanti a ciò è evidente che esiste una maggior contiguità tra il mondo protestante e quello cattolico che tra quest’ultimo e l’Ortodossia, nonostante alcuni elementi comuni ereditati dalla Tradizione come i sacramenti e la gerarchia ecclesiastica.

Da questo libro emerge anche una potente provocazione a considerare la spiritualità e la preghiera nel loro senso più puro, alieno, quindi, da quel formalismo legale e da quella romantica superficialità con le quali tali discipline sono state spesso avvilite nell’ambito della Cristianità occidentale. Un percorso culturale e storico diverso e, probabilmente, una diversa considerazione non avrebbero confinato la spiritualità nell’area marginale degli studi teologici ma l’avrebbero centrata nel cuore della stessa teologia. Così sarebbe pure risaltato il senso della fede. Tale senso, dal momento in cui si esal­ta troppo la prassi dell’assistenzialismo sociale e si esauriscono gli ideali nel piccolo orizzonte dei compromessi mondani, non può che essere messo in ombra, poiché la fede, a differenza dei progetti umani, non punta ad una dimostrazione eclatante, a ri­sultati materiali e quantitativi con un riscontro immediato e vi­sibile.

Tra le considerazioni dell’Autore si noterà una sua personale riserva verso il pensiero agostiniano. E’ necessario osservare che la prospettiva ortodossa non rigetta il pensiero agostiniano tout court ma si allontana da esso in quegli aspetti dove tale pensiero si discosta dalla comune dottrina patristica. Questo, d’altronde, è il principio cattolico per cui non vengono accettati gli asserti teologici che si pongono all’esterno del percorso tracciato dal sensus fidei.

In conclusione mi auguro che il presente lavoro, per quanto possa parere severo, sia d’efficace giovamento ad ogni persona sinceramente interessata a confrontarsi con la vivente Tradizione cristiano-ortodossa.

THIN ICE

January 26, 2014

If less than 1% of COMEX outstanding contracts stand for delivery, there will not be enough gold to meet the delivery requirements.

comex stocks

PADRE NOSTRO

January 24, 2014

State attenti a chi chiamate padre!

Anche se vi considerate orfani, non e’ cosi’. Anche gli orfani  hanno un padre. Quello sbagliato!

For we do not wrestle against flesh and blood, but against principalities, against powers, against the rulers of the darkness of this age, against spiritual hosts of wickedness in the heavenly places.

RENOUNCING CHRISTIANITY

January 23, 2014

Another step forward by Anglicans in perfecting their caricature of Christianity.

Furthermore, without an explicit mention of sin, it’s not entirely obvious what the person being ‘baptized’ is doing, beyond getting wet.

PERFORMANCE 2013

January 22, 2014

MODEL   PORTFOLIOS

2013 Total Return

Global Allocation Capital     1.43%     (CLOSED)

Julians Portfolio                -38.95%

EuroIncome                       35.61%

Top Free Cash                   6.99%     (CLOSED)

Total Return since Inception

Global Allocation Capital   18.45%   (3.02% annualized)

Julians Portfolio   -12.8%   (-2.37% annualized)

EuroIncome   -0.68%   (-0.12% annualized)

Top Free Cash   227.4%   (45.85% annualized)

PROPRIETARY   INDEXES

2013 Total Return

Maedhros Global Allocation   1.43%

MF Industrial Average   22.24%

Maedhros US Best Yields   17.56%

Maedhros Currency   -10.41%

Total Return since Inception

Maedhros Global Allocation   36.52%   (7.13% annualized)

MF Industrial Average   69.37%   (16.36% annualized)

Maedhros US Best Yields   85.86%   (17.17% annualized)

Maedhros Currency   9.16%   (2.29% annualized)

PARTNERSHIPS

2013 Total Return

Nikola Tesla   -13.4%

Time’s on my side   10.15%     (CLOSED)

Total Return since Inception (not reinvesting Distributions)

Nikola Tesla   186.5%   (36.71% annualized)

Time’s on my side   157.7%   (31.04% annualized)

BENCHMARKS

2013 Return

Standard & Poor’s 500   31.29%

Dow Jones Industrial Average   27.43%

Longleaf Partners   29.31%

Third Avenue Value Fund   15.71%

Sequoia Fund   32.66%

FTSE/MIB   16.49%

Global Hedge Funds Index   6.72%

LA RELIGIONE DELL’ANTICRISTO

January 20, 2014

When I was converted to Christ I had belonged to the Masonic Lodge in Adams, New York, about four years. During the struggle of conviction of sin through which I passed, I do not recollect that the question of Freemasonry ever occurred to my mind.

New Views of Lodgism

But soon after my conversion, the evening came for attendance upon the Lodge, and I went. They, of course, were aware that I had become a Christian and the Master called upon me to open the Lodge with prayer. I did so, and poured out my heart to the Lord for blessings upon the Lodge. I observed that it created considerable excitement. The evening passed away, and at the close of the Lodge I was asked to pray again. I did so, and retired much depressed in spirit. I soon found that I was completely converted from Freemasonry to Christ, and that I could have no fellowship with any of the proceedings of the Lodge. Its oaths appeared to me to be monstrously profane and barbarous.

At that time I did not know how much I had been imposed upon by many of the pretensions of Masonry. But, upon reflection and examination, a severe struggle and earnest prayer, I found I could not consistently remain with them. My new life instinctively and irresistibly recoiled from any fellowship with what I now regarded as “the unfruitful works of darkness.”

Quietly Withdrawing Membership

Without consulting anyone, I finally went to the Lodge and requested my discharge. My mind was made up. Withdraw from them I must — with their consent if I might; without this consent if I must. Of this I said nothing; but somehow it came to be known that I had withdrawn.

They therefore planned a Masonic festival and sent a committee to me, requesting me to deliver an oration on that occasion. I quietly declined to do so, informing the committee that I could not conscientiously, in any wise, do what would show my approval of the institution, or sympathy with it. However, for the time, and for years afterward I remained silent, and said nothing against Masonry; though I had then so well considered the matter as to regard my Masonic oaths as utterly null and void. But from that time I never allowed myself to be recognized as a Freemason anywhere.

Beginning a Public Testimony

This was a few years before the revelations of Freemasonry by Captain William Morgan were published. When that book was published, I was asked if it was a true revelation of Freemasonry. I replied that it was so far as I knew anything about it, and that as nearly as I could recollect, it was a verbatim revelation of the first three degrees as I had myself taken them. I frankly acknowledged that that which had been published was a true account of the institution, and a true exposé of their oaths, principles and proceedings. After I had considered it more thoroughly, I was more perfectly convinced that I had no right to adhere to the institution, or appear to do so; and that I was bound, whenever the occasion came, to speak my mind freely in regard to it, and to renounce the horrid oaths that I had taken.

Masonic Oaths Procured by Fraud

I found that in taking these oaths I had been grossly deceived and imposed upon. I had been led to suppose that there were some very important secrets to be communicated to me; but in this I found myself entirely disappointed. Indeed I came to the deliberate conclusion that my oaths had been procured by fraud and misrepresentations; that the institution was in no respect what I had been informed it was; and as I have had the means of examining it more thoroughly, it has become more and more irresistibly plain to me that Masonry is highly dangerous to the State, and in every way injurious to the Church of Christ.

Features of an Anti-Christ

Judging from unquestionable evidences, how can we fail to pronounce Freemasonry an unchristian institution? We can see that its morality is unchristian. Its oath-bound secrecy is unchristian. The administration and taking of its oaths are unchristian and a violation of the positive command of Christ. And Masonic oaths pledge its members to some of the most unlawful and unchristian things:

1. To conceal each other’s crimes.

2. To deliver each other from difficulty, whether right or wrong.

3. To unduly favor Masonry in political action and in business matters.

4. Its members are sworn to retaliate and persecute unto death the violators of Masonic obligations.

5. Freemasonry knows no mercy, and swears its candidates to avenge violations of Masonic obligations unto death.

6. Its oaths are profane, taking the Name of God in vain.

7. The penalties of these oaths are barbarous, even savage.

8. Its teachings are false and profane.

9. Its designs are partial and selfish.

10. Its ceremonies are a mixture of puerility and profanity.

11. Its religion is false.

12. It professes to save men on other conditions than those revealed in the Gospel of Christ.

13. It is wholly an enormous falsehood.

14. It is a swindle, obtaining money from its members under false pretenses.

15. It refuses all examinations, and veils itself under a mantle of oath-bound secrecy.

16. It is virtual conspiracy against both Church and State.

Some Fair Conclusions

No one, therefore, has ever undertaken to defend Freemasonry as judged by the above. Freemasons themselves do not pretend that their institution as revealed in reliable books, and by some of their own testimony, is compatible with Christianity. So it must follow that,

First, the Christian Church should have no fellowship with Freemasonry; and those who adhere intelligently and determinately to such an institution have no right to be in the Christian Church. We pronounce this judgment sorrowfully, but solemnly.

Second, should the question be asked, “What shall be done with the great number of professed Christians who are Freemasons?” I answer, let them have nothing more to do with it. Let it be distinctly pressed upon their consciences that all Masons, above the first two Degrees, have solemnly sworn to conceal each other’s crimes, murder and treason alone excepted; and that all above the sixth Degree have sworn to espouse each other’s cause, and to deliver them from any difficulty, whether right or wrong.

Third, if they have taken those Degrees where they have sworn to persecute unto death those who violate their Masonic obligations, let them be asked whether they really intend to do any such thing. Let them be distinctly asked whether they intend to aid and abet the administration and taking of these oaths. Or if they still intend to countenance the false and hypocritical teachings of Masonry. Or if they mean to countenance the profanity of their ceremonies, and the partiality of their sworn practice. If so, surely they should not be allowed their place in the Christian Church.

Fourth, can a man who has taken, and still adheres to the Master’s oath to conceal any secret crime of a brother of that Degree, murder and treason excepted, be a safe man with whom to entrust any public office? Can he be trusted as a witness, as a juror, or with any office connected with the administration of justice?

Fifth, can a man who has taken, and still adheres to, the oath of the Royal Arch Mason be trusted to public office? He swears to espouse the cause of a companion of this Degree when involved in any difficulty, so far as to extricate him, whether he be right or wrong. He swears to conceal his crimes, MURDER AND TREASON NOT EXCEPTED. Is such a man bound by such an oath to be trusted with office? Ought he to be accepted as a witness or juror when another Freemason is a party in the case? Ought he to be trusted with the office of Judge, or Justice of the Peace, or as a Sheriff, Constable, Marshal or any other office?

What Is Your Answer?

I appeal to your conscience in the sight of God, for an honest answer to these three questions:

1. Is any man who is under a most solemn oath to kill all who violate any part of Masonic oaths, a fit person to be at large among men?

2. Ought Freemasons of this stamp to be fellowshipped in the Christian Church?

3. Do you believe that the sins of Masonic oaths are forgiven only to those who repent? And that we do not repent of those sins to which we still adhere? And that adherence makes us also partaker of other men’s sins?

“The blood of Jesus Christ His Son cleanseth us from ALL sin.” “And every man that hath this hope in him purifieth himself, even as He is pure” (I John 1:17; 3:3).

Charles G. Finney

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The above testimony is taken from the blog “Mistagogy“, a very interesting site by John Sanidopoulos. I’ve noticed that in other entries the author is lukewarm in his condemnation of Masonry and its incompatibility with the Faith in Christ. In a post he says that “it’s not prudent for a Christian to be a mason”….

Well, I wish to humbly suggest to the author that it’s not prudent for a Christian to be so prudent about Masonry. There is an absolute, total, irreducible inconsistency between being a Christian and being a mason (freemason or whatever else)!

“E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente. Di  quelle cose che si fanno da costoro in segreto è una vergogna perfino parlare”

Such an inconsistency should exist also between being a mason and being a public official or doing whatever activity involving the public faith, but it’s by then too late for that, as every western State is in their hands today (while a lot of zombified people still complain about the Church interference).

I wish also to reassure him about the ultimate satanic essence of Masonry. It’s not an exotic statement uttered by President Adams, but the unequivocal position of the Church of Christ, unchanged over the centuries.

 E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

That should come as no surprise. If you deny Christ, consciously or unconsciously, what remains is the other, the enemy, whatever form he takes.

THEOPHANY

January 18, 2014

Teofania

St John Chrysostom’s homily on Theophany

Inno Acatisto a San Giovanni il Precursore

St John the Forerunner

The voice of the Lord is upon the waters:
Come and receive the spirit of wisdom,
The Spirit of understanding,
The Spirit of the fear of God,
O Christ who is made manifest.
Today the nature of water is sanctified,
The Jordan is divided and returns its flow,
Seeing the baptism of the Master.
As man Thou didst come to the Jordan,
O Christ, our King,
To be baptized with the baptism of a servant:
For our sins, O Lover of man.
Glory to the Father, and to the Son, and to the Holy Spirit,
Both now and ever, and unto ages of ages. Amen.
Thou didst come, O Lord, to the voice in the wilderness
Crying: prepare the way of the Lord.
Thou didst come as a servant
Desiring baptism of John even though Thou art free from sin.
The waters saw Thee and were afraid,
The Forerunner was trembling and cried:
How can the candlestick illumine the light?
How can the servant place his hand on the Master?
Sanctify the waters and me, O Savior,
Who takest away the sins of the world.

Benedizione delle Acque della Daugava a Riga

Spirito Santo