Archive for March, 2013

MACCHIAVELLI RELOADED – CAPITOLO TERZO

March 31, 2013

Oggi vi posso assicurare che siamo a pochi passi dalla nostra mèta. Rimane da percorrere ancora una breve distanza e poi il ciclo del Serpente Simbolico – emblema della nostra gente – sarà completo. Quando questo ciclo sarà chiuso, tutti gli Stati Europei vi saranno costretti come da catene infrangibili. La bilancia sociale ora esistente andrà presto in sfacelo, perché noi ne alteriamo continuamente l’equilibrio, allo scopo di logorarla e distruggerne l’efficienza al più presto possibile. I Gentili credettero che tale bilancia fosse forte e resistente e confidavano di tenerla sempre accuratamente in equilibrio, ma i suoi sostegni, cioè i capi degli Stati, trovano un impedimento nei loro servitori i quali non giovano nulla ad essi, perché sono trascinati dalla loro illimitata forza d’intrigo, causata dai terrori che prevalgono nelle Corti.

Il Sovrano, siccome non ha i mezzi per penetrare nel cuore del suo popolo, non può difendersi contro gli intriganti avidi di potere. Dacché noi abbiamo scisso il potere vigile dal potere cieco della popolazione, entrambi hanno perduto il loro significato, perché una volta divisi, sono spersi l’uno e l’altro come un cieco al quale manchi il suo bastone. Per indurre gli amanti del potere a fare cattivo uso dei loro diritti, aizzammo tutte le Potenze, le une contro le altre, incoraggiandone le tendenze liberali verso l’indipendenza. Abbiamo fomentato ogni impresa in questo senso, ponendo così delle armi formidabili nelle mani di tutti i partiti, e abbiamo fatto sì che il potere fosse la mèta di ogni ambizione. I governi li abbiamo trasformati in arene dove si combattono le guerre di partito. Fra poco il disordine ed il fallimento appariranno ovunque. Chiacchieroni irrefrenabili trasformarono le assemblee parlamentari ed amministrative in riunioni di controversia. Giornalisti audaci, e sfacciati scrittori di opuscoli, attaccano continuamente i poteri amministrativi. L’abuso del potere preparerà definitivamente il crollo di tutte le istituzioni e tutto cadrà sotto i colpi della popolazione inferocita. Il popolo è assoggettato nella miseria dal sudore della sua fronte in un modo assai più formidabile che non dalle leggi della schiavitù. Da quest’ultima i popoli poterono affrancarsi in un modo o in un altro, mentre nulla li potrà liberare dalla tirannide della completa indigenza. Ponemmo cura di inserire nelle costituzioni molti diritti che per le masse sono puramente fittizi.

Tutti i cosidetti “diritti del popolo” possono esistere solo in teorie le quali non sono praticamente applicabili. Qual vantaggio deriva ad un operaio del proletariato, curvato dalle sue dure fatiche ed oppresso dal destino, dal fatto che un ciarlone ottiene il diritto di parlare, od un giornalista quello di stampare qualsiasi sciocchezza? A che giova una costituzione al proletariato, se da essa non riceve altro benefizio che le briciole che gli gettiamo dalla nostra tavola quale ricompensa perché dia i suoi voti ai nostri agenti? I diritti repubblicani sono un’ironia per il povero, perché la dura necessità del lavoro quotidiano gli impedisce di ricavare qualsiasi beneficio da diritti di tal genere e non fa che togliergli la garanzia di uno stipendio fisso e continuo rendendolo schiavo degli scioperi, di chi gli dà lavoro e dei suoi compagni. Sotto i nostri auspici la plebe ha completamente distrutto l’aristocrazia, la quale sempre la sovvenne e la custodì per il vantaggio proprio, che era inseparabile dal benessere della popolazione. Oggi giorno il popolo, avendo distrutto i privilegi dell’aristocrazia, è caduto sotto il giogo di furbi sfruttatori e di gente venuta su dal nulla. Noi abbiamo l’intenzione di assumere l’aspetto di liberatori dell’operaio, venuti per affrancarlo da ciò che lo opprime, quando gli suggeriremo di unirsi alla fila dei nostri eserciti di socialisti, anarchici e comunisti. Sosteniamo i comunisti, fingendo di amarli giusta i principii di fratellanza e dell’interesse generale dell’umanità, promosso dalla nostra massoneria socialista. L’aristocrazia, la quale – per diritto – spartiva il guadagno delle classi operaie, si interessava perché queste classi fossero ben nutrite, sane e robuste.

Il nostro scopo è invece l’opposto, vale a dire che ci interessiamo alla degenerazione dei Gentili. La nostra forza consiste nel tenere continuamente l’operaio in uno stato di penuria ed impotenza, perché, così facendo, lo teniamo assoggettato alla nostra volontà e, nel proprio ambiente, egli non troverà mai la forza e l’energia di insorgere contro di noi. La fame conferirà al capitale (usuraio, ndM) dei diritti sul lavoratore infinitamente più potenti di quelli che il legittimo potere del Sovrano potesse conferire alla aristocrazia.

Noi governiamo le masse mediante i sentimenti di gelosia ed odio fomentati dall’oppressione e dalla miseria. Ed è facendo uso di questi sentimenti che togliamo di mezzo tutti coloro che ci ostacolano. Quando verrà il giorno dell’incoronazione del nostro Sovrano Mondiale, provvederemo con questi stessi mezzi, e cioè servendoci della plebe, a distruggere tutto ciò che potrebbe ostacolare il nostro cammino. I Gentili non sono più capaci di ragionare in materia di scienza, senza il nostro aiuto. Per questo motivo essi non comprendono la necessità vitale di certe condizioni, che noi ci facciamo un dovere di tener nascoste sino al momento in cui giungerà la nostra ora; specialmente, che nelle scuole si dovrebbe insegnare la sola vera e più importante di tutte le scienze, e cioè la scienza della vita dell’uomo e delle condizioni sociali, le quali richiedono entrambe la spartizione del lavoro e conseguentemente la classificazione degli individui in caste e classi.

È indispensabile che tutti sappiamo che la vera eguaglianza non può esistere, data la natura diversa delle varie qualità di lavoro; e che pertanto coloro i quali agiscono a detrimento di tutta una casta incorrono in una responsabilità ben diversa, davanti alla legge, di quelli che commettono un delitto nocivo soltanto al loro onore personale.

La vera scienza delle condizioni sociali, ai segreti della quale non ammettiamo i Gentili, convincerebbe il mondo che il lavoro e gli impieghi si dovrebbero assegnare a caste ben distinte, allo scopo di evitare insofferenze umane derivanti da una educazione non corrispondente al lavoro che gli individui sono chiamati ad eseguire. Se essi studiassero questa scienza, il popolo si sottometterebbe volontariamente ai poteri governativi e alle caste di governo classificate da essi. Date le condizioni attuali della scienza, che segue una linea tracciata da noi, la plebe, nella sua ignoranza, crede ciecamente nelle parole stampate e nelle illusioni erronee opportunamente ispirate da noi, ed odia tutte le classi che crede più elevate della sua. Ciò perché essa non comprende l’importanza di ogni singola casta. Questo odio diventerà ancora più acuto quando si tratterrà di crisi economiche, perché allora arresterà i mercati e la produzione. Determineremo una crisi economica universale con tutti i mezzi clandestini possibili, con l’aiuto del denaro, che è tutto nelle nostre mani. In pari tempo getteremo sul lastrico folle enormi di operai, in tutta l’Europa. Allora queste masse si getteranno con gioia su coloro dei quali, nella loro ignoranza, sono stati gelosi sin dall’infanzia, ne saccheggeranno gli averi e ne verseranno il sangue. A noi non recheranno danno, perché il momento dell’attacco ci sarà ben noto, e prenderemo le misure necessarie per proteggere i nostri interessi. Siamo riusciti a persuadere i Gentili che il liberalismo avrebbe dato loro il regno della ragione. Il nostro dispotismo sarà di questa specie perché avrà il potere di sopprimere le ribellioni e di sradicare con giusta severità ogni idea liberale dalle istituzioni.

Quando la plebe si avvide che in nome della libertà le venivano concessi diritti di ogni genere, si immaginò di essere la padrona e tentò di assumere il potere. Naturalmente s’imbatté come un cieco qualsiasi, in ostacoli innumerevoli. Allora, non volendo tornare al regime di prima, depose il suo potere ai nostri piedi.

Ricordatevi della rivoluzione francese, che chiamiamo la Grande Rivoluzione: ebbene, tutti i segreti della sua preparazione organica ci sono ben noti, essendo lavoro delle nostre mani. Da allora in poi abbiamo fatto subire alle nazioni una delusione dopo l’altra, cosicché esse dovranno perfino rinnegarci, in favore del Re Despota, uscito dal sangue di Sion, che stiamo preparando al mondo. Nel momento attuale noi come forza internazionale siamo invulnerabili, perché quando siamo assaliti da uno dei governi dei Gentili, altri ci sostengono. Nella loro immensa bassezza, i popoli Cristiani aiutano la nostra indipendenza. Ciò fanno quando si prosternano davanti alla forza; quando sono senza pietà per i deboli; crudeli per le colpe e indulgenti per i delitti; quando si rifiutano di ammettere le contraddizioni della libertà; quando sono pazienti fino al martirio nel sopportare la violenza di una tirannia audace.

Essi tollerano da parte dei loro attuali dittatori, Presidenti dei Consigli e Ministri, degli abusi per il più piccolo dei quali avrebbero ucciso cento re. Come si spiega questo stato di cose? Perché le masse sono tanto illogiche nel farsi un concetto degli avvenimenti? La ragione è che i despoti persuadono il popolo, per mezzo dei loro agenti, che l’abuso del potere con evidente danno allo Stato è compiuto per uno scopo elevato, vale a dire per ottenere la prosperità della popolazione e per l’amore della fratellanza internazionale, dell’unione e dell’eguaglianza. Si capisce che questi agenti non dicono al popolo, che tale unificazione può essere ottenuta soltanto sotto il nostro dominio; di modo che vediamo la popolazione condannare gli innocenti ed assolvere i colpevoli, convinta che potrà sempre fare ciò che le pare e piace. La plebe, data questa sua condizione mentale, distrugge tutto ciò che è stabile e crea lo scompiglio ovunque. La parola “libertà” porta la società a lottare contro tutte le potenze, persino contro le potenze della Natura e di Dio. Questo è il motivo per cui, quando noi arriveremo al potere, dovremo cancellare la parola “libertà” dal dizionario umano, essendo essa il simbolo della forza bestiale che trasforma le popolazioni in belve assetate di sangue. Occorre però tener presente che queste belve si addormentano appena saziate di sangue e che in quel momento è facile affascinarle e ridurle in schiavitù. Se non si procura ad esse del sangue, non si addormenteranno ma lotteranno fra di loro.

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E PURE JANNACCI SE N’E’ ANDATO

March 30, 2013

Dopo “lunga malattia” ovviamente, quella innominabile.

Perche’ non la nominano? Perche’ significherebbe smascherare le loro menzogne sulle mitiche guarigioni per chemio ricevuta, rendere palesi fortune accademiche e pecuniarie costruite su centinaia di milioni di morti e sofferenze atroci, e magari qualcuno potrebbe perfino rendersi conto che il Metodo Di Bella, in presenza di risposte terapeutiche enormemente superiori, farebbe anche risparmiare parecchie decine di miliardi ogni anno (tra costi diretti e “indotti”) su un campione di mezzo milione di malati.

Significherebbe in sostanza rivelarli come non umani, nell’accezione corrente del termine.

P.S. – Addio Enzo, e grazie per i bei momenti.

Jannacci

DON’T DELUDE YOURSELF

March 30, 2013

There’s no such a thing as a Christian “pro-choice”!

“For You formed my inward parts; You covered ME in my mother’s womb.”

Psalm 138 (139): 13

“Christianity was the great revolution that shook the world with the claim that every human person was worth more than the world itself.

A unique, unrepeatable, infinitely precious and worthy human person comes into existence from the moment of conception. Let any who would do violence to that creation of God tremble before his Creator at the Last Day.”

LE DOMANDE GIUSTE

March 29, 2013

Le uniche che non sono ammesse!

GRASSO CHI?

March 29, 2013

L’annoso travaglio delle istituzioni italiote.

LA VERSIONE DI ANDREA

March 28, 2013

Scusate, eh, ma dopo che da dieci anni almeno lo ripetono Scalfari, Eco, Benigni, il Manifesto, la Mannoia, Franca Rame con Dario Fo, e magari Jacopo, Beppe Grillo, Concita De Gregorio, la Milella, la Sannino, la Sarzanini, Camilleri, i Rodotà, le Chiare Valentini, Michele Serra con Staino ed Elle Kappa, Lidia Ravera, direi pure la Muraro (ma non so), e lo ripetono con loro anche Crozza, “Ballarò”, Lilli Gruber, la Dacia Maraini, il commissario Zingaretti, Inge Schoenthal Feltrinelli, la Cazzetti Pedretti o come cavolo si chiama, Ilvo Diamanti, Corrado Augias, Severgnini in quanto erede di Biagi, Mauro, Paolo Flores, Travaglio, Lerner, di tanto in tanto Feltri il grande, Paolo Guzzanti, Curzio Maltese, Gramellini, la Littizzetto, Lerner, Santoro, Mentana, la Natalia Aspesi, Bersani, la Boldrini, e tutta quanta l’enciclopedia, scusate, eh, ma ve la siete presa con Battiato perché dire onorevoli troie vi suona eccessivamente ripetitivo?

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La verita’ e’ l’unica cosa che nelle moderne democrazie non puo’ avere cittadinanza.

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E non si accorgono neppure che il loro finto sdegno non fa che confermare le parole di Franco. Se uno accenna ad alcune troie e si offendono tutti/e, la gente penserà: “Però, guarda quante sono! Credevo di meno…”.

Marco Travaglio

Protected: ALERT – JULIANS PORTFOLIO

March 26, 2013

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ANALISI COMPORTAMENTALE

March 26, 2013

Il fatto di aver consultato Saviano certifica che Bersani non ha in programma nulla di serio.

P.S. – Sarebbe un’ottima cosa aderire all’appello di questi ragazzi israeliani.

LA VIE EN NOIR

March 25, 2013

I Francesi continuano disperatamente a cercare di far capire qual’e’ la loro volonta’ a chi li governa.

figaro

Il governo francese continuera’ dal canto suo ad infischiarsene altamente. Poiche’ essi non servono i cittadini francesi, ma l’oscuro padrone.

E l’oscuro padrone pretende la sanzione istituzionale della depravazione.

I CIPRIOTI SONO STATI SALVATI DI NUOVO

March 25, 2013

Tutto e’ possibile ora.

1 – La dittatura finanziaria europea ha gettato definitivamente la maschera con il tentativo (abortito) di venir meno addirittura alla garanzia legale per i depositi bancari fino a 100,000 euro di valore. I piccoli risparmiatori, anche se possono tirare un sospiro di sollievo nell’immediato, faranno bene a ricordarsi che sono comunque nelle mani di quella gente. Dovrebbe anche apparire chiara, perfino ai piu’ ingenui, la finalita’ criminale di chiunque proponga restrizioni o addirittura l’eliminazione dei contanti: il passo successivo sarebbe l’impianto di un microchip sottocutaneo, per il nostro bene naturalmente. E la nostra trasformazione in una mandria umana sarebbe finalmente completa!

2 – Sembra chiara la volonta’ di creare caos ed insicurezza, con il probabile fine di stringere ulteriormente la morsa sui sudditi, in un segno palese di apprensione per la crescente consapevolezza da parte di questi ultimi della vera natura di chi li governa. Mentre non fa una piega che i grossi capitali subiscano le conseguenze del fallimento dell’entita’ ai quali si affidano, e’ bene richiamare l’attenzione sull’esiguo bisogno finanziario cipriota: poco piu’ di 10 miliardi di euro. Confrontatelo con i mille miliardi erogati a tasso risibile per 3 anni al sistema bancario europeo dalla sua banca centrale. Per quel ridicolo importo, hanno tentato di imporre ed imposto misure che distruggeranno la fiducia esterna nel sistema euro, provocheranno quasi certamente un ripensamento sull’opportunita’ di tenere soldi oltre la soglia (per ora) garantita nelle banche (soprattutto spagnole ed italiane), scateneranno un generale clima di sfiducia interna nell’impresa economica ed, infine, annienteranno il benessere dei ciprioti. Ah, ovviamente Cipro sara’ subissata da cause legali.

3 – La politica della Russia e’ un’enigma avvolto in un mistero contenuto in un arcano. Le e’ stata offerta su un piatto d’argento la possibilita’ di un’eclatante vittoria morale sull’Europa, che avrebbe significato la consegna volontaria di Cipro come provincia russa, posto altamente strategico, a costi risibili. L’unica spiegazione per il rifiuto russo e’ il fatto che, contrariamente alla propaganda mediatica, Putin non ha alcun interesse al salvataggio di quei capitali russi nelle banche cipriote, ne’ come persona, ne’ come nazione, e vede anzi con favore il colpo di maglio calato su di loro. Tali capitali non sono considerati russi, ma frutto del saccheggio della Russia, operato da gente che li usa spesso, peraltro, apertamente contro gli interessi del governo russo. E’ da tempo che il Cremlino persegue l’obiettivo di porre fine alla fuoriuscita di capitali russi dal Paese e di far rientrare quelli che hanno gia’ preso il volo, con il divieto per i dirigenti politici e dell’apparato statale di detenere conti ed attivita’ all’estero e negoziando con gli oligarchi in esilio per un loro rientro non traumatico. La cecita’ europea, in questa prospettiva, gioca tutta a suo favore, e gli da’ inoltre una buona scusa per rappresaglie contro interessi occidentali in Russia.

4 – I suddetti capitali appartengono per lo piu’ a gente poco raccomandabile. Se mi trovassi nei panni dei politici ciprioti, li considererei scomodi assai. I politici ciprioti, ma direi i politici in generale oggi, non sono comunque piu’ raccomandabili di certi detentori di quei capitali. Sono figli della menzogna e privi di qualsiasi morale, spero che questo riesca ad entrare una buona volta nella zucca delle persone.

5 – Non capisco cosa abbiano da festeggiare i “mercati”. Magari pensano che trasformando i soldi in attivita’ finanziarie (azioni o bond) eviteranno che lor signori se ne approprino. Puo’ essere, ma francamente non riesco a seguire la logica: gente che ha gia’ tentato inequivocabilmente di metterti le mani in tasca per finanziare il loro potere, si fara’ scrupolo nel caso il tuo benessere abbia forme differenti?

6 –  E’ probabile che debba aumentare ulteriormente il mio attuale target di prezzo per l’oro (3,200 $), magari non proprio raddoppiandolo, ma quasi.

7 – L’unica vera salvezza e’ in Gesu’ Cristo, ma per questo mondo basterebbe anche riappropriarsi della sovranita’ monetaria.