LA STRANA TEOLOGIA DI PADRE GIOVANNI ROMANIDES


Padre Giovanni Romanides, pur avendo indubbi meriti come storico, e’ estremamente pericoloso da seguire quando si addentra nel campo teologico. Questa sua affermazione:

“Following Saint Paul and the gospel of John, the Fathers support that those who do not see the resurrected Christ in glory in this life, either in a mirror dimly by unceasing prayers and psalms in the heart, or face to face in glorification, will see his glory as eternal and consuming fire and outer darkness in the next life.”

e’ talmente assurda da chiedersi se provenga realmente da un Cristiano. Essa non e’ solo un’eresia, ma la piu’ pericolosa delle eresie. In pratica, rende l’amore di Dio, il paradiso, un circolo esclusivo riservato a pochi eletti. Insomma, solo i Santi ne beneficeranno.

Cio’ e’ l’esatta negazione del messaggio cristiano e contraddice innumerevoli passi delle Scritture, dove un semplice atto di fede ed una preghiera fanno dire al Figlio di Dio “sei salvo!”. Il buon ladrone viene salvato da una buona parola ed una preghiera, senza neppure essere battezzato. E padre Giovanni pretende che una vita intera di amore (imperfetto quanto si vuole) per Cristo e di partecipazione ai Suoi misteri non ti servira’ a nulla, se non sei divenuto perfetto nel tuo anelito per Lui. Insomma, o sei san Paolo o ti attacchi! Questo e’ ridicolo.

Tale conclusione finisce per assoggettare Dio ad una Necessita’, non diversamente dalle eresie papiste e protestanti. Li’ Egli era sottoposto alla Giustizia, qui Egli e’ legato dalla sua stessa perfezione, dal suo stesso Amore, cosa che gli impedisce di accogliere chiunque non sia all’altezza di quell’Amore, un Amore che viene cosi’ elevato a qualcosa di superiore alla stessa liberta’ divina, assumendo il rango di una Necessita’ a cui Dio e’ sottoposto.

Ma Dio non e’ sottoposto a niente, neanche al suo Amore! Si dimentica che il Dio dei nostri Padri e’ una Persona, che ha un rapporto personale con le sue creature.  Egli non e’ immutabile nel senso che non puo’ cambiare, e’ immutabile in quanto contiene ogni cosa.

La sinergia necessaria per la salvezza non opera tra un entita’ astratta, fissa ed immutabile ed una povera creatura che deve semplicemente adeguarsi a quella perfezione, ma tra una persona ed un’altra Persona, una Persona che ha ogni personalita’ e sara’ Lui ad adeguarsi alle debolezze ed alle mancanze della Sua povera creatura, in presenza dell’amore e degli sforzi sinceri di quest’ultima e ben conoscendo il contesto nel quale essa e’ costretta dalle conseguenze della Caduta. Poiche’ Egli e’ libero in maniera suprema e nulla lo costringe, neppure la Sua perfezione.

L’amore che non si adegua a cio’ che ama e’ spietato. E’ un amore egoista che pretende un amore completamente altruista dall’amato, in altre parole un amore che pretende tutto e niente concede se quel tutto non riesci a darglielo. E’ amore di se’, non dell’altro. Insomma, quello stesso amore che viene condannato senza riserve nell’uomo viene qui attribuito a Dio.

Ma il Dio dei nostri Padri ha la Misericordia come sua manifestazione piu’ evidente, essendosi umiliato fino a provare la morte nella carne pur di dare una speranza a coloro che ama. Eppure, pare che nessuno abbia avvertito della cosa padre Giovanni, il quale vorrebbe farci credere che Colui che chiese di perdonare perfino a coloro che lo misero in croce concedera’ il Suo Regno solo a pochi intimi, tecnicamente capaci.

Questa e’ empieta’ allo stato puro! Ed e’ purtroppo solo la punta dell’iceberg eretico rintracciabile in molti punti dell’opera di padre Giovanni Romanides.

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