Archive for July, 2013

INDAGINE SU UN MIRACOLO

July 27, 2013

E’ quella svolta da padre Ambrogio, con fiuto e metodo da Sherlock Holmes, muovendosi tra convertiti, facili entusiasmi ed un sacco di gente che ne sa piu’ della Chiesa.

Questi ultimi, una vera folla, sanno cosi’ tante cose da essersi dimenticati della Parola di Dio: la Sua Chiesa lega, la Sua Chiesa scioglie!

E’ bene quindi che coloro accolti nella Chiesa cessino di macerarsi in preoccupazioni inutili, che possono sfociare in stati spirituali poco raccomandabili per un cristiano: si viene accolti nella Chiesa come la Chiesa decide e chi viene accolto E’ nella Chiesa.

E quello che pensano i suoi singoli membri (tra i quali il sottoscritto, che ritiene il battesimo protestante oggi in molti casi non piu’ cristiano) non conta un tubo (grazie a Dio).

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Protected: ALERT – JULIANS PORTFOLIO

July 23, 2013

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SERVING THE god WHO IS NOT GOD

July 23, 2013

“When our way of life is largely indistinguishable from the way of life of non-believers, then you have to wonder what’s going on.”    (link)

Se sei un cristiano, devi vivere da cristiano. Se non lo fai, sei qualche altra cosa. E te ne accorgerai quando dovrai rendere il conto.

“If you love me, keep My word!”

A TORINO VIGE LA SHARIA

July 22, 2013

Niente male per la citta’ che custodisce la Sacra Sindone.

Staremo a vedere se qualcuna delle Autorita’ invitate alla manifestazione di solidarieta’ verso Sherif Azer si presentera’ o se le sacerdotesse del politicamente corretto, foraggiate dai soldi nostri, condanneranno quest’infame aggressione.

LA CONFESSIONE ED IL SUO LEGAME CON L’EUCARISTIA

July 19, 2013

Una competente disamina storica e canonica di una pratica molto spesso non compresa ed abusata.

MACCHIAVELLI RELOADED – CAPITOLO DECIMO

July 17, 2013

Oggi comincerò ripetendo ciò che è stato già detto e vi prego tutti di tener presente che i governi e le nazioni si contentano, in politica, del lato appariscente di qualunque cosa.
E dove troverebbero il tempo di esaminare la parte recondita degli avvenimenti, se i loro rappresentanti non pensano che a divertirsi?

Per la nostra politica è sommamente importante tener presente questo particolare, perché ci sarà di grande aiuto quando discuteremo taluni problemi, come ad esempio la distribuzione del potere, la libertà di parola, di stampa e di religione, il diritto di fondare associazioni, l’eguaglianza di fronte alla legge, l’inviolabilità della proprietà e del domicilio, la questione della tassazione (il concetto della tassazione segreta) e la forza retroattiva delle leggi. Tutti gli argomenti di questo genere sono di tale natura, che non è prudente di discuterli apertamente in cospetto del pubblico. Ma nel caso in cui saremo obbligati a farne cenno alla folla, gli argomenti non dovranno essere enumerati bensì, senza entrare in particolari, si dovranno fare al popolo delle dichiarazioni circa i princìpi del diritto moderno riconosciuti da noi.

L’importanza della reticenza sta nel fatto, che un principio il quale non sia stato palesato apertamente, ci lascia una grande libertà d’azione; mentre il principio stesso, una volta dichiarato, acquista il carattere di una cosa stabilita.

La Nazione tiene in considerazione speciale la potenza di un genio politico e tollera tutte le sue prepotenze commentandole in questo modo: “Che tiro birbone, ma con che abilità lo ha eseguito!”. Oppure: “Che canagliata, ma come ben fatta, e con quanto coraggio!”.

Noi speriamo di attirare tutte le nazioni a lavorare per mettere le fondamenta del nuovo edificio da noi progettato. Per questa ragione, dobbiamo assicurarci i servizi di agenti audaci e temerari, capaci di abbattere qualunque ostacolo al nostro avanzare.

Quando faremo il nostro colpo di Stato, diremo al popolo: “Tutto andava in malora; tutto avete sofferto, ma ora noi distruggiamo le cause delle vostre sofferenze; vale a dire le nazionalità, le frontiere, e le monete nazionali. Certamente sarete liberi di condannarci, ma il vostro verdetto non può esser giusto se lo pronunciate prima di sperimentare ciò che possiamo fare per il vostro bene”.

Allora il popolo, esultante e pieno di speranza, ci porterà in trionfo. La potenza del voto, al quale abbiamo addestrato i membri più insignificanti dell’umanità per mezzo di comizi organizzati e di accordi prestabiliti, adempirà allora il suo ultimo compito. Questa potenza, che è stato il mezzo con cui “ci siamo messi sul trono”, ci pagherà l’ultimo suo debito nella sua ansia di vedere il risultato delle nostre proposte, prima di pronunciare il suo giudizio in proposito. Per raggiungere la maggioranza assoluta dobbiamo indurre tutti a votare senza distinzione di classe; una maggioranza simile non si potrebbe ottenere dalle classi educate o da una società divisa in caste. Dunque, avendo inculcato in ogni uomo il concetto della propria importanza, distruggeremo la vita familiare dei Gentili e la sua influenza educatrice. Impediremo agli uomini di cervello di farsi avanti, ed il popolo, guidato da noi, non solo li terrà sottomessi, ma non gli permetterà neppure di manifestare i loro piani.

La turba è abituata a darci ascolto, perché la paghiamo per avere l’attenzione e l’obbedienza. Con tutti questi mezzi creeremo una forza così cieca, che non sarà mai capace di prendere una decisione senza la guida dei nostri agenti, incaricati di guidarla.

La plebe si sottometterà a questo stato di cose perché saprà che dal beneplacito di questi capi dipenderanno i suoi salari, i suoi guadagni e tutti gli altri benefizi. Questo sistema di governo deve essere il lavoro di una mente sola, perché sarebbe impossibile di consolidarlo se fosse il lavoro combinato di molte intelligenze. Questo è il motivo per cui ci è concesso soltanto di conoscere il piano d’azione, ma non dobbiamo in nessuno modo discuterlo, per evitare di distruggerne l’efficacia, il funzionamento delle sue singole parti ed il valore pratico di ogni suo punto.

Tali piani, se fossero posti in discussione e modificati in seguito a successivi scrutini, verrebbero deformati dall’insieme dei malintesi mentali, derivanti dal fatto che i votanti non ne avrebbero penetrato profondamente il significato.

Pertanto è necessario che i nostri piani siano decisivi e logicamente ponderati. Questa è la ragione per cui dobbiamo evitare ad ogni costo che l’opera grandiosa del nostro duce sia lacerata e fatta in pezzi dalla plebe, o anche da una camarilla qualsiasi. Per ora questi piani non sconvolgeranno le istituzioni esistenti; ne altereranno soltanto le teorie economiche e conseguentemente tutto il corso delle loro procedure, che dovranno seguire inevitabilmente la via tracciata dai nostri piani. In ogni paese esistono le stesse istituzioni, quantunque sotto nomi diversi, e sono le camere dei rappresentanti del popolo, i ministeri, il senato, una qualunque specie di consiglio privato, nonché tutti i dipartimenti legislativi e amministrativi.

Non occorre che io vi spieghi il meccanismo che connette tutte queste differenti istituzioni, perché ne siete perfettamente al corrente. Notate solamente che ciascuna delle sopraddette istituzioni corrisponde a qualche importante funzione del governo. (Adopero la parola “importante”, non in riguardo alle istituzioni stesse, ma bensì riferendomi alle loro funzioni). Tutte queste istituzioni si sono ripartite le varie funzioni governative, vale a dire i poteri amministrativi, legislativi, ed esecutivi. E le loro funzioni sono diventate simili a quelle dei singoli organi del corpo umano. Se danneggiamo una qualunque parte del meccanismo governativo, tutto lo Stato ne soffrirà e ne morirà, come accade per un corpo umano.

Quando inoculammo il veleno del liberalismo nell’organismo dello Stato, la sua costituzione politica cambiò; gli Stati diventarono infettati da una malattia mortale: la decomposizione del sangue. Dobbiamo solo attendere la fine della loro agonia. Il liberalismo fece nascere i governi costituzionali, che sostituirono l’autocrazia, l’unica forma sana di governo dei Gentili. La forma costituzionale, come ben sapete, non è altro che una scuola di dissensi, disaccordi, contese e inutili agitazioni di partito: in breve, essa è la scuola di tutto ciò che indebolisce l’efficienza del governo. La tribuna, come pure la stampa, hanno contribuito a rendere i governanti deboli ed inattivi, rendendoli in tal modo inutili e superflui; ed. è per questo motivo che in molti paesi vennero destituiti.

Allora l’istituzione dell’era repubblicana diventò possibile, ed al posto del Sovrano mettemmo una caricatura del medesimo nella persona di un presidente, che scegliemmo nella ciurmaglia, fra le nostre creature e i nostri schiavi.
Così minammo i Gentili, o piuttosto, le nazioni dei Gentili.

In un prossimo futuro faremo del presidente un agente responsabile. Allora non avremo più scrupoli a mettere arditamente in esecuzione i nostri piani, per i quali sarà tenuto responsabile il nostro “fantoccio”. Cosa c’importa se le fila dei cacciatori d’impieghi s’indeboliscono; se l’impossibilità di trovare un presidente genera delle confusioni che indeboliranno, in definitiva, il Paese? Per ottenere questi risultati predisporremo le cose in modo che siano eletti alla carica presidenziale individui bacati, che abbiano nel loro passato uno scandalo tipo “Panama”, o qualche altra transazione losca e segreta. Un presidente di tale specie sarà un fedele esecutore dei nostri piani, perché temerà di essere denunciato, e sarà sotto l’influenza di questa paura la quale si impadronirà di colui il quale, salito al potere, è ansioso di conservarsi i privilegi e gli onori inerenti alla sua alta carica.

Il Parlamento eleggerà, proteggerà e metterà al coperto il presidente, ma noi toglieremo al Parlamento la facoltà di introdurre nuove leggi, nonché di mutare le esistenti. Questo potere lo conferiremo ad un presidente responsabile, il quale sarà una semplice marionetta nelle nostre mani. Così il potere presidenziale diventerà un bersaglio esposto ad attacchi di vario genere, ma noi gli daremo dei mezzi di difesa conferendogli il diritto di appellarsi al popolo direttamente, al disopra dei rappresentanti della nazione, vale a dire, di appellarsi a quel popolo che è nostro schiavo cieco: alla maggioranza della plebe.

Inoltre, daremo al presidente la facoltà di proclamare la legge marziale. Spiegheremo questa prerogativa col fatto, che il presidente, essendo il capo dell’esercito, deve averlo ai suoi comandi per proteggere la nuova costituzione repubblicana, essendo questa protezione un dovere per il rappresentante responsabile della repubblica.

Naturalmente, in simili condizioni, la chiave della situazione recondita sarà nelle nostre mani, e nessuno all’infuori di noi controllerà la legislazione. Inoltre, quando introdurremo la nuova costituzione repubblicana, col pretesto del segreto di Stato toglieremo al Parlamento il diritto di discutere l’opportunità delle misure prese dal governo. Con questa nuova costituzione ridurremo al minimo il numero dei rappresentanti la nazione, diminuendo così di altrettanto le passioni politiche, e la passione per la politica. Se malgrado ciò questi rappresentanti diventassero ricalcitranti, li sostituiremo appellandoci alla nazione. Il Presidente avrà la facoltà di nominare il presidente ed il vice presidente della Camera dei deputati e del Senato.

Alle continue sessioni parlamentari sostituiremo sessioni della durata di pochi mesi. Inoltre il Presidente, quale capo del potere esecutivo, avrà il diritto di convocare e di sciogliere il Parlamento, e, nel caso di scioglimento, di rinviare la convocazione del nuovo. Ma perché il Presidente non possa esser tenuto responsabile delle conseguenze di questi atti – che, parlando con precisione, sarebbero illegali – prima che i nostri piani siano maturati, noi persuaderemo i ministri e gli altri alti funzionari amministrativi che circondano il presidente, a contravvenire i suoi comandi emanando istruzioni di loro iniziativa, ed in tal modo li obbligheremo a sopportarne la responsabilità invece del Presidente.

Raccomanderemo specialmente che questa funzione venga assegnata al Senato, al Consiglio di Stato, oppure al Gabinetto, e mai a singoli individui. Le leggi che possono essere interpretate in diverse maniere saranno interpretate a modo nostro dal Presidente il quale, inoltre, annullerà le leggi quando lo riterremo utile, ed avrà anche il diritto di proporne delle nuove temporanee, e persino di fare modificazioni nel lavoro costituzionale del Governo, prendendo come pretesto le esigenze del benessere del paese.

Provvedimenti di questa specie ci metteranno in grado di sopprimere a poco a poco quei diritti e quelle concessioni che fossimo stati costretti ad accordare da principio, nell’assumere il potere. Tali concessioni dovremo introdurre nella costituzione dei governi per mascherare l’abolizione graduale di tutti i diritti costituzionali, quando giungerà il momento di cambiare tutti i governi esistenti sostituendovi la nostra autocrazia.

Può darsi che il riconoscimento del nostro autocrate avvenga prima dell’abolizione delle costituzioni. Vale a dire che il riconoscimento del nostro regno avrà inizio dal momento stesso che il popolo, scisso dai dissensi e dolorante per il fallimento dei suoi governanti (e tutto questo sarà stato preparato da noi), griderà: “Destituiteli e dateci un autocrate che governi il mondo, che ci possa unificare distruggendo tutte le cause di dissenso, cioè le frontiere, la nazionalità, le religioni, i debiti dello Stato ecc., un capo che ci possa dare la pace ed il riposo che non abbiamo sotto il governo del nostro sovrano e dei nostri rappresentanti”.

Ma voi sapete benissimo che, allo scopo di ottenere che la moltitudine debba formulare a gran voce una richiesta simile, è tassativamente necessario disturbare senza posa in tutti i paesi le relazioni esistenti fra popolo e governo, promuovere ostilità, guerre, odio e persino il martirio, mediante la fame, la carestia e l’inoculazione di malattie, in tale misura che i Gentili non vedano altro modo per uscire da tanti guai, che un appello per la protezione al nostro denaro e alla nostra completa sovranità. Però se diamo alla nazione il tempo di rifiatare, sarà difficile si ripresenti per noi una circostanza ugualmente favorevole.

LA PAROLA DI DIO

July 15, 2013

Nostro Signore Gesu’ Cristo, secondo il racconto degli Evangelisti, quando voleva definire la feccia dell’umanita’ utilizzava l’espressione “collettori di tasse“.

MACCHIAVELLI RELOADED – CAPITOLO NONO

July 13, 2013

Nell’applicare questi nostri principi dovete badare specialmente alle caratteristiche della nazione nella quale vi trovate e nella quale .dovete operare. Non dovete aspettarvi di applicare genericamente con successo i nostri principi, fino a che la nazione di cui si tratta non sarà stata rieducata secondo le nostre dottrine. Procedendo con cautela nell’applicazione dei nostri principi, vedrete, prima che siano passati dieci anni, cambiati i caratteri più ostinati, e noi così avremmo aggiunto un’altra nazione alle file di quelle che ci sono già sottomesse.

Alle parole liberali della nostra divisa massonica: “libertà, uguaglianza e fratellanza”, sostituiremo, non quelle del nostro vero motto, ma bensì delle parole esprimenti semplicemente un’idea, e diremo: “il diritto della libertà, il dovere dell’uguaglianza ed il concetto della fratellanza” e così prenderemo il toro per le corna. In realtà noi abbiamo già distrutto tutte le forze di governo fuorché la nostra, benché esistano ancora in teoria. Al momento attuale, se un Governo assume un atteggiamento a noi contrario si tratta di una pura formalità; esso agisce essendo noi pienamente informati del suo operato e col nostro consenso, accordato perché le dimostrazioni anti-semitiche ci sono utili per mantenere l’ordine fra i nostri fratelli minori. Non amplierò di più questo argomento, perché lo abbiamo già discusso molte altre volte.

Il fatto sta ed è, che non incontriamo ostacoli di sorta. Il nostro Governo occupa una posizione così eccessivamente forte di fronte alla legge, che quasi possiamo, per designarlo, adoperare la potente parola: dittatura. Posso onestamente asserire che al momento attuale noi siamo legislatori; giudichiamo e castighiamo, giustiziamo e perdoniamo; siamo, per così dire, il comandante in capo di tutti gli eserciti e cavalchiamo alla loro testa.

Governiamo con una forza potentissima, perché abbiamo nelle mani i frammenti di un partito che una volta fu forte ed è ora soggetto a noi. Abbiamo un’ambizione senza limiti, un’ingordigia divoratrice, un desiderio di vendetta spietato ed un odio intenso. Siamo la sorgente di un terrore che esercita la sua influenza a grande distanza. Abbiamo al nostro servizio individui di tutte le opinioni e di tutti i partiti: uomini che desiderano ristabilire le monarchie, socialisti, comunisti, e tutti coloro che aderiscono ad ogni genere di utopie. Tutti costoro sono aggiogati al nostro carro. Ciascuno di essi mina, a modo proprio, i residui del potere cercando di distruggere le leggi tuttora esistenti. Con questi procedimenti tutti i governi sono tormentati, urlano tranquillità e per amor di pace sono disposti a qualunque sacrificio. Ma noi negheremo ad essi tranquillità e pace finché non riconosceranno umilmente il nostro super-governo internazionale.

Le plebi proclamano a gran voce la necessità di risolvere il problema sociale, mediante l’internazionale. I dissensi fra i partiti li danno nelle nostre mani, perché, per condurre un’opposizione è essenziale aver del denaro, e questo lo controlliamo noi.

Temevamo che il potere esperimentato dei sovrani Gentili facesse alleanza con la potenza cieca della plebe; ma abbiamo preso tutte le misure preventive necessarie per evitare che ciò avvenisse. Fra queste due potenze abbiamo edificato una muraglia che consiste nel terrore che ambedue nutrono l’una verso l’altra. Di modo che il potere cieco della plebe è diventato il sostegno del nostro partito. Noi soli ne saremo i capi e lo guideremo verso l’adempimento del nostro scopo. Perché la mano del cieco non si liberi dalla nostra stretta, dobbiamo tenerci costantemente in contatto con le masse, se non di persona, per lo meno mediante i fedeli fratelli. Quando diventeremo una potenza riconosciuta, arringheremo la popolazione di persona, nelle piazze, e la istruiremo nella politica in quel modo e con quell’indirizzo che giudicheremo conveniente.

Come potremo verificare ciò che sarà insegnato al popolo nelle scuole di campagna? In ogni caso le parole pronunciate dall’inviato governativo o dal sovrano stesso, saranno conosciute certamente dall’intera nazione, perché le diffonderà la voce stessa del popolo.

Per non distruggere prematuramente le istituzioni dei Gentili, noi vi abbiamo posto sopra le nostre mani esperte impadronendoci delle molle motrici dei loro meccanismi. Questi erano, una volta, congegnati con severità e giustizia; ma noi abbiamo sostituito a tutto ciò amministrazioni liberali e disordinate.

Abbiamo messo le nostre mani ovunque: nella giurisdizione, nelle elezioni, nell’amministrazione della stampa, nel promuovere la libertà individuale, e, cosa ancor più importante, nell’educazione, che costituisce il sostegno principale della libera esistenza.

Abbiamo corbellato e corrotto la nuova generazione dei Gentili, insegnandole principii e teorie di cui conoscevamo la falsità assoluta, pur avendoli inculcati con assidua cura. Pur senza veramente alterare le leggi in vigore, ma soltanto deformandone il significato ed interpretandole in senso diverso da quello che avevano in mente coloro che le formularono, abbiamo ottenuto dei risultati estremamente utili. Si è potuto ciò ottenere principalmente per il fatto, che l’interpretazione nostra nascose il vero significato delle leggi, ed in seguito le rese talmente incomprensibili, che diventò impossibile per i Governi il dipanare un codice di leggi così confuso. Da ciò ebbe origine la teoria di non badare alla lettera della legge, ma di giudicare secondo la coscienza.

Ci si contesta, che le nazioni possono insorgere contro di noi qualora i nostri piani siano scoperti prematuramente; ma noi, anticipando questo avvenimento, possiamo esser sicuri di mettere in azione una forza talmente formidabile da far rabbrividire anche gli uomini più coraggiosi. In quel tempo tutte le città avranno ferrovie metropolitane e passaggi sotterranei: da questi faremo saltare in aria tutte le città del mondo, insieme alle loro istituzioni e ai loro documenti

BELLE E CRETINE

July 11, 2013

Caro Di Bella Insieme,

la notizia di questi giorni che ha fatto il giro del mondo  suscitando un inevitabile clamore e che sta dominando sui media un po’ ovunque è la doppia mestectomia preventiva alla quale la bella attrice Angelina Jolie è ricorsa pochi mesi or sono. Sul rispetto delle decisioni che ogni persona ha diritto di fare quando in ballo è la propria vita non ci piove.

Ciò premesso, la mia riflessione e domanda insieme, che ritengo cruciale è la seguente: sulla base di quali evidenze scientifiche oggettive la Jolie ha potuto  prendere consapevolmente una tale e così drammatica decisione?

Per arrivare al nocciolo della questione voglio dire: se alla Jolie, portatrice del gene BRCA ereditato dalla mamma, morta per tumore al seno, e predisposta allo stesso exitus, le fosse stata prospettata una percentuale di rischio invece che del 87% del 20% (chissà poi perché proprio l’87 e non, chessò, il 90)  sarebbe ricorsa comunque alla stessa decisione?

In sostanza, da dove traggono attendibilità certe percentuali sbandierate come fossero oro colato?

Quali sarebbero i dati inoppugnabili sui quali è stata ricavata la percentuale da quasi certezza di morte? E chi sarebbero le autorevoli fonti? Su tutto questo uno strano silenzio e un gran  sorvolare come fosse già tutto scontato, appurato e assimilato. Ma, intanto, quel 87% si è già  stampato nelle menti delle donne, delle mogli, delle mamme, delle ragazze. Non è così? Se non lo è dov’è che sbaglio?

 

*****

Sbaglio? No, non c’è proprio alcuno sbaglio nelle sue riflessioni, caro Nivel.
Come lei afferma giustamente, ognuno è arbitro della sua vita e della sua salute, ma è inopportuno il comportamento di un personaggio noto che ha megafonato la propria decisione, innestando un pericoloso spirito emulativo. Si fosse fatta gli affaracci suoi senza comunicare al mondo trepidante che si è fatta togliere le mammelle, allora non ci sarebbe stata ragione di esprimere giudizi critici. E questo a prescindere dal fatto che alla storia ed alla civiltà interesserebbe molto di più sapere se Mozart si soffiava il naso con la destra o la sinistra della vita intera di tutti i divi di Hollywood messi assieme dagli albori del cinema ad oggi.

Non esistono evidenze scientifiche che giustifichino un intervento – nè parziale nè radicale – per scongiurare un tumore. L’impressione è che vi sia non solo molta inescusabile ignoranza in chi irresponsabilmente ha dato questo consiglio alla donna, ma anche una finalità extramedica.
Non solo di ignoranza si tratta, dato che mediocrità professionale e immoralità hanno un comune fattore predisponente: il gene BRCA (Buon Reddito Con le Amputazioni).

C’è l’utile da intervento, ci sono tutta una serie di remunerativi controlli successivi, ci sono gli altri propedeutici alle protesi (autentici lingotti d’oro), ci sono le protesi, e poi i ricontrolli per appurare assenza di problemi successivi….una specie di catena di S. Antonio, in platino con diamanti, che potrebbe essere interrotta – a nostro parere – solo dall’opportuno internamento in una severa casa di pena dei consulenti.

Pensare che tolto l’organo si toglie il pericolo equivale a pensare che, distrutte tutte le le sagome-bersaglio in circolazione, si impedisca ad una pistola di sparare. L’idea che il cancro è una malattia sistemica non riesce a trapanare le teche craniche di certi camici bianchi, evidentemente più coriacee e resistenti dell’acciaio all’uranio impoverito (accidenti…non è che abbiamo fatto una gaffe?).

Circa l’87%: caro Nivel, concorderà che dire “90%” o “100%” non ha l’impatto mediatico di un meraviglioso 87%! Ma vogliamo mettere? Ci sono anche pubblicità di dentifrici ultra-iper-scientificissimi-clinicamente-testati che fanno recitare ai soliti poveri disgraziati arruolati per gli spot che…”evitano la carie nel 56,45888109% dei casi(nove periodico, mi raccomando!). Se si dice 90% si pensa ad una cifra buttata là, banale; se si dice 87%, allora il supposto coglionazzo di turno esploderà in un “caspita! ma questi sono veri scienziati! Chissà che studi complicati, rigorosi, costosi…avranno fatto! Ottantasette – capite – ottantasette: mica un qualunquista novanta buttato a caso“.

La conclusione? No, non diamo pareri lapidari nè citiamo massime eloquenti. Ci limitiamo a dare un consiglio ai produttori di lavatrici-cosmetici-yogurt-biscotti-detersivi e generi vari: non perdete tempo con le agenzie di pubblicità. Contattate gli spara-percentuali in camice bianco: sono i migliori intortatori oggi disponibili sul mercato.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.
ADB

ONE STEP CLOSER TO THE END

July 10, 2013

Please note the name they did choose for the system.