E DOPO?


Volevamo venire al convegno di domenica scorsa, ma non ci è stato possibileCi siamo dovuti accontentare dell’articolo apparso. Ma scriviamo per un altro motivo. L’argomento è un po’ spinoso ma molti si fanno questa domanda compresi tanti pazienti (noi non siamo pazienti, facciamo solo terapia preventiva). Abbiamo scorso anche FB. dove ci sono alcune idee chiare ma anche interventi fuori luogo: qualche persona snocciola profezie pessimistiche senza riguardi per la serenità di chi è in cura e già preoccupato per il futuro.
Per cui ci rivolgiamo direttamente a lei dr. Adolfo, perché abbiamo letto e riletto la meravigliosa biografia che ha scritto, il miglior modo per capire a fondo chi è stato il prof. Di Bella e cosa rappresenta.
La domanda meglio farla senza giri di parole: che ne sarà dell’opera del Professore Di Bella? Chi la continuerà dopo che non ci sarete più voi figli (è d’obbligo un forte scongiuro)? Davvero qualche personaggio senza meriti se ne attribuirà la paternità e gli onori? (a noi questa sembra una cosa assurda). Cosa si può fare per evitare che questo succeda? Abbiamo bisogno tutti della sua parola Dr. Adolfo, perché più leggiamo e più siamo convinti che l’unico ad avere le idee chiare sia lei e non i soloni che intervengono di qua o di là.

Grazie in anticipo.

Ruggero e Lucia

(P.S. da cancellare se crede: non abbiamo scritto per mail perché una sua risposta interessa a tutti).

 

*****

Cari amici,

Chiariamo subito una cosa: nessuno di coloro che è stato davvero vicino (pochi, pochissimi!) al Prof. Luigi Di Bella è stato esente da errori di comprensione o di azione. Troppo grande l’uomo, troppo profondi mente e spirito di questo gigante, troppo complessa la situazione complessiva. Ricordo bene – l’unica scusante è che ero ancora giovane – quando una volta gli dissi che sarebbe bastato pubblicare una monografia sul Metodo, corredata dai casi guariti, per ricevere il Nobel per la medicina e vedere adottata la sua terapia.  Mi guardò con tenero compatimento, spiegandomi i motivi per i quali la mia affermazione fosse inficiata da imperdonabile ingenuità. Citò anche un parere autorevole datogli da uno scienziato francese (Prof. Israel, direttore dell’oncoematologia dell’università di Parigi) incontrato ad un congresso internazionale, il quale – riferendosi alla melatonina assunta a simbolo della terapia – gli disse che era “una faccenda più politica che scientifica”. Una fotografia perfetta della vera natura delle ostilità.

Quando, parecchi anni dopo, giunsero i clamori della cronaca, i problemi congeniti si aggravarono per la torma di parassiti che si assieparono intorno a lui – medici, farmacisti, pretesi ricercatori, aspiranti perfezionatori….imbecilli di ogni risma, insomma – pronti a riempire i propri bicchieri del latte di questa inesauribile “mucca”; o il loro vuoto interiore con l’usurpata asserzione di godere della sua stima.

Li ho sempre definiti “vestiti disabitati”, perché si è trattato e si tratta di figure fatte d’aria che gonfiano abiti altrui. Invece della doverosa umiltà, modestia, riservatezza, umanità, si sono prodigati a bofonchiare, spargere sospetti, malevolenze, divisioni, odio, cattiveria: esattamente il contrario del comportamento di Colui al quale dicevano di ispirarsi e che sotto sotto criticavano in comareschi conciliaboli.

Di errori ne abbiamo fatti tutti. Il principale è stato quello di fidarsi di persone che molto recitavano e nulla facevano, se non i comodi propri.

Siamo quindi rimasti io e mio fratello (anzi: mio fratello e, a larga distanza, io) a tirare la carretta. Con i nostri endemici problemi, le umiliazioni, le difficoltà di sempre, le incomprensioni, i tradimenti, gli umani scoraggiamenti.  La vita scorre come sabbia di una clessidra, e la mia clessidra, nella più ottimistica delle previsioni, si è vuotata per due terzi.
Molto aiuta l’affetto e la vicinanza dei pazienti e dei loro cari. Molto può aiutare la comprensione e l’amore della propria famiglia. Senza un minimo di serenità e armonia familiare non sarebbe più una defatigante scalata, ma un’autentica tortura. L’intelligenza, oltre che l’amore di chi mi vive accanto in umiltà e silenzio, ha dato e continua a darmi un contributo essenziale.

Premesso questo, cerco, come posso, di dare risposta ai vostri dubbi.

-Che sarà dell’opera del Prof. Luigi Di Bella? Potrei risponderle con una mia riflessione, alla quale sono particolarmente legato: “gli eventi che davvero cambiano la storia si verificano quando nessuno scommetterebbe un centesimo sulla sorte dei loro protagonisti”.
Il Prof. Luigi Di Bella fu considerato un inguaribile pessimista: così vengono giudicati dai miopi coloro che vedono lontano. Ma proprio perché alieno dalle illusioni e realista, la sua previsione (questa sì può considerarsi “profezia”) fu che la sua opera si sarebbe affermata a dispetto di tutto e di tutti.

Sapeva bene che la sua terapia era una “plus politique que scientifique question“, ma anche che una diga di terra battuta non può reggere in eterno alla forza del mare. E qui il mare è l’egualitarismo del cancro, che non risparmia nessuno, per quanto ricco e potente sia.

-Che qualcuno possa attribuirsene il merito è cosa tramontata da tempo. La famigerata sperimentazione ha avuto quantomeno il merito di riempire migliaia di pagine di giornali con i componenti della terapia. Poi sono giunte pubblicazioni su riviste internazionali, tra le quali una esplicitamente dedicata all’illustrazione del Metodo. Potranno cambiare qualche denominazione, ma sarebbero in ogni caso costretti a parlare di terapia “Di Bella-like”. E si farebbero ridere dietro.

-Chi la continuerà dopo di noi? Di sicuro – tanto per cominciare – nessuno di quei cerusici semianalfabeti che si autopropongono instancabilmente. Non sono nessuno e nessuno li considererà mai. Ma non dimentichiamo che i lavori pubblicati cominciano ad essere tanti e provocano sempre più imbarazzo in chi già molti lustri or sono ha tentato invano di soffocare tutto.  L’interesse è stato già suscitato e sarà sempre di più rinfocolato, statene sicuri. E’ una questione più politica che scientifica…..

E’ in corso un contrasto sempre più deciso tra chi comprende l’autolesionismo di certe posizioni negazioniste e chi, ottusamente, pretende di bloccare il sole che sta tramontando. Lentamente. Ma tramontando.
Una volta passati a peggior vita (per chi crede in una Giustizia dopo la morte) i protagonisti occulti, vassalli, valvassini e valvassori, qualcuno potrà cercare di “salvare la faccia” ammettendo che sì…la somatostatina effettivamente contrasta la crescita…i retinoidi…bla bla bla…la melatonina eccetera…..però occorre togliere qui ed aggiungere là: ma probabilmente questo non accadrà. Perché, quando la famosa diga di terra battuta comincia a far filtrare zampilli d’acqua, è solo questione di tempo: tutto verrà giù di colpo.

-Cosa si può fare? Quello che si sta già facendo. Pubblicare, e pubblicare e pubblicare. Puntando sempre più in alto, selezionando sempre meglio i casi. Ma qui occorre una mobilitazione di tutti i pazienti e di tutti i sostenitori. Non si può più attendere che altri facciano, rimanendo a braccia conserte! La pelle, scusate, di chi è? Cosa si crede, di poter continuare come molti hanno sinora fatto? Alias: sparito il mio tumore, chi se ne frega di quello degli altri! Il male può tornare, può colpire chi ci vive accanto, i nostri figli, i nostri nipoti.

Mobilitarsi non vuol dire andare a strillare nelle piazze. Sarebbe ingenuo ed inutile, anche perché le risposte sono già scontate. Le decisioni, è bene scolpirselo nella mente, NON LE PRENDE UN SINGOLO GOVERNO! Il nostro, poi, (e non solo il nostro) è il governo di una colonia multinazionale. Anzi, non esiste Stato al mondo che non sia una colonia. Di chi? Di quel superstato senza territorialità né patriottismo costituito da organizzazioni di potere più o meno occulte. Non mi riferisco a Big Pharma, che è UNA delle manifestazioni di queste organizzazioni, non la “patria” del potere mondiale. Ecco cosa significa dire che si tratta di faccenda più “politica” che scientifica. Ecco il motivo per il quale, se volete vedervi sbattere usci in faccia, basta che facciate il nome Di Bella. Mina le stesse basi del potere mondiale insediatosi e rafforzatosi nell’ultimo mezzo secolo in tutto il mondo. Lasciate che sbraitino di “complottismo”, “farneticazioni” e via dicendo. Ma questa strategia ha il tempo contato. Ha espropriato l’umanità di cultura, dignità, civiltà, sicurezza. Massacrato in nome della libertà e dei diritti individuali. Salvo ridurre intere nazioni alla miseria.

Ma, come detto più volte, insieme alla mucca dissanguata muoiono anche le zecche. Zecche intelligenti berrebbero tanto e non più, se volessero continuare a bere. Ma di zecche intelligenti non ne esistono. Qui l’intelligenza non esiste. C’è solo un’astuzia di mercanti, incapace di comprendere che non si possono superare determinati limiti. E invece è un continuo ansimare “di più, di più, ancora, ancora!”. Shylock non si accontenta più delle sue libbre di carne. Vuole l’uomo tutto quanto. E morirà di fame.

Questo apparente sproloquio è molto più pertinente di quanto possa pensarsi ad una lettura frettolosa. Il nocciolo della questione, infatti, è tutto qua.

La conclusione pragmatica è che pazienti e sostenitori debbono finalmente darsi da fare, collaborare, inondare le nostre scrivanie di cartelle cliniche, fare sentire la propria voce comunque e dovunque, far valere i propri diritti. Qui non si tratta di chiedere una “sperimentazione”! Solo un marziano può pensare che un’intera classe sanitario-istituzionale collabori ad essere smascherata; oppure che un percorso giudiziario, con una magistratura condizionata dall’interno e dall’esterno, possa risolvere il problema. Il “sistema” sta reagendo scompostamente, agendo dall’alto, facendo, fra l’altro, mancare i farmaci e le sostanze-base. Con la vigliaccheria e la disumanità sempre dimostrate. Occorre agire, e non aspettare il cameriere che, comodamente seduti a tavola, ci imbandisca il pranzo.

L’argomento da voi posto è di immensa complessità, ed è assai difficile dare una risposta chiara, sintetica, esauriente, anche perché certe pedine è meglio non farsele mangiare preannunciando le mosse. Ma, di sicuro, non sono né l’ottimismo fideistico, né il pessimismo di maniera a poter individuare le strategie migliori da adottare.

Un caro saluto

ADB
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