DOCTORATE – THE CONTEMPORARY MONETARY SYSTEM


(english version still not available, sorry)

Da quando nel 1971 Nixon diede il via al primo regime monetario globale irredimibile, togliendo la foglia di fico che a Bretton Woods vi avevano piazzato sopra, il mondo ha già conosciuto dei crack ups.
Questo è il terzo.

Finora nessuno ha portato al boom!
Certo, l’entità degli squilibri attuali non è comparabile a quelli passati, oggi le grandezze in questione sono molto maggiori.
Ma sul fatto che la cosa sia rilevante in un regime fiat globale, molto più scafato rispetto a 20-30 anni fa tra l’altro, ho i miei dubbi.

Lo scrivevo in un mio pezzo di 2 anni fa, e lo ripeto adesso: in un contesto siffatto, è un errore ragionare di cartamoneta e debiti come se si trattasse di qualcosa cui siano applicabili leggi fisiche.
Non esiste un limite oltre il quale non si può andare.

Il dollaro ha perso il 95% del suo valore in meno di un secolo, ma può perdere un altro 50%, e poi ancora ed ancora, senza mai arrivare a zero.

Quello che oggi viene chiamato denaro è solo un concetto, e lo è in tutto il mondo. Non è legato a nulla di fisico, e non lo è in nessuna parte del pianeta.
Le valute si paragonano l’un l’altra, contrariamente al passato, quando esperimenti di cartamoneta non redimibile erano racchiusi in un dato spazio, e al di fuori di quello spazio erano costretti a confrontarsi con la Moneta vera.
E la cosa aveva allora l’effetto dello specchiarsi negli occhi della Gorgone.

Oggi non è così.
Anche la denuncia che ne fa l’oro non è necessariamente foriera di un crollo del sistema, perché l’oro è stato escluso dalla circolazione monetaria. E pur conservando la sua natura di Moneta, non ha alcuna rilevanza nel sistema dei pagamenti.
Il sistema può continuare tranquillamente qualunque prezzo reclami l’oro, o qualsiasi altra cosa.

La logica economica comanderebbe il boom dopo crack ups di questa portata, ma il problema è che quella logica pensa di stare ancora parlando di denaro, quello cui era abituata a considerare.
Ma oggi siamo di fronte ad un’altra cosa, completamente diversa.

Il boom avviene solo se salta la convenzione ad opera di qualche componente del sistema, che è UNICO e GLOBALE.
Ed al contrario di qualsiasi altro fissatore di prezzi, ha la padronanza esclusiva ed assoluta della cosa di cui ordina il prezzo, della cosa che tutti credono ancora essere denaro.

Ma nessuno dei componenti del sistema lo farà, perchè nessuno di loro, neanche quelli che ricavano i minori vantaggi, desiderano la continenza e il ridimensionamento che la Moneta imporrebbe loro.
Sbraitano e scalciano ogni tanto, ma solo per sistemarsi meglio di posto all’interno del sistema, che ogni tanto provvede a fagocitare qualche sua appendice periferica, ma continua implacabile, forte dell’assoluta ignoranza in materia del 98% dei figuranti che operano al suo interno e delle armi sempre più potenti che possiede in ordine all’induzione dei comportamenti e della percezione delle persone.

Un sistema siffatto non salta per cause endogene!
O almeno, questo è il mio parere.
Diciamo subito che non si vuol sostenere che il sistema possa andare avanti all’infinito. Di infinito esiste solo la stupidità umana.
Questo sistema è una creazione umana, e come ogni creazione umana è destinato a finire e ad essere oblìato.
Io ritengo semplicemente che la sua caduta non sarà generata da qualcosa di intrinseco al sistema, tipo l’espansione senza fine di quello che chiamano denaro, e quindi dei debiti.

Il richiamo alla natura c’entra come l’aglio prima di un appuntamento galante.
Qua non si tratta di signoraggio, e di valore legale imposto in misura non corrispondente a quello intrinseco. Si tratta del valore intrinseco che non c’è più, in nessuna parte del mondo.
Non c’è più il denaro, insomma.
C’è un concetto e dei numeri, che con la natura e le sue leggi non hanno nulla da spartire. Sia l’uno che gli altri non hanno limiti!
E pertanto, è quasi imbarazzante che si continui a ragionare economicamente come se quello che usiamo per i pagamenti fosse ancora un bene, un qualcosa che la natura dispensava.

Altrettanto incomprensibile è questa attesa dell’iperinflazione, o il benvenuto alla stessa, che sarebbe oggi finalmente arrivata.
Occorre svegliarsi! L’iperinflazione è qui fin dalla dichiarazione di fallimento di Nixon. Andate a controllare quanto costava un pezzo di pane o un chilo di carne nel 1971, e confrontatelo con i prezzi di oggi. Oppure, controllate l’entità dei vari aggregati monetari e creditizi di allora con quella odierna.
Essa semplicemente non è percepita come tale.
E la ragione principale è quella che ho esposto in precedenza: manca il termine di paragone! Esso (la Moneta) è bandito, posto al di fuori del sistema dei pagamenti. Conserva la sua nobiltà, ma è irrilevante nella sua funzione storica, perchè dappertutto è stato reciso il suo legame con i mezzi di pagamento. E dappertutto la cosa è accettata.
Vi sono poi anche altre cause secondarie, come l’aumento dei beni prodotti e la fortissima presa che il governare moderno ha sulla percezione ed i comportamenti delle persone.
E come il bollire a fuoco lento: non lo si percepisce, ma comunque finisci bollito (impoverito). A meno che tu non conosca la faccenda.

Anche il richiamo all’esaurimento delle risorse naturali è completamente fuori luogo. Il problema permarrebbe in ogni caso, anche se le pagassimo in Moneta. Se finiscono, finiscono; non è un problema del sistema dei pagamenti.

 

In quello che dico non c’è alcun giudizio di valore. Sono solo riflessioni sulla natura del sistema monetario odierno, da cui cerco di ricavare delle conseguenze logiche.
Non elevo nulla a postulato.
Ma non si può pretendere di smontare un ragionamento logico con la semplice osservazione che non posso escludere che siano sbagliate le conclusioni che ricavo.

L’obiezione principe ai miei assunti è il richiamo alla natura. E non ha senso perché il denaro di oggi non è più un bene naturale.
Ho il piacere di informare inoltre che anche i debiti non sono più qualcosa di reale, come non lo è più il denaro.
Nel sistema attuale, c’è un’equivalenza quasi perfetta tra le due cose. E questa è peraltro l’obiezione mortale per chiunque abbia cianciato di deflazione in questi anni, soprattutto per quelli che dalla deflazione ricavavano addirittura la conseguenza di un rafforzamento della valuta in questione.
In ogni caso, se si può estinguere il debito con qualcosa che non è reale, nel senso che non è prodotto tramite un processo economico e non è legato ad alcunché di tangibile (l’attuale cd. denaro), come fa il debito ad essere qualcosa di reale?

Il dollaro ha perso un’altro 10% del suo valore nell’ultimo mese, dopo averne perso il 95 da quando la Fed cominciò a difenderne il valore.
Ci sono serie probabilità che ne perda un altro 25-30% in un futuro non lontano.
Non arriverà mai a zero. Quando una valuta si avvicina pericolosamente a quella soglia, basta fare come i turchi: cancellare sei zeri, ed assistere ad una corsa all’acquisto dei propri bond.

Dopo quel massacro, 95% e passa di valore perso, mentre un sacco di gente continua imperterrita ad aspettare l’iperinflazione che bussi alla porta, i dollari continuano ad essere accettati, e con molto piacere.
Vengono semplicemente valutati di meno.

Oggi c’è una certa apprensione perché pare che il declino stia conoscendo delle accelerazioni preoccupanti.
Ebbene, è già successo, ed in maniera ancora più grave, negli anni ‘70 e nella metà degli ‘80, ma siamo sempre qui.
Il sistema va in fibrillazione, gli attori principali strepitano, si azzuffano, complottano, qualcuno esce di scena, altri entrano, altri ancora si cambiano di posto, qualche appendice viene sacrificata e sostituita con una nuova di zecca, e poi tutti pronti per un nuovo giro.
Con l’oro a 2.000 $? Perché no?
Tanto per trovare quei 2.000 $ non debbono fare altro che schioccare le dita.
Quello che intendo quando dico del bisogno che salti la convenzione affinché il sistema vada a ramengo è che la gente cominci a rifiutare la moneta legale.

Solo che io escludo che le persone siano in grado di farlo. A prescindere da una pressoché completa mancanza di consapevolezza, tranne che in alcune èlites, e di volontà, il “legal tender” è un obbligo che vige dappertutto.

Posso immaginare solo uno Stato che denunci quella convenzione, ammesso che abbia la forza per implementarla.
Ma non posso immaginare dei governanti che rinuncino scientemente ai privilegi che comporta il loro monopolio sulla produzione e la vendita di quello che viene ancora chiamato denaro.

Di solito, denunce e strepiti vari hanno avuto l’unico scopo di rinegoziare rapporti di forza, ma sempre all’interno del sistema.
E’ d’uopo chiarire che il paradosso di Zenone è portato solo a titolo di esempio, ed il fatto che la somma di quegli infiniti intervalli sia finita (tra l’altro è finita solo se si assume una velocità costante della cosa che li attraversa) non significa nulla in ordine al filo logico che lega le mie riflessioni.
Qual’è il numero delle somme che porta a quel risultato finito? Dal basso della mia ignoranza matematica, azzardo che contenga tante di quelle cifre da risultare quasi impossibile da pronunciare, a meno di non usare l’elevazione a potenza.
E quante sono le probabilità che si arrivi a quella fine, senza che intervenga prima un fattore esogeno a terminare il sistema?
Credo che si approssimino allo zero.

Questo per quanto riguarda l’ambito puramente teorico-speculativo.
Venendo a quello economico, entra in scena il fattore umano.
L’economia è scienza delle azioni che gli umani compiono per soddisfare i loro bisogni, veri o presunti, in un ambiente con risorse qualificate dalla scarsità.
E gli umani hanno comportamenti la cui logica non è semplice come quella matematica.
Questo è il motivo per cui l’economia non è arte dei matematici.
Il fattore umano non ha alcuna difficoltà nel mandare a peripatetiche le risultanze del calcolo infinitesimale.
E lo può fare in un sacco di modi: può imitare i turchi (ed un sacco di altri), può adoperare foglie di fico tipo un nuovo agganciamento alla Moneta (ve ne sono di tipi che permetterebbero comunque ai padroni del vapore un grande lassismo), può stabilire cambi fissi tra i vari coriandoli, e si può continuare.

Oppure può semplicemente continuare ad assistere alla svalutazione di quello che oggi chiamano denaro, consapevole che essa può andare avanti indefinitamente (che non vuol dire all’infinito) in mancanza della cartina di tornasole (la Moneta) all’interno del sistema dei pagamenti.

Senza preoccuparsi che arrivi la fine delle infinite suddivisioni possibili del valore di qualcosa espresso in numeri.
E’ probabile che arrivi prima il giorno del giudizio!
Certo, se alla parola “boom” si dà il significato di semplice fibrillazione o crisi del sistema, allora siamo d’accordo: un sistema monetario come quello odierno non può non soffrirne in continuazione, con gradazioni ed ambiti diversi.

Ma non è in questo senso che essa viene usata classicamente..
Tradizionalmente essa indica la fine, data come inevitabile, di ogni sistema monetario non redimibile, e cioè la distruzione della cartamoneta redimibile solo in sé stessa che lo fonda.
Principalmente tale conclusione si basa sui precedenti di sistemi siffatti, ma ha il difetto di non considerare le due novità che riguardano il sistema attuale, che sono legate fra loro, e che ho indicato:
1) non esistono confini spaziali al sistema fiat contemporaneo, e
2) la Moneta non ha più posto tra i mezzi di pagamento, cosa che impedisce il confronto tra le due forme di media exchange; confronto che storicamente ha sempre decretato la fine del coriandolo di turno, e che analiticamente non potrebbe avere una conclusione diversa.

Riguardo la fine del mondo, non intendo certo sancirne l’impossibilità per cause endogene.
Io parlo del sistema monetario.
E se il mondo finisce, la cosa si pone nei confronti di quel sistema come fattore esogeno.

(anche se bisogna ammettere che essa potrebbe benissimo essere correlata al sistema monetario, ma con le correlazioni bisogna necessariamente andarci cauti; in fondo, si potrebbe correlare tutto al Big Bang, o a qualunque cosa sia successa ai primordi)
Qualsiasi paragone con il 1929, infine, paragone che viene spesso portato come paradigma delle conseguenze di un’espansione creditizia eccessiva, è privo di senso.
Ed il motivo è molto semplice: a quel tempo, il dollaro era una certa quantità d’oro (1/20 di oncia, portato poi ad 1/35 da Roosevelt dopo la rapina).

Non c’era un sistema monetario fiat in poche parole.

Gli effetti dell’inflazione sulla società e le sue regole sono risaputi; c’era un magnifico pezzo di Cantor che li illustrava magistralmente.
Lo scontro con la realtà denuda il nulla che sostiene il denaro politico, e facendosi beffe di ogni sforzo, non importa quanto grande, di chi lo impone, lo condanna ad una svalutazione senza soluzione di continuità verso il costo della sopravvivenza.

Ma sul fatto che questo possa portare ad una ribellione verso quell’imposizione, ed al ripudio del denaro irredimibile, da parte delle persone (è questo il significato classico del “boom” dopo il “crack up”), che la convenzione salti perché rifiutata da quelli cui era stata imposta (unico fattore configurabile come endogeno), io ho serissimi dubbi.
C’è una grandissima differenza tra l’oggi e quel tempo: nel 1929 la Moneta persisteva e concorreva nel sistema dei pagamenti.
Prima direttamente, poi indirettamente quando Roosevelt la tolse dalla circolazione, mantenendone però l’aggancio.
Già anche solo con l’aggancio, le risultanze mutarono drasticamente. Fino alla rapina, la Moneta richiamò all’ordine prezzi ed eccessi creditizi, e coloro che li avevano commessi. Dopo la confisca, anche l’aggancio non potè impedire l’inizio dell’aumento senza sosta del costo della sopravvivenza in termini di quei dollari che avevano la pretesa di sostituire la Moneta con pari dignità, e l’espansione creditizia da allora non ha più avuto richiami all’ordine degni di nota.

Nel 1971 ci si è liberati anche dell’ultima foglia di fico, e solo da allora vige il sistema monetario odierno: un sistema di cartamoneta irredimibile, autoreferenziale, e senza limiti spaziali sul pianeta.
La Moneta è completamente bandita, non ha alcuna rilevanza nel sistema dei pagamenti, neppure indirettamente.
Del resto, il meccanismo di creazione di eccessi creditizi è sempre lo stesso, più o meno.
Quello che cambia è che una volta che la fiducia venga scossa, se la Moneta è comunque nel sistema, l’espansione creditizia rotola su sé stessa, poiché il cash (il pagamento in pieno) in tal caso rappresenta una base non inflazionabile.

Una volta bandita la Moneta dal sistema, ed eliminato addirittura ogni riferimento ad essa nei mezzi di pagamento, il pagamento in pieno non esiste più.
L’espansione creditizia, che ha ormai differenze solo sfumate con quello che si pretende ancora chiamare cash, è sorda a qualsiasi richiamo, perché sa che la base adesso è inflazionabile tramite semplici atti di volontà umana. E sa che quella volontà ci sarà sempre!
Ed infatti, da allora non ha più conosciuto soste, con accelerazione esponenziale dopo che l’ultimo freno è stato rottamato nel 1971.
Un freno che per quanto malandato fosse esercitava pur sempre la sua funzione, e sia pure imperfetta quella è sempre una funzione oltremodo fastidiosa per un governante.

Tutto ciò rappresenta una novità assoluta, un qualcosa che non s’è mai verificato prima, e questo per me è abbastanza per imporre una revisione ai canoni dell’analisi economica classica, almeno per quanto riguarda la cosa di cui si discute.

May 22, 2006 Castrese Tipaldi

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One Response to “DOCTORATE – THE CONTEMPORARY MONETARY SYSTEM”

  1. GENERAL CONSIDERATIONS « Maedhros Global Allocation Report Says:

    […] it’s not possible for a global fiat monetary system to blow up for endogenous reasons (i.e. the never ending expansion of money/debt […]

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