IL PREZZO DEL SILENZIO


La servitu’ va gratificata!

Non sia mai che si metta ad informarvi davvero, invece di prendervi per il culo. Per esempio, del fatto che al cancro si puo’ sopravvivere, che esiste una terapia efficace*, attuale, scientificamente incontestabile.

Una terapia ideata da Luigi Di Bella, uno scienziato tra i maggiori dello scorso secolo, un medico che, caso unico al mondo, si e’ sempre rifiutato di prendere una sola lira dalle decine di migliaia di pazienti visitati, un galantuomo che non ha esitato a mortificarsi per anni nei bisogni essenziali pur di portare avanti la sua ricerca, potendo contare solo sul suo genio, sulla sua famiglia e pochi amici, oltre che sulla gratitudine dei suoi studenti e pazienti.

Eppure, una ricerca che da sola e con poverissimi mezzi ha dato risultati enormemente maggiori di tutta quella fatta dal potere costituito al costo di centinaia di miliardi di euro, presi al popolo. Una ricerca che viene portata avanti ancora oggi, ancora a prezzo di sacrifici personali enormi.

Smettetela di farvi avvelenare! Smettetela di subire le menzogne e gli abusi di chi prospera sulle vostre sofferenze, reclamate la vostra dignita’ e la liberta’ di scegliere come curarvi, sono soldi VOSTRI quelli che pagano le cure mediche, ricordatevelo.

Affrontateli a muso duro, unitevi e lottate, mostratevi, siete VOI il potere. Trascinateli in tribunale e chiedete cio’ che vi e’ dovuto, pretendete attenzione e rispetto, prendeteli a cazzotti se necessario.

Ridicolizzateli!   RIDICOLIZZATELI !!!

Non vivete il vostro male o quello dei vostri cari come una condanna o, peggio ancora, come una colpa. Le uniche colpe sono di questo sistema infame e di chi lo perpetua, colpe che non avranno perdono, perche’ siedono su atroci sofferenze e centinaia di milioni di morti.

Non lasciatevi abbagliare, sono solo dei maledetti!

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*Buongiorno.

Mi chiamo Roberta Tagliani, sono una donna di 43 anni. Un lavoro, una casa, un compagno, due bimbi, una vita. Il 24 Marzo 2012 mi è stato diagnosticato un cancro trifocale duttale infiltrante di grado 2 al seno sx, con un alto tasso di proliferazione. Dopo 79 gg di cura di lui non vi è magicamente più traccia e voglio raccontarvi di me.

Ho sempre lavorato. Sono stata responsabile commerciale in diverse case di spedizioni internazionali, mi sono occupata di restauro, per poi divenire mamma  di due meravigliose creature che adesso hanno 5 e 6 anni. La mia passione sono la musica e il canto. Una vita normale sconvolta dalla notizia del cancro. Il cancro: quella parola quasi innominabile che tanto spaventa tutti, quella parola per cui, se uno la pronuncia, ti sembra quasi un po’ di essere morta, perché si sa, non sono poi così tanti quelli che si salvano dal cancro, o per lo meno sono molto di più le persone che ci muoiono. Mio padre, il mio amato padre, ne è morto, ed io avevo già sofferto così tanto per lui!

Dopo aver eseguito tutti gli esami ( tac, mammografia, risonanza magnetica, ago aspirato, microbiopsia) i medici mi confermano la diagnosi. Per una settimana sono rimasta sotto un treno lunghissimo che non finiva mai! Travolta, assordata dal rumore, sconvolta dal dolore, quello più profondo, quello che non ti lascia respirare, quello che non sai più che cosa fare, quello che non ti dà tregua, giorno e notte e non ti permette nemmeno di guardare in faccia i tuoi bambini! Il cancro. Non credo che chi non si è mai trovato in una situazione del genere possa capire lo stato d’animo. Uno si trova con un problema qualsiasi e cerca la strada giusta per risolverlo. Si affida agli esperti del settore. Ma quando guardi la morte in faccia, la paura ti prende e ti attanaglia, ti stringe forte e non ti fa respirare!! Qualche giorno dopo questa terribile notizia, mi sveglio e, come già altre volte in passato mi era successo, decido di non farmi travolgere, di scansarmi, di rialzarmi e di guardare intorno. Chiedo aiuto per non farmi vincere e sconfiggere dalla paura. Già praticavo Reiki da un po’, ma volevo fare di più per rafforzare la mia coscienza e la mia anima.  Decido di intraprendere un percorso psicologico, spirituale di pensiero positivo, respiro consapevole, visualizzazione, e non posso negare che una buona percentuale del risultato che ho fino ad ora ottenuto, è realmente frutto del lavoro che, con l’aiuto dei miei maestri e psicologi, sono riuscita a fare su me stessa.

Per diverse strane coincidenze mi sono trovata di fronte al Metodo Di Bella (MDB) e comincio a studiare. Giorno e notte, non hai tanto tempo in certi casi, a leggere le testimonianze strabilianti e le guarigioni, pure di casi disperati. Vengo a conoscenza che anche una persona di Reggio Emilia si sta curando con questo metodo. La voglio incontrare, mi parla per un intero pomeriggio. Lei non ha neanche voluto fare l’intervento chirurgico ed  in 6 mesi la sua Pet risultava negativa. Prendo appuntamento da un medico accreditato, un oncologo chirurgo, per tanti anni primario di chirurgia toracica all’ospedale di Verona. Vado, mi visita, guarda le carte e con aria sorridente mi dice che io potevo guarire anche senza l’intervento chirurgico, o comunque di aspettare a farlo. Mi spiega i rischi dell’intervento, il perché in un corpo già debilitato da un tumore l’intervento chirurgico porta il rischio di scatenare proliferazioni di cellule in altre sedi del corpo. Torno a casa confusa, ma anche felice. Un po’ ci volevo credere. Non volevo però neppure farmi prendere dall’entusiasmo, volevo  attendere l’incontro con chirurgo e oncologo dell’ospedale pubblico di riferimento della mia provincia, che avrei avuto la settimana successiva. L’incontro è un incubo. L’oncologo dice che, dall’esame istologico, risultava che il mio era un caso particolare in cui, in ogni nodulo (ne avevo tre), erano presenti diversi tipi di cellule tumorali. Mi prospetta sei cicli di chemioterapia per testare i farmaci. Avrei cominciato due giorni dopo. Poi intervento chirurgico, radio, chemio e infine ormonoterapia. Il chirurgo per contro dice di non essere così d’accordo sul fare prima la chemio. Secondo lui i tessuti  si irrigidirebbero troppo, quindi per la ricostruzione sarebbero stati necessari tre o quattro interventi chirurgici in più, oltre a quelli necessari per la mastectomia, svuotamento ascellare e ricostruzione. Lui mi avrebbe operata il martedì successivo.

Loro parlano, parlano, parlano poi mi guardano e mi chiedono di prendere una decisione. Spettava a me decidere che fare per prima, tanto il tasso di mortalità non cambiava! Erano lì in attesa di una mia parola sollecitando una mia risposta. Chiedo tempo per riflettere. Avrei dovuto dare la risposta entro la mattina successiva. Ed ecco! Il momento più difficile della mia vita finora. La decisione. Prendere decisioni è davvero difficile. Tante ne avevo prese già nella vita, ma questa? Speravo che un angelo durante la notte mi raggiungesse per dirmi la strada giusta. Ma non è successo e la mattina dopo, non smettendo mai di fare respiri profondi, dico NO, sia al chirurgo che all’oncologo e parto per comprare i farmaci  Di Bella, 2350 €, per la cura di un mese. Cavolo!!

Se solo fossi certa di aver fatto la scelta giusta! Comunque ormai ero lì e dovevo ballare. Il radiologo dell’ospedale mi dice che mi avrebbe tenuta monitorata e così è stato. Dopo appena 22 giorni dall’inizio della cura, alla risonanza magnetica c’era già stata una grossa diminuzione: il 25% del più grosso, il 33% e il 5% gli altri due. Dopo 79 gg. dall’inizio della cura mi sottopongo ad una Pet Tac, che risulta completamente NEGATIVA!!!

Ho raggiunto lo stesso risultato che avrei dovuto raggiungere, secondo l’oncologo, con sei cicli di chemioterapia. La cura Di Bella non è per nulla semplice. Tante medicine da ricordare nell’arco della giornata. Una puntura temporizzata con un macchinino che devi tenerti legato addosso tutta la notte per tutte le notti. Certo che è più comodo andare una volta ogni 21 giorni a Chemioland, farsi una bella flebo e tornarsene a casa liberi, ma poi come stai?

Ora, perché scrivo questo: perché in questi 79 giorni la mia vita è andata avanti NORMALMENTE! Anzi, meglio di prima! Sono stata e sto bene, non ho avuto effetti collaterali. Continuo a sentirmi più energica dal punto di vista fisico e inoltre non ho mai avuto bisogno di un aiuto per portare i miei bimbi a scuola e all’asilo e ad assisterli nelle loro varie attività. Ho continuato a giocare ridere e scherzare con loro e sul mio viso c’è SEMPRE stato il sorriso! Ho continuato i miei concerti con più entusiasmo di prima. I miei bambini non hanno mai sofferto o visto la mamma sofferente. La prima pagella di mio figlio è favolosa e le insegnanti mi hanno detto che nel secondo quadrimestre è migliorato in autostima, autonomia, nel rapporto con gli altri, è un bambino contento e sereno, come altrettanto la sua sorellina. Come sarebbero stati i miei bimbi con una mamma sofferente, depressa, senza capelli, visibilmente malata? Ora so di avere fatto la scelta giusta per me e per la mia famiglia.

So che questa storia non cambierà certo il parere di chi ignora (preferisco pensare sia così) e continua a far sì che la scelta della cura di una malattia sia solo per pochi, per chi può permettersi una spesa tale ogni mese per poter scongiurare il peggio, senza far danni maggiori.

Voglio però che si sappia che esistono le persone come me. Che siamo in tanti che pur non essendo all’ultimo stadio della malattia, hanno avuto il coraggio di scegliere una cura diversa rispetto alla chemioterapia e che ha dato dei risultati così positivi e in poco tempo vivendo una qualità di vita nettamente superiore rispetto a chi invece affronta la malattia seguendo i protocolli tradizionali, e che con enormi sacrifici per tutta la famiglia continua, perché ci crede fermamente. Perché, mi chiedo allora, solo alcuni facendo ricorso ottengono un riconoscimento e la possibilità di curarsi a spese del SSN per cui ho sempre pagato. Perché ho paura di vedermi sfumare la possibilità di poter continuare a curarmi con la cura che tanto mi sta facendo bene? Che alternative ho? La legge non è uguale per tutti?

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2 Responses to “IL PREZZO DEL SILENZIO”

  1. landolfi michele Says:

    Fossi in lei cara amica, proverei a far ricorso onde poter verder
    riconosciuto il suo sacrosanto diritto a curarsi come meglio crede, sencondo quanto sancisce il 34 esimo articolo della costituzione che afferma quanto segue: vi è libertà di cura secondo scienza e coscienza. Parola di medico che logicamente crede e pratica il metodo del Prof. Di Bella. Con osservanza dott. M Landolfi

  2. maedhros67 Says:

    Non sono Roberta Tagliani, caro dottore. Ho solo riportato la sua testimonianza (che e’ una delle tante), apparsa qualche giorno fa sulla versione on line di un settimanale.

    Non so come contattarla, ma sono sicuro che qualcuno le avra’ gia’ dato il suo stesso consiglio. Purtroppo, come credo lei ben sappia, la realta’ nel nostro disgraziato Paese si riduce molto spesso nel fare strame dei diritti fondamentali delle persone, sanciti nella nostra Carta Costituzionale. E’ questo sicuramente il caso, non solo riguardo la disposizione che lei ha ricordato: vi e’ il divieto costituzionale di trattamento sanitario obbligatorio, chiaro come il Sole, ma il nostro e’ un mondo di tenebra.

    E’ certamente vero che molti ricorsi vengono accolti, ma un numero enormemente superiore viene rigettato da chi, pur inamovibile per legge, non riesce proprio a fare a meno di scattare al richiamo del padrone, incurante che cio’ si traduca nel fare scempio di scienza, coscienza e diritto, nel condannare di fatto ad un’orribile morte le persone.

    Se esiste una Provvidenza e se ha potere di intervenire nel mondo, ebbene, e’ ora che si dia una mossa! Non puo’ piu’ attendere oltre per colpire. La misura s’e’ colmata da tempo e la nequizia ormai trabocca con ondate immani.

    Possiamo comunque fare la nostra parte, nel nostro piccolo, per darLe una mano. Se mi trovassi in tale sciagurata situazione, all’atto del diniego pronunciato sui miei diritti inviolabili e sulla mia esistenza, io salterei addosso al pronunciante e gli staccherei un orecchio a morsi. Magari il prossimo ci penserebbe due volte.

    I migliori auguri.

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