I MINISTRI DELLA SALUTE (NEGATA)


Nel gruppo Facebook spesso si legge di specialisti Ematologi-Oncologi che si rifiutano di prescrivere specialità come Eprex e Myelostin al bisogno in pazienti che di loro volontà optano per il Metodo Di Bella. Ma un comportamento di questo tipo non è passibile di qualche provvedimento soprattutto quando gli stessi pazienti vi si recano con tanto di analisi del sangue che evidenziano in maniera incontestabile l’esigenza di quel tipo di farmaci? Ad esempio per globuli rossi o bianchi bassi anche se in misura molto minore rispetto alla oncologia tradizionale. In questo modo non fanno altro che del male ai pazienti. Potranno non essere d’accordo sulla scelta del paziente, ma penso che questo non li esime a prescrivere una specialità farmaceutica soprattuto se la richiesta è accompagnata con tanto di esami clinici!

Distinti saluti

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Il discorso su questi arbìtri si farebbe molto antipatico se dovessimo esprimere senza freno la nostra opinione. E’ una delle immorali, inconcepibili, inammissibili, incivili misure per rendere difficile la vita (e la guarigione) dei pazienti in Mdb. Nulla è stato lasciato al caso a questo fine. Un medico che tenesse alla propria dignità ed alla propria etica non dovrebbe mai prestarsi a queste “raccomandazioni” (che ci sono, e insistenti). Abbiamo avuto testimonianze di specialisti che sono stati “ripresi” per avere fatto il loro dovere professionale ed etico. Come sempre è l’assenza di comunicazione e di intese a fare il gioco di chi specula sulla salute degli ammalati, perchè basterebbe che gli “eretici” (che ci sono) protestassero pubblicamente e coralmente.

A quanto da lei giustamente denunciato si unisce la direttiva di sottoporre a veri e propri interrogatori il paziente per costringerlo a rivelare che si cura con Mdb. Il ricorso alle forze dell’ordine (una bella telefonata al 112) od al magistrato è possibile, e contribuirebbe a far cessare questi atti di barbarie. Eritropoetine e granulochine corrono a fiumi negli ospedali e vengono buttate nel pattume confezioni che – pur scadute nominalmente – sarebbero utilizzabili senza timore: una vera “grazia” per tanti pazienti in Mdb. Qualcuno ha anche chiesto di averne, sentendosi opporre ingiustificati rifiuti. Non crediamo si debba aggiungere altro.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.
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Buongiorno. Riallacciandomi ad una vostra precedente risposta sui valori del colesterolo che hanno “taroccato” per vendere più  stamine, vorrei chiedere se anche i valori della pressione siano stati alterati per vendere più “pasticchine della pressione” e quali eventualmente siano i giusti valori. Faccio questa domanda perché ormai da tanto tempo noto che quasi tutti i miei conoscenti, soprattutto uomini, ne fanno uso regolarmente già dai 40 anni e per non parlare delle persone anziane di mia conoscenza che tutte, veramente tutte, la prendono, magari da trent’anni. Da poco purtroppo è stata prescritta anche a mio marito per i valori alterati della minima ed io, non fidandomi per niente delle attuali prescrizioni di questa medicina corrotta e al servizio delle multinazionali e non dei pazienti, vorrei avere un vostro parere al proposito. Grazie tante.
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L’ipertensione è più un dato clinico che una patologia, nel senso che le cause possono essere quanto mai diverse ed a queste, e non solo alla messa in sicurezza del paziente, occorrerebbe puntare.

La medicina delle “linee-guida” – non ci sarebbe bisogno di ribadirlo – è una medicina  ascientifica e pilotata. Oltre che una volgarità. Perchè ignora le quasi infinite realtà fisiologiche individuali e si articola in diktat terapeutici dissennati sia sotto il profilo obiettivo che per la sua quasi indistinta applicazione. Usando una metafora, si potrebbe paragonarla ad un monopolio nel genere dell’abbigliamento, che rendesse reperibili unicamente tute in tessuto sintetico facilmente deteriorabile e con due/tre taglie omnibus.

Quali le assurdità di questo regime terapeutico? Queste sono numerose.

– Una delle più ricorrenti è la prescrizione sine die di ipotensivi. Salvo quando imposto dalle situazioni soggettive, il Prof. Luigi Di Bella, dopo un primo periodo di cura, dava indicazioni calibrate e in posologia e in frequenza, puntando alla assunzione “al bisogno”. Il ricorso costante a farmaci zeppi di controindicazioni provoca inevitabilmente problemi anche non inferiori a quello che si vorrebbe risolvere.

– Un secondo fattore di irrazionalità è costituito da unatavolozza di specialità ripetitiva e non opportunamente differenziata.

– Un terzo dalla maniacale e pericolosa prescrizione di diuretici. Non perchè il diuretico sia “tabù” (può anzi costituire un salvavita), ma in quanto l’utilizzo di questi farmaci deve essere quanto più possibile “spot”, dati i danni che col tempo si accumulano specie a livello cardiocircolatorio e renale.

– Ulteriore grossolanità (a parte la individuazione precisa e doverosa del “perchè”) è l’astenersi da dettagliate e sapienti raccomandazioni nello stile di vita e nelle abitudini dietetiche. Il frequente invito a bere acqua come cammelli è uno dei segni più sicuri di un diffuso analfabetismo medico. Assai raro invece (rarità da ricollegare al suddetto analfabetismo) il saggio e indispensabile suggerimento, specie in caso di elevati e costanti livelli pressori minima/massima, di rinunciare totalmente al sale nelle vivande, almeno nella fase acuta del trattamento.

– A prescrizioni già opinabili per qualità, quantità e durata, si aggiunge un “indotto”, assai lucroso, costituito da rimedi per rimediare ai guasti dell’imposta asineria farmacologica. Ed ecco tutto un florilegio di aspirinette, gastroprotettori, antiaggreganti assortiti, statine e…che Dio li abbia in gloria. In parole terra-terra: ti dò un farmaco meno valido di altri che ho fatto sparire dalla circolazione, che funziona peggio e provoca più effetti collaterali, così non guadagno solo perchè produco nuove specialità – molto più gratificanti delle precedenti – ma in quanto posso aggiungere una costellazione di farmaci deputati a rimediare (vero o falso non importa, perchè non sposta l’utile aziendale) ai guasti provocati da altri. Ci manca solo che inventino una generazione di farmaci di…terza linea: quelli finalizzati a rimediare ai danni di farmaci di seconda linea i quali, a loro volta, dovrebbero servire a rimediare a quelli di prima!

Il quadro della situazione, sottolineato, se vuole, ma non esagerato, è questo.

Il problema dell’ipertensione comunque esiste e deve essere affrontato. Occorre porre attenzione in prima istanza alla pressione minima alta, forse la più pericolosa, che deve essere mantenuta sempre e comunque ben al di sotto dei 90. E’ questo il principale pericolo al quale porre attenzione.
Quindi, ovviamente, viene la massima. Senza trascurare il fondamentale differenziale massima/minima, di grande importanza sia quale dato da interpretare da parte del medico, che di segnalazione del tipo di anomalia che interessa il soggetto. Per finire con la frequenza e la correlazione con i parametri passati in rassegna. L’organismo umano non è una macchinetta semplice quanto un pelapatate elettrico! E’ un pochetto più complicato…, per cui occorre tener conto di numerosi fattori, aspetti e dati, e correlarli incessantemente. Che non sia facile è un conto; che questo sia preciso dovere di un medico che non voglia trasformarsi in un ciarlatano spara-ricette, un altro.

Noi non abbiamo fatto queste osservazioni recitando da vatidella medicina. Dato che non siamo vati nè della medicina nè di altre branche del sapere umano. Lo abbiamo fatto sulla base di autorevolissime, ripetute raccomandazioni e ripetuti consigli ai quali abbiamo avuto l’onore ed il privilegio di poter assistere. Un medico in grado di eseguire un’attenta e sapiente auscultazione può dare indicazioni ancora più attendibili di un elettrocardiogramma. Ma non lo si è capito; o non si vuole sia capito.

Non sta quindi a noi pronunciarci in termini di strumenti terapeutici da adottare, che solo ad un medico degno di questo nome spettano. L’unica cosa che ci permettiamo di ricordare è che appare inammissibile trattare casi di ipertensione senza prendere in considerazione i documentati benefici che potrebbero derivare, ad esempio, dall’assunzione costante di vit. E o retinoidi e dall’adozione – invece delle aspirinette di moda, che finiscono col tempo a sclerotizzare i vasi e provocare problemi gastro-intestinali – di Melatonina, che il Prof. Luigi Di Bella definì “il più potente, innocuo e fisiologico antiaggregante“. Non stiamo dicendo che la melatonina o i retinoidi servono per trattare l’ipertensione, ma soltanto che potrebbero, ove il caso, costituire un supplemento coadiuvante imprescindibile per un medico che sa cosa cura, e, quindi, come si cura.

Un cordiale saluto

STAFF D.B.I.
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